Forse è un thread un po' troppo serioso e spaccapalle per il fondoscala, ma non so dove piazzarlo...
Cosa avete detto e come vi siete sentiti dopo aver lasciato qualcuno "senza giusta causa"?
Intendo, quando l'unica causa è lo spegnersi dell'interesse, la sensazione terminale di opacità e malinconia che si prova a stare con una persona che non vuoi più ma alla quale non hai niente da rimproverare?
Io nella coppia non ci credo, ma entro lo stesso in intimità profonda. Per un po' la faccenda dura, di passione ne ho poca di indole, ma riesco a costruirmi dei momenti felici...poi questi momenti si fanno più radi e l'unica cosa che resta è una forma di affetto a-sessuata malinconica e opprimente. A pensarci bene, mi opprime l'idea che ogni giorno in più assieme è in un certo senso un'ipoteca sul futuro, un passo in più verso quella condizione di irreversibilità totale (per noi mortali) che è la morte. Io vedo in ogni rapporto, in ogni scelta importante una prefigurazione della morte.
Nello stesso tempo sto molto male per la sofferenza altrui ma sopratutto sto male perché anche lasciarsi è una frattura irreversibile, un punto di non ritorno.
Ora, trollate a parte (ma non mi offendo se anche dovessero arrivare), vi è capitato di avere la stessa sensazione?




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