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Discussione: Iraq - Focus

  1. #291
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Non diciamo cavolate, ai checkpoint c'erano sunniti dato che l'ISIS ha operato nelle aree sunnite, Al-Maliki si è semplicemente rivelato per il nazista che è.
    Il video dei camionisti o del medico siriano l'hai mai visto ?

    Guarda che Maliki non c'entra nulla con le milizie sciite , queste si sono riorganizzate ( erano cellule più o meno dormienti attive militarmente più in Siria che in patria ) seriamente dopo le ecatombe al nord .

    Ma poi non capisco , cosa vogliono i sunniti ?
    L'idea di essere governati dagli sciiti non li piace , qualunque persona sciita avrebbe governato a Baghdad non li sarebbe andata a genio dato che i loro religiosi continuano a spargere veleni , qualsiasi militare abbia combattuto l'insurrezione sunnita è tacciato di genocidio in modo ridicolo .
    Dopo anni di persecuzioni non mi sembra che la maggiornaza del Paese si sia lasciata andare a vendette cruente ma evidentemente non basta , devono cedere la sedia ad un governo sunnita di minoranza .
    Ultima modifica di kodiak; 17-06-14 alle 16:22

  2. #292
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    Il video dei camionisti o del medico siriano l'hai mai visto ?

    Guarda che Maliki non c'entra nulla con le milizie sciite , queste si sono riorganizzate ( erano cellule più o meno dormienti attive militarmente più in Siria che in patria ) seriamente dopo le ecatombe al nord .

    Ma poi non capisco , cosa vogliono i sunniti ?
    L'idea di essere governati dagli sciiti non li piace , qualunque persona sciita avrebbe governato a Baghdad non li sarebbe andata a genio dato che i loro religiosi continuano a spargere veleni , qualsiasi militare abbia combattuto l'insurrezione sunnita è tacciato di genocidio in modo ridicolo .
    Dopo anni di persecuzioni non mi sembra che la maggiornaza del Paese si sia lasciata andare a vendette cruente ma evidentemente non basta , devono cedere la sedia ad un governo sunnita di minoranza .
    Ma ancora non hai capito che applicare la regola della maggioranza democratica in un posto come l'Iraq significa consegnare il governo per il resto della storia ai sciiti? Lì non votano secondo linee ideologiche o di condizione sociale, votano per i loro partiti di derivazione etnica o settaria.

    Maliki è andato al potere con un accordo con Sunniti e Curdi che avrebbe federalizzato il paese e condiviso il potere con le minoranze. Invece non ha fatto altro che togliere questi poteri ai capi tribali nell'Anbar e alla regione autonoma curda e nello stesso tempo ha buttato fuori dal governo i sunniti.

  3. #293
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Ma ancora non hai capito che applicare la regola della maggioranza democratica in un posto come l'Iraq significa consegnare il governo per il resto della storia ai sciiti? Lì non votano secondo linee ideologiche o di condizione sociale, votano per i loro partiti di derivazione etnica o settaria.

    Maliki è andato al potere con un accordo con Sunniti e Curdi che avrebbe federalizzato il paese e condiviso il potere con le minoranze. Invece non ha fatto altro che togliere questi poteri ai capi tribali nell'Anbar e alla regione autonoma curda e nello stesso tempo ha buttato fuori dal governo i sunniti.
    Ma guarda che io non voglio difendere Maliki , lo scrivo da mesi che le sue politiche avrebbero accelerato il crollo del Paese .
    Riguardo alla natura dle medio oriente c'è ben poco da fare , basta guardare il Libano per rendersene conto .

    Il vero problema è che come gli sciiti votano un loro uomo all'infinito , i sunniti lo rifiutano visceralmente ( tanto più adesso ) e l'idea che mi sono fatto è che non sono stati solo i 3 anni di malgoverno post ritiro usa a creare una tale ondata d'odio , il malcontento verso un governante eretico ha sempre covato sotto le polveri ( e immagino che il clero sunnita finanziato dai vicini sunniti che odiavano Maliki non abbiano aiutato )

    Il Paese è fallito imho , gli sciiti dopo anni di carneficine sotto Saddam sono paranoici ( penso che l'effetto di quelle foto sia l'equialente della vista di una divisione panzer per un israeliano ) , i sunniti si sono arroccati sulle loro posizioni e secondo me non accetteranno mai più un governante ''estraneo'' se non sotto pesanti colpi di frusta , i curdi non ne vogliono più sapere del Paese arabo .

    Non basta pagare le tribù ( tradizionalmente infide ) per creare una Nazione .
    Ultima modifica di kodiak; 17-06-14 alle 16:46

  4. #294
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    Il vero problema è che come gli sciiti votano un loro uomo all'infinito , i sunniti lo rifiutano visceralmente ( tanto più adesso ) e l'idea che mi sono fatto è che non sono stati solo i 3 anni di malgoverno post ritiro usa a creare una tale ondata d'odio , il malcontento verso un governante eretico ha sempre covato sotto le polveri ( e immagino che il clero sunnita finanziato dai vicini sunniti che odiavano Maliki non abbiano aiutato )
    Ma non diciamo cavolate, queste cose possono valere per una organizzazione come l'ISIS ma non di certo per il sunnita "tipico" che anche se è pieno di pregiudizi non è così stupido da andare a combattere una battaglia che sa può essere fatale. I sunniti hanno combattuto per il satano americano contro Al-Qaeda, perchè mai non dovrebbero farlo per Maliki se avesse almeno mantenuto in piedi la struttura che ha permesso agli americani di stabilizzare il paese?

    Il Paese è fallito imho , gli sciiti dopo anni di carneficine sotto Saddam sono paranoici ( penso che l'effetto di quelle foto sia l'equialente della vista di una divisione panzer per un israeliano ) , i sunniti si sono arroccati sulle loro posizioni e secondo me non accetteranno mai più un governante ''estraneo'' se non sotto pesanti colpi di frusta , i curdi non ne vogliono più sapere del Paese arabo .
    Concordo, ma il responsabile principale è Maliki.

    Non basta pagare le tribù ( tradizionalmente infide ) per creare una Nazione .
    Ma io non credo che si stia parlando di nazione, penso che gli iracheni stessi si rendano conto di non esserlo, il punto è trovare un accordo politico su cosa farsene dello stato in qui vivono. Governo centralizzato, federazione o secessione?

  5. #295
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Ma non diciamo cavolate, queste cose possono valere per una organizzazione come l'ISIS ma non di certo per il sunnita "tipico" che anche se è pieno di pregiudizi non è così stupido da andare a combattere una battaglia che sa può essere fatale. I sunniti hanno combattuto per il satano americano contro Al-Qaeda, perchè mai non dovrebbero farlo per Maliki se avesse almeno mantenuto in piedi la struttura che ha permesso agli americani di stabilizzare il paese?
    Perchè gli americani , pur odiati da tutti , dopo il cambio di strategia erano diventati un arbitro in mezzo ai due schieramenti , non dimentichiamo però la quantità di botte che hanno offerto alle armate del mahdi e agli insorti tribali sunniti prima di addolcirli con la carota .

    Il sistema americano IMHO non poteva funzionare con i politici arabi che mai hanno brillato per acume ed imparzialità e con un esercito scarso ed inaffidabile al posto di decine di migliaia di soldati americani .
    Ultima modifica di kodiak; 17-06-14 alle 17:18

  6. #296
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Alexandri Magni Visualizza Messaggio
    Ma ancora non hai capito che applicare la regola della maggioranza democratica in un posto come l'Iraq significa consegnare il governo per il resto della storia ai sciiti? Lì non votano secondo linee ideologiche o di condizione sociale, votano per i loro partiti di derivazione etnica o settaria.

    Maliki è andato al potere con un accordo con Sunniti e Curdi che avrebbe federalizzato il paese e condiviso il potere con le minoranze. Invece non ha fatto altro che togliere questi poteri ai capi tribali nell'Anbar e alla regione autonoma curda e nello stesso tempo ha buttato fuori dal governo i sunniti.
    Qualcuno doveva spiegarlo a "Mission Accomplished" all'inizio del 2003, ammesso che lo capisse. Ora è tardi.

  7. #297
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Qualcuno doveva spiegarlo a "Mission Accomplished" all'inizio del 2003, ammesso che lo capisse. Ora è tardi.


    Tardi per cosa??


    L'Irak e' sempre stato un paese artificiale diviso da odio e tensioni di ogni tipo.

    Con Saddam non c'era questo caos, ma semplicemente la gente crepava ugualmente perche lui si inventava una guerra dietro l'altra per togliere di mezzo quelli che rompevano le palle, fossero essi sunniti, sciiti o curdi.

    L'intervento USA ha cambiato semplicemente la mappa del potere, non certo la composizione etnica della popolazione e relativi comportamenti.

  8. #298
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    C'è anche da sottolineare la recrudescenza dell'odio religioso dopo la rivoluzione iraniana e laconseguente paura dei Paesi del golfo che questa fosse presa come modello di repubblica teocratica in tutto il mondo arabo scalzandoli dal trono .

    Di conseguenza l'odio anti-sciita mai così diffuso ad oggi .
    Ultima modifica di kodiak; 17-06-14 alle 17:37

  9. #299
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    Perchè gli americani , pur odiati da tutti , dopo il cambio di strategia erano diventati un arbitro in mezzo ai due schieramenti , non dimentichiamo però la quantità di botte che hanno offerto alle armate del mahdi e agli insorti tribali sunniti prima di addolcirli con la carota .

    Il sistema americano IMHO non poteva funzionare con i politici arabi che mai hanno brillato per acume ed imparzialità e con un esercito scarso ed inaffidabile al posto di decine di migliaia di soldati americani .
    Hanno solo distrutto l'iraq e massacrato la popolazione, perché gli iracheni ora dovrebbero essere offesi?
    Non si capisce...

  10. #300
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Iraq, gli jihadisti conquistano anche Tal Afar. Obama invia 275 soldati a Bagdad - Repubblica.it
    Iraq, gli jihadisti conquistano anche Tal Afar. Obama invia 275 soldati a Bagdad


    Si combatte furiosamente nel nord del Paese, mentre i terroristi minacciano la capitale. Oltre 40 morti a Baquba. Gli Usa, costretti a mandare truppe per proteggere l'ambasciata, dialogano con il nemico Iran: "Ma niente accordi militari"







    17 giugno 2014
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    BAGDAD - Si continua a combattere, furiosamente, nel nord e nel centro dell'Iraq. I jihadisti sunniti dell'Isil hanno conquistato gran parte della città di Tal Afar, popolata da molti turcomanni e sciiti, al termine di scontri che hanno causato la morte di decine di civili e combattenti. E' quanto ha riferito oggi il vice presidente del consiglio provinciale di Ninive, Nuriddin Qabalan, sottolineando che le forze di sicurezza e i volontari civili continuano a controllare alcune zone della località a maggioranza sciita, situata a una sessantina di chilometri dal confine con la Siria, nel nord-ovest del Paese.

    Terroristi respinti a Baquba. Insomma, la minaccia dei terroristi è sempre più pressante. Stamattina i militanti sunniti hanno attaccato una stazione di polizia con una piccola prigione a Baquba, nella provincia di Diyala (a poche decine di chilometri da Baghdad). Nella battaglia sono stati uccisi 44 detenuti. L'esercito iracheno ha anche respinto un attacco jihadista a Baquba, appena 60 chilometri a nord-est di Baghdad. Negli scontri in altre zone della provincia di Diyala sono rimasti uccisi almeno 28 jihadisti e due poliziotti. Per motivi di sicurezza, la Turchia ha evacuato il consolato a Bassora, nel sud dell'Iraq.

    Obama invia truppe. E così, nonostante il ritiro da Badgad, il presidente americano Obama ha dovuto approvare nella notte l'invio di 275 soldati per proteggere l'ambasciata americana nella capitale. E Usa e Iran hanno aperto ufficialmente un canale di dialogo per fermare l'avanzata degli insorti sunniti in Iraq. La conferma viene da una fonte ufficiale americana che comunque ha voluto precisare che non ci sarà "coordinamento militare" in caso d'intervento armato. Il Regno Unito, tramite il suo ministro degli Esteri William Hague, ha persino annunciato la possibile riapertura dell'ambasciata britannica a Teheran dopo l'assalto nel 2011. L'Italia, intanto, ha escluso ogni coinvolgimento militare, al di là della protezione della propria ambasciata.

    Dialogo Usa-Iran. "Siamo aperti a un impegno con l'Iran, così come siamo con gli altri paesi presenti nella regione, circa la minaccia rappresentata dai gruppi armati Stato Islamico in Iraq e il Levante per l'Iraq. Di questo abbiamo brevemente discusso con l'Iran a margine dei 5 +1 a Vienna di oggi", ha detto in una e-mail un membro del Dipartimento di Stato, dalla capitale austriaca.

    "Impegno militare a tempo". Un eventuale impegno militare degli Stati Uniti in Iraq "sarà a tempo" e "non includerà in alcun caso militari sul campo", mentre "l'attacco con i droni potrebbe essere un'opzione". Prendono corpo a più riprese le ipotesi e le alternative per l'aiuto statunitense all'Iraq destabilizzato dai terroristi sunniti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante. Gli Stati Uniti - prima per voce del segretario di Stato John Kerry, poi direttamente dalla Casa Bianca - assicurano che tutto avverrà con consultazioni "passo dopo passo" con Bagdad, che le decisioni spettano a un'ampia rappresentanza della leadership irachena.

    Appuntamento a Vienna. Soprattutto gli Usa hanno confermato la possibilità di una discussione con l'Iran sulla situazione a Bagdad, pur chiarendo che la collaborazione non sarà sul piano militare. La cornice dell'incontro, ad alto livello, è a Vienna, dove questa settimana, per quattro giorni, si svolge un nuovo round dei colloqui sul controverso programma nucleare iraniano in corso tra Teheran e il '5+1', ovvero i cinque Paesi del Consiglio di sicurezza dell'Onu più la Germania.

    La seconda nave da guerra. Ieri gli Stati Uniti hanno spostato un'altra nave da guerra del Golfo Persico verso l'Iraq. Si tratta della Mesa verde, con a bordo 550 marine, che si è avvicinata all'Iraq per sostenere un eventuale intervento americano in aiuto del governo di Baghdad contro i ribelli sunniti. Nelle ultime ore nel Golfo era già entrata la portaerei George H.W. Bush, che aveva ricevuto l'ordine dal Pentagono di lasciare il Mare Arabico nella giornata di sabato.
    Iraq, Isil pubblica foto esecuzione soldati. Esercito: "Sono autentiche"




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    L'Isis conquista anche Tal Afar. I militanti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante hanno invaso le città della valle del Tigri a nord di Baghdad nei giorni scorsi, ma sembra abbiano fermato la loro avanzata nei pressi della capitale. Oggi però hanno conquistato la città di Tal Afar, nel nord-ovest del Paese, che conta 200mila abitanti. Si tratta di una città strategica, perché fondamentale sulla tratta verso la Siria, mentre l'esercito iracheno ha ripreso il controllo di Qaim, città situata nella provincia occidentale di Anbar situata 330 chilometri a ovest di Baghdad, fino ad oggi nelle mani dei jihadisti dello Stato islamico.

    L'Onu: "Crimini di guerra". E sempre ieri l'Alto commissario dell'Onu per i diritti umani, Navi Pillay, ha confermato le notizie di centinaia di esecuzioni sommarie di civili sciiti che quasi certamente costituiscono "crimini di guerra": "Nonostante l'impossibilità, al momento, di verificare i numeri, questa apparentemente serie sistematica di esecuzioni a freddo, gran parte avvenute nell'area di Tikrit, quasi certamente equivalgono a crimini di guerra", ha detto Pillay. Crimini, che pur senza citarli esplicitamente, sono da attribuire agli jihadisti sunitti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante (Isis).
    L'Onu ha deciso di spostare il proprio staff: la prima tranche di 58 addetti verrà inviata in Giordania.

 

 
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