No, parlo proprio della fase "acuta" della guerra; nonostante l'est (ed alcune città nell'ovest) in rivolta ed i bombardamenti NATO, le forze libiche hanno combattuto per mesi prima di cedere.
Però parliamo di un esercito comunque abbastanza "pesante", con aerei, carri armati, navi e quant'altro, oltre che tatticamente adeguato all'utilizzo di questi mezzi in grande quantità. L'ISIS ha carri armati e blindati, ma rimane un esercito "leggero", mobile e soprattutto con il morale alle stelle. Confrontato con un esercito iracheno poco compatto e dallo scarso morale, vince facilmente. I curdi sono più motivati e coesi, per questo la lotta al nord è più serrata. Per quanto riguarda i bombardamenti, l'ISIS non ha obiettivi realmente sensibili (grandi depositi di armi, punti strategici, eccetera) che possono essere colpiti, dunque gli effetti dell'offensiva aerea si vedranno solo nell'arco di mesi, quando riusciranno ad incidere, un obiettivo per volta, sulla logistica e sui mezzi da trasporto e combattimento dell'ISIS.
Ma anche così, se a terra la situazione non si ribalta, bombardare a tempo indeterminato non serve a niente. Non si può andare a prendere con gli aerei ogni singolo combattente; quello lo si può fare solo con i piedi per terra.





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