
Originariamente Scritto da
cireno
E così un altro amico se ne è andato. Non stava nemmeno male, ma improvvisamente ha mollato la corsa e si è ritirato, sparito, non lo vedrò mai più.
La vita è una sorta di maratona, si parte in tanti, ci si conosce, si fa amicizia, si intrattengono rapporti e poi, con il passare dei chilometri qualcuno resta indietro, o meglio sparisce, fine della corsa. Tu corri, corri, macini chilometri e sei sempre più solo: ma che fortunato che sei, così in gamba, affronti la maratona ancora con vigoria, ti dicono, e tu vai vai, continui a correre….Fortunato? Chi dice che uno che sopravvive alla fatica della maratona più di altri debba essere fortunato? Continui a correre e sei sempre più solo, e intorno a te il mondo continua a cambiare. Tu sei sempre più solo in un mondo che fatichi a riconoscere, perché non è più il tuo mondo, quello che hai intorno.
La vita è la preparazione alla morte, ha scritto qualcuno. Non lo so se è una cosa del genere ma certo è una strada che ha una sola direzione.
Un pomeriggio piovoso andai a trovare mio padre, che aveva quasi 90 anni. Avevo le chiavi di casa sua quindi entrai e nessuno mi venne incontro, tutto buio, quasi buio che si era al tramonto in autunno. Mamma-chiamai. Niente. Percorsi il corridoio e arrivai in saloto. Seduto sul divano, con la testa appoggiata al bastone che teneva fra le mani, al semi buio, c’era mio padre
.
-Che fai qui al buio? Accenditi almeno la televisione, o la radio.
-L’ho spenta adesso, la televisione. Non è più roba che mi riguarda, perché io non mi trovo più in quello che dicono e in quel che mostrano. Questo non è più il mio mondo, ma il tuo o meglio ancora quello dei tuoi figli, non è roba per me, ormai, il mio tempo è passato.
Ecco, la maratona della vita è anche questo: tu invecchi correndo e intorno a te sorge un altro mondo, che sempre meno ha a che fare con il tuo. E allora ti accorgi che tu la maratona la continui a correre ma che non sei così fortunato come qualcuno ti dice. Perché la corri in un mondo che fatichi a capire, senza magari più quegli amici che riempivano la tua vita, curato e magari perfino coccolato dai figli che hai avuto ma non perchè si come uno di loro, ma come reliquia, icona, reperto di un mondo passato.
E allora ti accorgi che la tua maratona è finita, anche se continui a correrla. Ti accorgi che anche tu sei sparito nel nulla solo che ancora non te ne sei reso conto.