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Discussione: Focus Libia

  1. #1251
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Citazione Originariamente Scritto da Guy Fawkes Visualizza Messaggio
    Questo è un segnale per cose a venire:

    https://www.theguardian.com/world/20...l-deal-rosneft
    https://deutsche-wirtschafts-nachric...lid=82ffb9fcbc

    La compagnia Russa ROSNEFT ha siglato un importante accordo strategico con la Libia
    La Libia ha firmato un accordo di cooperazione con il gigante energetico russo Rosneft, facendo andare gli inglesi su tutte le furie.
    La compagnia libica di proprietà statale National Oil Production (NOC) ha siglato un accordo con la compagnia petrolifera russa, come riferito da un comunicato della stessa compagnia libica, alla ricerca di investimenti internazionali.

    Le due compagnie intendono istituire un gruppo di lavoro per esplorare le possibilità di cooperazione nei settori della produzione di petrolio. Già il mese scorso l’amministratore delegato di NOC, Mustafa Sanalla aveva annunciato l'intenzione di aumentare la produzione di petrolio, entro il 2022, a 2,1 milioni di barili al giorno attraverso gli investimenti stranieri.
    Gli investimenti di grandi compagnie petrolifere internazionali sono necessari "per raggiungere i nostri obiettivi di produzione e per stabilizzare la nostra economia" - ha detto Sanalla. Il paese nordafricano (grazie all’ennesimo disastro anglo-americano) è attualmente controllato per gran parte da milizie armate. Il paese produce oggi 600.000 barili di petrolio al giorno, ma prima della caduta del presidente Muammar al-Gheddafi, causata dall’alleanza militare occidentale nel 2011, ne produceva 1,6 milioni.

    Secondo Chris Weafer della Advisory Macro di Mosca "Questo accordo unisce potenzialmente una buona redditività per Rosneft e una buona politica per il Cremlino. Ora ci si possono attendere ulteriori accordi di Rosneft in Medio Oriente, Nord Africa e nei paesi in via di sviluppo".
    Secondo l’AD di NOC "Questo accordo con la più grande compagnia petrolifera Russa pone una base comune per delineare le aree di cooperazione. L’importante cooperazione tra NOC, Rosneft e la Russia può svolgere un ruolo importante e costruttivo in Libia".
    La Libia è divisa tra i vari gruppi rivali con sede a Tripoli e il comandante militare Khalifa Belqasim Haftar, che controlla l'est del paese. Haftar e il NOC, controllato dal governo unitario di Tripoli, avevano cercato un approccio nei mesi passati. Il comandante vuole vendere il petrolio nella parte orientale del paese, attraverso la NOC, ed è sostenuto dalla Russia.
    In Libia ci sono diverse società straniere in rivalità per i diritti di estrazione e produzione nel Paese. Tra queste ENI (Italia), Total SA (Francia), Repsol YPF (Spagna), Waha Oil Co. (joint venture statunitense), BP (UK), ExxonMobil (Stati Unit), Statoil, royal Dutch / Shell (Paesi Bassi e Gran Bretagna), Gazprom e Rosneft (Russia), RWE (Germania).
    Gli inglesi sono stati i primi ad andare allo scontro con Mosca: Alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il ministro della Difesa britannico Michael Fallon ha avvertito che la Russia non dovrebbe interferire in Libia:. "Putin sta testando l'Occidente, sta testando l'alleanza. Non dobbiamo permettere all’orso di infilarci le zampe."
    A Fallon è arrivata la replica russa attraverso il Ministro della Difesa Sergei Shoigu: "Negli zoo occidentali non hanno animali che sono in grado di spiegare ciò che fa la Russia. I britannici hanno come simbolo il leone, ma c’è un vecchio proverbio che dice: ‘Tutti i leoni sono gatti, ma non tutti i gatti sono i leoni…”.
    in europa c'è chi paga e chi prende....


    http://www.europarl.europa.eu/news/i...i-stati-membri

  2. #1252
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    in europa c'è chi paga e chi prende....


    http://www.europarl.europa.eu/news/i...i-stati-membri

  3. #1253
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Povera bugiarda cronica della Clinton cosa gli tocca vedere.

  4. #1254
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    Predefinito Re: Focus Libia

    La Russia ha fornito ad Haftar almeno un jet mig23MLD
    https://warisboring.com/it-looks-like-russia-gave-a-fighter…






  5. #1255
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    Predefinito Re: Focus Libia

    La Russia e la Libia, l’Italia tenga gli occhi aperti - Corriere.it

    Il Cremlino ha tutto da guadagnare patrocinando un ravvicinamento tra Sarraj e Haftar che gli occidentali non sono riusciti a ottenere da soli
    di Franco Venturini

    Il generale Khalifa Haftar, padrone o quasi della Libia orientale, deve essere stato preso da una crisi di gelosia nell’apprendere che il suo rivale della Libia occidentale Fayez al-Sarraj è stato accolto ieri a Mosca dove ha avuto un lungo colloquio con il ministro Lavrov. Gelosia infondata, come talvolta accade, perché la Russia di Putin non intende mollare Haftar ma piuttosto consolidare le sue aspirazioni libiche agganciando anche il governo filo-Onu (e filo-Italia) di Tripoli. Il Cremlino ha tutto da guadagnare patrocinando un ravvicinamento tra Sarraj e Haftar che gli occidentali non sono riusciti a ottenere da soli. E dopo la Siria sarebbe questa una nuova stabilizzazione promossa dalla Russia, proprio lì dove l’Occidente creò le premesse del caos intervenendo militarmente nel 2011. L’attivismo russo ci riguarda, visto che il 90 per cento dei migranti che giungono in Italia parte dalla Libia, e che il Memorandum firmato da Serraj e Gentiloni, pur individuando importanti aree di collaborazione con Tripoli, non è in grado da solo né di avviare in Libia una riconciliazione nazionale né di contenere i migranti. L’Italia, senza aggrapparsi a un «ruolo dirigente» almeno in parte velleitario, ha l’occasione di utilizzare il suo rapporto privilegiato con Tripoli in due direzioni. Primo, la mediazione russa va appoggiata nella speranza che si dimostri davvero tale e che coinvolga, come pare sia nei progetti di Putin, l’Egitto e l’America di Trump. Le polemiche negli Usa sui rapporti segreti con Mosca di uomini del Presidente rendono difficile, oggi, una collaborazione aperta in Libia o altrove. Ma Trump dovrà presto fare delle scelte, e la Libia potrebbe diventare un banco di prova delle possibilità d’intesa con la Russia dichiaratamente in chiave anti-Isis. Secondo, dovremmo opporci (e non saremmo i soli) all’ipotesi ripetutamente ventilata della creazione di un «punto d’appoggio» militare russo in Cirenaica, a due passi dalle nostre coste. Il Cremlino smentisce, noi dobbiamo credergli ma tenere gli occhi aperti.

  6. #1256
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    Unhappy Re: Focus Libia

    Libia: terminal petrolio in mano milizia - Africa - ANSA.it
    Intensi combattimenti coi soldati di Haftar che li controllavano
    © ANSA
    Redazione ANSA BENGASI
    04 marzo 2017 00:02

    Torna a riaccendersi l'area della Mezzaluna petrolifera libica, già teatro lo scorso settembre di pesanti scontri armati. Le Brigate della difesa di Bengasi, potente milizia jihadista, hanno preso il controllo dei due importanti terminal di Ras Lanuf e al Sidra, scontrandosi con i soldati di Tobruk, che fanno capo al generale Khalifa Haftar, che dallo scorso settembre li controllavano. A renderlo noto è stato il portavoce della Brigata 101, Faisal al-Zwei, precisando che un migliaio di miliziani, con circa 200 veicoli, si sono scontrati con le forze armate dell'est libico, costringendo quest'ultime alla ritirata. Al-Zwei ha poi aggiunto che a sostegno dei miliziani si sono aggiunti alcuni combattenti fedeli a Ibrahim Jedran, la formazione vicina a Tripoli, che controllava i terminal ma che lo scorso settembre venne cacciata proprio dalle forze di Haftar. Cinque mesi fa in un blitz a sorpresa i soldati di Tobruk entrarono nell'area della Mezzaluna petrolifera e conquistarono senza combattere proprio Ras Lanuf e al Sidra, sottraendola alle guardie di Jedran. .

  7. #1257
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    Predefinito Re: Focus Libia

    In pratica è una lotta tra bande per il controllo dell'affare che rende.

    Direi che la situazione resterà confusa almeno per i prossimi decenni.
    Combattere contro il malvagio non fa di te per forza il buono; combattere per una causa che ritieni giusta non rende giusto tutto quello che fai

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  8. #1258
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    Predefinito Re: Focus Libia

    cremonesi è il julian ropcke italiano
    in sostanza lascia comunque intendere che haftar può riprendersi i pozzi quando vuole

    Le difficoltà di Haftar che favoriscono l’unità libica - Corriere.it

  9. #1259
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    Predefinito Re: Focus Libia

    Libia, Haftar prepara il contrattacco per riprendere i pozzi di petrolio dell'Est - Repubblica.it

    Ma adesso gli impianti di Ras Lanuf e Sidra sono difesi anche da truppe di Misurata. L'Italia appoggia Tripoli: "E' giusto che Serraj controlli i terminali"
    di VINCENZO NIGRO

    11 marzo 2017

    LE PROSSIME ORE potrebbero essere decisive nella guerra civile di Libia. Otto giorni dopo aver perso il controllo di due terminal petroliferi nell'Est della Libia, il generale Khalifa Haftar sarebbe sul punto di lanciare un contrattacco per riconquistare Ras Lanuf e Sidra. Una colonna di mezzi e uomini di Haftar è stata segnalata in avvicinamento a Ras Lanuf, nella "mezzaluna petrolifera" che venerdì scorso con un'operazione a sorpresa era stata conquistata dai miliziani delle "Brigate di Difesa di Bengasi" (BDB). "Siamo pronti a liberare Ras Lanuf dalle milizie dei terroristi", si legge in un comunicato diffuso su Facebook dalle forze di Haftar e ripreso da AnsaMed.

    Dopo aver conquistato Ras Lanuf e Sidra, le "BDB" avevano ceduto il controllo dei terminal di petrolio alle "Guardie delle strutture petrolifere" (Petroleum Facilities Guards in inglese), una struttura che era di fatto una milizia autonoma, ma che di recente è stata riconosciuta dal governo di Tripoli e adesso lavora per il presidente Serraj. E proprio oggi il presidente del Consiglio di presidenza ha invitato tutte le fazioni delle Guardie perché si mettano insieme "sotto un'unica forza" a difesa dei terminal di greggio gestiti dalla NOC, la compagnia petrolifera libica di Stato.

    "Il compito delle forze unitarie delle Guardie petrolifere sarà quello di difendere i terminal di petrolio da ogni attacco o minaccia da qualsiasi parte essa giunga", scrive il premier del governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli, rinnovando l'appello "a tutte le forze presenti nella Mezzaluna petrolifera a ritirarsi subito dalla zona ed evitare ogni atto ostile".

    Anche il ministero della Difesa di Tripoli ha salutato il fatto che le Brigate di difesa di Bengasi abbiano consegnato i terminal alle Pfg "al fine di agevolare il lavoro della compagnia petrolifera Noc", inviando a supporto delle Guardie 600 uomini. A questo punto quindi le Guardie fedeli a Tripoli controllano due dei quattro terminal di greggio della "mezzaluna petrolifera", Ras Lanuf e Sidra. Con loro sarebbero stati schierati anche 600 uomini di Bunian al Marsosus, la coalizione di milizie di Misurata che a partire da maggio scorso ha combattuto ferocemente a Sirte per liberarla dall'Isis. E le milizie di Misurata saranno un osso molto duro per i miliziani di Haftar se il generale dovese effettivamente tentare il contrattacco.

    Una settimana fa l'attacco ai pozzi - La storia di questa ultima puntata nel confronto fra le varie milizie libiche inizia venerdì scorso, quando le BDB a sorpresa conquistano quasi senza colpo ferire i due terminal. Tutte le fonti libiche concordano su alcuni dettagli molto importanti: il generale Haftar, un ex ufficiale di Gheddafi che per 20 anni ha vissuto negli Usa e adesso agisce col sostegno dell'Egitto, riusciva a mantenere il controllo dei terminali con una milizia composta soprattutto da mercenari ciadiani e sudanesi. I suoi uomini avevano sottratto i pozzi alle Pfg nel mesi di settembre, quando l'esercito di Misurata e Tripoli era ancora impegnato a Sirte contro l'Islamic State. Da allora le Guardie petrolifere (che allora erano guidate dal "signore della guerra" Ibrahim Jadran) hanno provato un paio di volte a riprendere i pozzi, ogni volta con esiti disastrosi. Nei loro tentativi erano però state sostenute dal Ministro della Difesa di Tripoli, il generale Mahdi al Barghati, che è un militare dell'Est schierato al fianco di Haftar e che era stato nominato ministro da Serraj proprio per indebolire il generale rinnegato.

    E' stato Barghati a mettere a punto il piano militare che venerdì scorso ha sottratto i pozzi ad Haftar. Innanzitutto c'è stato l'accordo con le Guardie Petrolifere che nel frattempo hanno un nuovo capo nominato da Tripoli. Poi c'è stato il ruolo della tribù prevalente nella regione, quella dei Magharba, che in passato avevano appoggiato Ibrahim Jadran, salvo accogliere gli uomini di Haftar quando era sembrato loro più conveniente fare questo passaggio. Adesso i Magharba sostanzialmente hanno voluto liberarsi dei mercenari ciadiani e sudanesi, che consideravano invasori a casa loro, e hanno provato la nuova alleanza con il Consiglio presidenziale di Tripoli.

    La scommessa dell'Italia: puntare sulla capacità di Serraj di "controllare" le milizie filo-islamiche
    Il passaggio di mano dei pozzi petroliferi non è stato commentato dalle Nazioni Unite, mentre Usa, Francia e Gran Bretagna hanno esortato a cessare l'uso della violenza. L'Italia, invece, ha deciso di assumere una posizione originale, in linea con la sua politica di sostegno al governo di Fayez Serraj. Con un commento alle agenzie di stampa, l'inviato italiano per la Libia, l'ambasciatore Giorgio Starace, ha detto chiaramente che "l'Italia saluta con favore il fatto che il Governo di accordo nazionale di Tripoli abbia ristabilito il pieno controllo sui terminal" della Mezzaluna petrolifera. Inoltre l'ambasciatore Giuseppe Perrone, unico ambasciatore occidentale presente a Tripoli, con un comunicato ha annunciato su Twitter che "il dispiegamento delle forze del Consiglio presidenziale nella Mezzaluna petrolifera è un passo nella giusta direzione, ribadendo che l'accordo politico di Shkirat (in Marocco) è l'unico framework" per risolvere la crisi in Libia.

    La presa di posizione italiana è stata criticata naturalmente da ambienti politici dell'Est, vicini al generale Haftar; altre critiche alla posizione italiana sono venute da alcuni analisti internazionali, che hanno fatto notare che nelle Bengasi Defense Brigade sono presenti elementi del Libyan Fighting Group, di Ansar al Sharia e di altre formazioni del jihadismo islamista. Il problema serio è quindi capire se Serraj e i suoi alleati politici e militari a Tripoli saranno capaci di controllare e anche contenere gli elementi più estremisti che sono presenti nella coalizione che ha ripreso i pozzi ad Haftar. Secondo le loro stesse dichiarazioni, i miliziani delle BDB vorrebbero proseguire verso Est, per andare a liberare Bengasi dalla presenza di Haftar.

  10. #1260
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    Predefinito Re: Focus Libia

    siamo in guerra al fianco dei bomballah

    Dio salvi rumiyah!

 

 
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