



Cacciari intervistato ha urlato che la libertà d'espressione è un valore arcaico della tradizione democratica antica che non ammette eccezioni ma va usata bene.
"Posso dire quello che penso in seno alla mia famiglia dove siamo tutti uguali, ma non posso abusarne all'esterno in un contesto multiculturale anche se questa prudenza deve discendere dalla mia coscienza e non da una legge esterna".
Ultima modifica di amerigodumini; 08-01-15 alle 19:44


però avrei chiesto volentieri a Cacciari: se non nella minaccia di un kalashnikov o di una notte di fuochi su quale limite dovrebbe trovare fondamento razionale questo prudente dosaggio della insopprimibile libertà di espressione di cui debbo assolutamente disporre? (esclusa per principio ogni coercizione giuridica)
Proprio per capire.
Ultima modifica di amerigodumini; 08-01-15 alle 19:48


cioè capisco che lui alluda al fatto che esiste il vicino di casa suscettibile per questo o quel motivo.
ma l'autolimitazione razionale del mio diritto d'espressione lui la pretende anche se la rifiuta se imposta per legge, però infine la raccomanda per salvare la ghirba?
magari immagino mi risponderebbe: no! per salvare la comunità che è multiculturale ecc....è il contesto in cui viviamo ecc....ecc...
ma insomma siamo al punto di partenza o peggio
Ultima modifica di amerigodumini; 08-01-15 alle 19:55




Cacciari ha sempre sta cosa che sembra stia per rivelare una grande realtà controcorrente e dissacrante e poi si ferma sempre a metà o allo scontato.
Ma alla fine avrà scritto si e no una cosa decente negli ultimo 40 anni.




Venne Costanzo a intervistarmi per il Corriere della sera. Dopo due ore di conversazione mi chiese: lei cosa voleva fare da piccolo. E io: il burattinaio. Meglio fare il burattinaio che il burattino, non le pare?


Notare l'estrazione sociale dei due presunti attentatori, nati in Francia ed ex criminali da strada che difronte alla sconfitta sociale personale e l'impossibilità oggettiva di raggiungere le bellurie della societá del consumo cercano il senso di vivere abbracciando il califfo nero. No perché mi ricordo che proprio poco tempo c'era chi sosteneva che le seconde generazioni di immigrati in Francia erano oramai occidentalizzate al mito del consumo tra droghe e rap e sorde al richiamo rivoluzionario dell'islam radicale.
1) la formazione di una solidarietà civica.
2) la classe creativa come stato guida della società.
3) la cultura come organo del sapere e dell'influenza ideologica.
4) l'istruzione e la scienza come fonti essenziali di competitività.


La cosa esilarante è che avevano dovuto licenziare un vignettista a causa di accuse di antisemitismo. C'è chi non ha bisogno di sparare... Je suis jeif!