Pagina 4 di 27 PrimaPrima ... 34514 ... UltimaUltima
Risultati da 31 a 40 di 263

Discussione: Avanti!

  1. #31
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Ancora due parole (affettuose) sui nostalgici e sui dogmatici…


    Sono soddisfatto delle riflessioni, anche critiche, che si sono sviluppate sul mio ultimo editoriale, a cui ho dato volutamente anche accenti provocatori. Devo molte risposte, molti chiarimenti. Sono davvero ancor più convinto, però, che alcuni interventi si possano tranquillamente, e senza offendere nessuno, qualificare come nostalgici e altri come dogmatici. Dunque io ho dato qualche suono di tromba e loro sono usciti fieramente allo scoperto. Così ritorno ai concetti fondamentali che a mio giudizio dovrebbero ispirare la nostra comunità politica. Che deve restare aperta, sia ben chiaro, anche ai nostalgici e ai dogmatici, ma non diventare mai né nostalgica, pena il venir meno di una funzione politica, né dogmatica, pena l’annullamento della propria identità.

    Dico la mia sul rapporto col passato. Anch’io sono rimasto vittima incolpevole sotto le macerie del Psi e in questi vent’anni ho partecipato a molti tentativi di rianimarlo. Ho anche avuto la soddisfazione di rientrare in Parlamento con lo stesso simbolo col quale ne ero uscito, unico caso in Italia. E di tornare ad assumere ruoli istituzionali, che pensavo chiusi per sempre. Tuttavia in questi vent’anni anch’io non sono riuscito a dare un contributo attivo e definitivo alla ricostituzione del Psi. Noi abbiamo creato diverse organizzazioni socialiste, non il Psi. Le abbiamo collocate a sinistra, “perché i socialisti non possono che stare a sinistra”, a destra, “perché i socialisti non possono stare coi loro aguzzini”, in autonomia “perché i socialisti non possono allearsi né con la destra, né con questa sinistra”. Tutti uniti o tutti divisi, ma ogni volta come se fosse quella buona. Bisognerà pure arrivare a capire che in questi vent’anni non sono rinati il Pci, la Dc, il Psdi, il Pri, il Pli. E che anche il Psi non poteva rinascere così come lo avevamo conosciuto.
    Questo per me è l’essere nostalgici. Desiderare cioè una cosa impossibile, frustrarsi perché questo desiderio non si realizza. Polemizzare, dividersi, angosciarsi perché il passato non ritorna. Altra cosa è il giudizio sui gruppi dirigenti che può benissimo restare critico, perché si dovrebbe far meglio e di più. Oppure assumere un diverso orientamento (alle elezioni politiche io, ad esempio, avrei presentato la lista). Altra cosa ancora è giudicare finita la nostra funzione di organizzazione socialista. Anche se non possiamo costruire il vecchio Psi, noi possiamo ancora essere utili. Se però abbiamo idee chiare in testa. E qui si entra nel secondo girone. Nella schiera dei dogmatici.
    Paradossalmente i dogmatici non sono nostalgici del passato, almeno di quello degli anni ottanta, non sognano Craxi e Martelli. Ma vorrebbero riportare il Psi molto più indietro, magari ai tempi di De Martino che poi finì eletto dal Pci. O addirittura ai tempi di Basso, di Vecchietti. Sono coloro che non hanno acquisito il riformismo degli anni ottanta come un valore, la conferenza di Rimini, ad esempio, o il decreto di San Valentino sulla scala mobile che mi ricorda molto, anche per gli schieramenti in campo, l’attuale epica battaglia sull’articolo 18. Non hanno recepito il valore del liberalismo, quel socialismo liberale che noi promuovemmo con il nostro Lib Lab. Non c’è niente in loro che ritorni agli ideali di quegli anni.
    Per questo i dogmatici non sono nostalgici del vecchio Psi, ma del Psi stravecchio. Ho letto che qualcuno scambia ancora il socialismo con la lotta di classe. Di quale classe, ormai non è chiaro. Che esalta una sorta di socialismo di stampo quasi collettivista. Siamo alla confusione più alta. Il nostro socialismo riformista e liberale è quello di Blair, ma se Blair non piace, almeno di Schroeder, che è il padre di Agenda 2010, il famoso piano Hartz, il cosiddetto modello tedesco che pare spaventi la Cgil. Si vorrebbe un Psi collocato alla sinistra del Pd. Sulle posizioni di Sel, che peraltro ormai rischia di estinguersi da sola, dopo la scissione. Fuori dal socialismo europeo, dunque. Vorrei chiedere ai miei critici spietati in quanti hanno preferito votare Tsipras, cioè un esponente della sinistra estrema, piuttosto che i candidati nella lista del Pd, partito del socialismo europeo. Si dicono socialisti e preferiscono votare candidati non socialisti. Che coerenza….
    Ma se dico un cosa vera, sai te che reazioni. Credo che se una parte, sia pur minoritaria della nostra organizzazione, assume posizioni del genere lo può fare legittimamente (non è lecito votare però per candidati di altri partiti anziché per quelli del partito in cui si milita). E scrivere queste idee anche sull’Avanti, che non ha mai censurato nessuno, almeno da quando io lo dirigo. Però non può pretendere che diventino le idee di tutti, né scomunicare chi non la pensa così. Chi scomunica non appartiene alla nostra storia. I nostalgici siano più duri coi dogmatici. Perché questi ultimi sono in realtà i loro più strenui avversari. Brodolini era un traditore per la sinistra perché collaborava al governo con la Dc. E lo statuto dei lavoratori non fu votato dal Pci, ma dalla Dc. Nessuno lo ricorda. Dopo Brodolini i socialisti hanno ospitato Marco Biagi, lo ricordo nella Fgsi bolognese, che ha parlato di piano dei lavori, Pietro Ichino, da cui abbiamo appreso il modello danese, la Uil che oggi afferma la propria disponibilità alla revisione. Tutto si puo rivedere per un laico. Non esistono norme intoccabili. Non esistono Bibbie. Per questo credo che il diritto dei lavoratori debba oggi fare un passo avanti. Essere più inclusivo, equo, di stampo europeo. In verità i dogmatici non sono affatto amici dei disoccupati, dei giovani e dei lavoratori. Difendono un simbolo, non un principio. Non un diritto. Un dogma, appunto.

    M.Del Bue

    Ancora due parole (affettuose) sui nostalgici e sui dogmatici? | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  2. #32
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Renzi, Craxi e Berlinguer


    Anche la Chiesa ha scoperto la collegialità. Abbiamo due papi. Possibile che in politica ci sia un uomo solo al comando? Eppure non da oggi abbiamo anche noi elogiato il decisionismo. Che vale oro nei momenti di emergenza quando anche la dimensione del tempo assume un valore assoluto. Appoggiamo Renzi, per quel che se ne sa, sul suo Jobs act, non consideriamo peccato di eresia mettere in discussione il tabù dell’articolo 18, da preservare nei casi di discriminazione, estendendolo su questo anche ai dipendenti della aziende sotto i 15 dipendenti, contemporaneamente riducendo precariato e contratti multiformi, accendendo la spia degli ammortizzatori sociali per tutti.

    Credo che su questo, come sulla riforma della giustizia, Renzi debba avere il nostro convinto sostegno. Mi stupisco, ma fino a un certo punto, di Massimo D’Alema che accusa Renzi degli stessi reati per i quali era stato posto sotto accusa proprio lui. Quello di dialogare con Berlusconi e di mettere le mani sull’articolo 18 e non solo sulla contrattazione collettiva, come con una forte dose di amnesia ricorda il leader Maximo al Corrierone. Eppure il renzismo continua a non convincermi e a volte perfino a disturbarmi per semplicismo, superficialità, culto dell’esteriorità, mancanza di rispetto per gli interlocutori. Vedo che costoro non sarebbero più solo gufi e rosiconi, ma anche parrucconi. Chissà che l’ultima bordata non sia stata aggiunta proprio per difendere i trapiantati.
    Non mi ha mai convinto, anzi la ritengo una sorta di paragone piuttosto offensivo, la sua rottamazione. Mai le persone, solo per l’età, erano state ridotte ad automobili da mandare al macero. E soprattutto mi fa rabbrividire la mancanza assoluta di una dimensione storica della politica. Ad una domanda di Fazio se il leader Pd preferisce Craxi o Berlinguer, Renzi ha così risposto: “Berlinguer, ma questo è facile”. Certo che è facile per chi ha proposto di chiamare dell’Unità (giornale fondato da Gramsci) le feste del Pd e per chi vuole dare zuccherini a una base ex comunista che qualche dubbio ce l’ha sull’asse con Verdini e sulla contrapposizione con la Cgil.
    Sia ben chiaro. Renzi con Berlinguer c’entra come io con Sharon Stone. Quello che di Renzi non mi piace è proprio la riduzione della storia e della tradizione a sua personale convenienza. Questo lo trovo inaccettabile. Preferisce il comunista Berlinguer al socialista Craxi, vice presidente dell’Internazionale socialista? La risposta potrebbe essere stata condizionata dalle vicende giudiziarie di Craxi e allora andrebbe rivolta un’altra domanda. Preferisce la tradizione socialista o quella comunista, preferisce Turati o Gramsci, Nenni o Togliatti? Ci risponda, non è il gioco della torre, ma l’identità del Pd in discussione e la possibilità che chi appartiene alla tradizione che ha vinto, quella socialista democratica, debba accettare di avere perso anche per colpa di Renzi.

    M.Del Bue

    Renzi, Craxi e Berlinguer | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  3. #33
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Lettera aperta a Matteo Renzi: “Rettifichi il suo giudizio sui socialisti”

    Ill. presidente del Consiglio, caro segretario del Pd, diciamo pure che la domanda è stata un po’ stupida, quella del bravissimo Fazio a proposito della preferenza del presidente del Consiglio per Craxi o Berlinguer, ma la risposta è quanto meno sconcertante. Anzi è perfino offensiva per chi ha condiviso il percorso politico del Psi di Craxi, pur con tutte le differenziazioni su questo o quell’argomento. Io, ad esempio, non ho condiviso la politica del dopo ottantanove. Ma sostenere che “è facile rispondere” e che lei preferisce Berlinguer, perché ammira “la sinistra delle opportunità e non quella dall’opportunismo”, è inaccettabile. La storia dell’autonomismo e del riformismo socialista, delle anticipazioni sulle riforme istituzionali, della critica al leninismo e al comunismo, delle scelte lungimiranti sulla scala mobile e contro l’inflazione, dell’appoggio a tutti i popoli oppressi dell’Ovest e dell’Est, l’indipendenza dimostrata sul piano internazionale, la protervia dimostrata nel rivendicare il diritto a una patria per i palestinesi nella sicurezza dello stato d’Israele, l’appoggio esplicito anche economico a tutti i movimenti di liberazione, l’eurosocialismo, mentre Berlinguer si schierava per l’eurocomunismo, la posizione sul caso Moro, quella sul referendum per la responsabilità civile dei magistrati, la lotta contro i poteri forti, forse quegli stessi che vedono in lei oggi un bersaglio, e potrei a lungo continuare, rappresentano per lei “la sinistra dell’opportunismo”? Questa è la nostra storia, la storia pluriventennale del socialismo italiano che ha regalato agli italiani importanti, decisive riforme sul piano economico e sociale, su quello dei diritti civili e della laicità dello stato. Rettifichi il giudizio sui socialisti, signor presidente del Consiglio e segretario del Pd, perché mi chiedo come possa, e ce ne sono, un socialista stare nel suo partito se ella giudica in questo modo il suo passato. E come possano i socialisti appoggiarla in Parlamento se ella ritiene che il partito al quale hanno orgogliosamente appartenuto, e che ha avuto in Craxi il leader, abbiano a cuore l’opportunismo. E lo dice uno che ha condiviso la sua linea e il suo programma scontrandosi su questo coi molti suoi stessi compagni di partito. E che giudica buona cosa il suo Jobs act e la sua riforma della giustizia. Rettifichi la frase offensiva verso la politica del PSI di Craxi e se ne gioverà lei stesso, che voglio sperare tenga alla storia della verità. Suo Mauro Del Bue (direttore dell’Avanti)

    Lettera aperta a Matteo Renzi: ?Rettifichi il suo giudizio sui socialisti? | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  4. #34
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Renzilandia


    Ho ascoltato il dibattito alla direzione del Pd. Poi qualche salotto televisivo. Mi sono fatto un’idea. E cioè che ciò che unisce i dem sia l’impossibilità di vivere divisi. L’argomento di fondo non era l’articolo 18, ma la questione Renzi. Il linguaggio, i toni, le espressioni di Bersani e D’Alema non sono da scissione. Ma da guerra civile. Da “mors tua vita mea”. Eppure non si divideranno perché divisi sono nulla. Bersani, D’Alema e qualche residuo compagno, una doppia squadra di calcio, ventidue soli, rappresentano poco più di un’inezia a Renzilandia. Per di più divisa in due. Perché lo scouting sul campo avverso ha prodotto più frutti di quelli berlusconiani al Senato. Sul merito della riforma del lavoro Bersani e D’Alema non hanno ragione. Alzare steccati e gridare allo scandalo rispetto all’annuncio di una legge che prevede la riconferma dell’articolo 18 per le discriminazioni e i provvedimenti disciplinari, un contratto unico a tutele crescenti, due miliardi per gli ammortizzatori sociali per tutti, anche per i dipendenti delle aziende con meno di 15 dipendenti, addirittura un reddito minimo, mi pare assurdo. Però…

    Però restano due obiezioni giustificate. La prima è una perplessità rispetto alle risorse. Certo personalmente ho sempre pensato che il modello Ichino, di stampo danese, sia il più equo e opportuno anche per l’Italia. La difesa cioè del lavoratore, non tanto di un posto di lavoro, è il migliore statuto dei lavoratori del Duemila. Ma quanto costa? È l’Italia in condizione di garantire la copertura del novanta per cento del salario di un lavoratore licenziato per un anno, poi dell’ottanta e infine del settanta, ha una formazione adeguata per reinserirlo nel mercato del lavoro, in un situazione in cui le aziende non assumono perché non lavorano? E sul piano Renzi, ci sono davvero i due miliardi per gli ammortizzatori e bastano per il risultato? Queste domande non sono affatto peregrine. Ma come dice Angeletti rivolgendosi alla Camusso, prima di esprimere un diniego aspettiamo di sapere cosa si propone concretamente.
    La seconda obiezione è sul modo di intendere la politica. Renzilandia ha rotto tutti gli schemi. Ha una visione calcistica dei rapporti di forza. Questi commenti del capo più volte ricorrenti: due a zero e palla al centro, voglio far gol sotto la curva ospite, li abbiamo battuti, anzi sgominati. Le sue frasi sono sempre un inno alla vittoria, con disprezzo per gli sconfitti. Per lui avere contro D’Alema e Bersani è il suo migliore spot. “Li abbiamo spianati”, ha confidato ieri sera. Come se fosse un bombardamento. Neppure il pluridecisionista Craxi ha mai parlato così. Caro Bersani, inutile ricordare il metodo Boffo, questo è il metodo Renzi. Quello che ha portato il Pd dal 25 al 40 per cento, risucchiando voti al centro e a destra. Cosa che non era riuscita né a D’Alema né a Bersani, troppo ex comunisti entrambi. Non c’è niente da fare. Rassegnatevi e consegnatevi a Pina Picierno, cari vecchi leader, siete prigionieri. Non siete nel Pd, ma a Renzilandia, un parco speranze per un’Italia disperata.

    M.Del Bue

    Renzilandia | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  5. #35
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    In effetti la risposta alla domanda Berlinguer-Craxi è stata tutta di convenienza...quella sulla tradizione, d'altra parte, sarebbe stata più complessa..lo avrebbe incastrato diciamo :-P
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  6. #36
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Scissione nel Pd? Se la volesse Renzi…

    Tre, diconsi tre, senatori sono usciti dall’Aula per non votare la fiducia al governo, collegata all’emendamento sulla delega per il Jobs act. Mineo, Casson e la Ricchiuti hanno preferito starsene in corridoio. Un altro senatore, Tocci, ha votato la fiducia poi si è dimesso. Ma pare che Renzi lo stia convincendo a recedere. E le dimissioni, si sa, si ritirano volentieri. Tutto qui. In più il governo ha incassato la fiducia di alcuni ex esponenti dei Cinque stelle allontanati da Grillo. Il conto è risultato anche più favorevole del previsto e il saldo addirittura attivo. La palla (per usare il linguaggio di Renzi) passa ora alla Camera, dove i rischi per il governo sono pari a zero, ma dove il Pd può andare incontro, se il governo porrà, com’è anche naturale, il voto di fiducia, a divisioni più marcate ed autorevoli.

    Mentre Civati mette ormai in discussione la sua appartenza al partito (ma lo fa da un pezzo), Bersani, e soprattutto Fassina, annunciano battaglia. Dal loro voto, favorevole o meno al governo, si valuterà anche l’ipotesi di una scissione. Perché quel dice il vice Guerini non fa una grinza. Il voto di fiducia è un voto di appartenenza. Se non lo si dà si è fuori da uno schieramento e dunque dalle scelte di fondo di un partito. Non votare la fiducia è un voto di insubordinazione. Come quello dei deputati e dei senatori socialisti che decisero di non votare la fiducia al primo governo di centro-sinistra e fondarono per questo il Psiup nel gennaio del 1964. Per questo Bersani, che conosce le regole della politica più di Fassina, annuncia che non darà coltellate. Dunque assicura fedeltà alla ditta. Ma fino a che punto?
    Il vento di separazione è forte. Resteranno separati in casa? Renzi non credo se lo auguri e continua a colpire i suoi oppositori con fendenti pesanti. Anche se sono all’angolo le botte non vengono risparmiate. Forse perché è lo stesso Renzi a spingerli verso l’uscita. Gufi, rosiconi, rottamati, oggi ne butta un’altra: “Le persone per bene sono con me”. Dunque gli altri per bene non sono. Poi lo storia dell’adesione alla manifestazione della Cgil contro il governo. Davvero Cuperlo, Bersani, Fassina oltre al solito Civati, andranno in piazza a manifestare? Neanche su questo Renzi ha tutti i torti. “Epifani e Damiano portatevi la scorta, perché avete votato la legge” commenta acidamente il giovin signore. Insomma alla Camera e in piazza gli anti renziani si faranno sentire. Fino a che punto schiacceranno il piede sull’acceleratore non saprei. E soprattuto per fare cosa dopo? Un’alleanza con Sel che si è già scissa in due? E poi un’altra alleanza col Pd per le elezioni con Renzi candidato? Che senso avrebbe? Renzi lo sa e sull’acceleratore il piede lo mette lui…

    M.Del Bue

    Scissione nel Pd? Se la volesse Renzi? | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  7. #37
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Renzi, Grillo, Berlusconi, tre uomini al comando nella monocrazia politica


    Ormai i partiti non esistono più. E l’ultimo esistente, ha ragione Cisnetto, e cioè il Pd, è praticamente scomparso nelle forme conosciute. Lo era sostanzialmente anche prima di Renzi. Iscriversi a un partito e avere gli stessi diritti di uno che non lo è non ha senso. Siccome i congressi sono stati sostituiti dalle primarie a cui possono partecipare tutti, sol che versino uno e due euro, e sulle candidature funziona più o meno allo stesso modo, a che serve iscriversi? Renzi vi ha aggiunto il potere carismatico. Lui decide, lui sceglie, lui battezza e gli altri, i fedeli, possono solo assentire, meglio se con entusiasmo, mentre chi contesta è un infedele, un gufo e un rosicone, e rischia.
    È un male? Si lo è se si tiene conto del modo tradizionale di concepire i partiti e la democrazia. Non lo è se lo rapportiamo alla situazione presente dove i partiti sono tutti stati superati dalle monocrazie. Il potere assoluto, di vita e di morte, politica s’intende, non è un capriccio, ma un potere che deriva dal consenso ottenuto, non per merito di un sedicente partito, ma solo del capo, poiché in Italia si vota un nome, non più un simbolo. Il precursore della nuova monocrazia fu Berlusconi e tutti si scandalizzarono. Ma come, tratta un partito come un’azienda di sua proprietà? Era stata ultimata l’operazione di Tangentopoli e i partiti, quelli veri, che avevano segnato la vita del novecento italiano, erano stati spazzati via. Berlusconi fu un prodotto di Di Pietro, il risultato della demonizzazione dei partiti tradizionali.
    Il Pci-Pds-Ds pensava di poter sopravvivere, unico caso, alla morte degli altri, perché solo sfiorato dalle indagini di una magistratura strabica. Berlusconi é stato il primo prodotto della nuova monocrazia. Per la verità già Bossi e la sua Lega, che aveva però saputo mantenere alcuni caratteri dell’organizzazione tradizionale (le sezioni, i congressi, le feste), ne aveva anticipato alcune caratteristiche. Poi è arrivato Grillo a spazzare via tutte le incertezze e a estremizzare la nuova monocrazia. Si può vincere le elezioni senza partito, anzi è persino meglio, basta una nuotata, un vaffa day contro il sistema politico in una situazione di profondo disagio dell’opinione pubblica. E soprattutto una grande capacità di inserirsi nel web.
    Renzi completa il quadro. Mentre il Pd, ma in realtà Renzi, conquista oltre il 40 per cento, sogno veltroniano di un partito americano, il partito cessa di esistere. Il tesseramento è ai minimi storici, l’Unità chiude, i funzionari vengono licenziati. Contraddizione? Assolutamente no. Sarebbe stato contraddittorio il contrario. Anche D’Alema e Bersani, che rimpiangono il passato (con molte ragioni), devono accettare “obtorto collo” il presente. Che non li prevede, anzi prevede che il loro dissenso rafforzi “lo principe”, come diceva Machiavelli. Cosa ci aspetta? Io continuo a chiedermi come si fa a non capire. Il futuro è cominciato e si assestato adesso. I partiti della seconda repubblica, nati senza storia e senza identità, sono tutti morti. Inutile piangere. Era giusto così. Quello che è nato è un sistema fondato sul leader, che ha potere più o meno assoluto, perché è da lui e solo da lui che dipende il successo della sua ditta. La triade monocratica (Renzi, Grillo, Berlusconi, o chi per lui, con un’appendice di Salvini, perché antieuro, non perchè della Lega) è il perno di quel che si continua a definire democrazia italiana. Forse meriteremmo di meglio.

    M.Del Bue

    Renzi, Grillo, Berlusconi, tre uomini al comando nella monocrazia politica | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  8. #38
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Il bispartito

    Marx teorizzò il plusvalore. Era la differenza tra il prezzo del prodotto lavorato e la somma tra materia prima e costo del lavoro. Oggi siamo al bispartito. È la differenza tra un partito democratico e uno verticistico che ammette la possibilità di raddoppiarsi, sfaldandosi, nelle istituzioni. Il Pd è ormai due partiti in uno. I due sono organizzati non come semplici correnti, ma come partiti, appunto. Il Pd è solo uno spazio, o una ditta per dirla alla Bersani. I due partiti del bispartito se ne dicono di ogni. E votano ognuno a modo suo. La minoranza pidina vota contro il governo sulla legge elettorale col proposito di far cadere il presidente del Consiglio, che è anche segretario del bispartito. L’uscita di Cofferati, dopo le primarie liguri, è stata costellata da accuse di mafia alla parte avversa. Mica noccioline. L’attuale ministro Madia aveva accusato più o meno con lo stesso gravissimo capo d’imputazione il partito di Roma. Con qualche ragione, come si è visto dopo. Fassina accusa Renzi di essere stato il capo dei 101, Civati partecipa alla formazione di un nuovo soggetto con Vendola, ma assicura che se ne andrà solo a primavera, alla stagion dei fior….

    Se Sparta piange, Atene non ride. Anche Forza Italia si sta facendo bispartito. D’accordo il leader maximo, anzi il padrone assoluto, non è oggi nelle condizioni di quella agibilità politica che si vorrebbe garantire grazie a Renzi. Ma decine di parlamentari capeggiati da Fitto gli hanno dichiarato guerra. Si sono organizzati e annunciano, come i dissidenti del Pd, grande battaglia contro il Patto del Nazareno, a cominciare dall’elezione del presidente della Repubblica. Le loro accuse sono simmetriche a quelle del gruppone dissidente pidino. Vogliono azzoppare il leader e il nemico è diventato quello interno e non quello opposto. Un po’ come in età staliniana, ma rovesciando i rapporti. Perché allora era la minoranza a lasciarci, fisicamente, le penne.
    Ci sarà la scissione, in molti si chiedono? Ma più scissione di così… Perché mai i dissidenti pidini, ma anche quelli fittiani, dovrebbero lasciare il bispartito per fondare il minipartito? Che convenienza ne deriverebbe loro? Dovrebbero presentarsi alle elezioni con una nuova lista e rischierebbero molto. Meglio restare nel bispartito, continuando a presentarsi nelle istituzioni facendo i cavoli propri. Anzi facendo strage delle decisioni degli organi ufficiali del loro partito. Dove peraltro sono stati aboliti i congressi. In Forza Italia il congresso viene considerato un reperto archeologico da prima repubblica. Nel Pd è stato sostituito dalle primarie, che sono il modo migliore per consentire il voto anche a chi non vota il bispartito e per produrre divisioni, anzi lacerazioni spesso insanabili, tra i candidati.
    Forse oggi non solo Pd e Forza Italia sono due bispartiti, ma stanno diventando un bispartito unico. Quel che è accaduto al Senato a proposito della legge elettorale é emblematico. Il capogruppo di Forza Italia ha detto testualmente: “I nostri voti sostituiscono quelli che sono venuti a mancare nel partito di maggioranza”. Un’operazione del genere, esplicitata come di ordinaria amministrazione, è in realtà la dimostrazione che Forza Italia è oggi un partito di supporto, anzi complementare al Pd. Ne sostituisce i mancanti, per consentirgli di governare. Un partito simile a un’agenzia di lavoro interinale. Col proposito di eleggere un presidente della Repubblica gradito e di ottenere l’agibilità politica di Berlusconi, che non ho ben capito cosa comporti. Un decreto fiscale rinviato a dopo l’elezione del presidente della Repubblica fissa anche un apposito calendario. D’altronde il bispartito BR non è un fatto occasionale….

    M Del Bue


    Il bispartito | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  9. #39
    Partito d'Azione
    Data Registrazione
    22 Apr 2007
    Località
    Roma
    Messaggi
    13,208
     Likes dati
    312
     Like avuti
    934
    Mentioned
    41 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Il patto del Mattarellum


    Per la terza volta Giuliano Amato non salirà al Colle pur avendo il più largo gradimento di forze politiche. Paradossalmente continua ad essere proprio il suo partito di riferimento, prima i diesse e poi il Pd, a bocciarlo. Ci dev’essere un motivo ricorrente. Diciamo così un comun denominatore della discriminazione. Dubito che sia la storia dei suoi stipendi e pensioni. Amato ha rinunciato, caso piuttosto raro se non unico, al vitalizio parlamentare e alla sua pensione da professore. Perché non prenderne atto? E neppure che sia solo per quella doppia candidatura incrociata tra D’Alema e Berlusconi che avrebbe finito per fare da panino a Renzi. Anche perché queste due condizioni non esistevano nel 2006 e nel 2013. Non esistevano i panini e nel 2006 non esisteva nemmeno Renzi.

    Dobbiamo saper leggere bene il senso di questo triplice diniego. È vero che Giuliano Amato fu ministro con D’Alema e suo successore per un breve periodo. Ma un conto è la transizione a Palazzo Chigi altro l’alto Colle. Chissà perché quando si parla di inquilino del Quirinale ritorna prepotentemente il passato. E con esso riappaiono le vecchie identità. Fu così per Napolitano, il primo ex comunista presidente della Repubblica. È così oggi, se sarà eletto, per Mattarella. Cosa si sottolinea del candidato al Quirinale? Quali sono i suoi meriti acquisiti sul campo? L’essersi dimesso da ministro di Andreotti, assieme ai colleghi della sinistra Dc, dopo l’approvazione della legge Mammì, l’essere stato un dirigente democristiano collocato sulle posizioni di Aldo Moro, di avere convintamente dunque appoggiato l’unità nazionale, e poi, ma solo poi, d’essere stato tra i fondatori dell’Ulivo prodiano.
    Una biografia, forse solo leggermente macchiata da quella legge elettorale che prese il suo nome, e che è stata poi sostituita tre volte, di tutto rispetto. Senza però mai essere quella di un dirigente di prima fila. Un volto sofferente, che è orientato ad esprimere più il pessimismo della ragione che non l’ottimismo della volontà. Un padre coinvolto nelle inchieste di mafia, un fratello ucciso da Cosa nostra. Si sceglie Sergio Mattarella e non Giuliano Amato, perché il primo è figlio di Moro e fratello di De Mita, si esclude ancora il secondo perché figlio di Nenni e fratello di Craxi. Il Pd non è la casa dei socialisti, ma degli ex comunisti e degli ex democristiani. A me fanno sorridere coloro, come Veltroni, che non sono mai stati nulla se non democratici.
    Mi fanno anche parimenti sorridere coloro che ritengono che i giovani che non sono mai stati né comunisti né democristiani siano dunque senza passato. Io mi iscrissi al Psi perché avevo letto il discorso di Turati al congresso del 1921, pur essendo nato trent’anni dopo… E poi mettiamoci d’accordo. O il passato vale sempre o non vale mai. Capisco che è il momento di Tsipras che è però talmente legato al passato da sciorinare Bella ciao e le bandiere rosse. La verità, ce la dobbiamo dire, è che Amato non può salire al Colle per il suo passato politico, che non brilla come quello di chi è stato cultore di Togliatti e Berlinguer o di chi ha venerato De Gasperi e Moro. Noi prendiamone atto. D’altronde, non hanno cancellato la nostra storia? Salvano solo Pertini ma come presidente della Repubblica. Per il resto chi mai ricorda Turati, Nenni, Saragat?
    C’è di più. Si è scelto, tra i due, il metodo Union de la gauche superando il patto del Nazareno. Voteranno Mattarella Pd, Sel, Scelta civica, ex grillini, oltre al gruppo delle Autonomie. Probabilmente Mattarella ce la farà. Il patto del Nazareno è oggi superato dal patto del Mattarellum. Quest’ultimo sancisce, come è già stato scritto, la terza maggioranza renziana, dopo quella di governo e quella delle riforme. Terranno anche le altre due? Non lo escludo. Alfano non lascerà la barca governativa per salire subito in quella di Berlusconi, se le elezioni sono lontane. Berlusconi non lascerà Renzi con una discutibile ritorsione sulle riforme. Dunque l’elezione di Mattarella sarà la vittoria di Renzi. Avrà preso tre piccioni con una fava. Avrà ricompattato il partito, avrà mantenuto stabile il governo, avrà dimostrato che il patto del Mattarellum non intacca il Patto del Nazareno. Complimenti davvero…

    M. Del Bue

    Il patto del Mattarellum | Avanti!
    Il mio stile è vecchio...come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore...

    …bisogna uscire dall’egoismo individuale e creare una società per tutti gli italiani, e non per gli italiani più furbi, più forti o più spregiudicati. Ugo La Malfa

  10. #40
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    24 Jun 2011
    Messaggi
    17,120
     Likes dati
    1,798
     Like avuti
    3,514
    Mentioned
    454 Post(s)
    Tagged
    55 Thread(s)

    Predefinito Re: Avanti!

    Solito vittimismo che annebbia la lucidità... la più grande debolezza dei socialisti di oggi e anche uno dei motivi del loro declino. Troppo presi a recriminare sul passato ingiusto, a fare analisi del sangue agli altri, troppo poco pronti ad agire nel presente. Amato non è stato eletto x molti motivi, il fatto di essere socialista non è certo tra quelli principali
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

 

 
Pagina 4 di 27 PrimaPrima ... 34514 ... UltimaUltima

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito