



"Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"


"Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"






Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Comunque se proprio si deve fare la blabblata sulla libertà d'espressione uccisa da chi ha credenze diverse dalle proprie dovremmo fare l'hashtag #ichbindersturmer
Preferisco di no.


L’11 settembre di Francia e gli equivoci dietro l’angolo
Roma, 7 gen – Il terrorismo, in qualunque epoca e a qualunque latitudine, segue sempre un copione standard. Non è mai (o quasi mai) integralmente costruito a tavolino, non si dà mai complotto “puro”. Ma non è mai neanche integralmente spontaneo o ingenuo. L’attacco terroristico che ha colpito la redazione di Charlie Hebdo,a Parigi, non fa eccezione a questo schema.
È presto, ancora, per andare a scandagliare la cronaca di questa giornata di sangue e cercare di capire da chi era composto questo commando assassino che, sembra incredibile, dopo l’agguato si è dileguato apparentemente indisturbato. Per ora sappiamo che la rivista in questione era da tempo nel mirino di vari fondamentalismi, a causa della sua vena irriverente nei confronti di tutte le religioni. E sappiamo che, secondo i testimoni, i due assalitori avrebbero urlato frasi come “Vendicheremo il Profeta” e “Allah u Akbar”, rivendicando addirittura l’appartenenza ad Al Qaeda in un perfetto francese. Il crimine perfetto, insomma, per rilanciare lo schema dello scontro di civiltà.
Tanto più che questo attentato avviene nel pieno di una vasta rivolta culturale ai dogmi del politicamente corretto di cui avevamo parlato già su queste pagine, spiegando anche la contraddittorietà di certe provocazioni, che non a caso andavano a colpire l‘islam tout court più che l’immigrazione come fenomeno etnico e di civiltà. Sul punto, tuttavia, serve una precisazione necessaria: l’eventualità che l’attentato francese possa nascondere meccanismi ulteriori alla semplice follia fondamentalista non deve farci perdere di vista il fatto che un fondamentalismo islamico esiste realmente. Il fatto che l’islam sia una religione ben più complessa del catechismo sanguinario prêt-à-porter da terrorista salafita non può cancellare l’evidenza che anche quello è comunque islam. Il fatto che l’Europa sia un concetto diverso da quello di Occidente a guida americana non può cancellare la convinzione di altri popoli che comunque (e non a torto, viste le scelte dei nostri governanti) con questo Occidente ci identificano. Insomma, tutta la complessità del caso non deve indurci a spaccare il capello in quattro e a discettare sul sesso degli angeli. Un problema islamico esiste, non è un’invenzione della Fallaci.
Il punto, semmai, è che proprio seguendo la Fallaci e i suoi omologhi d’oltreatlantico ci siamo infine imbarcati in crociate insensate (insensate per i nostri interessi, non per quelli altrui) e abbiamo finito per colpire uno a uno tutti i presidi dell’islam laico e nazionalista, da Saddam a Gheddafi passando per Assad che fortunatamente ancora resiste, nonostante l’Isis, nonostante Obama, nonostante Vanessa e Greta, nonostante l’Ue. Alla fine, come si vede, il complotto oggettivo, cioè quello dei fatti che vanno tutti nella stessa direzione, è più forte del complotto soggettivo, ovvero delle volontà coscienti di soggetti che si mettono attorno a un tavolo con un cappuccio nero e spostano pedine su uno scacchiere. Insomma, l’eccidio francese puzza, ma non c’è bisogno di dar sfogo al complottismo, perché la realtà, una volta avviata in una direzione, procede da sé.
E ora? Ora si scatenerà una reazione. Il Front national incasserà cospicui dividendi politici, il che è probabilmente un bene, anche se questo partito non sempre sembra offrire garanzie di lucidità, recentemente meno che mai. Il risveglio identitario della Francia è un’ottima cosa, a patto che, come sfortunatamente sembra probabile, il movimento che da esso si genererà non sia solo quello di una corsa accelerata verso il baratro.
Adriano Scianca
L'11 settembre di Francia e gli equivoci dietro l'angolo IL PRIMATO NAZIONALE | IL PRIMATO NAZIONALE


Circostanze per nulla chiare, anzi molto strane. Di sicuro il sionismo ne trarrà un vantaggio, così la noachide Marine. Del resto come diceva Borghezio al ritorno da un viaggio nell'Entità: “Qui nella parte israeliana uno vede gente civile, nella parte controllata dall’amministrazione palestinese vede lo schifo. Lì solo le donne lavorano, gli uomini si grattano le palle tutto il giorno e giocherellano col mitra”. ( http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/09/14/lega-borghezio-roma-puzza-venire-vomito-andrebbe-derattizzata/204928/ )


Nel 1996 i paladini della libertà del Charlie Hebdo con San Charb in testa depositarono 173.704 firme al ministero degli interni francese chiedendo la messa fuori legge del Front National.
Fin juin 1995, Cabu dessine, à la une de Charlie Hebdo, Jean-Marie Le Pen menottes aux mains entre deux policiers. En titre: « Que faire contre le Front national? L’interdire ! »
Les 173 704 signatures de Charlie Hebdo - Libération
Grandi buchi vengono scavati in segreto, dove i pori della terra dovrebbero bastare, e cose che dovrebbero strisciare hanno appreso a camminare.