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Discussione: Iraq - Focus

  1. #591
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    No, protegere l'ambasciata ed il personale da eventuali attacchi o attentati dell'ISIL stesso. Se leggessi, o se evitasi ogni volta di far finta di aver capito altro (e soprattutto se non continuassi a condire i tuoi interventi di inviti ad accendere il cervello, visto il pessimo stato in cui versa il tuo), ci faresti una figura migliore.



    Ma neanche tanto silenziosa, mi sa.
    Gli usa non hanno più un soldo e cercano di combattere con i foederati, ma lo sappiamo tutti dove porta questa scelta, in afaghistan l'abbiamo già visto con i talebani.
    Poi voler portare caos è ridicolo il caos lo hanno nella loro politica estera, cosi hanno regalato mezzo iraq agli iraniani, si sono messi contro l'altra meta dell'iraq e stanno aprendo il mercato delle armi ai russi, pagate con i loro soldi.
    Ridicolo

  2. #592
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    No, protegere l'ambasciata ed il personale da eventuali attacchi o attentati dell'ISIL stesso.






  3. #593
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Per intanto sembra che la mia opinione poco seria sia condivisa, a giudicare dall'arrivo di 300 soldati americani per difendere la loro preziosa ed enorme ambasciata a Baghdad.
    Ambasciata faraonica ma ormai inutile secondo molti commentatori anche statunitensi. Comunque la politica mediorientale degli USA si è risolta in un quasi completo fiasco. Hanno sprecato una superiorità morale ineguagliabile negli ultimi dieci dodici anni, poi hanno buttato via le loro risorse militari combattendo contemporaneamente su tre fronti, cosa che tutti i manuali di strategia sconsigliano, infine hanno liquidato la loro grande superiorità in termini logistici appaltando in giro le loro un tempo fortissime strutture militari ai vari contractors. Sputtanandosi clamorosamente e inutilmente.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


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    Possono tenersi il loro paradiso.
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  4. #594
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Ambasciata faraonica ma ormai inutile

    Ehh, mi sa che Al Maliki la pensa diversamente, il primo paese a cui si e' rivolto per avere aiuti sono gli USA.

    poi hanno buttato via le loro risorse militari combattendo contemporaneamente su tre fronti

    "Tre fronti"???


    cosa che tutti i manuali di strategia sconsigliano, infine hanno liquidato la loro grande superiorità in termini logistici appaltando in giro le loro un tempo fortissime strutture militari ai vari contractors. Sputtanandosi clamorosamente e inutilmente.



    La "logistica" con i "contractors" c'entra poco, visto che quest'ultimi si occupano di questioni non militari come fare da mangiare, manutenzione alle basi, montare e smontare attrezzature e via dicendo.

    Le navi, gli aerei che trasportano truppe e materiali sono di proprieta del dipartimento della difesa.

  5. #595
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Sostenitori del chierico sciita Sarkhi al Husseini (schieratosi con la rivoluzione) hanno preso d'assalto numerose stazioni di polizia a Baghdad.

    Questo conferma ancora una volta che quello che sta succedendo in Iraq non è una semplice insurrezione islamista, ma una Rivoluzione di tutto il Popolo Iracheno, Sciita e Sunnita, schierato con il Comando baathista del Generale Al-Douri, e smentisce le stronzate raccontate dall'occidente e dagli amici dei pretacci iraniani.
    Ultima modifica di - SAVONAROLA -; 03-07-14 alle 15:16

  6. #596
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    Ehh, mi sa che Al Maliki la pensa diversamente, il primo paese a cui si e' rivolto per avere aiuti sono gli USA.




    "Tre fronti"???







    La "logistica" con i "contractors" c'entra poco, visto che quest'ultimi si occupano di questioni non militari come fare da mangiare, manutenzione alle basi, montare e smontare attrezzature e via dicendo.

    Le navi, gli aerei che trasportano truppe e materiali sono di proprieta del dipartimento della difesa.
    Tre fronti eccome:Iraq, Afganistan e fronte interno, su cui Bush ha spesso e volentieri calcato la mano, tirando fuori dal cilindro una cosuccia chiamata Patriot Act.....e anche Obama.....
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  7. #597
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Riguardo ad Al Maliki, il primo dei re clientes a chi se non al suo protettore dovrebbe rivolgersi?
    Il fatto che accetti e forse chieda aiuto anche dalla Russia però è fatto nuovo che non testimonia niente di buono. Lo stesso NYT si è chiesto ragione delle spese dell'ambasciata nei mesi scorsi. La stampa starà anche morendo, ma insomma....
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  8. #598
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Tre fronti eccome:Iraq, Afganistan e fronte interno, su cui Bush ha spesso e volentieri calcato la mano, tirando fuori dal cilindro una cosuccia chiamata Patriot Act.....e anche Obama.....


    "Tre fronti" per modi di dire.

    Gli USA combatterono una guerra mondiale 70 anni fa avendo meno della meta della popolazione attuale e un pil molto piu piccolo.

  9. #599
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    Citazione Originariamente Scritto da occidentale Visualizza Messaggio
    Riguardo ad Al Maliki, il primo dei re clientes a chi se non al suo protettore dovrebbe rivolgersi?
    Il fatto che accetti e forse chieda aiuto anche dalla Russia però è fatto nuovo che non testimonia niente di buono. Lo stesso NYT si è chiesto ragione delle spese dell'ambasciata nei mesi scorsi. La stampa starà anche morendo, ma insomma....


    Testimonia che gli USA hanno le mani in pasta con i tre soggetti attivi in iraq, altrimenti avrebbero gia da tempo fornito gli F16 ad Al Maliki insieme con altri sistemi d'arma.

  10. #600
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    Predefinito Re: Iraq - Focus

    L’Iran si prepara a sconfiggere il SIIL

    luglio 3, 2014 Lascia un commento

    MK Bhadrakumar – 1 luglio 2014
    Dopo una pausa di una settimana, Teheran ha mutato retorica e approccio sulla crisi in Iraq e Siria. Allusioni e suggerimenti oscuri delle dichiarazioni iraniane, sono sostituiti da aperte critiche al supporto saudita allo Stato Islamico dell’Iraq e Levante (SIIL). Due esponenti di spicco della commissione della Majlis sulla politica estera e di sicurezza si scagliano contro Riyadh: “L’Arabia Saudita è il sostenitore spirituale, materiale e ideologico del SIIL e il re saudita aveva incaricato l’ex-capo dei servizi segreti del Paese (principe Bandar) della missione speciale di sostenere il SIIL“. (Mohammad Hassan Asafari). E’ estremamente raro che il re Abdullah sia denunciato per nome in una dichiarazione iraniana. Ancora, un altro eminente deputato, Mohammad Saleh Jokar, ha implicitamente avvertito Riyadh dal tirare pietre su una casa di vetro, “Invece d’interferire negli affari iracheni e seguire le trame degli Stati Uniti, l’Arabia Saudita farebbe bene ad affrontare i propri affari interni“. Secondo la linea iraniana la lotta di successione nella famiglia reale saudita si acutizza. Significativamente, la Guida Suprema Ali Khamenei ha ripetuto un’espressione coniata dall’Imam Khomeini nei primi anni della rivoluzione iraniana, riferendosi all’Arabia Saudita come il barboncino degli Stati Uniti e complice occulto d’Israele. Khamenei ha anche detto, ad un uditorio di lettori del Corano a Teheran, che c’è differenza tra l’”American Islam” e il vero Islam, “L’Islam americano, pur avendo aspetto e nome islamico, è conforme al dispotismo e al sionismo… e totalmente al servizio degli obiettivi del sionismo e degli Stati Uniti“. Nel frattempo, l’aperto sostegno del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’idea di uno Stato curdo indipendente nel nord dell’Iraq, oltre le visite del segretario di Stato USA John Kerry e del ministro degli Esteri inglese William Hague ad Irbil la scorsa settimana, hanno allertato Teheran sulla strategia anglo-statunitense volta (con la partecipazione d’Israele) a creare uno petro-Stato ai confini occidentali dell’Iran.
    Teheran sorveglia la forte presenza dell’intelligence israeliana ad Irbil. In una dichiarazione Teheran minaccia direttamente la nascita di un Kurdistan indipendente. Il Viceministro degli Esteri Hossein Amir Abdollahian ha consigliato la leadership curda che non sarebbe saggio perseguire la secessione. Un importante deputato iracheno ha criticato apertamente il capo curdo Masud Barzani e le sue dichiarazioni sull’annessione di Kirkuk. Barzani è vicino all’intelligence israeliana. L’attività d’intelligence israeliana s’è intensificata nella regione del Kurdistan e la mossa di Netanyahu di sfruttare le differenze intra-irachene, in parte spiegherebbe la possibilità che Teheran possa considerare la ripresa dell’assistenza ad Hamas. I legami di Teheran con Hamas si sono atrofizzati negli ultimi anni, dopo la decisione catastrofica di Qalid Mishaal di lasciare Damasco e prendere la residenza a Doha, allineandosi con i Paesi della regione sostenitori del cambio di regime in Siria. Senza dubbio, Mishaal è un uomo più triste e saggio oggi come risulta dalla lettera al presidente iraniano Hassan Ruhani, a cui chiede aiuto. Inoltre, Teheran ha fatto un passo importante sul fronte diplomatico. Abdollahian s’è recato a Mosca nel fine settimana, per consultazioni con il suo omologo russo sugli sviluppi in Iraq-Siria, in particolare la necessità di vanificare la strategia degli Stati Uniti. Lo stretto coordinamento russo-iraniano è evidente nei colloqui a Mosca. Per essere sicuri, l’Iran accoglie con favore la mossa russa d’inviare aviogetti e consiglieri militari a Baghdad. L’obiettivo dei due Paesi è impedire a Washington la prerogativa di dettare condizioni al governo iracheno. È interessante notare che Mosca ha risposto alla richiesta di aiuto del Primo ministro in carica Nuri al-Maliqi, nonostante i disperati tentativi di Washington di rimuoverlo dal potere e sostituirlo con una figura flessibile a capo del governo di Baghdad. I media occidentali hanno descritto Maliqi come un caso chiuso, ma Mosca e Teheran potrebbero vederla in modo diverso.
    Ancora una volta, Teheran ha concluso che la saga del SIIL in Iraq è un’operazione segreta USA-Arabia Saudita che esclude il Qatar (i legami sauditi-qatarioti sono freddi). La cabala che ha incontrato Kerry a Parigi, il 26 giugno, per discutere della road map per Iraq e Siria includeva Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania, ma il Qatar ha brillato per la sua assenza. Così, Ruhani ha preso il telefono e ha discusso sull’Iraq e la sfida del SIIL con l’emiro del Qatar. Ruhani ha proposto che Iran e Qatar uniscano le forze per combattere il terrorismo in Iraq. Allo stesso modo, Teheran ha ribadito il suo sostegno a Bashar in Siria in una telefonata del Primo Vicepresidente iraniano Eshaq Jahangiri al Primo ministro siriano Wail al-Halqi. Il risultato di queste mosse sul fronte diplomatico è che l’Iran spera d’infliggere una pesante sconfitta al SIIL. Una mobilitazione a tal fine è chiaramente in corso. L’Iran non permetterà che la vittoria in Siria sia messa in discussione dalle parti sconfitte tramite l’avanzata del SIIL in Iraq; né potrà tollerare il rovesciamento del potere sciita in Iraq attraverso la scappatoia della ‘balcanizzazione’ del Paese. Insomma, Teheran non è disposta a transigere sui propri interessi vitali e preoccupazioni principali in Siria e Iraq, semplicemente perché i colloqui sul nucleare tra P5+1 e Iran si avvicinano alla conclusione.
    Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

 

 
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