
Originariamente Scritto da
cireno
Stamane alle 8 e qualcosa percorrevo una via milanese piena di negozi: gente che alzaca le saracinesche, che spazzava per terra, che puliva il vetro, insomma che si dava da fare iniziando una nuova giornata di lavoro e proprio questo agitarsi di braccia di gambe di persone in movimento mi ha ha fatto nascere questa domanda: ma non siamo fuori? Non siamo andati troppo avanti? Per andare alla ricerca di una vita felice non ci siamo resi schiavi di una vita scomoda, faticosa, stressante?
Dice: ma se non ti sbatti come te la compri la macchina, il frigorifero, la lavastoviglie? Ed è qui la schiavitù a cui ci siamo sottomessi: l’auto, l’elettrodomestico e così via, come se questo articoli fossero così necessari da giustificare lo stress di un lavoro che ci distrugge i nervi e lo spirito. Ma chi ha detto che si deve andare in macchina, forse che le biciclette o il tram o le gambe non sono più salutari per l’utente e per la comunità?
Dice: è il progresso. Il progresso? Questo modo di vivere da schiavizzati sempre alla rincorsa di qualche dollaro in più per comperarre cose che alla fin fine, se ci pensiamo bene, non servono a niente, sarebbe il progresso?
No, i miei nonni stavano molto meglio di come sto io, vivevano meglio, meno nevrotizzati, senza la televisione che allora era il camino di casa intorno al quale ci si parlava, si discuteva: si VIVEVA. Il camino di oggi e l’appareccjhio tv con le sue scemenze e, specialmente, la sua pubblicità a comperare questo, comperare quello, corri coglione, datti da fare, guadagna soldi e viene al supermeccano o al supermobile o al superalimento a lasciarli nelle nostre casse.
Vieni da noi, compera cose che quasi mai ti servono davvero, ma che ti aiutano a superare la nevrosi di una vita stupida, vuota, senza alcun senso.
Perchè non sono nato centocinquanta anni fa?