Straquoto! Ma poi, al di là delle esatte considerazioni che hai espresso in merito alla politica internazionale di questi Stati, bisognerebbe rendersi conto non solo di ciò che essi fanno nell'agone internazionale, ma soprattutto di ciò che essi sono, ovvero di come devono essere considerati in termini di dottrina dello Stato e correlata visione del mondo. Tutte queste realtà politiche statuali rientrano in una delle varietà di quel mondo liberaldemosocialcomunista (comprendendo tutte le varianti intermedie, dal nazionalconservatorismo all'alterglobalismo) che definiamo "mondialismo", che indubbiamente, come rilevava in un altro thread Carlos Wieder, è generico non esistendo come specifica dottrina, ma credo possa avere una validità definitoria per indicare un orientamento, a carattere insieme laico(inteso come rimozione del Sacro dalla vita pubblica e sua relegazione nella dimensione privata) ed ugualitario (progressivo annullamento delle differenze etniche,culturali,spirituali,sessuali). D'altronde in questo senso il termine mondialismo è stato utilizzato nella pubblicistica della destra radicale europea a partire dagli anni 60





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