l'igiene è una necessità umana, non un'invenzione.
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Non credo ci sia una "misura universale", dipende da come vivi.
E' chiaro che se fai il minatore o lavori in una stalla, ti devi lavare in modo diverso da uno che passa tutto il giorno seduto a una scrivania in una stanza asettica.
E poi dipende anche dall'inquinamento che c'è nel tuo ambiente. Meno inquinamento = meno bisogno di lavarsi.
Una volta ero in montagna, dietro casa avevo gli stambecchi: non mi sono lavata i capelli per 4 giorni, ma erano come appena lavati.
Qui nella "buca padana" (sembra la ruhr) dopo 2 giorni ho i capelli come intinti nel grasso.
http://www.mappi.net/img/pollutions/...que_europe.gif
hai un'idea un po' strana di Napoleone...
Vita privata di Napoleone Bonaparte - Wikipedia
A detta delle donne ho delle mani piuttosto belle e tendo a lavarle spesso; se sono in giro cerco di tenere le salviette sempre a portata.
Mi hanno detto che è una forma di snobismo perché è un modo per allontanare il mondo esterno e gli altri.
La castroneria l'hai scritta tu, perché solo dopo la Riv. Francese si affermano idee e pratiche sull'igiene personale, che in precedenza non esistevano, in Europa.
Nel 1500 addirittura l'acqua veniva considerata "pericolosa" secondo alcuni modi di pensare:
nel 1500 l’acqua viene considerata pericolosa perché si ritiene “aprisse i pori, consentendo così ai miasmi velenosi di penetrare all’interno del corpo, protetto dalla salutare pellicola di grasso e sudiciume”[2]. Addirittura l’acqua è considerata nemica della capacità riproduttiva dell’uomo e si crede ostruisca i pori, eviti la traspirazione e renda il sangue denso, provocando come conseguenza l'amenorrea, cioè la mancanza di mestruazioni. In questo modo si spiegano i disturbi delle lavandaie e delle contadine che lavorano nella macerazione della canapa e del lino.
L'igiene femminile è stata a lungo un parametro per dare giudizi sulla condotta morale delle donne: se sporche senz´altro oneste, se pulite di sicuro prostitute. Per le donne oneste infatti non c’è alcun bisogno di lavarsi, anzi, riservare cura al proprio corpo è considerato peccaminoso.
Per sopperire alla puzza tuttavia i ceti più alti scelgono alluvioni di profumi e frequenti cambi d’abito. Nei ceti più poveri invece il graduale aumento demografico rende insufficiente il rifornimento idrico e i fiumi cominciano già a essere inquinati. Iniziano le epidemie e l'acqua viene accusata di ogni nefandezza; fare il bagno debilita e la pulizia del corpo è affidata alla "pulizia secca", cioè al cambio dei vestiti, secondo il principio per cui una camicia pulita equivale ad un bagno.
In realtà poi alla paura di malattie si accompagna come visto la paura del peccato, in quanto l'igiene personale presuppone la vista ed il contatto con parti del corpo e quindi espone a gravissimi rischi morali.
Lavarsi o non lavarsi? Storia dell´igiene personale attraverso i secoli | La Vera Cronaca