

Credo che Haxel intendesse individuare, con "qualche centinaio", le vittime più propriamente 'politiche' del fascismo, escludendo quindi quelle israelitiche (lo dice Haxel stesso: "a parte la collaborazione di trasferire gli ebrei nei campi") e quelle dovute alla guerra civile, e restando ovviamente nell'ambito delle vittime italiane. Per quanto riguarda il campo di Fossoli - e mi preme sottolineare che dico questo solo per amore di esattezza storica, NON per tentare di sminuire la portata del fenomeno !!! -, i prigionieri che dopo il 5 dicembre del 1943 (quando cioè il campo da sede di prigionia per nemici catturati in guerra divenne sede di raccolta e smistamento di ebrei e di oppositori della RSI e delle truppe tedesche di stanza in Italia) e fino al 2 agosto 1944 transitarono per il campo furono 5000, di cui la metà ebrei. Altra cosa che forse è utile sapere è che nel marzo 1944 le SS assumono ufficialmente la direzione della parte del campo riservata ai prigionieri politici e razziali, mentre agli italiani, vale a dire alla questura di Modena, resta la direzione di quella parte del campo riservata agli internati civili.
Ultima modifica di Anxur; 09-10-14 alle 09:59


A forza di pigrizia e denaro, i cittadini consentono ai soldati di asservire la patria e ai rappresentanti di venderla. In uno Stato libero i cittadini fanno tutto colle loro braccia e nulla col denaro. Date denaro e presto avrete catene.






Ultima modifica di Antonio Banderas; 09-10-14 alle 22:43
“No le demos lugar a los zurdos de mierda que dicen que la ganancia extraordinaria está mal”


Le vittime di guerra, per altro eliminate in altri paesi da uomini di altra nazionalità, non valgono.
Io mi riferisco a omicidi di dissidenti, delitti politici (considerando anche gli accidentali, avvenuti per percosse, in carcere o altrove). Mi pare di ricordare il numero 36.
Ultima modifica di Mos Maiorum; 09-10-14 alle 22:44
A forza di pigrizia e denaro, i cittadini consentono ai soldati di asservire la patria e ai rappresentanti di venderla. In uno Stato libero i cittadini fanno tutto colle loro braccia e nulla col denaro. Date denaro e presto avrete catene.




"7) Gli appartenenti alla razza ebraica sono stranieri.
Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica."
(Manifesto di Verona, 14 Dicembre 1943)
Con questo ne giustificavano l'arresto e l'affidamento alle autorità tedesche ("deportazione"). E anche solo per logiche di propaganda (che certo non era mirata a far apparire l'alleato tedesco quale "sterminatore di popoli"), non penso che i soldati fossero consapevoli di ciò che rendevano possibile, come d'altronde i civili che denunciavano gli ebrei non fossero consapevoli del loro destino; persino oggi è controverso questo punto.
Potevano pensare, ragionevolmente, che li deportassero per carcerarli per la durata della guerra; in caso contrario perché perdere tempo a trasportarli? Perché non fucilarli sul posto come fecero con i ribelli? Partendo da questo presupposto, affermo che nessun italiano fu responsabile di quei 6.000/7.000 ebrei italiani scomparsi. Oppure, lo furono pochi uomini alle postazioni di comando, e di certo non Mussolini, che in molti casi si limitò a salvare il possibile e nei limiti della sua posizione di profondo svantaggio, distrarre i suoi alleati da intenti distruttivi o vendicativi.
Ultima modifica di Mos Maiorum; 09-10-14 alle 23:10
A forza di pigrizia e denaro, i cittadini consentono ai soldati di asservire la patria e ai rappresentanti di venderla. In uno Stato libero i cittadini fanno tutto colle loro braccia e nulla col denaro. Date denaro e presto avrete catene.


Ultima modifica di Haxel; 10-10-14 alle 00:30
(Gv 3, 20-21)
Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio