



Come al solito hai capito fischi per fiaschi.
Le truppe sunnite e l'Isil che rappresenta una minima parte si trovano ad almeno 50km da bagdad e non hanno alcun interesse ne alcun intenzione di marciare verso la capitale, sia perche non hanno un numero sufficiente di forze, sia perche e' inutile.
Bagdad ha semplicemente un valore simbolico, mentre nei territori che hanno occupato si trovano importanti raffinerie e infrastrutture.
Di tutto questo gli USA sono perfettamente al corrente.
Come ti ho gia detto, Washington sta facendo una parte in commedia.
Hanno le mani in pasta tanto con i sunniti (via Arabia Saudita), tanto con Al Maliki (che ha bisogno delle armi USA), sia con i Peshmerga che vogliono l'indipendenza dell'irak.
Le informazioni che il Pentagono ha sulle mosse militari dei sunniti/Isil sono molto piu accurate rispetto a quelle di Al Maliki, basta pensare a quale livello di tecnologie impiegano per le operazioni di intelligence tramite drones.
USAF declares Gorgon Stare follow-on operationally deployable - IHS Jane's 360
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Allora devi spiegarmi come mai hanno inviato centinaia di soldati a difendere la loro ambasciata a Baghdad.
E devi anche dirmi a cosa serve che l'ISIL conquisti i pozzi di petrolio, visto che nessuno glielo comprerà.
Infine dagli ultimi eventi (ma anche da altri meno recenti) non sembra affatto che Al Maliki abbia bisogno delle armi americane.




In primo luogo e' stato "annunciato" l'invio di 300 consiglieri militari, "annunciato" il che significa che prima di arrivare li ci metteranno giorni......la cosa e' chiaramente valuta.
In secondo luogo da quello che si capisce si tratta di elementi appartenenti alle Special Forces.
Per "difendere" l'ambasciata avrebbero mandato dei contingenti di marines.
Al Maliki non dispone di un esercito capace di contrastare le forze sunnite.
Quello che egli sta cercando di fare non e' tanto quello di ottenere le "armi americane" ma impedire che i sauditi (tramite i sunniti+Isil) prendano il sopravvento.
Qualche SU25 scassato made in russia, con piloti iraniani, non lo possono salvare politicamente, serve che Washington convinca Riad a mettere da parte i progetti....logicamente gli yankees chiedono ad Al Maliki di cambiare politica.
Questa e' la storia.


Ma che ha comprato in russia???? Ma sei proprio ridicolo....
4-5 Su 25 vecchi che vuoi che ci faccia!
L'ISIL e i sunniti da gennaio ad oggi gli hanno abbatutto e danneggiato una mezza dozzina di elicotteri ed aerei, sono dotati di cannoni e forse missili Manpad.
Ad Al Maliki serve un esercito di terra che non ha, ma sopratutto gli serve che gli USA convincano i sauditi a desistere.


Iraq, al-Maliki punta sull'Aeronautica per sconfiggere l'Isis/Isil (27 giu 2014) - ilVelino/AGV NEWS
Iraq, al-Maliki punta sull'Aeronautica per sconfiggere l'Isis/Isil
In arrivo caccia di seconda mano russi e bielorussi. Forniranno copertura aerea alle truppe
di fbu - 27 giugno 2014 13:45 fonte ilVelino/AGV NEWS Roma
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Il primo ministro iracheno, Nouri al-Maliki, punta sull’Aeronautica contro i miliziani dell’Isis/Isil (Stato islamico dell’Iraq e della Siria/del Levante). Dopo gli accordi con gli Usa, che stanno inviando nel paese mediorientale 300 consiglieri e che hanno costituito un comando militare congiunto delle operazioni a Baghdad, il premier ora preme per il sostegno aereo alle manovre a terra. “Spero che i caccia militari russi e bielorussi, a Dio piacendo, entro una settimana possano essere operativi – ha affermato al-Maliki alla Bbc – e distruggere le ‘tane’ dei terroristi”. A sostegno della sua tesi il primo ministro ha spiegato che se nei giorni scorsi ci fosse stata copertura aerea delle operazioni sul terreno, i miliziani non sarebbero riusciti ad avanzare. “Abbiamo acquistato jet di seconda mano da Mosca e da Minsk – ha sottolineato – che dovrebbero arrivare entro due o tre giorni. Avremmo dovuto cercare di comprare altri caccia, come quelli inglesi e francesi, per fornire copertura aerea alle truppe. Se lo avessimo fatto, tutto ciò non sarebbe accaduto”. A-Maliki ha anche parlato dell’intervento aereo della Siria lungo il confine a Qaim e Rutba, spiegando che non era stato richiesto, ma che “è stato il benvenuto”. “Loro hanno lanciato il loro raid – ha detto -, e noi il nostro. Alla fine, entrambi i paesi sono stati vincitori”.
Nel frattempo, dal terreno arrivano le prime buone notizie. I militari iracheni hanno riassunto il pieno controllo della raffineria di petrolio a Baiji e un gruppo di operatori delle forze speciali di Baghdad si sono calate nell’università di Tikrit, conquistando la struttura e neutralizzando un gruppo di terroristi che la utilizzava come base. Inoltre, è stato ripreso il quartiere Alam e gli elicotteri dell’esercito hanno bombardato alcuni rifugi dei miliziani presso il palazzo presidenziale della città. A Karbala, invece, nelle preghiere del venerdì le autorità religiose hanno chiesto alle parti politiche di evitare un escalation della crisi settaria. Ulteriori scontri sono in corso a nord di Bagdad e nell’ovest. La situazione potrebbe però presto cambiare. L’arrivo dei consiglieri americani, che porteranno con loro assetti pregiati quali l’accesso alla rete d’intelligence Usa e la possibilità di usare gli aerei senza pilota, unita agli apparecchi ad ala fissa in consegna garantiranno al governo iracheno una capacità di pianificazione e di manovra molto diversa da quella avuta finora. In primis, la possibilità di effettuare bombardamenti mirati contro postazioni dei guerriglieri, senza il rischio di colpire per errore obiettivi sbagliati e di causare danni collaterali come vittime tra i civili.
A questo proposito, un ruolo da protagonista lo giocheranno le immagini satellitari e quelle ricavate dall’impiego dei droni – se saranno coinvolti ufficialmente -, che permetteranno alle sale operative di fornire agli aerei ed elicotteri iracheni le coordinate esatte dei bersagli. Non solo, daranno la possibilità anche di prevedere i movimenti dei miliziani dell’isis/Isil nonché le loro capacità offensive e logistiche, e quindi di pianificare una risposta efficace e in tempi brevi. Il paese, d’altronde, si presta bene per questo tipo di rilevazioni in quanto gli unici rilievi sono catene montuose site a nord-est, mentre principalmente la nazione mediorientale è una pianura fluviale che termina nel deserto (sud-ovest). Di conseguenza, per i terroristi nascondersi è più difficile rispetto ad altri teatri come quello afghano. L’unica chance è data, come accadde a Falluja nel 2004, da rifugi sotterranei. Ma la tecnologia e gli armamenti si sono evoluti e oggi sono in grado di rilevare e neutralizzare anche questo tipo di minacce.


In arrivo caccia di seconda mano russi e bielorussi. Forniranno copertura aerea alle truppe
In primo luogo da quello che si e' potuto capire gli assets piu efficaci contro i ribelli sono gli elicotteri e gli AT6 armati di Hellfire e razzi Hydra da 70mm.
Comunque sia 4-5 Su25 possono ben poco, perche gli iracheni sono sopratutto carenti in termini di intelligence e capacita di joint tra reparti terrestri e aerei.

