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Discussione: I genitori di adesso

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    Predefinito I genitori di adesso

    mi è capitato di leggere sulla bacheca di una amica questo pezzo
    Da quando siamo diventati genitori con te non vogliamo più uscirci (ma non per le ragioni che pensi tu)*|*Christine Skoutelas

    Da quando siamo diventati genitori con te non vogliamo più uscirci (ma non per le ragioni che pensi tu)

    Pubblicato: 08/01/2015 13:40 CET Aggiornato: 08/01/2015 13:40 CET






    Prima che io diventassi una genitrice, fra i miei amici più cari ce n'erano solo pochi che avessero già iniziato a formare delle proprie famiglie, e dopo la nascita dei loro piccoli in realtà non li ho più visti. Periodicamente ho provato a telefonare, proponendo loro il medesimo genere di uscite che si faceva prima, generalmente per andare a prenderci un caffè, o un pranzo fuori. Ma la proposta veniva solitamente rifiutata, e dopo qualche altro tentativo di restare in contatto, mi urtavo e decidevo di lasciar perdere.
    Ricordo che fra me e me pensavo: "Che st**nzi. Non gliene frega più un c**zo dei loro amici?". Insomma, lo capivo bene che erano indaffarati, e ovviamente la famiglia viene prima di tutto, ma il fatto è che praticamente non li ho più visti. Mi sembrava una cosa ridicola.
    Qualche anno dopo anch'io ho avuto un figlio, e per quanto mi sforzi di programmare il tempo da trascorrere con gli amici, sono sicura che là fuori c'è chi pensa la stessa cosa di me. Magari anche qualcuno della mia famiglia.
    Quindi, per tutti quei non-genitori che nel frattempo si sono formati la convinzione che io sia diventata una s***nza, ecco le mie giustificazioni.
    1. La tabella di marcia del bambino è più importante di quanto non si possa pensare. A un certo punto si scopre che i bambini hanno bisogno di mangiare, di bere, di muoversi, di dormire e fare la cacca. Ogni maledetto giorno dell'anno. E nella maggior parte dei casi il tempo e il luogo in cui ciascuno di questi eventi si svolge FA una bella differenza. Nessun genitore vorrebbe un bambino disidratato, con un basso livello di zucchero nel sangue, spossato o carico di m**da nei propri pantaloncini. E d'altronde sono piuttosto sicura che nessuno dei nostri amici vorrebbe mai trovarsi in situazioni del genere. Ciò significa che il fatto di riuscire a vedersi per pranzo a mezzogiorno, per un caffè alle 4 di pomeriggio, o per la cena -- a qualsiasi ora -- è un'impresa di davvero, davvero difficile realizzazione. Certo, a volte ci si riesce, ma il fatto è che quando succede stiamo forzando la mano, per cui cerchiamo sempre di risparmiarci momenti come questi in occasione delle festività, delle vacanze o di altri momenti speciali. Anche se alla fine poi va tutto per il verso giusto, e noi/nostro figlio ci sforziamo di farla sembrare facile, la verità è che la cosa ci strema, perché sostanzialmente tanta è la preoccupazione che ci prende un infarto, e ci si chiede se quella nostra scelta egoistica alla fine ci metterà in condizione di dover placare l'impeto omicida di nostro figlio, e/o a dovercelo ripulire dalle feci o dall'urina su di una panchina o sui sedili della monovolume.

    2. Anche i bambini inseriscono i genitori in una tabella di marcia. Di solito i genitori danno la colpa delle proprie tabelle di marcia ai figli, ma la verità è che anche noi ne abbiamo una. Prima che i bambini si alzino ci organizziamo per la giornata, svuotiamo la lavastoviglie, prepariamo i pranzi e ci godiamo un quarto d'ora di beata solitudine in compagnia di una tazza di caffè. Quando ci sentiamo eccessivamente ambiziosi, svegliandoci nella fascia oraria delle 4 di mattina, possiamo anche fare un po' di esercizio fisico, o trascorrere un'oretta sul nostro blog prima di andare a svegliare i bambini e prepararli. Ancora non siamo andati al lavoro, e la nostra giornata è già cominciata da parecchie ore. Quando i piccoli si riposano puliamo la cucina, il bagno o pieghiamo la biancheria. Quando i piccoli vanno a dormire, allora riusciamo, o non riusciamo, a occuparci del resto della lista delle cose da fare, le bollette, i miglioramenti domestici, l'esercizio fisico o qualunque altra cosa le persone normali facciano su base quotidiana (tutte praticamente impossibili da svolgere quando i bambini sono svegli), prima di andare a collassare sul divano. Sì, lo sappiamo che sono solo le 80 di sera. E, sì, siamo A PEZZI. Quindi se poi capita che decidiamo d'incontrarti al di fuori di quella che è la nostra tipica tabella di marcia, soprattutto se è di sera, prendila davvero come un grande complimento. Perché il mattino dopo dovremo comunque svegliarci ai soliti orari antidiluviani, e non riusciremo a raccogliere quelle energie extra che ci serviranno per i prossimi diciott'anni, anno più anno meno.
    3. Trascorrere il tempo coi figli ci piace. E se lavoriamo fuori casa ci pare sempre che il tempo che abbiamo a disposizione in loro compagnia sia molto limitato. Uscire a cena potrebbe significare non vederli per tutto il giorno; partire per il fine settimana potrebbe significare non vedere il nostro bambino per l'80 per cento della settimana (cioè quella in cui noi non lavoriamo e loro sono svegli). Attività apparentemente noiose come impilare le tazze una sull'altra, cantare l'ABC, spingere un ragazzino sull'altalena o anche solo fare un pasto coi più piccoli, quelli sono diventati alcuni dei nostri momenti preferiti. Anche se ti trovassi a osservare nostro figlio che si comporta come uno s***nzetto, che frigna ogni cinque minuti o rimbalza da una parete all'altra a mo' di flipper umano, devi sapere che in casa ci sono sempre tante altre situazioni che non ti puoi neanche immaginare, in grado di suscitare in noi i sorrisi più grandi, di strapparci le risate più sonore, o che comunque alla fine NON fanno sì che nostro figlio ci urti i nervi. È difficile da immaginare, lo so.

    4. "Perché non porti anche tuo figlio" è una proposta perfettamente ragionevole. Ma non funziona. Per quanto possiamo sentirci lieti di trascorrere il nostro tempo dentro casa, ci piacerebbe anche riuscire a incontrarti. Diciamo sul serio. E tuttavia quando poi ci inviti, spesso siamo costretti a declinare, non perché in assoluto non sarebbero delle belle occasioni, ma perché sappiamo bene che noi non ci divertiremmo. Ciò non significa che la TUA compagnia non sia piacevole. Sei uno sballo. (Diciamo sul serio! Lo pensiamo davvero, anche se non te lo diciamo mai a sufficienza). È solo che non riusciamo a concentrarci bene su di te quando ci troviamo, contemporaneamente, a dover tener d'occhio i nostri bambini, per accertarci che non si strozzino, che non affoghino in una pozzanghera o che non si vadano a sfasciare la testa contro l'angolo puntuto di un tavolino. Trascorriamo una quantità di tempo e d'energia superiore all'immaginabile a preoccuparci, e a cercare di far sopravvivere la nidiata. Tante volte invitiamo della gente ad alcune occasioni sociali, ma non te. Ancora, ciò non dipende dal fatto che TU non sia una persona piacevole... sono quelle nostre occasioni a non esserlo, almeno, non per la maggior parte degli adulti. Si tratta di situazioni rumorose, fastidiose e tatticamente collocate in luoghi dotati di ampi spazi aperti, o campi di gioco che permettano ai pargoli di correre, rimbalzando contro superfici imbottite, urlando come spiriti in pena, e permettendoci di lasciare lo Xanax a casa, visto che in quei momenti sono al riparo da spuntoni letali.
    5. Le più innocue fra le faccende domestiche paiono consumare le nostre vite. Le cose a cui ieri non davamo alcuna rilevanza oggi sembrano dominare su tutto il resto. Lavare i piatti, scrostarli, cucinare. Non sono ancora riuscita a scoprire come sia possibile che uno o due minuscolo esseri umani siano in grado di produrre trentacinque volte il numero dei piatti sporchi, dei carichi di lavanderia e dei cumuli di briciole sul pavimento, ma ci riescono perfettamente. Mansioni domestiche che un tempo eravamo tranquillamente in grado di posporre fino al momento in cui ci andava di occuparcene adesso Devono. Essere. Svolte. Immediatamente. Se per caso si aspetta, la paura è che l'intera casa possa implodere come una specie di buco nero, sotto il peso massiccio della sporcizia, dei giocattoli e dei piatti sporchi concentrati in un unico luogo. A peggiorare le cose, ospitare e nutrire dei bambini piccoli cagiona un tale esponenziale aumento del livello di disordine e di sporco (cosa della quale oggi ci preme molto di più, dato che i figli non fanno che rotolarsi sul tappeto tutto il tempo) che adesso non è più accettabile che la nostra stessa m**da si aggiunga al casino: la conseguenza è un doppio colpo mortale. Non solo ci ritroviamo addosso la responsabilità di dover correre a pulire dovunque passi la nostra progenie, ma siamo responsabilizzati, anche solo dal nostro DOC (disturbo ossessivo-compulsivo, ndt), a pulire dove passiamo noi.
    6. I figli vanno a letto maledettamente presto. Ciò significa che quando partecipiamo ad eventi di natura sociale ci tocca andarcene ancor più presto, o rischiamo di perderceli del tutto. È facile guardare i nostri bambini e dire: "Ma non sembrano affatto stanchi!"... e avresti anche ragione. È proprio per questo che ce ne stiamo andando via ADESSO, cioè prima che vadano in crisi e perdano la testa. Riusciamo a percepirne l'arrivo, così come certi animali riescono a percepire i terremoti prima dei sismografi.
    7. Il tempo libero è talmente contingentato che finiamo per trascorrerlo dedicandoci a noi stessi (spesso per conto nostro). Riuscire a racimolare il tempo necessario a rilassarsi e a impegnarci in attività piacevoli a volte è cosa particolarmente ardua, tanto che ci capita di pensare che stiamo facendo gli st**nzi nei confronti di noi stessi, dato che non abbiamo mai abbastanza tempo per starcene da soli. Non me lo sto inventando. Una manicure, un taglio o un salto in palestra richiedono una programmazione creativa del proprio tempo, ma anche che tutto il resto della propria vita proceda esattamente come previsto -- gli impegni del coniuge, la salute dei piccoli, gli impegni di lavoro. Molti dei nostri hobby diventano quelle cose che siamo in grado di fare a qualsiasi ora, nel nostro tempo libero, da soli: correre, leggere, scrivere o qualunque altro genere di attività che si possano svolgere indifferentemente alle 3 del pomeriggio o del mattino. Le esigenze del nostro calendario sociale ci spaventano. Se dobbiamo ricavarci il tempo necessario a incontrare seriamente un altro essere umano, di solito si tratta di qualcuno che ci permette di prendere due piccioni con una fava: un amico mentre fai gli esercizi in palestra, qualcuno con cui chiacchierare quando i bambini giocano, o -- cosa abbastanza rara -- l'incontro con un amico in grado di farci scaricare completamente lo stress, disposto ad accettare che il tutto si risolva in una finestra di tempo che va dai trenta ai quarantacinque minuti. Di tempo ed energie per indugiare pigramente non ne abbiamo più.

    8. A volte hai proprio bisogno d'indugiare pigramente. Ok, capisco come questo sembri confutare il mio punto precedente, ma in realtà non è così. Investiamo tante di quelle energie trasportando, detergendo, portando in braccio, ripulendo, inseguendo, ascoltando, ragionando, insegnando e facendo altre cose, che a volte abbiamo proprio bisogno di starcene seduti in un angolino silenzioso per dieci, trenta o centoventi minuti di fila, in nome della nostra sanità mentale, e a tutela di coloro che ci stanno intorno. Non c'è modo d'indugiare sotto le lenzuola o di fare un riposino pomeridiano, né di riposare durante il fine settimana, ragion per cui momenti come questi sono decisivi per aiutare le nostre menti e i nostri corpi a riprendersi e ricaricarsi per la restante parte della nostra giornata o settimana. Dio ti scampi dall'intrufolarti nello spazio temporale che ci siamo ricavati per riprenderci. I miei amici potrebbero aver notato il fatto che io me ne sia stata a giocare a Words with Friends alle dieci di sera, ma sconsiglio d'interpretarlo come un segno che io sia in grado di sostenere impegnative conversazioni o attività notturne. Con tutta probabilità ero in pigiama già da ore, investendo una quantità d'energia prossima allo zero, e adoperavo quel tempo per ricaricare le mie batterie vitali. Commettendo un peccato d'accidia che riveste la medesima importanza del letargo degli orsi d'inverno.
    Ora, tieni presente che tutte queste cose non ci disturbano; non è che qui ci si stia lamentando della scelta di crescere i nostri piccolini. Ne siamo felici come una Pasqua, ma comunque ci manchi, e probabilmente non te lo ripetiamo mai abbastanza.
    In sostanza, in relazione alle proprie amicizie, i genitori dei bambini piccoli sono costretti a rannicchiarsi e chiudersi in un guscio protettivo per conservare le proprie energie, come un semino incapace di proteggersi dalla furia degli elementi.
    Non arrenderti -- ne riemergeremo e rifioriremo quando ce ne saranno le condizioni. Nel frattempo, se la cosa non ti scoraggia, facci sapere se ti va di passare alle sette di mattina per fare colazione con noi. È il nostro momento migliore.
    Questo blog è apparso originariamente su Huffington Post United Statesed è stato tradotto da Stefano Pitrelli dall'inglese

    io ho commentato così

    Lo dico da ignorante perché non ho figli, ma credo che chi ha scritto sto pezzo non sia all'altezza del compito di essere genitore. Intendiamoci non è per gli amici di cui all'autore del pezzo non è mai fregato un cazzo (e non lo condanno, casomai condanno l'ipocrisia della descrizione), ma piuttosto perché più che genitori sembrano schiavi dei figli. Ma 50 anni fa e prima come facevano? Eppure noi siamo tutti vivi anche se a tratti i nostri genitori non ci hanno cagato proprio. Quindi sta storia è una esagerazione ed è sostanzialmente ipocrita secondo me. Si tratta di banali scuse nella migliore delle ipotesi, nella peggiore di genitori morbosi che rovinano i figli. Questi non hanno voglia di vederli questi amici, non hanno più niente da dirgli, gli sono serviti quando non avevano di meglio da fare e ora non gli servono più come un vestito invernale d'estate, altrimenti nel tempo libero li vedrebbero eccome e condividerebbero qualcosa certamente. L'ipocrisia che gronda da questo pezzo secondo me è a livelli di Chernobil dopo il disastro.
    Preciserei una cosa. I primi 3 anni (mi tengo largo) ok, da tre a sei già non puoi più essere in questo stato anche se certo resta molto centrale la preoccupazione del figlio ("che non affoghino in una pozzanghera" è roba da Fantozzi ma che razza di demente è un genitore del genere?), da 7 a 12 una attenzione c'è ma il bambino deve iniziare a pensare davvero da solo. Se dopo i dodici anni più o meno i genitori ancora sono così coi figli allora questi verranno fuori come "Robertino" di massimo Troisi e i genitori a mio modesto avviso sono dei pirla che stanno allevando una futura "animella" trasmettendogli le loro paure. Ma io parlo da ignorante ovviamente. Ringrazio solo mia madre per non essere stata così soffocante dopo i 6 anni sinceramente.

  2. #2
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    Predefinito Re: I genitori di adesso

    Grande gianlu! Rivogliamo le osterie e le taverne piene di padri ubriachi tra amici come nell'Italia contadina e strapaesana di un tempo!

    "You should be aware, Fräulein, that there are some people in this world, some irredeemable louts, for whom the means do not require an end. I speak, of course, of myself."

  3. #3
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    Predefinito Re: I genitori di adesso

    Citazione Originariamente Scritto da El Gran Capitan Visualizza Messaggio
    Grande gianlu! Rivogliamo le osterie e le taverne piene di padri ubriachi tra amici come nell'Italia contadina e strapaesana di un tempo!
    non c'ero e non lo so.
    Non me ne frega nulla di chi si va a ubriacare ma di certo i genitori non dovrebbero scaricare sui figli le loro paure e frustrazioni, cosa che il modello genitoriale sopra descritto secondo me fa.

    Questo genere di genitore è semplicemente ipocrita o forse inadatto al ruolo di genitore.

    Un po' come la storia dei cartoni animati Disney che molti si vanno a vedere con la scusa di portare i figli, e con la stessa scusa di fatto giocano

    io ho giocato talmente tanto per conto mio che ora non tocco manco un mazzo di carte da forse più di 15 anni...

    mi annoio, forse non mi ricordo nemmeno più le regole di molti giochi, i figli sono scuse, pretesti, in molti casi, come secondo me nel caso di questo pezzo del fuffington

  4. #4
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    Predefinito Re: I genitori di adesso

    Citazione Originariamente Scritto da Gianluca Visualizza Messaggio
    mi è capitato di leggere sulla bacheca di una amica questo pezzo
    Da quando siamo diventati genitori con te non vogliamo più uscirci (ma non per le ragioni che pensi tu)*|*Christine Skoutelas



    io ho commentato così

    Lo dico da ignorante perché non ho figli, ma credo che chi ha scritto sto pezzo non sia all'altezza del compito di essere genitore. Intendiamoci non è per gli amici di cui all'autore del pezzo non è mai fregato un cazzo (e non lo condanno, casomai condanno l'ipocrisia della descrizione), ma piuttosto perché più che genitori sembrano schiavi dei figli. Ma 50 anni fa e prima come facevano? Eppure noi siamo tutti vivi anche se a tratti i nostri genitori non ci hanno cagato proprio. Quindi sta storia è una esagerazione ed è sostanzialmente ipocrita secondo me. Si tratta di banali scuse nella migliore delle ipotesi, nella peggiore di genitori morbosi che rovinano i figli. Questi non hanno voglia di vederli questi amici, non hanno più niente da dirgli, gli sono serviti quando non avevano di meglio da fare e ora non gli servono più come un vestito invernale d'estate, altrimenti nel tempo libero li vedrebbero eccome e condividerebbero qualcosa certamente. L'ipocrisia che gronda da questo pezzo secondo me è a livelli di Chernobil dopo il disastro.
    Preciserei una cosa. I primi 3 anni (mi tengo largo) ok, da tre a sei già non puoi più essere in questo stato anche se certo resta molto centrale la preoccupazione del figlio ("che non affoghino in una pozzanghera" è roba da Fantozzi ma che razza di demente è un genitore del genere?), da 7 a 12 una attenzione c'è ma il bambino deve iniziare a pensare davvero da solo. Se dopo i dodici anni più o meno i genitori ancora sono così coi figli allora questi verranno fuori come "Robertino" di massimo Troisi e i genitori a mio modesto avviso sono dei pirla che stanno allevando una futura "animella" trasmettendogli le loro paure. Ma io parlo da ignorante ovviamente. Ringrazio solo mia madre per non essere stata così soffocante dopo i 6 anni sinceramente.
    Mah... A me sembra che tu sia stato un po' troppo drastico nel giudicarli. Non è facile frequentare da genitori con bambini al seguito amici che non ne hanno, perché chi non ne ha tende giustamente a rompersi le scatole con i marmocchi e chi li ha non riesce a godersi appieno la serata proprio perché deve anche badare ai figli ed evitare che rompano le palle al prossimo (ergo, intrattenerli in qualche modo).
    Sinceramente non vedo perché tu debba tacciarli di immaturità. È vero: spesso si guardano i cartoni insieme a loro perché piacciono anche ai grandi. E allora? Dobbiamo solo guardare Eisenstein per dimostrare la nostra maturità? È anche vero che si gioca insieme a loro perché ci si diverte noi adulti per primi. E quindi?

    Il tempo libero... Quale tempo libero?
    Nella nostra famiglia, in particolare dopo la nascita della seconda figlia, si usciva a turni per riuscire a mantenere un minimo di rapporti con quegli amici che non avevano ancora bambini.

    Tu dici che non hanno voglia di vedere gli amici e che sono ipocriti. Io ti consiglio di provare a immedesimarti, prima di lanciare accuse.

    Aggiungo: da cosa deduci che si riferiscano a bambini anche grandicelli?
    Ultima modifica di Malandrina; 11-01-15 alle 08:37

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  5. #5
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    Predefinito Re: I genitori di adesso

    hai ragione. da quando cacano da soli si può benissimo portarli in giro.
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    "Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
    "Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)

  6. #6
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    Predefinito Re: I genitori di adesso

    Mah... Falso problema.

    Chi vuole può
    So' Gonfu (cit.)

  7. #7
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    Predefinito Re: I genitori di adesso

    Per me i genitori moderni non valgono manco l'alluce di quelli di un tempo, cresceranno figli sempre più viziati che a loro volta saranno sempre peggio come genitori, per quello che punterei come in cina un tempo, a fare il controllo delle nascite, massimo 1 figlio a coppia e solo se dimostrano di essere sani e di poterlo mantenere.

  8. #8
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    Predefinito Re: I genitori di adesso

    Citazione Originariamente Scritto da Gonfu Visualizza Messaggio
    Mah... Falso problema.

    Chi vuole può
    Mah... Esistono anche coppie di amici senza figli che giustamente preferiscono uscirsene per i fatti loro e rientrare quando pare a loro, invece che stare dietro alle esigenze delle coppie con figli piccoli.

    Razzismo antigenitori

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

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  9. #9
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    Predefinito Re: I genitori di adesso

    Citazione Originariamente Scritto da simwe9one Visualizza Messaggio
    Per me i genitori moderni non valgono manco l'alluce di quelli di un tempo, cresceranno figli sempre più viziati che a loro volta saranno sempre peggio come genitori, per quello che punterei come in cina un tempo, a fare il controllo delle nascite, massimo 1 figlio a coppia e solo se dimostrano di essere sani e di poterlo mantenere.
    Tu devi essere quello che ha 12 anni, vero?

    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  10. #10
    Si legge NUAR!!
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    Predefinito Re: I genitori di adesso

    Mah
    Forse le coppie quando hanno un figlio diventano più mature per cui non riescono più a divertirsi come prima con le coppie senza figli

    Dall'altra parte ci sono gli amici che dopo poco si scocciano di uscire con chi inevitabilmente si deve portare il figlio dietro e deve giustamente occuparsi di lui
    l'italiano ha un tale culto per la furbizia che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno.

    jesus died for somebody's sins but not mine

 

 
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