2) sono ovviamente d'accordo
1) basta incentivi. Gli incentivi sono, come si sa, distorsioni del mercato fatte in modo tale che gli impanti Tizio li paga meno perchè glieli pagag Caio, che però non ne usufruisce.
Vi invito a leggere il libro di Emanuele Felice, ricchissimo di dati e dall'argomentazione senza scampo, dopo di che piangete per un quarto d'ora, poi cercate di resistere all'attacco di rabbia e scoramento, e poi possiamo ragionare di cosa il SUD PUO' FARE PER SE STESSO, SENZA L'AIUTO DEL NORD.
Gli investimenti in opere NON FUNZIONANO MAI. Vengono fagocitati con quella capacità di diminuire il valore di qualsiasi cosa che solo i meridionali hanno, e non resta nulla.
Preferisco che li si paghi per stare a casa a far nulla, perchè mantenere uno in un posto di lavoro inutile è ben più costoso che regalargi un sussidio.
I Sud merita una politica controintuitiva: Legge, ordine e libertà. Bisogna metterli alle strette, costringerli a cambiare tramite l'imposizione della riduzione di tutti i lavori pubblici e parastatali, e il disimpegno dello stato nelle opere infrastrutturali.
Devono fare con quello che hanno:
1) Abbassare il salario, cioè adeguare il salario all'economia
2) Creare vaste zone di burocrazia zero
3) Riduzione generalizzata delle tasse sulle imprese di TUTTA ITALIA - ma trovare escamotages per il SUD per ulteriori sconti fiscali (se non erro le tassazioni delle imprese non possono essere diverse a seconda delle zone perchè è proibito dall'UE)
4) Approvigionarsi di fondi per il sussidio delle molte persone che dovranno essere espulse dal mercato del lavoro pubblico, anche con prepensionamenti nei casi difficili
5) astenersi dal prendere provvedimento alcuno contro l'immigrazione interna e verso l'estero
6) Trovare il modo di attrarre investimenti esteri, per es. dando terreni edificabili presi alla mafia a aziende che vogliono creare impianti





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