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  1. #121
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    ELEZIONI A DRESDA: IL MOVIMENTO ANTI-ISLAM ''PEGIDA'' INCASSA IL 10% DEI VOTI

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    8 giugno - DRESDA - A sorpresa (per i soliti sondaggisti filo-regime anche in Germania) il movimento anti-Islam Pegida ha conquistato circa il 10% dei voti nelle elezioni comunali che si sono tenute ieri a Dresda. Un risultato che ha smentito i sondaggi della vigilia, l'ultimo dei quali lo dava all'1-2%, e contraddice il calo sempre più evidente di partecipazione alle manifestazioni settimanali dei 'Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente'
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  2. #122
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    ELEZIONI A DRESDA: IL MOVIMENTO ANTI-ISLAM ''PEGIDA'' INCASSA IL 10% DEI VOTI

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    8 giugno - DRESDA - A sorpresa (per i soliti sondaggisti filo-regime anche in Germania) il movimento anti-Islam Pegida ha conquistato circa il 10% dei voti nelle elezioni comunali che si sono tenute ieri a Dresda. Un risultato che ha smentito i sondaggi della vigilia, l'ultimo dei quali lo dava all'1-2%, e contraddice il calo sempre più evidente di partecipazione alle manifestazioni settimanali dei 'Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente'
    Vorwärts PEGIDA!
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #123
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    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #124
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Sempre tutto per il gas.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #125
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Anti UE, anti Islam, pro Russia: una conversazione con PEGIDA
    Mila Cataldo
    Nato a Dresda in Germania, nell’ottobre 2014, il movimento PEGIDA, Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes (generalmente tradotto come Patrioti Europei contro l’Islamizzazione dell’Occidente), ha fatto parlare di sé in Austria dopo una manifestazione anti-islamista organizzata a Vienna, la più internazionale delle città dell’Europa continentale.
    Eastonline ha incontrato Georg Immanuel Nagel, il non portavoce di PEGIDA Austria, così come lui si definisce in aperta polemica con i media.
    L’intervista a Nagel, una lunga conversazione qui editata in forma ridotta, è un tentativo per capire cosa sia PEGIDA e quali siano i suoi obiettivi.
    Oltre a quelli già contenuti nel nome, quali propositi ha PEGIDA?
    Georg Nagel: “Vogliamo la democrazia diretta. Tutto è iniziato con la critica all’islamizzazione e all’immigrazione di massa, ma in sostanza vogliamo dei referendum come quelli che si fanno in Svizzera, su qualsiasi questione. Nessuno si sente soddisfatto dell’UE, così com’è. C’è troppo centralismo, esistono troppi legami con gli Stati Uniti, ci sono tantissimi focolai di guerra, e uno molto vicino come l’Ucraina. E il disagio cresce anche con questo multiculturalismo e con l’immigrazione di massa. Dobbiamo introdurre la democrazia diretta. Ha funzionato in Svizzera, perché non provarci anche qui”.
    Volete quindi liberare i cittadini da un’Europa di burocrati, per offrire una visione di tipo nazionalistico in un mondo sempre più globalizzato?
    Georg Nagel: “Nazionalisti. Così ci definiscono spesso i nostri avversari. Per noi l’uomo ha un’anima, è nato per stare in gruppo e non da solo ed essere esclusivamente un consumatore. Viviamo in nazioni. L’Europa è un insieme di popoli. L’UE però ci lascia soli. L’Europa per noi può essere composta da Stati indipendenti che lavorano insieme, come si è fatto per centinaia di anni. Tutte le volte che si parla di globalizzazione si ingenera paura. Come potremo sopravvivere? Vogliono questa Unione Europea centralista, questi secondi Stati Uniti d’Europa sul modello degli Stati Uniti d’America. Ma la nostra gente può sopravvivere senza, come ha sempre fatto prima dell’UE. Possiamo lavorare insieme. Ci sono molti poteri nel mondo e noi siamo per un mondo multipolare. L’Europa, secondo la nostra visione, deve essere un potere indipendente, che stabilisce una partnership con la Russia, che non è una guida, ma una grande potenza emergente e in crescita, con cui esistono interessi comuni”.
    Voi perciò non state cercando di distruggere l’UE, ma di ridisegnarla in un’ottica multipolare?
    Georg Nagel: “Distruggere è una parola forte, ma la gente non vuole l’UE nella forma attuale. Questo è evidente. Non è stata fatta dalla gente, non è controllata dal popolo o da un parlamento, è antidemocratica. Gli USA offrono il migliore esempio di questa mancanza di democrazia: tutti sanno che esistono solo due partiti e nessuno è in grado di vedere differenze sostanziali tra essi. La Svizzera rappresenta un modello da seguire: un piccolo Stato con tanti piccoli Stati al suo interno. Così funziona la democrazia diretta. Nell’idea modernista della fine della storia, vi è un mondo globale dove tutto è uguale con Mc Donald’s e Coca Cola ovunque. Noi invece vogliamo un mondo che guardi indietro alla storia, con la cultura, con popoli indipendenti, un mondo che sia in movimento. La nostra è metapolitica, non la politica dei partiti. Noi cerchiamo di dar voce alla gente che è stata in silenzio per troppo tempo. Tutti pensano di essere soli, isolati, è l’idea sociologica della Schweigespirale (spirale del silenzio), ovvero quando ci si convince di avere opinioni non condivise da nessuno o in dissonanza con la maggioranza, e a quel punto non le si manifesta pubblicamente. Se la gente capisse di non essere in minoranza, ma al contrario scoprisse di essere la maggioranza, le cose potrebbero cambiare. Perché i mezzi di comunicazione di massa, il sistema educativo e universitario sono unidirezionali, fanno propaganda, e nessuno vuole essere isolato, a scuola, al lavoro”.
    Allora voi dove vi collocate nell’asse sinistra-destra?
    Georg Nagel: “Da nessuna parte. Noi siamo la gente. La cosa più strana dei nostri tempi è che molte idee che sono normali e sane, sono raffigurate come di estrema destra, ma il patriottismo è un sentimento normale. Per una società sana è normale amare la propria gente, il proprio Paese, e non odiarlo come fanno a sinistra”.
    Come descriveresti l’Occidente e la cultura occidentale? Perché la vostra protesta è anche relativa all’Islamismo. Come descriveresti l’Occidente? Cristiano?
    Georg Nagel: “Non considero l’Europa come l’Ovest, come l’Occidente. Considero l’Europa occupata dall’Occidente. L’Europa, o almeno non tutta l’Europa, ma parte di essa, come ad esempio l’Austria, l’Ungheria, la Germania sono sempre state un potere collocato al centro. L’Occidente sono solo gli Stati Uniti, è una cosa moderna. Dopo la seconda guerra mondiale siamo stati occupati. L’Occidente è l’opposto della cultura europea”.
    Ma il nome stesso PEGIDA dice che combattete contro l’islamizzazione dell’Occidente.
    Georg Nagel: “Non dell’Occidente. Abendland tradotto vuol dire Europa. Forse è stato tradotto come Occidente per l’omonimo libro di Oswald Spengler ‘Il declino dell’Occidente’, ma noi intendiamo l’Europa”.
    In questo momento non ritenete che la gente e soprattutto i giovani abbiano problemi più cogenti da affrontare come disoccupazione, crisi economica?
    Georg Nagel: “Certo che si preoccupano dell’islamizzazione. Con il terrorismo e con il crimine e la violenza che aumentano. Le nostre città stanno cambiando, la gente non si sente più a casa quando interi quartieri diventano ghetti islamici, quando si vedono donne che indossano il burqa ovunque. L’islamizzazione è la cosa che si mostra in maniera più evidente ed è il sottoprodotto di questa sub-cultura occidentale decadente, di questa perdita di valori. L’islamizzazione è una minaccia. Distruggerà l’Europa se non si cambiano le cose”.
    Dopo gli attacchi terroristici di Copenhagen e Parigi pensate che ci sia un conflitto culturale in atto tra l’Europa e l’Islam?
    Georg Nagel: “Non si tratta di un pericolo di tipo classico. Nessuno può riuscire a eliminare completamente il terrorismo. L’immigrazione è il problema. L’Europa senza gli Europei non è l’Europa. Tutto il mondo ha problemi con l’Islam, non solo l’Europa, anche l’Asia. L’Islam è sempre stato un problema, da quando questa religione esiste si esprime attraverso la violenza. L’Islam è sempre stato in conflitto con qualsiasi altra cultura, è quello che la loro stessa religione impone. Il problema è che li abbiamo fatti entrare e li continuiamo a far entrare a casa nostra. I media lo stanno trasformando in uno scontro tra Islam e l’Occidente, ma noi siamo il nostro stesso problema. Questo liberalismo è il vero problema. Se vivessimo in modo diverso tutto questo non sarebbe successo. La gente pensa solo a se stessa, al denaro, a come spenderlo, così non si cura se il suo vicinato si è trasformato in un quartiere a prevalenza islamica, o almeno non se ne preoccupa fino a un certo punto. Nella società classica la famiglia, la nazione è importante, si guarda agli altri, a ciò che accade attorno. I sentimenti sono più importanti dell’economia, ti forniscono una ragione di vita. Nella società occidentale si è perso tutto questo. Molte di queste espresse ora sono mie opinioni personali. PEGIDA non ha un programma dettagliato. Alcuni nel movimento potrebbero non essere d’accordo con me”.
    All’interno di PEGIDA ci sono varie anime e ci sono differenze anche tra PEGIDA in Germania e in Austria.
    Georg Nagel: “In Germania sono molto sotto pressione per l’attenzione dei media. Le differenze tra PEGIDA in Germania e in Austria sono più o meno le stesse che esistono tra i due Paesi. In Austria c’è un po’ più di libero pensiero. I tedeschi hanno più paura, si fanno condizionare di più e obbediscono di più al politicamente corretto, ma in Austria hai più possibilità di esprimerti e dire ciò che pensi. Se capita a un tedesco di essere etichettato come un nazista, si fa mille problemi. Noi in Austria non ce ne preoccupiamo più di tanto. In ogni caso tutta la questione del politicamente corretto è strumentale all’esercizio del potere”.
    Allora la vostra soluzione è impedire l’accesso agli immigrati islamici, ma ce ne sono tanti in tutta Europa. Che fareste?
    Georg Nagel: “Ogni volta che i giornalisti mi fanno questa domanda pretendono sempre risposte semplici. Molti di quelli di sinistra vogliono che io dica: devono andare tutti fuori. Gli islamici rappresentano un problema e forse resteranno un problema per molto tempo. Non è solo una questione legata alla religione, questa è l’antropologia sbagliata del modernismo che crede che l’uomo sia solo una macchina, che le persone di razze diverse abbiano solo qualche lieve differenza, che possiamo essere tutti uguali, che si possano programmare le persone, educarle, ma non è vero, le persone sono differenti e hanno anime diverse, la cultura è molto più profonda, non si riduce solo alla lingua. Anche questo è un argomento legato al concetto di politicamente corretto. Questo sistema liberalista non funziona, è un sistema che vuole creare una sorta di super-nazione, un uomo nuovo astratto. Non prendono la gente per quel che è, ma cercano di farne qualcosa di diverso, un uomo nuovo. Vogliono un uomo nuovo senza neppure più alcun legame con la cultura, solo un lavoratore e un consumatore. Ma questo non funziona, non si può cambiare l’uomo trasformandolo in qualcosa che non è”.
    Cosa suggerisci che facciano i governi per trovare una soluzione alla minaccia terroristica?
    Georg Nagel: “Il politicamente corretto dice che dobbiamo distinguere tra Islam moderato e islamismo, come se queste due cose non avessero nulla a che vedere. Se ci sono gli islamici ci saranno sempre gli islamisti. L’immigrazione islamica è un problema, occorre fermarla. Heiman Mazieck, il leader dell’organizzazione musulmana tedesca dice che solo l’1% degli islamici in Germania è islamista. Ma ci sono 4 milioni di islamici in Germania e questo vuol dire che ci sono 4.000 islamisti radicali, ma non è possibile spiare e tenere sotto controllo 4.000 persone in Germania. Se non ci fossero musulmani in Europa non ci sarebbe il terrorismo. Non sono un esperto di intelligence, ma non credo che l’UE faccia niente di più di quello che potrebbe fare un singolo Stato, soprattutto con i confini aperti. Il lavoro dell’intelligence è indebolito dalla libera circolazione all’interno dell’UE. Non è una guerra, o almeno non è una guerra in senso classico. Non siamo più sicuri all’interno dell’Unione Europea, anzi semmai è il contrario. Con l’intelligence che di fatto è controllata dagli USA. Se fossimo più indipendenti, potremmo curare di più i nostri interessi e concentrarci sui nostri problemi, senza crearne di nuovi. La minaccia del terrorismo è il risultato di tutte queste guerre che sono state scatenate nei Paesi islamici. È quello che gli islamici dicono sempre, che ci odiano perché noi siamo l’Occidente. Noi non dobbiamo essere l’Occidente, lasciamo stare questa gente per conto proprio. Vorremmo che vivessero in pace a casa loro, con la loro cultura”.
    Come vedi il futuro dell’UE? E come vedi il futuro dell’Europa?
    Georg Nagel: “Non c’è alcun futuro per questa Unione Europea. E riguardo al futuro dell’Europa, il mio sogno è una nuova età dell’oro. L’idea della età dell’oro alle sue origini, Aurea Aetas, un rinnovamento della cultura. Una rivoluzione conservatrice”.
    Anti UE, anti Islam, pro Russia: una conversazione con PEGIDA

    Esteri. Il successo di Pegida a Dresda? Identitarismo tedesco più “no islam”
    Tutto ritorna a Dresda. La città sfigurata, la città sventrata, annichilita. Il luogo dove, il 13 febbraio del 1945, l’identità europea subì un colpo al cuore, annientata dai bombardamenti angloamericani, per poi venire ricostruita, sulle macerie della propria storia. E’ proprio da Dresda che l’identità europea torna a farsi sentire, dove il ruggito della vecchia Europa esplode nell’assordante silenzio dell’anonima realtà liberalprogressista costruita artificialmente dagli asettici uffici UE di Bruxelles, Strasburgo e Francoforte o nei palazzi della finanza.
    Il successo alle comunali di Pegida
    Nelle elezioni amministrative della città, che si sono tenute nei mesi scorsi, il 10% dei consensi è infatti andato alla semisconosciuta candidata sindaco Tatjana Festerling, dell’esordiente movimento Pegida, un movimento di popolo nato per contrastare l’”islamizzazione” dell’Europa e rivendicare l’identità tedesca, che evidentemente non ha risentito degli scandali che hanno colpito il leader e fondatore Lutz Bachmann.
    In una Dresda che ha visto la sconfitta della Cdu della Merkel e la vittoria dei liberaldemocratici, però, la notizia è un’altra. Perché, a prescindere da qualunque sia l’opinione su Pegida, movimento a tratti rozzo e ancora immaturo, per la Germania questo è un passo significativo.
    Già, perché la Germania, Paese colpito dalla brutalità della storia e, in particolar modo, dalle vicende del nazionalsocialismo, fino a non molto tempo fa non era ovviamente semplice definirsi identitari. Ma oggi qualcosa è cambiato. Oggi i tedeschi, che pure mai hanno abbandonato, quantomeno nella Germania più profonda, quella dei Paesi e delle realtà provinciali, il proprio senso di appartenenza e le proprie tradizioni, stanno riprendendo coscienza della propria essenza.
    Che non è quella asettica dei grattacieli di Francoforte o dell’architettura ultramoderna di Berlino. E’ un’essenza molto più antica, che risale a tempi passati. Dici Germania e subito pensi ad atmosfere medioevali, a boccali di birra e vestiti tradizionali, a stendardi con leoni, orsi e aquile. E’ il volk teutonico che riprende coscienza di se, dopo essere stato stordito da settant’anni di propaganda antiidentitaria.
    Certo, un 10% alle elezioni amministrative non può cambiare il corso della storia, ma è il segnale che, anche nel Paese che più di tutti è stato ridimensionato rispetto al vecchio ordine mondiale, un Paese che era addirittura stato diviso come un trofeo di caccia tra le due superpotenze post belliche, si ricomincia a desiderare la propria identità, la propria essenza, la propria sovranità. E’ l’Europa che chiama, è il leone ferito che rialza la testa. E’ un segnale di speranza quello che si eleva dalle rovine di Dresda. Rovine che, settant’anni dopo, sono ancora fumanti.
    Esteri. Il successo di Pegida a Dresda? Identitarismo tedesco più ?no islam? | Barbadillo

  6. #126
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam


  7. #127
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Il popolo tedesco si mobilita: 10.000 in marcia contro l’invasione islamica

    Pegida, il movimento tedesco dei “patrioti europei” anti-immigrazione, è tornato ieri in piazza con oltre 10 mila manifestanti che hanno marciato lungo le strade di Dresda.
    Nella manifestazione sono stati lanciati slogan contro l’invasione e i politici, accusati di aver aperto indiscriminatamente le porte ai sedicenti profughi.
    Nel mirino anche i giornalisti galoppini del governo, un paio dei quali sono stati aggrediti quando il corteo è sfilato di fronte al Parlamento regionale della Sassonia.
    Analoga marcia organizzata nella vicina Lipsia.

    http://voxnews.info/2015/09/29/effet...tro-invasione/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #128
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Pegida al Corriere del Ticino: noi il fronte AntiMerkel

    5 Oct 2015 · 0 Commenti




    di ANDREA COLANDREA
    – DRESDA –

    Pegida, il Movimento contro l’islamizzazione dell’Occidente, riempie nuovamente le piazze. Dopo un periodo di crisi per alcune vicende infelici che negli scorsi mesi hanno chiamato in causa il fondatore Lutz Bachmann e il suo successore, la signora Kathrin Oertel (che si è dimessa chiedendo scusa a tutti i musulmani), l’organismo ha rialzato la testa proponendosi come movimento di opposizione extraparlamentare contro la politica governativa in materia d’asilo. Ogni lunedì a Dresda, Pegida denuncia l’«invasione dei migranti» che minaccia la Germania con la compiacenza di Berlino. Abbiamo intervistato Lutz Bachmann poco prima del suo intervento davanti a oltre diecimila persone radunate sulla centrale Theaterplatz.

    Angela Merkel ha aperto le porte alle vittime di guerra e ha ordinato la sospensione dell’accordo di Dublino per i siriani. Una netta svolta rispetto ad alcuni mesi fa.

    «La decisione di Angela Merkel è una vera follia. Vanificando l’accordo di Dublino e di fatto anche quello di Schengen, ha fatto sì che gli altri Stati europei guardino nuovamente male la Germania. Merkel ha spalancato le nostre porte a quanti più migranti possibile: altri Paesi come l’Italia, l’Ungheria, la Polonia e la Cechia, per citarne alcuni, hanno gioco facile nel puntare il dito contro di noi e far riaffiorare critiche e dissapori del passato».

    Nei Länder occidentali e soprattutto all’estero, Pegida è considerato un movimento xenofobo con connotazioni di estrema destra. Come risponde?

    «Non è assolutamente vero. Chi conosce il nostro programma, le nostre dieci linee guida, non può trovarci nulla – ma proprio nulla – che ha a che fare con l’estremismo di destra. In questo senso ci distanziamo in modo chiaro da gruppi politici come l’NPD o affini: siamo un movimento popolare che ha l’ambizione di rispecchiare le idee di un ampio numero di tedeschi e che rigetta qualsiasi tipo di ideologia sul modello dei partiti di estrema destra. Combattiamo, invece, la linea del Governo, che ancora una volta, come appare nella gestione totalmente errata di questa crisi, ha tradito il volere e la fiducia di una larghissima parte di cittadini».

    Già candidata sindaco della principale città della Sassonia la scorsa primavera e per la cui corsa, a sorpresa, ha ottenuto il dieci per cento dei voti, Festerling ci anticipa di essere reduce da un viaggio in Ungheria, dove si è recata per «toccare con mano cosa sta succedendo fuori dai confini della Germania». Loda Victor Orban e il Governo ungherese che avrebbero mostrato «coraggio e rispetto delle leggi» contro l’«invasione dei migranti follemente incoraggiata da Angela Merkel» .

    Signora Festerling, quanto è credibile, oggi, Pegida?

    «Pegida è attualmente l’unica forma di espressione democratica in Germania con cui le persone possono manifestare la propria opposizione alle scelte disastrose di Angela Merkel».
    C’è chi, come il ministro Thomas De Maiziere, afferma che la politica di apertura della cancelliera sarebbe l’unica possibile per la Germania, dal momento che i migranti vi sarebbero giunti lo stesso, e ritardare i tempi avrebbe comportato difficoltà ancora maggiori.
    «La politica di Merkel è catastrofica. Sottolineo: catastrofica! Merkel non sa più cosa sta facendo, ha perso la testa, sta violando le leggi tedesche, sta svendendo il nostro popolo. Non si può più accettare quello che questa persona sta facendo alla Germania e per questa ragione se ne deve andare al più presto!»


    http://www.lindipendenzanuova.com/pegida-al-corriere-del-ticino-noi-il-fronte-antimerkel/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #129
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    «La politica di Merkel è catastrofica. Sottolineo: catastrofica! Merkel non sa più cosa sta facendo, ha perso la testa, sta violando le leggi tedesche, sta svendendo il nostro popolo. Non si può più accettare quello che questa persona sta facendo alla Germania e per questa ragione se ne deve andare al più presto!»

    La gran donna , un regalo fragrante della democrazia un flagello per ogni popolo.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  10. #130
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    Predefinito Re: Ich bin gegen Islam

    Una grande ebrea.
    Nulla di nuovo sotto il sole.
    Fa il suo lavoro.
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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