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Discussione: L'essenza di dio

  1. #1
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    Predefinito L'essenza di dio

    Citazione Originariamente Scritto da Haxel
    se ci sono comportamenti scorretti, questi vanno denunciati, anche nelle democrazie
    Cosa che sei liberissimo di fare.

    contestare le idee, significa che non consideri Dio come giusto o che non è perfetto, quindi non è Dio
    Significa soltanto che non capisco i comportamenti di dio, come quando condanna adamo ed eva, le vittime, ma non satana, che infatti ha il tempo di scatenare la guerra dopo la cacciata di adamo ed eva.

    ma infatti Dio può sconfiggere il male e lo farà, ma prima dobbiamo essere noi che vogliamo che ciò avvenga
    No perché le persone che volevano liberarsi dal peccato originale hanno dovuto aspettare secoli la venuta di Gesù, perché dio ha voluto così, quindi anche la sconfitta del male ha bisogno della volontà di dio.

    peggio, perchè significa che non c'è giustizia manco dopo la morte
    Non è vero, lo dici tu, non quelle religioni che anzi ti giudicano come il cristianesimo, ma solo per le tue azioni, non perché credi negli dei.

  2. #2
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    Predefinito Re: L'essenza di dio

    Cosa c'entra con l'argomento del thread?

    Per il resto, ti consiglio nuovamente di sostituire la parola "condanna" e affini (punizione, giudizio ecc.) con la parola "conseguenza". La morte di Adamo ed Eva è una conseguenza della perdita della perfezione originaria, ma in tanti (anche se non ho fonti a disposizione al momento) pensano che dopo la loro morte abbiano passato il loro periodo di tempo in purgatorio per poi essere, appunto, purificati e assunti in paradiso dopo la resurrezione di Cristo. Quella di Satana invece è una punizione, perché al termine dell'Apocalisse egli viene completamente distrutto (o rinchiuso per sempre nell'Inferno).

    La questione del "quanto tempo ci mette Dio a ristabilire la giustizia?" rimane un punto abbastanza caldo, risolvibile con l'assunzione che Dio ha un piano che deve dispiegarsi del tutto prima di porre fine al male, piano che si è in parte spiegato a tempo debito con le vicende di Cristo e che completerà il suo dispiegarsi al momento della seconda venuta.

    Quando si fanno queste riflessioni bisogna mantenere la mente aperta, altrimenti le risposte che si ottengono non avranno valore a prescindere perché non avranno valore le domande. Personalmente, quando faccio e mi faccio questo tipo di domande mi pongo nell'ordine di idee che Dio esista e che la Bibbia sia fondamentalmente veritiera, nonostante io nella mia vita quotidiana non ci creda.

    Infine, riguardo la necessità della volontà di Dio per distruggere il male, bisogna ricordare che Dio, nel creare l'uomo a sua immagine e somiglianza, e quindi anche libero di fare ciò che vuole, non ha abdicato al suo ruolo di governatore dell'universo. Di conseguenza non ci vedo nulla di scandaloso in chi deve aspettare "i suoi comodi" prima di essere salvato. Sarebbe come prendersela con la forza di gravità se i miei modellini di aeroplano precipitano al suolo.

    Resurgens
    Dei due tipi di idealismo, quello teologico merita rispetto per i risultati ottenuti, quello razionalistico per le sue intenzioni - H. P. Lovecraft

  3. #3
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    Predefinito Re: L'essenza di dio

    Guarda che io non metto in dubbio l'esistenza di dio, chiaramente noi esseri umani non possiamo sapere se dio esiste o meno, per me può anche esistere in un altro mondo in cui non abbiamo possibilità di accedere.

    Ma un conto è accettare l'esistenza di dio, un alto è seguirlo ciecamente senza mai porsi dubbi, per es. il perdono dovrebbe essere un dono di dio, perché allora dio non perdona subito adamo ed eva, e gli toglie immediatamente la maledizione? Tanto adamo ed eva sono soltanto ingannati, pensavano che il serpente seguisse la volontà di dio.

    Invece dio sceglie di aspettare secoli la venuta di Gesù per perdonarli, quindi se noi dobbiamo seguire dio, allora nemmeno noi dobbiamo perdonare subito chi ci fa del male, ma soltanto dopo che questo fa penitenza per il toto che ci ha fatto.

    Se dio ha i suoi tempi, in cui deve avere tempo per sconfiggere il male, allora noi non siamo liberi di scegliere nulla, perché dobbiamo aspettare quello che dio decide per noi, questo voglio dire.

  4. #4
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    Predefinito Re: L'essenza di dio

    Citazione Originariamente Scritto da Geralt di Rivia Visualizza Messaggio

    Ma un conto è accettare l'esistenza di dio, un alto è seguirlo ciecamente senza mai porsi dubbi, per es. il perdono dovrebbe essere un dono di dio, perché allora dio non perdona subito adamo ed eva, e gli toglie immediatamente la maledizione? Tanto adamo ed eva sono soltanto ingannati, pensavano che il serpente seguisse la volontà di dio.
    Da tanti cristiani ho sentito che senza il dubbio non ci può essere la fede: il dubbio è l'esercizio della ragione che ci rende uguali a Dio, senza di esso si è fanatici o, al limite, bambini che ancora non sanno ragionare. E' solo tramite il dubbio che la fede può diventare una risposta alle domande, invece che un semplice escamotage per evitare queste stesse domande. Quanto alla tua domanda specifica, credo che Dio non abbia rimosso subito la maledizione da Adamo ed Eva perché se l'avesse fatto si sarebbe contraddetto: aveva detto che quando i due avessero mangiato il frutto della conoscenza del bene e del male sarebbero morti; se non fossero morti, Dio si sarebbe dimostrato incoerente, e in più ingiusto, perché per amore avrebbe evitato ai due la conseguenza delle loro azioni. In sostanza, Dio si sarebbe dimostrato tutt'altro che perfetto. Era necessaria quindi una punizione e una seguente redenzione. Un dio solo amorevole sarebbe stato ingiusto, e gli esseri umani avrebbero imparato che avrebbero potuto fare qualsiasi cosa, anche la più turpe, e sarebbero comunque stati perdonati; un dio solo giusto sarebbe stato spietato e avrebbe distrutto completamente l'umanità senza offrire alcuna possibilità di pentirsi e di essere perdonata.

    Quanto al fatto che Adamo ed Eva pensavano che il serpente seguisse la volontà di Dio, dove l'hai trovato scritto? A me non risulta né dalla Bibbia né da altre letture più o meno eretiche rispetto ad essa...

    Invece dio sceglie di aspettare secoli la venuta di Gesù per perdonarli, quindi se noi dobbiamo seguire dio, allora nemmeno noi dobbiamo perdonare subito chi ci fa del male, ma soltanto dopo che questo fa penitenza per il toto che ci ha fatto.
    Per come la vedo io, il perdono è immediato, altrimenti non ci sarebbero stati esseri umani precedenti a Cristo cui Dio ha dimostrato apprezzamento (Abele, Noè, Abramo, Mosè, solo per citarne alcuni). Ciò non vuol dire che Dio rimuova le conseguenze del peccato originale. Anche ora, 2000 anni dopo Cristo, il più pio degli uomini muore e dopo morto dovrà passare un certo periodo in Purgatorio prima di andare in Paradiso. Bisogna tenere ben presente la distinzione tra perdono (che afferisce all'amore) e condono (che afferisce alla giustizia): se mi si condona una pena, non è detto che la persona che ho offeso mi perdoni, anzi potrebbe sentirsi defraudata della propria vendetta o potrebbe perdere fiducia nella giustizia.

    Sostanzialmente, il perdono secondo me vuol dire non serbare rancore una volta che una persona ha pagato per i propri crimini. Quindi seguendo Dio, possiamo perdonare fin da subito (per amore) ma nondimeno agire affinché chi ci ha fatto del male faccia penitenza (per giustizia).

    Se dio ha i suoi tempi, in cui deve avere tempo per sconfiggere il male, allora noi non siamo liberi di scegliere nulla, perché dobbiamo aspettare quello che dio decide per noi, questo voglio dire.
    Siamo liberi di accettare o rifiutare ciò che Dio decide per noi, e non è poco.

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  5. #5
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    Predefinito Re: L'essenza di dio

    Citazione Originariamente Scritto da Resurgens Visualizza Messaggio
    Da tanti cristiani ho sentito che senza il dubbio non ci può essere la fede: il dubbio è l'esercizio della ragione che ci rende uguali a Dio, senza di esso si è fanatici o, al limite, bambini che ancora non sanno ragionare. E' solo tramite il dubbio che la fede può diventare una risposta alle domande, invece che un semplice escamotage per evitare queste stesse domande. Quanto alla tua domanda specifica, credo che Dio non abbia rimosso subito la maledizione da Adamo ed Eva perché se l'avesse fatto si sarebbe contraddetto: aveva detto che quando i due avessero mangiato il frutto della conoscenza del bene e del male sarebbero morti; se non fossero morti, Dio si sarebbe dimostrato incoerente, e in più ingiusto, perché per amore avrebbe evitato ai due la conseguenza delle loro azioni. In sostanza, Dio si sarebbe dimostrato tutt'altro che perfetto. Era necessaria quindi una punizione e una seguente redenzione. Un dio solo amorevole sarebbe stato ingiusto, e gli esseri umani avrebbero imparato che avrebbero potuto fare qualsiasi cosa, anche la più turpe, e sarebbero comunque stati perdonati; un dio solo giusto sarebbe stato spietato e avrebbe distrutto completamente l'umanità senza offrire alcuna possibilità di pentirsi e di essere perdonata.

    Quanto al fatto che Adamo ed Eva pensavano che il serpente seguisse la volontà di Dio, dove l'hai trovato scritto? A me non risulta né dalla Bibbia né da altre letture più o meno eretiche rispetto ad essa...
    Mah, i cristiani o gli ebraici hanno tante di quelle posizioni che è impossibile capirle tutte, perché alcune contraddicono altre, per fare un es., il fatto che la fede ha bisogno del dubbio è la prima volta che lo sento dire, perché molti cristiani con cui ho parlato dicono che la fede significa credere ciecamente in quello che dice dio, perché un vero credente non mette mai in dubbio la bibbia, se invece lo fa allora non è credente, ma tu ora mi stai dicendo il contrario e quindi io non so più a chi devo credere, dici inoltre che il dubbio ci rende uguali a dio, ma dio non dovrebbe avere dubbi, perché un essere perfetto non ha bisogno di dubbi, se noi abbiamo dubbi noi siamo diversi da dio, se al contrario siamo uguali a dio, allora dovremmo essere perfetti pure noi, oppure dio non è perfetto come gli esseri umani; cambiando argomento, dio poteva impedire tranquillamente a satana di trasformarsi nel serpente, così il serpente non andava da adamo ed eva e non li avrebbe ingannati, invece dio permette al serpente di andare da loro, però poteva punire benissimo satana, invece di cacciare adamo ed eva dal paradiso terrestre, non ci voleva niente, poi se dio non perdona subito adamo ed eva, ma aspetta che loro si redimano dal loro peccato, allora noi che dovremmo ispirarci a dio, quando una persona ci fa del male, noi non dobbiamo perdonarla subito, ma dobbiamo aspettare che questa persona meriti il nostro perdono, e faccia prima una atto di penitenza nei nostri confronti.

    E' il serpente che gli dice che lui fa il volere di dio, e adamo ed eva ci credono perché dio non li ha avvisati che il serpente mentiva, per cui adamo ed eva non andavano cacciati perché pensavano soltanto di ascoltare dio, e in ogni caso il frutto gli fa solo conoscere la differenza tra bene e male, mentre prima non conoscevano né bene né male, e quindi non avevano sentimenti.



    Per come la vedo io, il perdono è immediato, altrimenti non ci sarebbero stati esseri umani precedenti a Cristo cui Dio ha dimostrato apprezzamento (Abele, Noè, Abramo, Mosè, solo per citarne alcuni). Ciò non vuol dire che Dio rimuova le conseguenze del peccato originale. Anche ora, 2000 anni dopo Cristo, il più pio degli uomini muore e dopo morto dovrà passare un certo periodo in Purgatorio prima di andare in Paradiso. Bisogna tenere ben presente la distinzione tra perdono (che afferisce all'amore) e condono (che afferisce alla giustizia): se mi si condona una pena, non è detto che la persona che ho offeso mi perdoni, anzi potrebbe sentirsi defraudata della propria vendetta o potrebbe perdere fiducia nella giustizia.

    Sostanzialmente, il perdono secondo me vuol dire non serbare rancore una volta che una persona ha pagato per i propri crimini. Quindi seguendo Dio, possiamo perdonare fin da subito (per amore) ma nondimeno agire affinché chi ci ha fatto del male faccia penitenza (per giustizia).
    No, il perdono non è immediato altrimenti per purificarsi non sarebbero stati necessari secoli per aspettare cristo, inoltre, nonostante quegli uomini che hai citato erano tutti maledetti dal peccato originale, erano in grado di farsi accettare da dio, quindi il peccato commesso da adamo ed eva non era poi così grande visto che quegli uomini hanno fatto buone azioni, senza essere battezzati, quindi una persona può fare del bene pure col peccato originale, inoltre il cristianesimo credo che sia contro la vendetta visto che dice di esprimere sentimenti di amore, per cui se hai una colpa e vieni condonato, quella persona non dovrebbe fare distinzione tra perdono e condono, ma qua tu stai parlando di giustizia terrena, mentre io parlavo soltanto di religione, quindi mi sa che stai andando fuori tema, meglio restare in argomento.

    Poi la bibbia mi pare che dica che il perdono è un dono divino, e quindi quando ti fanno del male, devi perdonare subito l'ha persona che ti fa un torto per non provare odio. Se però è necessario che quella persona paghi prima per i suoi crimini prima di perdonarlo, cosa che dio fa sempre, a quanto dici, non abbiamo bisogno della religione, questo lo possiamo fare anche nella realtà.

    Siamo liberi di accettare o rifiutare ciò che Dio decide per noi, e non è poco.

    Resurgens
    Assolutamente, perché se ci rifiutiamo lui ci maledice, e non siamo liberi.

  6. #6
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    Predefinito Re: L'essenza di dio

    Citazione Originariamente Scritto da Geralt di Rivia Visualizza Messaggio
    Mah, i cristiani o gli ebraici hanno tante di quelle posizioni che è impossibile capirle tutte, perché alcune contraddicono altre, per fare un es., il fatto che la fede ha bisogno del dubbio è la prima volta che lo sento dire, perché molti cristiani con cui ho parlato dicono che la fede significa credere ciecamente in quello che dice dio, perché un vero credente non mette mai in dubbio la bibbia, se invece lo fa allora non è credente, ma tu ora mi stai dicendo il contrario e quindi io non so più a chi devo credere, dici inoltre che il dubbio ci rende uguali a dio, ma dio non dovrebbe avere dubbi, perché un essere perfetto non ha bisogno di dubbi, se noi abbiamo dubbi noi siamo diversi da dio, se al contrario siamo uguali a dio, allora dovremmo essere perfetti pure noi, oppure dio non è perfetto come gli esseri umani;
    L'uomo era perfetto, ma perse questa perfezione con il peccato originale. Per come la vedo io, Dio quando usa la ragione non ha dubbi perché perfetto, l'uomo che la usa rettamente dapprima ha dubbi perché non è più perfetto, salvo poi ricorrere alla fede per risolvere questo dubbio (chiedo però a chi è più ferrato di me sull'argomento di correggermi).

    E' il serpente che gli dice che lui fa il volere di dio, e adamo ed eva ci credono perché dio non li ha avvisati che il serpente mentiva, per cui adamo ed eva non andavano cacciati perché pensavano soltanto di ascoltare dio, e in ogni caso il frutto gli fa solo conoscere la differenza tra bene e male, mentre prima non conoscevano né bene né male, e quindi non avevano sentimenti.
    Sono andato a vedere sulla Bibbia interconfessionale e il serpente non dice che fa il volere di Dio, dice solo che Dio mente, ed Eva si fida di lui invece che di Dio. Sul fatto che non avessero sentimenti non vedo il nesso con la conoscenza del bene e del male.


    No, il perdono non è immediato altrimenti per purificarsi non sarebbero stati necessari secoli per aspettare cristo, inoltre, nonostante quegli uomini che hai citato erano tutti maledetti dal peccato originale, erano in grado di farsi accettare da dio, quindi il peccato commesso da adamo ed eva non era poi così grande visto che quegli uomini hanno fatto buone azioni, senza essere battezzati, quindi una persona può fare del bene pure col peccato originale, inoltre il cristianesimo credo che sia contro la vendetta visto che dice di esprimere sentimenti di amore, per cui se hai una colpa e vieni condonato, quella persona non dovrebbe fare distinzione tra perdono e condono, ma qua tu stai parlando di giustizia terrena, mentre io parlavo soltanto di religione, quindi mi sa che stai andando fuori tema, meglio restare in argomento.
    Il peccato originale è uno stato di imperfezione, non impedisce di fare il bene, a maggior ragione che in seguito ad esso l'uomo è a conoscenza della differenza tra bene e male. Vendetta e giustizia sono inoltre concetti diversi. Se ti vendichi vuol dire che non hai perdonato, se applichi la giustizia puoi perdonare (e non mantenere rancore) o meno (e mantenerlo, desiderando vendetta). Mi riferisco alla giustizia terrena (ideale però, non all'atto pratico con i suoi se e i suoi ma) perché dovrebbe essere specchio della giustizia divina, tant'è che le numerose indicazioni giuridiche contenute nel Pentateuco sono date da Dio stesso. Per questo il Cristianesimo è contro la vendetta, ma non contro la giustizia.

    Poi la bibbia mi pare che dica che il perdono è un dono divino, e quindi quando ti fanno del male, devi perdonare subito l'ha persona che ti fa un torto per non provare odio. Se però è necessario che quella persona paghi prima per i suoi crimini prima di perdonarlo, cosa che dio fa sempre, a quanto dici, non abbiamo bisogno della religione, questo lo possiamo fare anche nella realtà.
    Il perdono può arrivare in qualsiasi momento, prima o dopo la penitenza. Sul fatto che non abbiamo bisogno della religione mi trovi d'accordo, un cristiano però ti direbbe che la religione ti dà delle linee guida morali, senza le quali tu non sapresti che bisogna perdonare oltre a esigere la giusta penitenza.


    Assolutamente, perché se ci rifiutiamo lui ci maledice, e non siamo liberi.
    Siamo liberi di rifiutare ciò che Dio decide per noi e accettarne le conseguenze, ovvero la dannazione, in nome della propria libertà. Guarda nella Divina Commedia, nel girone dei sodomiti, il personaggio di cui non ricordo il nome che si erge e non si piega di fronte alla pioggia di fuoco che lo flagella, o ancora, nel girone degli eretici, Farinata degli Uberti che non è affatto piegato dalla punizione che Dio gli ha inflitto. Lo stesso Lucifero del Paradiso Perduto è tutto tranne che piegato, pure dopo essere stato cacciato dal Paradiso. Ovviamente dal punto di vista cristiano sono esempi da non imitare questi, cionondimeno sono esempi di persone che hanno rifiutato la salvezza e accettato con consapevolezza la maledizione conseguente.

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  7. #7
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    Predefinito Re: L'essenza di dio

    Citazione Originariamente Scritto da Resurgens Visualizza Messaggio
    L'uomo era perfetto, ma perse questa perfezione con il peccato originale. Per come la vedo io, Dio quando usa la ragione non ha dubbi perché perfetto, l'uomo che la usa rettamente dapprima ha dubbi perché non è più perfetto, salvo poi ricorrere alla fede per risolvere questo dubbio (chiedo però a chi è più ferrato di me sull'argomento di correggermi).
    Appunto, se l'uomo era perfetto non poteva fare errori, quindi avrebbe riconosciuto subito l'inganno del serpente e non avrebbe mangiato il frutto, se invece è stato ingannato dal serpente, vuol dire che questa perferzione non esiste, e allora dio ha creato l'uomo senza perfezione, con la possibilità di fare errori. Inoltre Dio non può usare la ragione perché la ragione appartiene solo ai mortali, la ragione con la fede non c'entra nulla.


    Sono andato a vedere sulla Bibbia interconfessionale e il serpente non dice che fa il volere di Dio, dice solo che Dio mente, ed Eva si fida di lui invece che di Dio. Sul fatto che non avessero sentimenti non vedo il nesso con la conoscenza del bene e del male.
    In quel caso adamo ed eva non sono stati creati perfetti, perché se fossero perfetti non avrebbero ascoltato il serpente e avrebbero ascoltato dio, perché un essere perfetto per definizione non fa errori, quindi dio li ha creati imperfetti, è normale che potessero sbagliare, e inoltre senza capire il bene e il male, prima di mangiare il frutto non sapevano cosa fosse giusto o sbagliato, per questo di testa, propria perché solo con i sentimenti si capisce cosa sono bene e male.





    Il peccato originale è uno stato di imperfezione, non impedisce di fare il bene, a maggior ragione che in seguito ad esso l'uomo è a conoscenza della differenza tra bene e male. Vendetta e giustizia sono inoltre concetti diversi. Se ti vendichi vuol dire che non hai perdonato, se applichi la giustizia puoi perdonare (e non mantenere rancore) o meno (e mantenerlo, desiderando vendetta). Mi riferisco alla giustizia terrena (ideale però, non all'atto pratico con i suoi se e i suoi ma) perché dovrebbe essere specchio della giustizia divina, tant'è che le numerose indicazioni giuridiche contenute nel Pentateuco sono date da Dio stesso. Per questo il Cristianesimo è contro la vendetta, ma non contro la giustizia.
    Ma avendo commesso un errore, è normale che non potessero essere perfetti, perché se fossero perfetti capirebbero benissimo che bisogna scegliere sempre il bene e non il male, ma prima che mangiassero il frutto non sapevano nemmeno cosa fossero, quindi per essere perfetti, dio doveva insegnargli soltanto cosa era il bene, così non avrebbero mai conosciuto il male, e non si sarebbero fidati del serpente perché avrebbero capito che lui era il male, non conoscendo il bene e il male non possono sapere che disobbedendo a dio fanno compiono il male, per cui se dio glie l'avesse insegnato prima, allora non avrebbero impedito al serpente, dio non ha voluto insegnargelo subito e quindi hanno sbagliato.
    Sulla vendetta, dipende soltanto se colui che ci ha fatto del male merita il nostro perdono, così come noi siamo puniti se non scegliamo di fare del bene, o se non vogliamo pentirci del male che abbiamo fatto, chi ci fa del male viene punito con la vendetta perché non vuole il nostro perdono, siccome dio perdona soltanto le persone che desiderano il suo perdono, e dopo aver fatto penitenza per le proprie colpe, se noi dobbiamo seguire il comportamento di dio, allora bisogna perdonare solo quando i nostri nemici desiderano il nostro perdono e pagano per le loro azioni, visto che anche dio si vendica su satana quando lui si ribella.


    Il perdono può arrivare in qualsiasi momento, prima o dopo la penitenza. Sul fatto che non abbiamo bisogno della religione mi trovi d'accordo, un cristiano però ti direbbe che la religione ti dà delle linee guida morali, senza le quali tu non sapresti che bisogna perdonare oltre a esigere la giusta penitenza.
    No, il perdono all'umanità viene dato soltanto dopo la penitenza non prima, altrimenti non bisognava aspettare secoli la venuta di cristo, e allora neanche noi possiamo perdonare senza esigere la giusta penitenza, perché dio vuole appunto la penitenza prima di personare le persone.


    Siamo liberi di rifiutare ciò che Dio decide per noi e accettarne le conseguenze, ovvero la dannazione, in nome della propria libertà. Guarda nella Divina Commedia, nel girone dei sodomiti, il personaggio di cui non ricordo il nome che si erge e non si piega di fronte alla pioggia di fuoco che lo flagella, o ancora, nel girone degli eretici, Farinata degli Uberti che non è affatto piegato dalla punizione che Dio gli ha inflitto. Lo stesso Lucifero del Paradiso Perduto è tutto tranne che piegato, pure dopo essere stato cacciato dal Paradiso. Ovviamente dal punto di vista cristiano sono esempi da non imitare questi, cionondimeno sono esempi di persone che hanno rifiutato la salvezza e accettato con consapevolezza la maledizione conseguente.

    Resurgens
    E questa non è libertà, ossia o obbediamo ciecamente a dio, oppure lui ci danna in eterno, che cavolo di libertà è? Essere obbligati a obbedire a un dio superiore sennò lui ci punisce, la libertà è di non obbedire a lui e andare per la nostra strada, lui ovviamente non ci dovrebbe aiutare se noi non lo seguiamo, ma nemmeno punirci se non facciamo tutto quello che vuole lui, questa è schiavitù, altro che libertà. Costringere una persona a servirlo ciecamente altrimenti gli si da la punizione per non essersi voluto sottomettere ai tuoi voleri, questa è un modo per limitare la libertà delle persone, se fossimo liberi noi dobbiamo avere la libertà di fare quello che vogliamo, purchè non limitiamo la libertà degli altri e non facciamo male agli altri, se invece non siamo liberi per noi stessi viviamo come schiavi, e se tu giustifichi questo ragionamento, vuol dire che vuoi essere schiavo pure tu.

  8. #8
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    Predefinito Re: L'essenza di dio

    Non si è trattato di un errore, ma di una scelta. In quanto perfetti, Adamo ed Eva avevano la libertà di scegliere, e hanno scelto di disobbedire a Dio. Sulla libertà, bisogna essere in grado di accettare le conseguenze delle proprie scelte, la dannazione eterna è la conseguenza del non scegliere Dio in un'ottica cattolica. La libertà che dici tu, da un lato è la libertà illuministica che finisce dove inizia la libertà di un altro, ma dall'altro è la libertà dell'anarchico che vuole fare quello che gli pare senza prendere in considerazione le conseguenze. Riprendendo l'esempio di qualche post fa, noi siamo comunque liberi di mettere le dita nella presa di corrente, ma saremmo quantomeno ingenui a credere che facendolo non ne riceveremmo danni. Poi se vogliamo possiamo farlo lo stesso, ma non dobbiamo poi lamentarci e prendercela con l'elettricità se siamo rimasti fulminati. Lo stesso discorso si applica alla scelta pro/contro Dio. Parliamo di un Dio morale, buono e giusto, non solo buono e non solo giusto, non bisogna dimenticare questo aspetto.
    Quanto al perdono, ho già detto che se fosse stato un dio solo giusto e incapace di perdono avrebbe annientato Adamo ed Eva subito. Il perdono si è manifestato nel permettere loro (e ai discendenti) di guadagnarsi comunque il Paradiso, una volta che la penitenza sia stata scontata (ovvero lo sperimentare la morte e la permanenza in Purgatorio). La vicenda di Cristo ha suggellato tale perdono, ed è avvenuta "a tempo debito", non prima e non dopo, anche se non ho le competenze per spiegare questa tempistica.
    Sul resto penso di averti già risposto.

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    Predefinito Re: L'essenza di dio

    Citazione Originariamente Scritto da Resurgens Visualizza Messaggio
    Non si è trattato di un errore, ma di una scelta. In quanto perfetti, Adamo ed Eva avevano la libertà di scegliere, e hanno scelto di disobbedire a Dio. Sulla libertà, bisogna essere in grado di accettare le conseguenze delle proprie scelte, la dannazione eterna è la conseguenza del non scegliere Dio in un'ottica cattolica. La libertà che dici tu, da un lato è la libertà illuministica che finisce dove inizia la libertà di un altro, ma dall'altro è la libertà dell'anarchico che vuole fare quello che gli pare senza prendere in considerazione le conseguenze. Riprendendo l'esempio di qualche post fa, noi siamo comunque liberi di mettere le dita nella presa di corrente, ma saremmo quantomeno ingenui a credere che facendolo non ne riceveremmo danni. Poi se vogliamo possiamo farlo lo stesso, ma non dobbiamo poi lamentarci e prendercela con l'elettricità se siamo rimasti fulminati. Lo stesso discorso si applica alla scelta pro/contro Dio. Parliamo di un Dio morale, buono e giusto, non solo buono e non solo giusto, non bisogna dimenticare questo aspetto.
    Quanto al perdono, ho già detto che se fosse stato un dio solo giusto e incapace di perdono avrebbe annientato Adamo ed Eva subito. Il perdono si è manifestato nel permettere loro (e ai discendenti) di guadagnarsi comunque il Paradiso, una volta che la penitenza sia stata scontata (ovvero lo sperimentare la morte e la permanenza in Purgatorio). La vicenda di Cristo ha suggellato tale perdono, ed è avvenuta "a tempo debito", non prima e non dopo, anche se non ho le competenze per spiegare questa tempistica.
    Sul resto penso di averti già risposto.

    Resurgens
    Ma rimane sempre il fatto, che se fossero perfetti, sapevano già cosa era il bene, e non avrebbero scelto il male, che era il serpente, se scelgono di stare con il serpente vuol dire che non erano perfetti, altrimenti non si sarebbero lasciati ingannare, quindi vuol dire che non sono perfetti come pensi tu, anzi dio li ha creati imperfetti.
    Poi sulla libertà, l'anarchia si ottiene solo quando non ci sono regole, gli anarchici sono persone che rispetto perché hanno un desiderio di libertà assoluta, solo che non sono mai riusciti a governare nessun paese, a differenza di tutte le altre ideologie, quindi sono meno organizzati, però le loro idee mi piacciono, se la tua libertà non fa male alla libertà di nessun'altro non c'è nessuna conseguenza da affrontare, certo se il cristianesimo considera il perdono un dono da dare solo quando si è espiati la propria colpa, allora anche gli esseri umani devono perdonare soltanto quando i propri nemici pagano le loro colpe, se non accettano il perdono, allora la vendetta nei loro confronti è inevitabile, visto che anche dio si comporta così, perché dio pretende la totale espiazione delle proprie colpe prima di perdonare.
    Mettere le dita nella corrente non è una scelta, perché sappiamo benissimo che fa male a noi senza bisogno che ce lo venga a dire dio, se però per salvarci dobbiamo obbedire ciecamente a dio, allora questa non è libertà perché l'unico modo per salvarci, è accettare il fatto di essere sempre comandati, infatti con adamo ed eva non avrebbe potuto annientarli subito, altrimenti loro non avrebbero avuto l'opportunità di fare figli, e quindi il signore non avrebbe avuto più l'opportunità di avere un'umanità intera che lo potesse adorare, però pretendere di far espirare le colpe a due persone che hanno la colpa di essere state ingannate da un essere superiore, è eccessivo, perché adamo ed eva non sapevano che satana potesse cambiare aspetto, e senza conoscere il bene e il male, non possono capire di sbagliare, se per te questo è giusto, allora nella vita vera quando una persona sbaglia con noi, noi non la perdoniamo finchè questa non paga fino in fondo quello che ha fatto con noi, altrimenti la bibbia non ci serve a niente se dobbiamo interpretarla come ci fa comodo.
    Mi pare molto semplice.

  10. #10
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    Predefinito Re: L'essenza di dio

    Poi non ho manco capito perché adamo ed eva non abbiano fatto figli prima di avere commesso il peccato originale, non sarebbe stato meglio creare l'umanità prima del peccato? O forse glie lo ha proibito dio?

 

 
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