Il bonus bebè è una bella politica... se sei Ciausescu.
Solo il fascismo di Mussolini infatti e il socialismo reale di Ciausescu si posero l'obbiettivo di incrementare la natalità. Ogni politica che lo fa, anche se con incentivi come quella del bonus e non coercizione e disencentivi (tassa sugli scapoli) come i regimi di cui sopra, si erge a giudice della moralità di ogni singola famiglia, seleziona quelle buone da quelle cattive, preferisce quelle con i figli a quelle senza. In poche parole, le discrimina per motivi, in ultima analisi, religiosi.
E' infatti il cattolicesimo l'idea che lo scopo della famiglia, e in particolare della donna, sia quello di generare il maggior numeo di figli possibili, senza tener conto delle condizioni e delle conseguenze che una società fatta di famiglie numerose comporterebbe: povertà, non sostenibilità di breve periodo del sistema di welfare, inevitabile aumento della mortalità, altissimo tasso di emigrazione ecc.
Il governo, asservendosi alla logica suicida del natalismo, da soldi alle donne affinchè restino a casa, nel paese con il tasso di partecipazione femminile al lavoro - grande problema storico dell'economia italiana - più basso dei paesi occidentali.
I soldi potevano essere spesi in altro modo. Per es... tagliando le tasse, le quali sono state tagliate solo per finta (IRAP) e sono state aumentate in altri casi (Fondi Pensione)
Perchè invece di fare questi provvedimenti goccia-nel-mare non si decide di incidere e asportare?
In un futuro, invece del bonus Papa Francesco raccomanderei i voucher conciliativi: voucher dati solo alle donne che lavorano per favorire la loro integrazione economica, dalla quale dipende il benessere di tutti, come notato da tutti i maggiori esperti, e non solo delle famiglie interessate o della CEI, da cui siamo indirettamente governati ormai da tempo immemore.




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( pensaci un po', magari la colpa è anche dei sindacati...questa volta non li hai nominati!
)