



Ma poi ancora con questa storia che tutta la rivolta è guidata dai sauditi .
Questa è una narrazione paranoica stile Maliki , la realtà è che nonostante il guadagno nel constatare il crollo (apparente) di Maliki tutta la rivolta armata non è pilotata da nessuno , men che meno dagli americani .


Intanto nella vicina Siria si registrano numerose defezioni dai gruppi ribelli vari all'isis , non solo ad Aleppo e Deirezzorz ma pure a Damasco .


Noooooooo.....e se non fosse stata pilotata da nessuno, Al Maliki avrebbe ricevuto da tempo gli F16C, gli elicotteri AH64 Apache e tutto l'armamentario che e' aveva richiesto!
Ma gli USA non gli hanno dato nulla.
Can the Saudis Stop ISIL? - US News


200 soldati USA a difesa dell'ambasciata.
Iraq: Obama manda altri 200 uomini a difesa ambasciata - Mondo - ANSA.it
Riad ha già presidiato il confine, talmente ama l'ISIL.
Iraq: Arabia saudita dispiega 30 mila uomini a confine nord | Giornale del Popolo
Devi usare il plurale. Queste sono storie.
Considerando il prezzo unitario dei Su-25 e l'ammontare del contratto (anche aggiungendovi l'addestramento e le armi), ne hanno sicuramente comprati di più, e quei 4 o 5 sono solo i primi ad arrivare.


For the Saudis the proclamation is tantamount to a declaration of war. The king is also the custodian of the Two Holy Mosques, protector of the most important holy cities of Mecca and Medina in the Sunni Islamic world
Ecco infatti ...li controllano proprio bene .Se questo è come bandar bush poi prepariamoci a ridere .
È un gruppo che agisce da dieci anni e più , hanno anche ammazzato una buona quantità di americani , ma è sicuramente un mega complotto recente ordito dalla cia per far fuori l'uomo messo da loro stessi a capo dello stato ricostruito dagli usa stessi a suon di miliardoni .
Piano riuscito alla perfezione visto che Maliki è là dov'era .
Il blocco dell'export degli f-16 è dovuto sì ai magheggi con le diplomazie del golfo ma era una ripicca per la crisi siriana , sono questioni che tengono banco da ben prima che si potesse anche solo ipotizzare un casino simile in Iraq .
Ultima modifica di kodiak; 03-07-14 alle 23:18


http://www.nytimes.com/interactive/2...wo-rivers.html
Ottime cartine satellitari sulla diffusione dell'isis lungo i due fiumi mesopotamici .
Davvero di grande effetto .


il fondamento del "pensiero" di Palluovo sostanzialmente è questo: "gli USA se vogliono possono anche darsi all'autarchia, perchè sul territorio USA c'è tutto quello che serve per mandare avanti l'economia, per cui se piantano casini nel resto del mondo, è un problema esclusivo di chi vive nelle zone in guerra civile, e quindi alla fine è sempre un guadagno per gli USA, perchè possono produrre a pieno ritmo mentre gli altri devono perdere tempo e denaro dietro alle guerre che facciamo scoppiare".
L'idea che la forza economica degli USA NON si basi su quello che viene prodotto negli USA, ma su quello che le aziende yankee producono e/o commerciano in giro per il mondo, gli è completamente aliena. L'economia uSA è basata sulle MULTInazionali, che si chiamano così perchè producono e fanno profitti in MOLTE nazioni. Ergo se una nazione è destabilizzata, ci sarà sicuramente almeno una multinazionale USA che dovrà rinunciare a parte dei propri profitti, o direttamente (chiudere le filiali in loco) o indirettamente (quella nazione è cancellata per almeno un decennio da qualsiasi piano di espansione). E' quindi lapalissiano che più paesi sono in guerra civile permanente, e MENO possibilità ci sono per le multinazionali yankee di fare profitti. Da questa cecità derivano deliri, come quello di sostenere, a proposito delle aziende yankee che hanno chiesto a Obama di piantarla con le sanzioni alla Russia perchè alla fine danneggiano anche loro, che con la Russia ci lavorano da anni, che non rompano i coglioni perchè tanto la Russia conta lo zero virgola qualcosa, nell'economia mondiale e quindi possono fare i loro investimenti altrove. L'idea che a forza di chiudere l'interscambio con la Russia oggi, con l'Iran ieri, con gli stati in guerra civile ieri oggie domani alla fine la somma di tanti zero virgole diventa 10, 20, 30, 40% del pianeta con cui ti sei fottuto ogni possibilità di fare soldi, e che nessuna multinazionale può sopravvivere se è costretta un pezzo alla volta a rmetà del proprio fatturato, nemmeno lo sfiora.
Nella sua zucca vuota la situazione ideale è un pianeta in preda alla guerra civile e gli USA dediti all'autarchia
Ultima modifica di amaryllide; 04-07-14 alle 02:25


ma poi la questione va al di là dell'Iraq. Basta mettersi nei panni di un qualsiasi capo di stato del pianeta che non avrà mai il budget per comprarsi gli F35, ovvero la stragrande maggioranza degli stati del mondo. QUesti non avranno mai una vera aviazione, e quindi cercheranno piuttosto l'usato sicuro, e soprattuto IMMEDIATO (perchè non avendo un'aviazione regolare, gli aerei servono solo in casi eccezionali tipo guerra civile, come appunto in Iraq), anzichè l'ultimo modello dotatodi tutto il non plus ultra della tecnologia. Quel capo di stato insieme ai generali secondo voi a chi si rivolgerà, tra uno stato che non è in grado di armare decentemente nemmeno un proprio governo fantoccio, e uno che 4-5 aerei te li può consegnare dall'oggi al domani quando vuoi?


la logica di Palluovo non è "noi siamo così forti che creiamo il caos e lo sappiamo controllare", ma "noi creiamo il caos a migliaia di km da casa nostra, per cui le conseguenze sono tutte a carico di chi vive nel regno del caos, noi non ci possiamo perdere niente". Un'idea degna di un troll, se fosse solo la sua. Un'idea da collasso imminente degli USA se ragionano così anche a Washington. La storia ci dice che gli USA hanno avuto il massimo sviluppo quando erano in grado di vincere più il dopoguerra, che la guerra stessa, come hanno fatto per esempio in EUropa occidentale, dove coi 4 spicci del piano Marshall (tanto per dire, gli aiuti massimi furono quelli dati all'Italia e non superarono mai l'1% del PIL di un paese appena uscito distrutto dalla guerra), e gran parte della crescita dell'Europa occidentale finiva nelle tasche delle multinazionali USA che ci vendevano i loro prodotti, per cui era un gioco win-win (l'Europa rinasceva, e contemporaneamente le aziende uSA ci guadagnavano). Ma se non sai più gestire il dopoguerra, tanto per cominciare, la guerra non finisce, perchè da guerra convenzionale tra eserciti diventa guerra civile permanente. E ovviamente non ci sarà nessuna ripresa, per cui quello stato diventa uno stato fallito, dove nessun'azienda, locale o yankee o di qualsiasi altro posto, potrà farci profitti. Quindi la destabilizzazione non crea una situazione favorevole agli USA, ma una situazione in cui tutti perdono (e infatti le guerre USA in Iraq e Afghanistan sono state un esborso mostruoso per il governo non compensato minimamente da una crescita dell'economia privata trainata dalle aziende che lavorano negli stati invasi, che non c'è mai stata).