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Se dovessimo fare una descrizione apocalittica ogni volta che il Papa dice una cazzata...
Non siamo alla situazione "tutto va bene madama la marchesa" ma nemmeno alla rottura del settimo sigillo.
La fedeltà al depositum fidei da parte di un Cattolico è far risaltare le cose giustissime dette dal Pontefice (che sono tantissime, direi la stragrande maggioranza) e non soffermarsi solo su scivolate che c'è da sperare e pregare che Dio prima o poi fermi.
Ultima modifica di Miles; 14-06-14 alle 18:40
Preferisco di no.




In Italia i cattocomunisti sono troppo attaccati alle sottane di certo vescovume per fare qualcosa di serio.
In Germania ed in Austria la musica è diversa e si salda con certo Cattolicesimo alla Kerry degli states ben più pernicioso della teologia della liberazione in termine di Salvezza delle Anime.
Un mix di "dittatura delle voglie" alla B XVI e "Cristiani tiepidi e politicamente corretti" come denunciato dal Papa regnante.
Insomma un anglicanesimo 2.0. Magari con qualche colpo di coda vagamente tipo 1984.
Se hai letto "Il Padrone del Mondo" di Benson , uno scenario simile.
Poi l'argomento è amplissimo, ed è una riflessione non mia che condivido da un paio d'anni.
Preferisco di no.


Le vecchine col rosario? Finita l'ultima generazione di anziani le prossime vecchine saranno donne "emancipate" e divorziate coi tatuaggi, che fino a cinquant'anni sono andate in discoteca. E, dico io, anche i "nostri" (intendo dire proprio nostri, non i laicisti democratici) irreligiosi avranno poco da esultare.
Mi pare che del cristianesimo si appresti a rimanere la scorza umanitaria e secolarizzata, una religione dell'utile collettivo, della misericordia e della vaga bontà d'animo come virtù utile al bene comune. E delle chiese come luoghi folkloristici da visitare, rovine di epoche credulone e barbariche.


Spero di sbagliarmi, d'altronde può darsi, sono un mortale, mica sono Adinolfi...


scegliere una via ascetica, mistica, irta e in totale solitudine. l'eremita: è questa l'unica strada da percorrere se si decide di vivere il cristianesimo oggi.
presenta sicuramente delle contraddizioni, profuma vagamente di eresia secondo alcuni, non lo nego, ma attualmente non vedo altre possibilità all'orizzonte.
questo almeno è il mio modo di affrontare la questione, in seguito alla mia "conversione", o per meglio dire presa di coscienza.
chi ritengo rappresenti un cattolicesimo puro e in sincero accordo con ciò che impone la fede, (che ricordiamo è un'adesione totale ed incondizionata ad un insieme di valori, non un miscuglio duttile di "secondo me" da adattare di volta in volta a seconda della direzione presa dal vento) mi è troppo distante.
fisicamente intendo. considerando che il quadro generale della Chiesa odierna infonde un grande senso di rassegnazione nell'animo, mi riesce più naturale e spontaneo isolarmi in me stesso.
...vivono tutte ancora le isole madri di Eroi
ogni anno rifioriscono...


In un certo senso è quello che furono costretti a fare i Padri del deserto.
Certo non per rassegnazione, anzi.
Io stesso di fronte al marasma postconciliare e al modernismo in tutte le sue salse mi sento sempre più cattolico, non meno.
Ultima modifica di amerigodumini; 14-06-14 alle 19:34


E' un quadro un po' riduttivo che nega gli altri Carismi che fanno parte della Chiesa da sempre.
La fuga dal mondo è utile solo quando è rivolta alla contemplazione di Dio ed alla preghiera riguardo alle sventure degli altri. Questo è , in soldoni, S.Antonio Abate. Ma se non sei S.Antonio Abate, è solo solipsismo , fuga e seghe mentali.
Nell'immensità di carismi ognuno trova il suo posto.
Quasi altrettanto eroica è la testimonianza di coerenza Cristiana creando una famiglia autenticamente Cristiana in questo mondo degenerato e affrontandone le sfide.
O fare i Sacerdoti nella parrocchietta X e mandando a quel paese chi pensa che la parrocchia sia solo il punto di partenza per la sagra e per il concertino dei gruppi emergenti e non il punto focale da cui emanano i Sacramenti nella Chiesa particolare
E di esempi sono infiniti, che i buoni Preti, i buoni Frati, i buoni Vescovi non mancano nemmeno in questi tempi, e non c'è bisogno di impararsi tutta la Summa Theologica a memoria ed inerpicarsi fino ad Econe per vederli (ed Econe stessa ha i suoi limiti. Ma li nasconde molto bene)
Forse è perché, nella mia miseria, cerco di muovermi un po' nel mondo Cattolico contemporaneo. A volte ne ricevo derisioni e a volte approvazioni. Alle prime trovo consolazione nel Santissimo, alle seconde temo solo di inorgoglirmi.
Alla fine se Cristo ha vinto il mondo e la morte, il buon Cristiano non deve preoccuparsi né del primo né del secondo, ma vivere in coscienza, coerenza e Fede la sua battaglia dove è stato mandato a combattere secondo la propria vocazione.
Guardate che quella del Cristiano non è mai stata una passeggiata. I tempi sono bui,ma non sono disperati nella misura in cui sappiamo che la disperazione è il vero peccato di Giuda.
Poi vabbè, sembra la chiamata alle armi per una specie di Battaglia di Berlino coi Panzerfaust Sacri contro i T34 dell'antiCristo, possiamo vederla come ci pare, ma se perdiamo di vista che prima di tutto vengono i Sacramenti e l'Unione con Cristo, ma subito dopo la Testimonianza, beh, allora tanto vale andare subito a raccattare la macchinetta per capelli dal nostro Skinhead di fiducia e farci Hare Krishna.
Preferisco di no.