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Discussione: Iraq - Focus

  1. #241
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Beh indovina chi fin'ora ha comprato il petrolio dell'ISIS....
    Assad e l'isil sono un evidente esempio di teoria dei giochi applicata .
    L'esercito arabo siriano da Gennaio in poi ( quando l'isil ha estromesso tutte le altre fazioni da Raqqa e lanciato l'offensiva alla provinciia di Deirezzorz e Aleppo ) non ha mai condiviso fronti caldi con l'organizzazione di baghdadi e quindi ha evitato accuratamente di andare a disturbare lo scomodo vicino che intanto legnava pesantemente al-nusra e l'islamic front .
    Per la storia del petrolio non mi stupirei , Assad pagava pure le altre sigle per rifornirsi ( però invito ad approfondire sul gigantesco mercato nero petrolifero tra Turchia e Siria , molto utile all'isil ).

    L'isil invece ha combattuto contro il regime quando ancora era un'organizzaizone non radicata sul territorio ( quando cioè era una delle tante sigle presenti un pò qua ed un po là ) , una volta che si sono radicati nelle loro roccaforti ( nessuna zona vitale per Assad ) hanno preferito annientare i gruppi ribelli locali per fregare petrolio e ampliare le vie di collegamento con l'Iraq , ovviamente hanno evitato di colpire duro l'esercito siriano che volenti o nolenti ad oggi è molto più solido di quello iraqeno ( aviazione , veicoli corazzati in quantità ecc ) .

    Comunque l'equilibrio tra le due fazioni durerà ancora poco .
    Ultima modifica di kodiak; 16-06-14 alle 16:43

  2. #242
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da vota dc Visualizza Messaggio
    Hanno fatto il genocidio di quelli. Ci sono riusciti i topi di fogna in Libia senza l'intervento dell'esercito di terra USA, figuriamoci quello che possono fare i qaedisti con il finanziamento di Erdogan e dell'emiro del Qatar contro quattro gatti probabilmente disarmati per via del governo sciita.
    Disarmati per nulla, nella regione di Mosul Al-Maliki aveva rimesso al comando dell'esercito alcuni generali Baathisti per contrapporli ai Curdi dato che Mosul era contesa dal governo centrale e dalla regione autonoma curda licenziando i generali sunniti legati ad Alawi, preciso che i sunniti legati ad Alawi proponevano una federalizzazione dell'Iraq solo che Maliki non poteva accettare che i Curdi controllassero autonomamente i proventi del loro petrolio e così ha cominciato ad entrare in conflitto con i Curdi e ha tentato di usare i generali Baathisti per questo scopo.

    Alla fine però sia i Curdi che i Baathisti hanno ben capito che Maliki li voleva usare per controllare sia gli uni sia gli altri e sopratutto il petrolio delle regioni settentrionali e infatti i generali Baathisti han dato l'ordine di ritirarsi da Mosul lasciando campo libero all'ISIS mentre i Curdi hanno occupato Kirkuk. In pratica i Sunniti e i Curdi si sono spartiti la torta lasciando a bocca asciutta Maliki che pensava di fare dell'Iraq una versione sciita dell'Iraq di Saddam.
    Ultima modifica di Alexandri Magni; 16-06-14 alle 16:50

  3. #243
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Disarmati per nulla, nella regione di Mosul Al-Maliki aveva rimesso al comando dell'esercito alcuni generali Baathisti per contrapporli ai Curdi dato che Mosul era contesa dal governo centrale e dalla regione autonoma curda licenziando i generali sunniti legati ad Alawi, preciso che i sunniti legati ad Alawi proponevano una federalizzazione dell'Iraq solo che Maliki non poteva accettare che i Curdi controllassero autonomamente i proventi del loro petrolio e così ha cominciato ad entrare in conflitto con i Curdi e ha tentato di usare i generali Baathisti per questo scopo.

    Alla fine però sia i Curdi che i Baathisti hanno ben capito e infatti i generali Baathisti han dato l'ordine di ritirarsi da Mosul lasciando campo libero all'ISIS mentre i Curdi hanno occupato Kirkuk. In pratica i Sunniti e i Curdi si sono spartiti la torta lasciando a bocca asciutta Maliki che pensava fare dell'Iraq una versione sciita dell'Iraq di Saddam.
    Concordo con la prima parte , ma sinceramente i baathisti non caveranno un ragno dal buco da tutto ciò , quel pagliaccio di al-douri poi finirà appeso entro qualche mese .

    Mi pare poi di aver letto che i generali siano addirittura stati reintegrati dopo la debacle , ma non trovo più le fonti .
    Ultima modifica di kodiak; 16-06-14 alle 16:52

  4. #244
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    Concordo con la prima parte , ma sinceramente i baathisti non caveranno un ragno dal buco da tutto ciò , quel pagliaccio di al-douri poi finirà appeso entro qualche mese .

    Mi pare poi di aver letto che i generali siano addirittura stati reintegrati dopo la debacle , ma non trovo più le fonti .
    Ma chiaramente ci troviamo di fronte a un azzardo tentato dai Sunniti in generale che vedono nell'ISIS uno spauracchio per ricattare i sciiti, i Baathisti comunque sanno bene che con Al-Maliki al potere un Iraq unitario significa la loro morte politica e quindi giustamente non gli passa nemmeno per l'anticamera del cervello di combattere e morire per i disegni dell'internazionale Sciita.

  5. #245
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    190

    Iraq, un califfato islamico per distrarre gli USA dall'Ucraina

    © Flickr.com/The U.S. Army /cc-by


    La travolgente avanzata dei fondamentalisti islamici sunniti dello “Stato islamico” di Iraq e Levante (ISIS) ha sorpreso soltanto quegli osservatori che avevano sottovalutato gli eventi precedenti che portarono alla loro occupazione della provincia di Al Anbar. Tutto è cominciato, ed è stato reso possibile, dalla politica settaria anti-sunnita del Primo Ministro Al Maliki, anche contro gli auspici dell’Iran, suo protettore, che avrebbe preferito minori conflittualità interne nel vicino Stato.


    Invece, forse credendo di suscitare una maggiore coesione tra i litigiosi gruppi sciiti, Al Maliki ha decisamente isolato ed estromesso dalle Istituzioni anche i gruppi sunniti che, prima della partenza delle truppe americane, si erano gradualmente riavvicinati all’idea di uno Stato unitario.
    La guerra in Siria con la contrapposizione fra il governo alawita di Al Assad, filo iraniano, e i ribelli laici e sunniti di varia derivazione ha favorito l’ascesa militare dell’ISIS che ha approfittato del malcontento sunnita contro il governo centrale per occupare Ramadi e Falluja. L’obiettivo successivo è diventato quello di puntare alla conquista delle maggiori infrastrutture di gas e petrolio che consentono a Bagdad ricche entrate in valuta. L’assenza di una nuova maggioranza in Parlamento dopo le elezioni del 30 aprile e la scarsa motivazione dell’esercito iracheno han fatto sì che l’offensiva dei terroristi diventasse apparentemente inarrestabile.
    I jihadisti sanno che non sarà loro possibile arrivare fino a occupare la capitale perché sia gli iraniani che gli americani, in un modo o nell’altro, lo impediranno, ma questo non è il loro vero obiettivo. Ciò cui veramente puntano ha tre facce: la conquista delle fonti di nutrimento economico del governo di Baghdad, la creazione di un’area, la più vasta possibile che possa presentarsi come un vero Califfato islamista e la speranza che la loro lotta possa apparire agli occhi di tutti i sunniti una guerra santa contro gli infedeli, islamici e non.
    Anche nel fronte sunnita, tuttavia, molte tribù, pur ostili ad Al Maliki, non hanno alcun desiderio di passare dalla padella alla brace e, nonostante a Mosul fu proprio l’aiuto della popolazione locale a consentire una vittoria così rapida, in altre località potrebbe non ripetersi lo stesso scenario.
    Come sempre accade la situazione sono molto più complessa del semplice bianco e nero e ogni evento porta conseguenze non necessariamente univoche. Ad esempio i curdi, con l’oggettiva giustificazione di difendere i pozzi di Kirkuk e l’oleodotto che porta il petrolio in Turchia, hanno già occupato quell’area con la compiacenza dell’esercito iracheno che l’ha immediatamente abbandonata. E’ tuttavia evidente che, trattandosi Kirkuk di una città curda gia’oggetto di contenzioso con Baghdad, sarà impossibile o quanto meno improbabile, che, anche quando la situazione complessiva dovesse risolversi positivamente, i peshmerga abbandonino volontariamente il terreno conquistato.
    I turchi stanno da qualche tempo giocando una partita di sfida al governo iracheno, temendolo troppo funzionale alla politica egemonica iraniana, ma un Califfato islamico ai propri confini e la possibilità, per esso, di condizionare l’arrivo del petrolio iracheno in Anatolia li spingerà a sospendere le proprie ambizioni e a far fronte unico con Teheran e Baghdad.
    Gli iraniani hanno gia’ annunciato che manderanno propri militari, magari solamente le Guardie Rivoluzionarie, per aiutare l’esercito iracheno, ma se il confronto dovesse prolungarsi come probabile, si troveranno a fare ciò che hanno sempre formalmente negato di voler fare e cioè mantenere truppe fuori del territorio nazionale.
    Gli Stati Uniti, invece, cercheranno di limitarsi all’invio di armamenti e, probabilmente, consiglieri militari e il dialogo che saranno obbligati ad avere con Teheran sull’Iraq potrebbe facilitare molto il possibile accordo sul futuro della Siria di cui parlavamo pochi giorni orsono. Di certo, il nuovo forte rischio che nasce da questa zona del Medio Oriente li distrarrà, almeno in parte, dal pasticcio che hanno innescato in Ucraina.

    Nel mondo, Ucraina, USA, Iraq, Attualita'
    Per saperne di più:
    Iraq, un califfato islamico per distrarre gli USA dall'Ucraina - Notizie - Attualita' - La Voce della Russia

  6. #246
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Quello che afferma quell'articolo non ha alcun senso. Prima di tutto adesso l'ISIS non sta facendo alcun danno agli interessi americani nella regione anche perchè Maliki è da tempo che si è schierato dalla parte di Iran e Siria, in secondo luogo il fatto che oltre alla Siria adesso l'ISIS occupi anche territori iracheni non farà altro che incentivarlo a firmare un cessate il fuoco con i ribelli siriani dato che il fronte Siriano diventerà secondario, ricordiamoci che a Deir-ez-Zor è in corso una battaglia a 3 fra FSA-SAA e ISIS con le prime che si trovano sotto assedio ma comunque nemiche l'una dell'altra, Assad ha già cominciato a sganciare più bombe sull'ISIS di quante ne abbia sganciate in 3 anni di guerra.

    Deir-ez-Zor è importante perchè permetterebbe all'ISIS di stabilire un collegamento diretto dalla Siria con Fallujah e Ramadi, in questa situazione l'ISIS avrebbe tutto l'interesse a ripristinare l'alleanza con la FSA dato che ormai Assad non può più permettersi di rimanere neutrale nei suoi confronti, pena la perdita d'appoggio della internazionale sciita che fin'ora l'ha salvato.

    Se ciò avvenisse ci troveremmo di fronte alla saldatura dei fronti Iracheno e Siriano secondo linee confessionali con i sunniti da una parte e i sciiti dall'altra. Il problema è che l'unificazione del fronte sunnita in Siria libererebbe molti guerriglieri che oggi combatono contro l'ISIS mentre invece nel fronte sciita rischia di dividere le loro forze in due fronti che fin'ora erano impegnate solo in Siria.

  7. #247
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Quello che afferma quell'articolo non ha alcun senso. Prima di tutto adesso l'ISIS non sta facendo alcun danno agli interessi americani nella regione anche perchè Maliki è da tempo che si è schierato dalla parte di Iran e Siria, in secondo luogo il fatto che oltre alla Siria adesso l'ISIS occupi anche territori iracheni non farà altro che incentivarlo a firmare un cessate il fuoco con i ribelli siriani dato che il fronte Siriano diventerà secondario, ricordiamoci che a Deir-ez-Zor è in corso una battaglia a 3 fra FSA-SAA e ISIS con le prime che si trovano sotto assedio ma comunque nemiche l'una dell'altra, Assad ha già cominciato a sganciare più bombe sull'ISIS di quante ne abbia sganciate in 3 anni di guerra.

    Deir-ez-Zor è importante perchè permetterebbe all'ISIS di stabilire un collegamento diretto dalla Siria con Fallujah e Ramadi, in questa situazione l'ISIS avrebbe tutto l'interesse a ripristinare l'alleanza con la FSA dato che ormai Assad non può più permettersi di rimanere neutrale nei suoi confronti, pena la perdita d'appoggio della internazionale sciita che fin'ora l'ha salvato.

    Se ciò avvenisse ci troveremmo di fronte alla saldatura dei fronti Iracheno e Siriano secondo linee confessionali con i sunniti da una parte e i sciiti dall'altra. Il problema è che l'unificazione del fronte sunnita in Siria libererebbe molti guerriglieri che oggi combatono contro l'ISIS mentre invece nel fronte sciita rischia di dividere le loro forze in due fronti che fin'ora erano impegnate solo in Siria.
    A bagdad c'è una dell'ambasciata americana più grande al mondo.

    A Baghdad un'ambasciata Usa grande come 80 campi da calcio  - Il Sole 24 ORE

  8. #248
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    L'Onu e il suo personale lasciano Baghdad

    © Foto: REUTERS/Alaa Al-Marjani


    L'Onu abbandona il suo ufficio a Baghdad e il suo personale viene spostato ad Amman, Giordania, lo ha detto il portavoce del vice Segretario Generale dell'organizzazione Farhan Hak.


    La fuga è dovuta all'avanzata effettuata negli ultimi giorni dai militanti dello "Stato Islamico dell'Iraq e del Levante", in Iraq. Ci sono notizie di combattimenti nella zona dell'aeroporto internationale di Baghdad.
    Hak ha riferito che durante il giorno 58 persone facenti parte del personale delle Nazioni Unite sono stati trasportati in Giordania. In totale facenti parte del personale dell'Onu a Baghdad e nei dintorni ci sono ancora circa 200 stranieri.

    ONU, Iraq, Sicurezza
    Per saperne di più:
    L'Onu e il suo personale lasciano Baghdad - Notizie - Sicurezza - La Voce della Russia

  9. #249
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    l'esercito iracheno in 10 anni non è stato in grado di mettere su unità decenti?
    NO ALL'INVIO DI ARMI IN UCRAINA!!!

  10. #250
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Deir-ez-Zor è importante perchè permetterebbe all'ISIS di stabilire un collegamento diretto dalla Siria con Fallujah e Ramadi, in questa situazione l'ISIS avrebbe tutto l'interesse a ripristinare l'alleanza con la FSA dato che ormai Assad non può più permettersi di rimanere neutrale nei suoi confronti, pena la perdita d'appoggio della internazionale sciita che fin'ora l'ha salvato.
    Giusto per rimarcare (pedantemente ) la pericolosità e la rapidità di questa organizzazione vorrei solo ricordare che l'isil opera seriamente in Siria giusto da un anno , dapprima collaborando con gli altri islamisti ( qualcuno si ricorda forse dell'assedio alla abse di Minagh , condotto anche dall'isis ) , poi fissando le tende a Raqqa nell' autunno 2013 e infine lanciando un'offensiva contro i ribelli a Gennaio .

    Ma fino ad un anno fa l'unica notizia su questi qua era la faida tra il boss Baghdadi ed il capo di al-nusra Joulani , che condusse poi all'uscita da al qaeda .
    Ultima modifica di kodiak; 16-06-14 alle 21:06

 

 
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