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Discussione: Iraq - Focus

  1. #421
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    http://i.imgur.com/eI5IpEY.jpg
    Operavano a Falluja -Ramadi


    ISIS destroyed one army tank after the other - YouTube
    Qualche Abrams perforato (e non ) nel video c'è .
    http://i.imgur.com/ucrgi9Q.jpg

    Perdite fisiologiche , gli atgm vari sono cattivi clienti senza corazzature reattive o l'uranio ( ma pure con tutte e due ).

    Non saprei dire se operavano a Falujia o ramadi, puo essere.

    Si vedono dei carri colpiti tra cui anche Abrams. Non saprei giudicare se sono stati effettivamente penetrati e se l'equipaggio degli stessi siano sopravvissuti.

    Un carro senza corazzatura reattiva (o uranio) puo essere messo fuori combattimento se colpito nei punti piu deboli, e mal si presta ad operazioni anti guerriglia, specie se condotti senza un C4/ISR degno di questo nome.

  2. #422
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio

    Un carro senza corazzatura reattiva (o uranio) puo essere messo fuori combattimento se colpito nei punti piu deboli, e mal si presta ad operazioni anti guerriglia, specie se condotti senza un C4/ISR degno di questo nome.
    Ma difatti se qualcuno è potuto arrivare a mettere dell'esplosivo dentro il carro come nel primo caso ( girava un video ) è chiaro che la dottrina iraqena è ...carente a dir poco .

    L'unica cosa che sembra funzionare nell'esercito iraqeno è l' aviazione , i cesna armati di hellfire e i mi 35 stanno facendo molto bene , peccato siano meno di una decina di mezzi .
    Ultima modifica di kodiak; 25-06-14 alle 21:19

  3. #423
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Dubito fortemente che l'RPG22 possa tecnicamente bucare la corazza di un Abrams A2 SEP all'uranio impoverita, benche sia in grado di portare svariati danni a qualsiasi carro moderno.

    Quanto al Kornet e' una via di mezzo tra un Tow 2 e un Javelin, ma parliamo di un sistema che pesa circa 30 kg e non e' esattamente un arma per guerriglieri.

    Se guardiamo alla produzione complessiva dei russi, da quello che e' dato sapere, gli esemplari di questo missile finito nelle mani di combattenti nella guerra siriana non sono poi molti.

    L'idea quindi che ogni combattente dell'ISIL (o chi per loro) sia dotato di Kornet o di un Rpg22 e' assolutamente ridicola.
    Aggiungiamo poi che il teatro di operazione dove si combatte in Irak interessa un area di diverse decine di migliaia di km2, quindi per ogni punto di tale territorio ci dovrebbe essere un fanatico dell'ISIL con un Kornet pronto a tirare.....

    Gli iracheni hanno appena 140 carri M 1 sostanzialmente nelle mani della 9a divisione corazzata il cui compito principale e' la difesa di Bagdad.

    L'Abrams male si presta ad inseguire guerriglieri dotati di AK e RPG che si muovono con veicoli leggeri o a piedi. E' un carro che consuma molto carburante e sopratutto deve essere impiegato nel quadro di un dispositivo che comprende fanti, artiglieria, elicotteri.

    La risposta del governo iracheno e' attualmente incentrata sull'utilizzo di MRAP (hmvee corazzati) ed elicotteri cannoniera made in russia.
    se ha bucato i merkawa fidati che buca tutti i carri compresi quelli dotati di era..
    clash bankrobber

  4. #424
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da blobb Visualizza Messaggio
    se ha bucato i merkawa fidati che buca tutti i carri compresi quelli dotati di era..

    Il Merkava non e' dotato di un maglio ad uranio impoverito.

  5. #425
    Pasdar
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    In effetti i Merkava sono i carri armati MBT progettati per la guerriglia urbana, dovrebbero rappresentare lo stato dell'arte in tal senso.
    Kodiak, grazie delle informazioni, che ignoravo completamente. Se gli ufficiali che hanno messo le loro foto su twitter sono di grado almeno medio-alto potrebbero rappresentare (in futuro, magari in occasione di un vuoto di potere) un attore capace di fare colpi di testa anche strani.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  6. #426
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    Predefinito Re: Iraq, atrocità indescrivibili dei miliziani Isis: donne stuprate, sequestri e str

    Citazione Originariamente Scritto da Samuele Mariotti Visualizza Messaggio
    Io nn riesco a comprendere questa cosa francamente.
    Che interesse abbia la UE a permettere l'instaurarsi di un regime ultraislamico e ultraradicale che abbia la possibilità di controllare alcune delle più grandi riserve di greggio del medioriente. Nè comprendo la posizione degli usa che stanno in pratica avallando ciò ai danni del legittimo governo iracheno che era fra i suoi migliori alleati nella zona.
    Qualcuno ha una tesi? E' possibile che si faccia ciò esclusivamente in ottica anti-iraniana? Peraltro con questo atteggiamento si sta consegnando l'Irak sciita proprio nelle mani dell'Iran con cui gioco forza sta stringendo un'alleanza politico-militare inimagginabile solo alcuni anni fa.
    Boh.
    Gli islamici considerano gli arabi palestinesi una parte della Umma: la comunità islamica, e considerano un oltraggio per tutto l'Islam il modo in cui sono trattati dai governanti israeliani e il fatto che gli infedeli occupino la terra islamica. Per non parlare dei nazionalisti arabi: meno vispi di un tempo ma ancora vivi, che considerano anch'essi una offesa alla nazione araba la condizione dei palestinesi.
    Questo provoca una assai diffusa ostilità verso Israele e i suoi alleati in tutti i segmenti della società islamica. Ostilità rivolta anche contro quei regimi arabo islamici alleati degli USA. Questa non è ovviamente l'unica motivazione delle tensioni che agitano il mondo arabo islamico ma, a mio parere, è la principale.

    Per questo motivo nel 2002 la Lega Araba, su iniziativa dei Saud, propose una Iniziativa di Pace con la quale offriva ad Israele il riconoscimento in cambio della istituzione di uno Stato palestinese e della risoluzione del problema dei profughi. I regimi arabi alleati degli USA erano preoccupati del fatto che le tensioni provocate nelle società da loro governate arrivassero prima o poi a spodestarli. L'iniziativa non venne mai presa in considerazione né da Israele né dagli USA, allora ancora nelle mani della cricca neocon-sionista.

    Nel gennaio del 2009 Barak Obama si insedia alla presidenza di un Paese stremato dalla crisi economica e dalle conseguenze provocate dalle due guerre contemporanee intraprese da Bush jr. A giugno dello stesso anno è all'università al Azhar del Cairo a proporre un nuovo inizio nelle relazioni tra USA e mondo islamico. Nello stesso discorso Obama si impegnava personalmente a raggiungere l'obiettivo della pace tra israeliani e palestinesi.

    Obama tenne fede a questo impegno e ingaggiò una dura prova di forza col regime sionista israeliano per forzarlo a trattative conclusive con i palestinesi. Se ben ricordo lo scontro durò per un intero anno, con reciprochi sgarbi, ma infine Obama uscì sconfitto: la lobby sionista riuscì a mettergli contro il Congresso e a scatenargli contro una violenta campagna stampa. Il suggello della vittoria lo misero l'allora senatore democratico Joe Lieberman e John McCain alla guida di una folta delegazione di congressisti in visita in Israele. Lieberman dichiarò alla Knesset che il Congresso degli Stati Uniti si sarebbe opposto a qualsiasi tentativo del presidente di forzare Israele alla trattativa.

    I successivi rivolgimenti provocati dalla cosiddetta primavera araba indussero le petromonarchie arabe: in primis l'Arabia Saudita, a cambiare strategia, abbandonando la speranza di poter placare le tensioni della società araba islamica con la risoluzione del conflitto israelo palestinese.

    Anche per gli USA, ancora in crisi economica, divenne necessario cambiare strategia. Fallito l'obiettivo di normalizzare i rapporti col mondo islamico offrendogli la pace tra Israele e palestinesi, pressati dalla necessità prioritaria di ridislocare le proprie forze nel quadrante indopacifico per fronteggiare il crescente espansionismo cinese, hanno iniziato una operazione di graduale disimpegno dal Medio Oriente.

    Questa lunga premessa serve ad inquadrare la maggiore delle cause che hanno condotto alla situazione attuale. A questo punto si è formata una oggettiva convergenza di obiettivi tra USA, Arabia Saudita, Israele. Ai primi interessa lasciare il campo in una condizione tale che nessuna leadership a loro ostile possa colmare il vuoto, alla seconda che non possa riempirlo nessuna leadership laica; al terzo interessa la prospettiva che in una situazione di caos possa presentarsi l'occasione di espandersi sui territori di Iraq e Siria avvicinandosi alla realizzazione della Grande Israele e, anche, che ai palestinesi vengano a mancare il più possibile gli appoggi che finora hanno avuto.
    Che l'Iraq possa essere "consegnato" all'Iran è poi assai dubbio, direi impossibile.

    Infine passiamo agli europei. L'Unione Europea non ha una politica estera comune. Anzi: non ha nemmeno una identità propria nel panorama internazionale. E tutti i leader nazionali europei sono strettamente "coltivati" dagli USA: nessuno di essi ha interesse o forza sufficiente per imporre al potente "alleato" una sua linea in politica estera.
    In più, in particolare in UK e Francia, come negli USA, esistono delle influenti branche nazionali della lobby sionista che condizionano l'azione di governo. Ovviamente in senso pro-USA.

    Questo spiega l'inerzia dell'Unione Europea e dei singoli leader verso quello che si prospetta come un pericoloso incendio estremista alle porte di casa.
    “I vecchi moriranno ed I giovani dimenticheranno. Entro due generazioni avranno dimenticato il loro senso di identità nazionale, perchè noi glielo avremo estirpato” (David Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, riferendosi ai palestinesi)

  7. #427
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    possiamo già dare per crollato l'esercito iracheno?
    Non ancora, direi, ma è probabilmente l'ultima occasione per riprendersi.

  8. #428
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Come dimostrato dal recente attentatoa Beirut il prossimo target per l'isis non sarà nè la Giordania nè il regno saudita ( è veramente troppo presto ) bensì il Libano .

    L'obiettivo è presumibilmente colpire Hezbollah e destabilizzare il Paese in modo da estendere la guerra inter-regionale .

  9. #429
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    Predefinito Re: Iraq, atrocità indescrivibili dei miliziani Isis: donne stuprate, sequestri e str

    Citazione Originariamente Scritto da persio_flacco Visualizza Messaggio
    Gli islamici considerano gli arabi palestinesi una parte della Umma: la comunità islamica, e considerano un oltraggio per tutto l'Islam il modo in cui sono trattati dai governanti israeliani e il fatto che gli infedeli occupino la terra islamica. Per non parlare dei nazionalisti arabi: meno vispi di un tempo ma ancora vivi, che considerano anch'essi una offesa alla nazione araba la condizione dei palestinesi.
    Questo provoca una assai diffusa ostilità verso Israele e i suoi alleati in tutti i segmenti della società islamica. Ostilità rivolta anche contro quei regimi arabo islamici alleati degli USA. Questa non è ovviamente l'unica motivazione delle tensioni che agitano il mondo arabo islamico ma, a mio parere, è la principale.

    Per questo motivo nel 2002 la Lega Araba, su iniziativa dei Saud, propose una Iniziativa di Pace con la quale offriva ad Israele il riconoscimento in cambio della istituzione di uno Stato palestinese e della risoluzione del problema dei profughi. I regimi arabi alleati degli USA erano preoccupati del fatto che le tensioni provocate nelle società da loro governate arrivassero prima o poi a spodestarli. L'iniziativa non venne mai presa in considerazione né da Israele né dagli USA, allora ancora nelle mani della cricca neocon-sionista.

    Nel gennaio del 2009 Barak Obama si insedia alla presidenza di un Paese stremato dalla crisi economica e dalle conseguenze provocate dalle due guerre contemporanee intraprese da Bush jr. A giugno dello stesso anno è all'università al Azhar del Cairo a proporre un nuovo inizio nelle relazioni tra USA e mondo islamico. Nello stesso discorso Obama si impegnava personalmente a raggiungere l'obiettivo della pace tra israeliani e palestinesi.

    Obama tenne fede a questo impegno e ingaggiò una dura prova di forza col regime sionista israeliano per forzarlo a trattative conclusive con i palestinesi. Se ben ricordo lo scontro durò per un intero anno, con reciprochi sgarbi, ma infine Obama uscì sconfitto: la lobby sionista riuscì a mettergli contro il Congresso e a scatenargli contro una violenta campagna stampa. Il suggello della vittoria lo misero l'allora senatore democratico Joe Lieberman e John McCain alla guida di una folta delegazione di congressisti in visita in Israele. Lieberman dichiarò alla Knesset che il Congresso degli Stati Uniti si sarebbe opposto a qualsiasi tentativo del presidente di forzare Israele alla trattativa.

    I successivi rivolgimenti provocati dalla cosiddetta primavera araba indussero le petromonarchie arabe: in primis l'Arabia Saudita, a cambiare strategia, abbandonando la speranza di poter placare le tensioni della società araba islamica con la risoluzione del conflitto israelo palestinese.

    Anche per gli USA, ancora in crisi economica, divenne necessario cambiare strategia. Fallito l'obiettivo di normalizzare i rapporti col mondo islamico offrendogli la pace tra Israele e palestinesi, pressati dalla necessità prioritaria di ridislocare le proprie forze nel quadrante indopacifico per fronteggiare il crescente espansionismo cinese, hanno iniziato una operazione di graduale disimpegno dal Medio Oriente.

    Questa lunga premessa serve ad inquadrare la maggiore delle cause che hanno condotto alla situazione attuale. A questo punto si è formata una oggettiva convergenza di obiettivi tra USA, Arabia Saudita, Israele. Ai primi interessa lasciare il campo in una condizione tale che nessuna leadership a loro ostile possa colmare il vuoto, alla seconda che non possa riempirlo nessuna leadership laica; al terzo interessa la prospettiva che in una situazione di caos possa presentarsi l'occasione di espandersi sui territori di Iraq e Siria avvicinandosi alla realizzazione della Grande Israele e, anche, che ai palestinesi vengano a mancare il più possibile gli appoggi che finora hanno avuto.
    Che l'Iraq possa essere "consegnato" all'Iran è poi assai dubbio, direi impossibile.

    Infine passiamo agli europei. L'Unione Europea non ha una politica estera comune. Anzi: non ha nemmeno una identità propria nel panorama internazionale. E tutti i leader nazionali europei sono strettamente "coltivati" dagli USA: nessuno di essi ha interesse o forza sufficiente per imporre al potente "alleato" una sua linea in politica estera.
    In più, in particolare in UK e Francia, come negli USA, esistono delle influenti branche nazionali della lobby sionista che condizionano l'azione di governo. Ovviamente in senso pro-USA.

    Questo spiega l'inerzia dell'Unione Europea e dei singoli leader verso quello che si prospetta come un pericoloso incendio estremista alle porte di casa.
    risposta estremamente interessante e articolata.
    ti ringrazio molto.
    peccato che certe cognizioni rimangano celate a forum specialistici e nn siano a disposizioni di tutti.

  10. #430
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da kodiak Visualizza Messaggio
    Come dimostrato dal recente attentatoa Beirut il prossimo target per l'isis non sarà nè la Giordania nè il regno saudita ( è veramente troppo presto ) bensì il Libano .

    L'obiettivo è presumibilmente colpire Hezbollah e destabilizzare il Paese in modo da estendere la guerra inter-regionale .
    se cosi fosse mi chiedo Israele chi appoggierà...
    Direi Hezbollah, più ragionevoli
    NO ALL'INVIO DI ARMI IN UCRAINA!!!

 

 
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