
Originariamente Scritto da
furioso2013
credo che il discorso sia un po' più complesso e dipende da come uno intende la politica, come detto discorso non facile.
a) come intendo la politica ?
per quel che mi riguarda ritendo che il pensiero comunista (marx, movimenti operai...) sai superato dai tempi, molte cose sono cambiate da allora, e mi rifersico alla società, al modo di vivere, di comprendere, di lavorare e di studiare.
dalla metà degli anni ottanta il modo di vivere, di percepire la vita personale e sociale ha iniziato a cambiare.
questo ha portato alla caduta del muro (e non viceversa)
dalla metà degli anni 90 la tecnologia ha poi accellerato il fenomeno.
ormai internet, il cellulare sono ritenuti "beni di prima necessità" !
se venissero a mancare uno dei due ( o peggio ancora entrambi) avverrebbe una catastrofe mondiale (tutto si basa su questo)
a livello sociale le cose hanno seguito lo stesso percorso.
si è passati dal vivere per lavorare (il lavoro non solo era una necessità, ma tutto ruotava lì; il massimo del relax era andare alla sera nell'osteria e solo un parte delle persone si concedeva una vacanza oltre i 60/100km dalla propira residenza (eccezzion fatta per gli immigati che tornavano ai loro paesi).
Chi poteva si comprava una seconda casa (o si affittava) e si stava lì tutto il tempo delle ferie (o delle vacanze scolastiche)
la famiglia, il lavoro, la casa, i rione/paese... erano tutto, si lavorava per la famiglia, si mettevano via i soldi per i figli....
ora tutto è diverso, vai a chiedere ad un operaio di rinunciare al cellulare, all'auto, a intenet, a un viaggio....
il paese/la città/il rione indicano solo più la propria abitazione, non sono più luoghi di socializzazione.
è cambiato anche il concetto di lavoro, e cambierà sempre di più grazie alle tecnologie e sempre più cambierà.
prima il primo pensiero era la conquista dei diritti di base e questo portava alla lotta di classe.
c'era differenza tra un operaio e un commerciante, un libero professionista...
c'era differenza perchè era evidente la differnza di cultura, di studio...
ora le esigenze di un oeraio, di un commerciante, di un preofessionista (rimaniamo nella media, non nel 10/20% di eccellenza) sono uguali.
più che allo stipendio è diventato importante il "welfare".
ora si può anche pensare ad un socialismo democratico in cui si è disposti a pagare tutti il 60% di tasse in cambio di sanità, scuola,garanzie su qualità di vita e assitenza della vecchiaia.
ora ci si aspetta dallo stato quello che un tempo facevano le famiglie (allargate)
ora se non fai le ferie lontano da casa è per necessità (mancano i soldi) non per scelta ( metto da parte i soldi)
tutto questo per dire che per come io vedo la politica due massimo tre movimenti sarebbero più che sufficienti e grosso modo dovrebbero essere abbastanza simili, le differenze maggiori sono (o dovrebbero essere) nel rappoto con l'estero, immigrazione, centralizzazione/decentralizzazione
più che l'ideologia contano le persone, le loro capacità effettive.
non mi interessa votare pinco o pallo, voglio però che sia una persona capace, eticamente e moralmente pulita...
ma queste persone non le vedo in italia.
per come la penso io l'italia è "assemblata" male e da qui nascono molti guai.
l'italia può esistere come nazione ma ci sono troppe differenze ta nord/centro/sud e non mi riferisco solo a differenze economiche, ma sopratutto culturali, climatiche,sociali, conformazione territorio...
non possono a mio modo essere gestite in modo univoco, come ora.
e nello stesso tempo oggi ci sono troppa burocrazia e divisioni di ruoili e compiti (regioni, province comuni, città metropolitane, comunità...) in somma un caos.
oggi c'è necessita di governi e apparati legislativi snelli.
in grado di eliminare leggi inutili, obsolete.
in grado di unificarle, diminuirle, renderle chiare per tutti
e nello stesso tempo agilità nel 'intervenire, tempestività.
non puoi aspettare mesi per fare variazioni.
quando le attui è già tempo di cambiarle.
ora io non vedo nessuno dico nessuno in grado di fare questo, non solo per numero di voti, ma per capacità
non cedevo (credo) in renzi per questo, ma speravo che renzi potesse dare il via a delle riforme che portassero a questo, perchè solo in questo modo puoi arrivare a tagliare la burocrazia e a trovare i soldi necessari.
Temo che il progetto stia miseramente fallendo, temo che non ci sia più speranza, non ci siano più vie di uscita.
il problema non è essere razianli, ma avere fiducia, e io non ce l'ho più e devo cercare, nei mie limiti, di preparare un italia o cosa essa potrà essere pre i miei figli.
se continuo su questa strada temo che per loro sarà peggio che per noi.
ripeto questo non toglie che sono disposto ad aspettare fino a fine anno.
per cosa ?
non certo perchè tutto possa cambiare, no.
ma perchè ci sia una coesione politica-sociale
perchè finalmente chi è lì pensi all'italia e agli italiani e non ai loro interessi o agli interessi di picocle nicchie di persone.