LA POLEMICA
Manovra, Bondi insiste
"Sono stato esautorato"
"Tremonti avrebbe dovuto discutere con me i tagli". Bocchino e Farefuturo sottolineano le critiche del ministro della Cultura ai tagli: "Impensabile togliere risorse al bene più prezioso del nostro Paese". L'Idv presenterà l'1 giugno una 'contromanovra'
Manovra, Bondi insiste "Sono stato esautorato"
Italo Bocchino
ROMA - Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi in un'intervista al Gr1, ribadisce le critiche ai tagli alla Cultura operati dalla manovra: "Credo che il mio ministero non dovesse essere esautorato", afferma, riferendosi alla cosiddetta 'lista degli enti inutili'. Le rimostranze di Bondi sono state sottolineate da Italo Bocchino, deputato esponente dell'ala finiana del Pdl e presidente di Generazione Italia: "Se un esponente autorevole del Pdl e del governo come Sandro Bondi dice di non aver saputo e di non condividere i tagli alla Cultura significa che c'è qualcosa di serio che non va". Minimizza il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta: "La manovra ha rafforzato nostra credibilità: certamente ci sono molti problemi e mal di pancia ma il quadro macro è corretto puntando su tagli strutturali, sulla lotta all'avasione, sul blocco della cattiva spesa corrente. Su questo punto c'è condivisione. Poi ovviamente cominciano i distinguo interni e che devono essere giustamente valutati".
Spiega Bondi: "Sono in totale sintonia con il ministro Tremonti. Mi rendo conto delle difficoltà del paese e della necessità di operare dei tagli coraggiosi anche nell'ambito della cultura. Penso che molti enti debbano essere soppressi tuttavia ci sono degli enti e delle istituzioni, cito il centro sperimentale di cinematografia, il Vittoriale, che non possono essere considerati degli enti inutili. Alcuni tagli sono necessari ma non possono essere indiscriminati". Per il ministro, la strada da scegliere sarebbe dovuta essere quella della concertazione: "Credo che il ministero non doveva essere esautorato da queste scelte".
Nella speranza di un ripensamento da parte del governo, conclude Bondi, "mi metterò al lavoro con i miei collaboratori per cercare di capire quali sono le istituzioni di eccellenzae e quali sono assolutamente inutili: credo che questa scelta deve essere fatta assieme al ministero dei Beni culturali che sa meglio di chiunque altro quali siano gli enti utili e gli enti inutili".
Anche ieri il ministro della Cultura aveva espresso perplessità sulla parte della finanziaria che impone pesanti riduzioni di bilancio a enti e isituti di cultura e ricerca. Subito dopo aveva rincarato il sottosegretario Francesco Giro, del Pdl: "Ha ragione il ministro Bondi. I tagli alla cultura contenuti dalla manovra metterebbero in serio pericolo la credibilità stessa del nostro ministero, impegnato in una coraggiosa riforma delle fondazioni liriche".
Appoggia pienamente tale posizione Italo Bocchino: "Da un lato è impensabile tagliare risorse al bene più prezioso del nostro Paese, risorse che si potrebbero recuperare abolendo cose inutili e non strategiche come il Pra, l'agenzia dei segretari comunali o l'Unire, dall'altro è grave che il coordinatore del primo partito della maggioranza, nonchè ministro, non fosse stato avvertito e consultato. Siamo dinanzi all'ennesima prova della necessità di una maggiore collegialità nelle scelte politiche del Pdl".
Così anche Farefuturo, la fondazione che fa capo al presidente della Camera Gianfranco Fini: "Non è possibile, non è giusto, che sul mondo del sapere e della ricerca (un "comparto" che per il nostro paese riveste un'importanza del tutto particolare) si abbatta la scure dei tagli così, indiscriminatamente e senza alcun tipo di discussione preliminare. Senza spazi di riflessione, di confronto, anche all'interno dello stesso ministero", scrive Ffwebmagazine, il periodico online della fondazione.
L'Idv, che contesta invece l'intero impianto della manovra, è pronto a presentare una 'contromanovra': lo farà martedì 1 giugno. "E' una manovra 'lacrime e tagli' e basta. - ribadisce in una nota anche oggi Massimo Donati, capogruppo dell'Italia dei Valori - Mancano completamente idee per il rilancio dell'economia e interventi strutturali. A pagare saranno sempre gli stessi, mentre speculatori e grandi rendite improduttive non vengono toccate. Il balletto sulla firma dimostra anche il grado di confusione di questo governo che sempre ha negato l'esistenza stessa della crisi e ora si trova a doverla fronteggiare senza essere preparato. Se non fossero stati così irresponsabili, oggi il Paese si troverebbe in condizioni diverse ".
Manovra, Bondi insiste "Sono stato esautorato" - Repubblica.it




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