Simulazione Edilizia Popolare
1. Delimitazione dell'ambito di analisi del progetto di legge:
La legge prevede l’istituzione del Mutuo sociale volto a finanziare progetti di edilizia popolare attraverso una virtuosa collaborazione tra Stato, Province, Comuni e Regione e privati cittadini.
Il finanziamento del fondo per il Mutuo sociale viene attraverso il bilancio del ministero dei lavori pubblici quindi attraverso le tasse pagate dai privati cittadini.
2. Individuazione di benefici e costi netti dell'intervento.
Benefici attivi e relativi costi: -) creare formule di finanziamento per famiglie disagiate, i costi non sono specificati nella vigente legge. -) riduzione tassazione diretta a carico delle famiglie disagiate tramite esenzioni di vario tipo, anche qui’ i costi non sono specificati.
Benefici Passivi e costi: -) riduzione dell’illegalita’ nel mercato delle case -) incremento dell’occupazione in quanto si tratta di una manovra espansiva -) riqualificazione ambientale di realta’ disagiate. Per tutti queste cose i costi non sono ben chiari e si riallacciano a quelli diretti.
(C’e’ da dire che per essere onesti, la riqualificazione ambientale passerebbe anche attraverso altre iniziative quali investimenti in infrastrutture che non sono minimamente discussi.
Il finanziamento di tutte queste cose avviene tendenzialmente attraverso l’aumento nella spesa e come riferimento pratico viene dato “autorizza l'assunzione di impegni di spesa quindicennali per 70 miliardi a partire dal 2000 e per 81 miliardi a partire dall'esercizio successivo.” Da dove vengano fuori questi 70 miliardi e’ facile da capirsi, tasse! Per quanto riguarde le stime, non e’ difficile ipotizzare che una casa venga a costare in media diciamo 100.000 euro per dirla buona che spalmato su un mutuo di 30 anni al tasso di interesse reale del 6.5% piu’ tasse, varebbe a dire una rata mensile di circa 280 euro. Ora si vorrebbe dire che le famiglie aventi un reddito di 280*5 = 1400 euro al mese pagherebbero esattamente la stessa cifra, mentre le famiglie con reddito diciamo di 1000 euro pagherebbero 200 euro al mese. Ho come il sospetto che questi conti del ddl Galt-Cascista non stiano molto in piedi. Qualche scenario con famiglie dal reddito 1000, 1500, 2000 euro avrebbe reso la cosa piu’ evidente.)
3. Analisi intertemporale.
(Non e’ minimamente discussa e questa e’ una grave pecca della legge approvata, non si capisce come le case dovrebbero spuntare fuori come funghi. Il riferimento allo sblocco dei fondi per l’edilizia ha una parvenza di analisi interporale ma e’ di fatto venduta come analisi statica. Una cosa di buon senso sarebbe dire che si prevede un piano sperimentale di alcuni anni in alcune localita’ campione stabilite dalle singole regioni, per poi estendere il piano in maniera generale nel decennio successivo. Cosi’ facendo si eviterebbe di fare pagare al privato cittadino cose di cui non si e’ sicuri della buona riuscita.)
4. Analisi di sensibilità.
(Non discussa e anche qui’ si sarebbe potuto portare la discussione a livelli generalmente piu’ ampi.
In linea di principio si potrebbe dire che l’innalzamento della quota media del 20% puo’ essere rinegoziata al rialzo nel caso in cui la famiglia venga ad avere un reddito piu’ altro. Il mio punto e’ che bisognerebbe fare passare il concetto che si spera che la famiglia si tiri fuori dalla sua condizione disagiata in futuro. Se questo avvenisse permetterebbe di ripagare il debito in minore tempo e su base piu’ ampia, visto che sembra un sistema a ripartizione costruire piu’ case creando maggiori fondi. Questa dinamica legata al buon risultato del ciclo economico in generale mi pare sia totalmente sottavalutata.)
5. conclusione:
fatele voi.
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