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  1. #1
    sinistra socialista
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    Predefinito Non c'è modo di dirsi addio

    Forse è un thread un po' troppo serioso e spaccapalle per il fondoscala, ma non so dove piazzarlo...

    Cosa avete detto e come vi siete sentiti dopo aver lasciato qualcuno "senza giusta causa"?
    Intendo, quando l'unica causa è lo spegnersi dell'interesse, la sensazione terminale di opacità e malinconia che si prova a stare con una persona che non vuoi più ma alla quale non hai niente da rimproverare?
    Io nella coppia non ci credo, ma entro lo stesso in intimità profonda. Per un po' la faccenda dura, di passione ne ho poca di indole, ma riesco a costruirmi dei momenti felici...poi questi momenti si fanno più radi e l'unica cosa che resta è una forma di affetto a-sessuata malinconica e opprimente. A pensarci bene, mi opprime l'idea che ogni giorno in più assieme è in un certo senso un'ipoteca sul futuro, un passo in più verso quella condizione di irreversibilità totale (per noi mortali) che è la morte. Io vedo in ogni rapporto, in ogni scelta importante una prefigurazione della morte.
    Nello stesso tempo sto molto male per la sofferenza altrui ma sopratutto sto male perché anche lasciarsi è una frattura irreversibile, un punto di non ritorno.
    Ora, trollate a parte (ma non mi offendo se anche dovessero arrivare), vi è capitato di avere la stessa sensazione?
    "esiste in mezzo al tempo la possibilità di un'isola"

  2. #2
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    Predefinito Re: Non c'è modo di dirsi addio

    proprio la stessa no, mi spiace però essere la causa di sofferenza per l'altro...
    Se non hai il coraggio di mordere, non ringhiare.

  3. #3
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    Predefinito Re: Non c'è modo di dirsi addio

    Citazione Originariamente Scritto da ummagumma Visualizza Messaggio
    Forse è un thread un po' troppo serioso e spaccapalle per il fondoscala, ma non so dove piazzarlo...

    Cosa avete detto e come vi siete sentiti dopo aver lasciato qualcuno "senza giusta causa"?
    Intendo, quando l'unica causa è lo spegnersi dell'interesse, la sensazione terminale di opacità e malinconia che si prova a stare con una persona che non vuoi più ma alla quale non hai niente da rimproverare?
    Io nella coppia non ci credo, ma entro lo stesso in intimità profonda. Per un po' la faccenda dura, di passione ne ho poca di indole, ma riesco a costruirmi dei momenti felici...poi questi momenti si fanno più radi e l'unica cosa che resta è una forma di affetto a-sessuata malinconica e opprimente. A pensarci bene, mi opprime l'idea che ogni giorno in più assieme è in un certo senso un'ipoteca sul futuro, un passo in più verso quella condizione di irreversibilità totale (per noi mortali) che è la morte. Io vedo in ogni rapporto, in ogni scelta importante una prefigurazione della morte.
    Nello stesso tempo sto molto male per la sofferenza altrui ma sopratutto sto male perché anche lasciarsi è una frattura irreversibile, un punto di non ritorno.
    Ora, trollate a parte (ma non mi offendo se anche dovessero arrivare), vi è capitato di avere la stessa sensazione?
    Si.

    Ma d'altronde l'opera di bene verso l'altra persona è un bene anche quando l'amore affievolisce. Ogni persona merita amore.
    A forza di pigrizia e denaro, i cittadini consentono ai soldati di asservire la patria e ai rappresentanti di venderla. In uno Stato libero i cittadini fanno tutto colle loro braccia e nulla col denaro. Date denaro e presto avrete catene.

  4. #4
    Bacchettona del forum
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    Predefinito Re: Non c'è modo di dirsi addio


    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

    {;,;}

  5. #5
    Leggenda
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    Predefinito Re: Non c'è modo di dirsi addio

    si, e in quel momento le sensazioni erano centinaia, gli "avrei dovuto" e "avrei potuto" altrettanti, anche se mi rendevo conto che non dovevo lasciarmi fregare dalla sensazione di vuoto, perchè quella relazione non andava da nessuna parte.
    Poi come sempre chiodo scaccia chiodo, si trova sempre di meglio

  6. #6
    libero
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    Predefinito Re: Non c'è modo di dirsi addio

    Citazione Originariamente Scritto da ummagumma Visualizza Messaggio
    Forse è un thread un po' troppo serioso e spaccapalle per il fondoscala, ma non so dove piazzarlo...

    Cosa avete detto e come vi siete sentiti dopo aver lasciato qualcuno "senza giusta causa"?
    Intendo, quando l'unica causa è lo spegnersi dell'interesse, la sensazione terminale di opacità e malinconia che si prova a stare con una persona che non vuoi più ma alla quale non hai niente da rimproverare?
    Io nella coppia non ci credo, ma entro lo stesso in intimità profonda. Per un po' la faccenda dura, di passione ne ho poca di indole, ma riesco a costruirmi dei momenti felici...poi questi momenti si fanno più radi e l'unica cosa che resta è una forma di affetto a-sessuata malinconica e opprimente. A pensarci bene, mi opprime l'idea che ogni giorno in più assieme è in un certo senso un'ipoteca sul futuro, un passo in più verso quella condizione di irreversibilità totale (per noi mortali) che è la morte. Io vedo in ogni rapporto, in ogni scelta importante una prefigurazione della morte.
    Nello stesso tempo sto molto male per la sofferenza altrui ma sopratutto sto male perché anche lasciarsi è una frattura irreversibile, un punto di non ritorno.
    Ora, trollate a parte (ma non mi offendo se anche dovessero arrivare), vi è capitato di avere la stessa sensazione?
    Si mi e' capitato...e ho sacrificato un po' di me.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  7. #7
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    Predefinito Re: Non c'è modo di dirsi addio

    io faccio in modo di lasciarle prima di conoscerci, così non soffrono l'abbandono povere anime
    "Pistilloni in crabettura boccidi sa zanzara" (Don Gigi)
    "Internet è stato creato per dare ai malati di mente qualcosa da fare" (Frank Darabont)

  8. #8
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    Predefinito Re: Non c'è modo di dirsi addio

    Sono orgoglioso di dire che non ho mai mollato nessuna e sono sempre stato mollato
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

  9. #9
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    Predefinito Re: Non c'è modo di dirsi addio

    messaggio su whatsapp
    "Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
    "Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
    "Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)

  10. #10
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    Predefinito Re: Non c'è modo di dirsi addio

    Citazione Originariamente Scritto da ummagumma Visualizza Messaggio
    Forse è un thread un po' troppo serioso e spaccapalle per il fondoscala, ma non so dove piazzarlo...

    Cosa avete detto e come vi siete sentiti dopo aver lasciato qualcuno "senza giusta causa"?
    Intendo, quando l'unica causa è lo spegnersi dell'interesse, la sensazione terminale di opacità e malinconia che si prova a stare con una persona che non vuoi più ma alla quale non hai niente da rimproverare?
    Io nella coppia non ci credo, ma entro lo stesso in intimità profonda. Per un po' la faccenda dura, di passione ne ho poca di indole, ma riesco a costruirmi dei momenti felici...poi questi momenti si fanno più radi e l'unica cosa che resta è una forma di affetto a-sessuata malinconica e opprimente. A pensarci bene, mi opprime l'idea che ogni giorno in più assieme è in un certo senso un'ipoteca sul futuro, un passo in più verso quella condizione di irreversibilità totale (per noi mortali) che è la morte. Io vedo in ogni rapporto, in ogni scelta importante una prefigurazione della morte.
    Nello stesso tempo sto molto male per la sofferenza altrui ma sopratutto sto male perché anche lasciarsi è una frattura irreversibile, un punto di non ritorno.
    Ora, trollate a parte (ma non mi offendo se anche dovessero arrivare), vi è capitato di avere la stessa sensazione?
    E' una tematica delicata e i quesiti che poni sono difficili.

    Io posso parlare da omosessuale che la maggior parte delle volte è stato lasciato (eccetto il recente caso di un quarantenne che mi sta battendo i pezzi in modo martellante, e io non so come fargli capire che da parte mia non c'è nulla, ma vabè questa è un'altra storia).

    Le prime volte non riuscivo a capacitarmi di come un rapporto potesse spegnersi inesorabilmente nel silenzio e sentivo sempre l'esigenza di "chiarire", mettere i "puntini sulle i", mi dava fastidio che l'altro mi togliesse l'iniziativa, scegliendo di chiudere il rapporto e non ritenendo troppo importante dare spiegazioni.

    Mi ricordo di un ragazzo, in particolare, mi ero talmente arrabbiato che ero riuscito a scoprire il suo indirizzo e gli inviai una lunga lettera sdegnata scritta a mano, nella quale gli esplicitavo tutta la mia incredulità, il mio rancore. E di certo il mio umore non migliorò affatto, visto che la lettera non ottenne l'obiettivo segretamente sperato, ossia smuovere le acque.

    Però poi sono maturato nel senso che a parti invertite mi sono comportato purtroppo nello stesso modo. E alla luce di questo ho rivisto anche le mie esperienze precedenti.
    Secondo me il punto è che nei sentimenti non tutto è "spiegabile", "chiaribile"... a volte quando il rapporto si consuma subentra semplicemente il silenzio.

    Ogni giorno che sorge è un passo vero la morte. Nondimeno mi pare assurdo vedere ogni esperienza fatta come un'avvicinarsi progressivo verso l'irreparabile. Il passato che abbiamo vissuto non è mai inutile, perchè in qualche modo ci ha sempre arricchito. I momenti belli rimarranno sempre indelebili nel ricordo.
    Ultima modifica di diegol22; 04-12-14 alle 11:41

 

 
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