
Originariamente Scritto da
nicolaj198vi
Ovviamente ognuno è libero di darsi le risposte che ritiene più opportune, in merito alle domande su cui da migliaia di anni il genere umano si interroga; non entro nel merito delle convinzioni religiose di nessuno, e cerco di portarvi il rispetto dovuto,
posto che stesso rispetto è dovuto nei confronti di chi si professa agnostico o ateo.
Ragion per cui, se qualcuno crede nella Genesi biblica, piuttosto che nell'esistenza di un qualunque entità intelligente (che abbia tessuto la trama dell'Universo, ne abbia codificato le leggi, ed in ultimo abbia fatto sì che fosse abitato da organismi viventi), è un suo diritto farlo.
Quello che non è accettabile è la pretesa di equiparare tali convinzioni a teorie scientifiche, o utilizzarle per confutare teorie scientifiche.
Il "problema della demarcazione", così come definito da Karl Popper, risponde alla necessità di trovare un modo per distinguere quelle che sono delle
teorie di natura filosofico-religiosa (o comunque metafisica) da quelle che possiamo definire
conoscenze scientifiche; ed esistono dei criteri per farlo.
Per essere definita
scientifica, una teoria deve essere:
- coerente, sintatticamente e semanticamente
- parsimoniosa, cioè non abbondare nel proporre entità o spiegazioni, secondo il principio del rasoio di Occam
- utile, in quanto descrive e spiega i fenomeni osservati
- provabile e falsificabile empiricamente
- basata su esperimenti ripetibili e controllabili
- correggibile e dinamica, in quanto deve essere possibile applicarvi dei cambiamenti con la scoperta di nuovi dati
- progressiva, ottenendo tutto ciò che ottenevano le teorie precedenti
- provvisoria, ammettendo che potrebbe non essere corretta, invece che affermare certezze
E' persino superfluo osservare come la teoria del disegno intelligente, che prevede l'esistenza di un progettista dietro l'esistenza del Tutto, non risponda a diversi di questi criteri, se non a tutti.
Innazi tutto, non è provabile e falsificabile empiricamente, visto che nessuna prova può essere addotta a sostegno dell'esistenza di un Progettista.
Non è parsimoniosa, dal momento che il Progettista può essere inserito e rimosso nel sistema di conoscenze scientifiche di cui disponiamo senza che nessuna di queste risenta della sua presenza/assenza; ragion per cui è un elemento non necessario.
Non è né dinamica né corregibile: il Progettista è un elemento dogmatico, esiste perchè "deve esistere", punto e basta.
Non è utile, visto che non spiega fenomeni osservati, non li descrive, né consente di effettuare previsioni riguardo il ripetersi di questi fenomeni.
Non è basata su esperimenti ripetibili e controllabili.
Non è provvisoria, né coerente, né progressiva, visto che il Progettista esiste a priori, esiste aldilà di ogni evidenza scientifica pre-esistente e, dal momento che la sua esistenza non risponde al principio di falsificabilità, la sua non-esistenza non potrà mai essere dimostrata.
Chiarito questo, non c'è proprio nessun problema nel voler dibattere circa la validità della
teoria scientifica neo-darwinista, a patto che lo si faccia rimanendo all'interno dei confini di ciò che è Scienza, quindi proponendosi di confutare il modello evolutivo nel rispetto dei criteri popperiani. Sennò sconfiniamo nella filosofia, nella metafisica, o nella teologia. Che sono tutte rispettabili, ma non sono Scienza; sono altro.