
Originariamente Scritto da
cireno
Fra tanti commenti genere "adesso arrivo io e ti faccio la battuta cretina pensandola intelligente perchè io so' io e al contrario di te ho capito tutto" tipica di chi invece non ha capito un cazzo e si limita a guardare la cornice giudicando l'opera per come è confezionata, il tuo commento entra finalmente nell'argomento.
Certamente 150 anni la vita era più dura, fisicamente, certamente bistecca e pesce(anche le aringhe sono pesci e c'erano sempre) li vedevi una volta la settimana, sicuramente due fratelli distanti 50 chilometri si incontravano poche volte l'anno (anche se non è del tutto vero perchè io andavo in bicicletta da Busseto a Salsomaggiore a comprare il sale a sacchi da 10 chili ed erano 70 chilometri andare venire e poi c'erano cavalli e birocci a due ruote.., vero, sicuro, nascevano dieci figli e la metà moriva (si chiama selezione naturale, restavano i più forti): tutto vero, tutto giusto, quindi? Dovrei forse preferire questa umanità inscatolata su due ruote, incazzata con tutto e tutti, semi-robotizzata dall'incessante pubblicità, alla ricerca di denaro come se questo, il denaro intendo, fosse la pietra filosofale per risolvere tutti i problemi esistenziali (qualcuno pensi se con il denaro si possono comperare le cose veramente importanti: comperi l'amore con il denaro? l'amicizia? la sincerità? la salute? che cazzo comperi con i soldi se non cose che al minimo ti alienano sempre di più e al massimo di consentono di fare meno fatica fisica a esistere, e l'esempio viene dagli Usa dove metà della popolazione è umano-pachidermica e muore per problemi cardiocircolatori, però è comoda...), tutto vero, tutto giusto ma io continuo a stare seduto sul mio pensiero che mi fa odiare questa vita che Orwell ci aveva prefigurato decenni fa, una vita che, ripeto, ci sta portando a una sorta di disumanizzazione perchè ci priva di quello che una volta, pur fra tanta fatica fisica e fatica di vivere esisteva, ed era l'umanità, la solidarietà, la vicinanza anche al problema dei simili (oggi nemmeno ci conosciamo in un condominio di dodici famiglie, e sono 30 anni che siamo sempre gli stessi).
Insomma, qui lo "sfigato" (perchè poi sfigato?) esistenzialismo (ma chi ha stabilito che lo fosse) di Schopenhauer non c'entra un fico secco, il mio era solo un inno alla naturalità della vita di un tempo, di quando ancora non eravamo diventati una popolazione di alieni che stanno distruggendo, in nome del "progresso"(ah ah ah) la casa dove abita. Quella che ci avevano lasciato quasi intatta gli uomini, ripeto gli uomini, di centocinquanta anni fa.