Halloween fa parte di una tradizione celtica, che è piuttosto estranea alla cultura da cui noi deriviamo, una “festa” importata negli ultimi decenni dal mondo anglosassone. I Celti avevano una mentalità essenzialmente materialistica e vedevano la morte come negazione della vita, unico bene dell’uomo e l’oltretomba rappresentava una sorta di disperato esilio dalla vita, per cui le anime di defunti, secondo la loro religione, vagavano senza pace in cerca dei piaceri della vita e in questo disperato vagabondaggio erano considerate pericolose. Alla fine del mese di ottobre/primo novembre, i morti potevano per una notte tornare sulla terra in spirito a ricercare le loro case, di quando erano vivi. Per questo i Celti usavano lasciare all’aperto offerte di cibo in modo che l’anima del defunto non cercasse di rientrare nella propria dimora abituale e ne rimanesse fuori. Per lo stesso motivo si mettevano le grosse zucche gialle svuotate e intagliate a mo’ di ghigno, con una candela all’interno, per spaventare l’anima del defunto affinché non entrasse... Su questa disperata concezione della morte si innestò la credenza cristiana, non riuscendo però a cancellarla del tutto,ed entrarono a farne parte demoni, spettri e streghe, tutte rappresentazioni del male e dalla morte stessa. Anche il protestantesimo che verrà molto più tardi avrà una idea piuttosto rigida e materialista nei confronti della vita come bene assoluto…
Il cristianesimo cattolico invece, dette alla vita ultraterrena ben altro senso, quello della pacificazione, del perdono divino, e soprattutto della vicinanza delle anime a Dio con un senso di "pietas" verso il defunto, che non è più un nemico che dall'esilio dell'altro mondo viene a spaventare i vivi, ma che è invece un'entità immateriale che già gode della visione di Dio e intercede, se mai, per i prori cari.
Halloween attualmente è diventato un momento di gioco, di travestimenti più o meno macabri, che ricordano un po’ il nostro carnevale. La tradizione dei bambini che vanno, o meglio andavano di casa in casa per chiedere dolciumi, pronunciando la frase “trick or treat” (tradotto più o meno in “dolcetto o scherzetto”) sono il vago ricordo delle anime che dovevano essere placate con offerte di cibo e che se non accontentate si sarebbero poi vendicate… Tuttavia accorre dire che anche nella tradizione latina ai primi di novembre si pensava che per una notte i morti potessero tornare in terra e comunicare con i vivi, ma senza quella colorazione di paurosa disperazione che caratterizzava la mentalità celtica. In Sicilia per esempio i morti lasciavano doni dolci per i bimbi. In molte regioni infatti si usa ancora fare dolci in onore dei morti. In Umbria ad esempio di usano le “fave dei morti” squisiti biscotti di pasta di mandorle che rimandano alla tradizione etrusca per la quale una fava, che era il cereale più comune in tutta l’Etruria, veniva deposta nella bocca del morto quale cibo durante il viaggio vero l’oltretomba, Questa tradizione venne poi trasformata dai romani che sostituirono la fava con una moneta con la quale pagare l’obolo a Caronte, mitico traghettatore delle anime dei defunti, oltre il fiume Acheronte.
Personalmente credo che Halloween non ci appartenga né come mentalità né come tradizione, e che sia solo una moda che scimmiotta l’uso americano (che ha un fondo di superstizione) di questa festa che serve quasi da esorcismo contro il male. Non dimentichiamo che i Padri Pellegrini che arrivarono sulle coste del Massachissetts nel 1620 erano Puritani, protestanti riformati molto rigidi, ribellatisi all'anglicanesimo inglese e che proprio per la loro severità e il loro fare cerchio fra loro, erano invisi all'autopritù del re d'inghlterra, che per liberarsene aveva dato loro una nave la May Flower per ewnibgrare verso il Niovo mondo, sperandi probailmente che la nave affondasse prima dell'arrivo. Così non fu e i Puritani furono i primi coloni di quella parte del nuovo continente. La loro severa concezione religiosa vedeva peccato e stregoneria dappertutto. Della loro superstiziosa credenza nella magia si ritrova traccia nel processo alle (presunte) streghe di Salem. Halloween quindi era una sorta di rito per esocizzare il male, ma anche per dare sfogo alla superstizionie che venivano di lontano, dalla commistione fra culti celtici e cristiani.
Il male evocato da demoni e streghe non cessa di fare danni, a volte accendendo fantasie malsane di trasgressione in menti paricolarmente eccitabili. In America non sono rari fatti di sangue consumati durante la festa di Hallowee. Non dimentichiamo che la povera Meredith Kercher venne uccisa dopo una festa di Halloween e può essere un caso, ma anche no... Quindi per me preferisco stare lontana da questo genere di festeggiamenti e tutt'al più faccio una bella torta di zucca, dolce buonissimo, che si prepara con la polpa lessata della zucca gialla, la cui origine sta appunto nell'antico uso di utilizzarne l'interno, dopo averla esposta vuota sul davanzale della finestra. In Italia credo che la prima conoscenza con questa tradizione ci sia arrivata con le "streeps" dei Peanuts di Schultz, nei primi anni '60, dove la zucca veniva chiamata in italiano "il grande cococomero" invece che con la traduzione letterale di "grande zucca" (the great pumpkin). Poiché le tradizioni sono importanti solo se derivano dalle nostre vere radici, ritengo che festeggiare Halloween nei paesi di estrazione cattolica non abbia alcun senso e che sia solo uno scimmiottare, piuttosto banalmente, una tradizione che non ci appartiene e che sia quindi solo una moda frutto della globalizzazione.




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