Io mi sento milanese, quindi insubre, e lombardo. Vorrei che la mia bandiera fosse quella insubre o quella "pan-lombarda" con la croce di San Giorgio, ma solo a patto che lo vogliano anche i Cittadini che abitano oltre l'Adda.
Vorrei che il mio popolo si federasse con altri popoli che ritengo affini a noi, sulla base di contratti politici bi- o multilaterali, consensuali, accettati a larga maggioranza dalle popolazioni interessate (autodeterminazione dei Popoli), e rescindibili unilateralmente in qualsiasi momento, se uno dei Popoli federati decidesse di secedere, o se le ragioni dell'unione venissero meno per una qualunque delle comunità contraenti.
Vorrei che in base al principio di sussidiarietà, pilastro del federalismo, ogni decisione politica fosse presa quanto più vicino possibile alle comunità che a tale decisione sono interessate, senza alcuna interferenza da parte dello stato Federale, con la sola clausola di salvaguardare i diritti delle minoranze, di qualunque tipo, e i diritti primari dei Cittadini.
Più di ogni altra cosa, vorrei che la federazione così creata si basasse sulla centralità e sovranità sostanziale dei Cittadini dei territori federati. Su di una delega vincolante, precisa, limitata e circostanziata data alle classi dirigenti, basata su contratti politici vantaggiosi e parsimoniosi per i Cittadini, stipulati circa fatti precisi e limitati. Il contrario della delega in bianco che i nostri popoli hanno concesso stupidamente alle proprie classi dirigenti, del ruolo messianico che hanno loro attribuito, con il risultato di selezionare i propri leaders tra i più incapaci e spregiudicati bucanieri presenti sul mercato della politica, consentendo che si formassero caste di intoccabili senza scrupoli e dai poteri sostanzialmente illimitati.
E vorrei che la sovranità dei Cittadini fosse talmente marcata da permettere loro, tramite un esercizio frequente delle iniziative di partecipazione popolare, di promulgare, emendare e abrogare leggi, eleggere cariche di difesa dei diritti degli individui, e revocare mandati politici. Ogniqualvolta se ne presenti la necessità urgente, in corso d'opera, senza attendere un nuovo turno elettorale, e senza mediazioni da parte della politica.
Questa è la mia visione di secessionista (dallo schifo italiano) e di federalista integrale. Non sono e non sarò mai disposto a sostenere avanguardie e classi dirigenti in pectore che non riconoscano il semplice fatto che la nostra prossima patria dovrà essere la patria dei Cittadini sovrani, e mai più la patria degli stati sovrani. Una patria in cui i Cittadini siano posti in grado di contrastare gli abusi e ridurre ai minimi termini il potere che discende dalla politica.
Una patria nata in base a siffatte premesse sarebbe una Patria da amare e difendere, non un'accozzaglia mostruosa di cui vergognarsi.




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