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Discussione: Che faccia di cazzo!

  1. #141
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    Predefinito Re: Che faccia di cazzo!

    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
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    • È giusto pubblicare le vignette di Charlie Hebdo?


    È giusto pubblicare le vignette di Charlie Hebdo?

    di Paul Farhi – Washington PostSe ne discute molto e i grandi giornali si sono divisi: il New York Times e il Washington Post per esempio non le hanno pubblicate, perché offendono un gruppo religioso


    8 gennaio 2015
    99
    Santiago Lyon, il vicedirettore di Associated Press e il capo della divisione che si occupa delle fotografie, ha detto: «La nostra linea generale è non pubblicare cose offensive o rappresentazioni che offendono, provochino, intimidiscano o prendano di mira simboli religiosi, o che facciano arrabbiare persone che hanno convinzioni etiche o religiose. Non crediamo che sia utile».
    Lyon ha aggiunto che Associated Press non ha ceduto alle minacce dei terroristi, ma che sta applicando una pratica che si applica a tutti i contesti. Quando un pastore cristiano, Terry Jones,aveva minacciato di bruciare diversi libri contenenti il Corano nel 2013 come “tributo” alle vittime dell’11 settembre, i fotografi di Associated Press discussero di come raccontare la storia senza mostrare le immagini dei libri che bruciano (Jones alla fine non bruciò il Corano).
    I giornali modificano regolarmente le immagini che reputano troppo dure, forti o offensive, nonostante siano parte di una notizia che stanno raccontando: succede per esempio con le foto di incidenti stradali, con quelle dei morti a causa della guerra o con le foto di nudi. Pochi giornali, per esempio, hanno pubblicato le tremende immagini della decapitazione degli ostaggi americani uccisi dallo Stato Islamico, o le foto delle attrici statunitensi nude trapelate online nei mesi scorsi.
    Nè il New York Times né il Washington Post hanno mai pubblicato le famose vignette danesi o quelle francesi, ed entrambi i giornali ieri hanno spiegato che non intendono farlo. Il caporedattore del New York Times che si occupa delle “scelte etiche” del giornale, Philip B. Corbett, ha detto che il Timesnon pubblica materiale «che intende offendere di proposito la sensibilità religiosa» di qualcuno. Ha detto che i capi della redazione del giornale hanno deciso che descrivere le vignette piuttosto che pubblicarle «dia ai lettori elementi sufficienti per capire la notizia di ieri». Un caporedattore delWashington Post, Martin Baron, ha detto che il giornale evita la pubblicazione di materiale «apertamente – o senza motivo – offensivo verso gruppi religiosi» e che continuerà ad applicare questo metro di giudizio anche in questi giorni, dopo l’attacco di Parigi.
    La pagina del Washington Post che ospita contributi e articoli di persone esterne alla redazione, che è sottoposta a un altro tipo di supervisione, ha invece pubblicato una delle copertine di Charlie Hebdo: quella in cui Maometto spiega che infliggerà cento frustate a “quelli che non muoiono di risate” durante la lettura della rivista (e che all’apparenza ha provocato un precedente attacco alla redazione, nel 2011). Fred Hiatt, che dirige quella sezione del giornale, ha detto che «vedere quella copertina farà capire meglio ai lettori di cosa si sta parlando».
    Il direttore del quotidiano USA Today, David Callaway, ha detto che la sua redazione «sta discutendo» se pubblicare o meno le vignette su Maometto. Mercoledì sera, però, ha detto che il giornale pubblicherà probabilmente le vignette che sono state disegnate in risposta all’attacco. Ha detto Callaway: «Sarebbe sciocco pensare che questa scelta non abbia fatto riflettere ogni direttore, almeno per un minuto. Ma l’attacco alla libertà di espressione è stato troppo grande. Se qualcosa è una notizia, la pubblichiamo».
    Stephen Pollard, il direttore del quotidiano inglese ebraico Jewish Chronicle, ha argomentato su Twitter contro la pubblicazione delle vignette: «È facile attaccare i giornali che non le pubblicano. Io mi chiedo: ogni principio in cui credo mi dice di pubblicarle. Ma che diritto ho di mettere a rischio la vita dei miei dipendenti solo per prendere una posizione?».

    --------------------------------
    Io credo che basti a far capire che il dibattito è tutt'altro che scontato ed esaurito.

    Io leggo molte considerazioni etiche e morali, davvero sorprendente per un paese come gli usa, non so te.
    Ultima modifica di Elnath; 14-01-15 alle 19:39

  2. #142
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    Predefinito Re: Che faccia di cazzo!

    Citazione Originariamente Scritto da Elnath Visualizza Messaggio
    Non è che non esiste bensì è molto limitata nel contenuto e nella quantità rispetto ad altri paesi europei.
    I vari george carlin e bill hicks non fanno testo in un paese da 300 milioni di cui il 40% creazionisti convinti.
    Per fare un esempio che c'entra poco ma comunque da l'idea anche quel copione di luttazzi esiste e fa spettacoli eppure nelle tv non lo chiamano più.
    No va beh, Luttazzi l'han censurato, ma il pubblico lo aveva.
    Carlin e Hicks erano liberi di fare quel che preferivano (Hicks fu censurato nel '93, ma in seguito Letterman se ne scusò e rimando il pezzo, Carlin subì il processo per il monologo 7words)



    Era Bruce ad essere censurato pesantemente con decine di processi.

    Anche in USA ci fu censura, ma si sono aperti passo passo.
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

    UE, mondo, futuro Michio Kaku:
    https://www.youtube.com/watch?v=7NPC47qMJVg

  3. #143
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    Predefinito Re: Che faccia di cazzo!

    Censura di Lenny Bruce (processi su processi) anni '60



    George Carlin, 7 words, anni '70



    Bill Hicks. pro life, 1993

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  4. #144
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    Predefinito Re: Che faccia di cazzo!

    Con scientology c'è da andarci piano, hanno ottimi avvocati
    "Quante persone ci sono in questa strada, un centinaio? Quante sono le persone intelligenti, sette, otto? Bene, io lavoro per le altre novantadue" Phineas Taylor Barnum

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  5. #145
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    Predefinito Re: Che faccia di cazzo!

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    No va beh, Luttazzi l'han censurato, ma il pubblico lo aveva.
    Carlin e Hicks erano liberi di fare quel che preferivano (Hicks fu censurato nel '93, ma in seguito Letterman se ne scusò e rimando il pezzo, Carlin subì il processo per il monologo 7words)



    Era Bruce ad essere censurato pesantemente con decine di processi.

    Anche in USA ci fu censura, ma si sono aperti passo passo.
    Mi pare che stiamo dicendo la stessa cosa ma con parole diverse. Il mio discorso riguarda la massa degli americani mentre quei artisti hanno un seguito molto definito in termini demografici, inteso come idee politiche/religiose, classe sociale etc.
    Luttazzi era solo per dire che adesso nei media e quindi anche per la maggioranza della popolazione non esiste più, indipendentemente da quanto sono pieni i teatri quando si esibisce.
    Ultima modifica di Elnath; 14-01-15 alle 19:55

  6. #146
    .... .....
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    Predefinito Re: Che faccia di cazzo!

    Gli occidentali non capiscono che la religione non è la messa della domenica e il presepio..ma è l'ossatura della vita personale e collettiva in Oriente..

    Ridicolizzare la religione quindi non è sputtanare delle credenze ottuse..ma è ingiurare la vita delle persone..quello che fanno..le proprie aspirazioni..e le regole con cui reggono le relazioni..

    Per un islamico..negare Maometto..è dire che lui è una merda..e come tale va trattato..

    Lo capiscono i cazzoni che vanno alle manifestazioni..e si offendono poi se li chiamo cazzoni..?

    Sono ironico...ovviamente..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  7. #147
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    Predefinito Re: Che faccia di cazzo!

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    Ridicolizzare la religione quindi non è sputtanare delle credenze ottuse..ma è ingiurare la vita delle persone..quello che fanno..le proprie aspirazioni..e le regole con cui reggono le relazioni..
    esatto a quello serve la satira a superare le auto imposizioni derivanti dalle superstizioni e imparare a godersi la vita, con una risata ogni tanto.. guai a prendersi troppo sul serio.
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  8. #148
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    Predefinito Re: Che faccia di cazzo!

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    esatto a quello serve la satira a superare le auto imposizioni derivanti dalle superstizioni e imparare a godersi la vita, con una risata ogni tanto.. guai a prendersi troppo sul serio.
    Peccato che l'Occidente faccia come in Libia o in Iraq..cioè..ridicolizza la religione e al suo posto ci mette il fanatismo della crescita..delle guerre..della forza..con la parola democrazia che non significa nulla se non il potere di chi ha soldi per gestire tutta la faccenda..

    Chi critica..deve essere superiore al criticato..altrimenti è solo un insolente..

    Cosa ci mettiamo al posto delle religioni..?

    Chi è più progredito ci mette la meditazione e la religiosità..ma il popolo che non ci arriva..a cosa lo educhiamo..?

    Oltre alla nostra esigenza di ridere e scherzare..bisognerebbe anche capire chi non può farlo..e certamente non è con l'accetta che lo si invoglia a diventare più ironico..

    Oltre al fatto che qui siamo in presenza di una volontà politica di scherzare poco ..
    Bisogna dare all'uomo non ciò che desidera..ma ciò di cui ha bisogno...
    (la via diretta non è la più breve)

  9. #149
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    Citazione Originariamente Scritto da primahyadum Visualizza Messaggio
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    • È giusto pubblicare le vignette di Charlie Hebdo?


    È giusto pubblicare le vignette di Charlie Hebdo?

    di Paul Farhi – Washington PostSe ne discute molto e i grandi giornali si sono divisi: il New York Times e il Washington Post per esempio non le hanno pubblicate, perché offendono un gruppo religioso


    8 gennaio 2015
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    Santiago Lyon, il vicedirettore di Associated Press e il capo della divisione che si occupa delle fotografie, ha detto: «La nostra linea generale è non pubblicare cose offensive o rappresentazioni che offendono, provochino, intimidiscano o prendano di mira simboli religiosi, o che facciano arrabbiare persone che hanno convinzioni etiche o religiose. Non crediamo che sia utile».
    Lyon ha aggiunto che Associated Press non ha ceduto alle minacce dei terroristi, ma che sta applicando una pratica che si applica a tutti i contesti. Quando un pastore cristiano, Terry Jones,aveva minacciato di bruciare diversi libri contenenti il Corano nel 2013 come “tributo” alle vittime dell’11 settembre, i fotografi di Associated Press discussero di come raccontare la storia senza mostrare le immagini dei libri che bruciano (Jones alla fine non bruciò il Corano).
    I giornali modificano regolarmente le immagini che reputano troppo dure, forti o offensive, nonostante siano parte di una notizia che stanno raccontando: succede per esempio con le foto di incidenti stradali, con quelle dei morti a causa della guerra o con le foto di nudi. Pochi giornali, per esempio, hanno pubblicato le tremende immagini della decapitazione degli ostaggi americani uccisi dallo Stato Islamico, o le foto delle attrici statunitensi nude trapelate online nei mesi scorsi.
    Nè il New York Times né il Washington Post hanno mai pubblicato le famose vignette danesi o quelle francesi, ed entrambi i giornali ieri hanno spiegato che non intendono farlo. Il caporedattore del New York Times che si occupa delle “scelte etiche” del giornale, Philip B. Corbett, ha detto che il Timesnon pubblica materiale «che intende offendere di proposito la sensibilità religiosa» di qualcuno. Ha detto che i capi della redazione del giornale hanno deciso che descrivere le vignette piuttosto che pubblicarle «dia ai lettori elementi sufficienti per capire la notizia di ieri». Un caporedattore delWashington Post, Martin Baron, ha detto che il giornale evita la pubblicazione di materiale «apertamente – o senza motivo – offensivo verso gruppi religiosi» e che continuerà ad applicare questo metro di giudizio anche in questi giorni, dopo l’attacco di Parigi.
    La pagina del Washington Post che ospita contributi e articoli di persone esterne alla redazione, che è sottoposta a un altro tipo di supervisione, ha invece pubblicato una delle copertine di Charlie Hebdo: quella in cui Maometto spiega che infliggerà cento frustate a “quelli che non muoiono di risate” durante la lettura della rivista (e che all’apparenza ha provocato un precedente attacco alla redazione, nel 2011). Fred Hiatt, che dirige quella sezione del giornale, ha detto che «vedere quella copertina farà capire meglio ai lettori di cosa si sta parlando».
    Il direttore del quotidiano USA Today, David Callaway, ha detto che la sua redazione «sta discutendo» se pubblicare o meno le vignette su Maometto. Mercoledì sera, però, ha detto che il giornale pubblicherà probabilmente le vignette che sono state disegnate in risposta all’attacco. Ha detto Callaway: «Sarebbe sciocco pensare che questa scelta non abbia fatto riflettere ogni direttore, almeno per un minuto. Ma l’attacco alla libertà di espressione è stato troppo grande. Se qualcosa è una notizia, la pubblichiamo».
    Stephen Pollard, il direttore del quotidiano inglese ebraico Jewish Chronicle, ha argomentato su Twitter contro la pubblicazione delle vignette: «È facile attaccare i giornali che non le pubblicano. Io mi chiedo: ogni principio in cui credo mi dice di pubblicarle. Ma che diritto ho di mettere a rischio la vita dei miei dipendenti solo per prendere una posizione?».

    --------------------------------
    Io credo che basti a far capire che il dibattito è tutt'altro che scontato ed esaurito.

    Pare anche la cnn non le abbia pubblicate.
    se non ci metterai troppo io ti aspetterò tutta la vita...

  10. #150
    Praticamente innocuo
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    Predefinito Re: Che faccia di cazzo!

    Citazione Originariamente Scritto da Razionalista Visualizza Messaggio
    il tizio di scientology ha perculato la gente trasformando la sf in religione.
    Adesso denunciami.
    Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile

 

 
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