va bene, è pubblicità della coca cola, non un cortometraggio da festival del cinema.
ma non potete negare che ha un suo perché.


va bene, è pubblicità della coca cola, non un cortometraggio da festival del cinema.
ma non potete negare che ha un suo perché.
Ultima modifica di v!olet; 07-10-14 alle 21:47
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"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


i robot saranno di proprietà dei ricchi, per averne uno e smettere di lavorare dovrai rubarlo
esatto
Cireno se vuole può benissimo rinunciare alla vita stressante, venda tutto, si ritiri in campagna e viva della terra, solo che deve rinunciare pure alle comodità, al superfluo e qui casca l'asino...
CLAUDIA CONTE, TI AMO!




Cireno vedrai che ti piace (se non lo conoscevi): Silvano Agosti presenta la Kirghisia - YouTube
Cmq anch'io mi ritrovo a volte nostalgico e anti-modernista (le volte in cui non mi balocco con i suoi - della modernita' - gingilli).
Ultima modifica di Ucci Do; 07-10-14 alle 22:39
se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...


Tralascio il commento profondo di Felipe K. per cercare di dare una risposta agli altri commenti, anche a quello che mi fa osservare che 150 anni non c'era l'Aulin (grazie a Dio, con le ulcere gastriche che ha generato) per far passare i dolori della cervicale.
Chi è nato 150 anni probabilmente lavorava 10 ore al giorno(dodici no, salvo rari casi) che portavano una sofferenza psichica inferiore, e di molto, delle otto ore di oggi. Si viveva certamente meno, e probabilmente facendo più fatica fisica, ma il Prozac non era il medicamento più venduto al mondo, come è oggi e questo dovrebbe ben significare qualcosa a quelli che satanno sulla piantina a farsi beffe degli altri (ammesso che ce la facciano a capire il concetto).
Voglio dire che mia nonna ha fatto sette figli e l'altra mia nonna undici ma hanno vissuto una vita certamente più felice di quella che vive una nonna di oggi, per esempio, perchè entrambe sono morte nel letto di casa loro, una a ottanta anni e l'altra, credo, ancora più vecchia, morte nel loro letto, dicevo, circondate da figlie e nuore e generi, e non ABBANDONATE, in qualche casa di riposo come si è quasi costretti a fare oggi per la vita che i figli sono obbligati a vivere.
Voglio dire che una parola, a quel tempo, era un impegno morale da assolvere a qualunque costo, e che un contratto si stipulava con una semplice stretta di mano, mentre oggi nemmeno il documento notarile fa contratto. Voglio dire che la vita si svolgeva, in magior misura, a un ritmo più naturale, si cominciava al levar del sole e si finiva al calar della notte, magari nei campi, con le rondini che in primavera volavano nel cielo e se mangiavi un pesce nobn ingoiavi mercurio e una fetta di carne non era un concentrato di sostanze chimiche.
Voglio dire che...bè, il mio vuole essere semplicemente un inno alla vita naturale, alla vita semplice, quella che non produce la sofferenza che la vita di oggi genera a tutti noi. Perchè, e il Buddha lo ha ben insegnato, è il desiderio che genera dolore, e questa è una vita colma di stress e di dolori anche perchè la società ti costringe a desiderare sempre qualcosa in più di quello che hai, e quasi sempre cose superflue o poco importanti. Poi chi sta sulla pianta con il ditino alzato può pensare il cazzo che vuole: convinto lui, ci mancherebbe............
Ultima modifica di cireno; 07-10-14 alle 22:44


Io sono cresciuto in campagna, e ho una gran nostalgia della campagna, dei suoi ritmi, della sua gente, della sua naturalità. Purtroppo la compagna della mia vita vivrebbe in corso Buenos Ayres a Milano, fra gente che va e viene, auto, tram, taxi, filobus, macchine della polizia...e io amo mia moglie, quindi, che debbo fare? ho scritto quelle parole come sfogo alla mia scontentezza di dover vivere una vita che non mi piace.




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