





Si potrebbero allacciare rapporti con le componenti più nazionaliste di Russia Unita, qualora disponibili al dialogo, oppure con esponenti politici come Rogozin, da sempre vicini al mondo nazionalista russo.
L'incapacità dei referenti locali credo che se mai sia stata la causa della rivolta.
Mah. Da circa mezza popolazione non lo so. Posso comunque ammettere che il malcontento fosse molto diffuso (anche fra i russofoni).
Nicolas, scusami, ma non è così. Non per idolatria verso Putin, ma per una questione di fatti oggettivi: P.S. non conta nulla, se non nella misura in cui chi è più forte ed ha le leve del comando consente a questa formazione di avere agibilità politica. Se si parlasse di un movimento con un seguito di massa, potrei anche capire. Ma le cose stanno diversamente. Io all'inizio pensavo che dopo le rivolte movimenti come Svoboda e Pravy Sektor avrebbero preso un sacco di voti e raccolto molti consensi. Evidentemente, mi sbagliavo. Se nemmeno in un momento così favorevole queste formazioni hanno avuto successo, questo significa che il loro radicamento nella società ucraina è davvero scarso.
Ultima modifica di Giò; 07-07-14 alle 22:38
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).




Cosa c'entriamo noi con il Nazionalismo Russo?Si potrebbero allacciare rapporti con le componenti più nazionaliste di Russia Unita, qualora disponibili al dialogo, oppure con esponenti politici come Rogozin, da sempre vicini al mondo nazionalista russo.




Il vero pericolo per il nazionalismo sono le città metropolitane, la nuova forma studiata dal neoliberismo in sua sostituzione. Già oggi ne ho letto la versione avanzata.
1) la formazione di una solidarietà civica.
2) la classe creativa come stato guida della società.
3) la cultura come organo del sapere e dell'influenza ideologica.
4) l'istruzione e la scienza come fonti essenziali di competitività.




A me poi piacerebbe sapere cosa ha fatto Putin di tanto anti-europeo dopo Maidan.
A parte la questione della Crimea (e mi fanno veramente ridere gli anti-comunisti d'accatto che si indignano per la Crimea, ovvero per una stortura storica causata proprio dall'URSS!) Mosca molto semplicemente non si è fidata di un governo nato da moti di piazza e per questo instabile.
Già adesso con Poroshenko (che comunque è un presidente eletto) le cose cominciano a cambiare.
Ma Putin si è sempre espresso a favore dell'integrità territoriale ucraina, non dimentichiamolo.
E chi identifica i ribelli del Donbass col Cremlino compie un grosso errore di valutazione
Ultima modifica di Canaglia; 08-07-14 alle 14:08
Passata la buriana facciamo i conti


Al digital venice che stò seguendo. Comunque è dal 2001 che si è cominciato a parlare di smartcity e digital city proprio come entità urbana indipendente e non a caso si parla sempre più di città metropolitana gestita da un sindaco con poteri molto ampi al pari di un ministro di governo. Ma volevo farne una relazione più completa al termine dell'evento veneziano sull'altro trhead già aperto, ma intanto è interessante leggere l'opinione di questa "agitatore di popolo" (civic hacker):
Restart Europe | Manifesto (in 6 punti) del secolo urbano
1) la formazione di una solidarietà civica.
2) la classe creativa come stato guida della società.
3) la cultura come organo del sapere e dell'influenza ideologica.
4) l'istruzione e la scienza come fonti essenziali di competitività.