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Discussione: Due Stati in Palestina

  1. #21
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    È un problema per chi li ha convinti che "tutto ciò che prenderete sarà nostro" (non era proprio così, ma il senso era quello). L'alternativa è accettare, a livello mondiale, che la colonizzazione manu militari sia legale.
    Altro, già visto ed enorme, ostacolo alla pace. E cresce in continuazione.
    E su questo siamo d'accordo. Le alternative a quel punto sono due, o questo stato recede dalle proprie posizioni e si mette contro i propri coloni ( tu immagini Israele che recede!?) oppure un embargo internazionale da parte del loro sponsor n.1.
    Entrambe le alternative mi sembrano altamente improbabili.

  2. #22
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina


    l'unico patto esistente accettato dall' ONU è quello del 1947 . E anche quel patto non è stato accettato dalle forze in guerra che sono ancora belligeranti. Del resto gli inglesi lasciarono al popolo ebraico i territori migliori supportando anhe economicamente gli ebrei e quando israele decise di invadere gerusalemme che doveva restare zona neutra non fecero nulla.

  3. #23
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina

    Citazione Originariamente Scritto da Jango Fett Visualizza Messaggio
    E su questo siamo d'accordo. Le alternative a quel punto sono due, o questo stato recede dalle proprie posizioni e si mette contro i propri coloni ( tu immagini Israele che recede!?) oppure un embargo internazionale da parte del loro sponsor n.1.
    Entrambe le alternative mi sembrano altamente improbabili.
    Per quanto in modo più limitato, è già successo. 2005, smantellamento delle colonie a Gaza.
    Ultima modifica di Halberdier; 13-01-15 alle 23:52

  4. #24
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Per quanto in modo più limitato, è già successo. 2005, smantellamento delle colonie a Gaza.
    Mi pare fossero circa diecimila coloni. Qui il problema è moltiplicato di trenta volte e coinvolge mezza Cisgiordania.
    Roba da guerra civile.

  5. #25
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina

    Citazione Originariamente Scritto da Jango Fett Visualizza Messaggio
    Mi pare fossero circa diecimila coloni. Qui il problema è moltiplicato di trenta volte e coinvolge mezza Cisgiordania.
    Roba da guerra civile.
    Lo so. Si sono giocati la pace, con le loro stesse mani e con grande entusiasmo, per qualche collina fuori dai loro confini e delle falde idriche che così sfruttate probabilmente si esauriranno entro (relativamente) breve tempo.
    Eppure perseverano.

  6. #26
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina

    Citazione Originariamente Scritto da PINOCCHIO Visualizza Messaggio

    l'unico patto esistente accettato dall' ONU è quello del 1947 . E anche quel patto non è stato accettato dalle forze in guerra che sono ancora belligeranti. Del resto gli inglesi lasciarono al popolo ebraico i territori migliori supportando anhe economicamente gli ebrei e quando israele decise di invadere gerusalemme che doveva restare zona neutra non fecero nulla.
    La cartina è falsa. Nel 1946 non esisteva nessuna palestina . Né era definita cosi dalla spartizione dell'onu che la chiamò semplicemente parte araba. Inoltre che gerusalemme fosse all'interno di questa fantomatica palestina è una cosa che fa un poco ridere se si considera che per lungo tempo è stata sotto giurisdizione giordana. Comunque a onor del vero ci sarebbe da assegnare il sinai ad Israele conquistato nel 1967 e restituito all'egitto una dozzina di anni dopo. Ma segnalare una quinta cartina con un Israele che cresce e che poi diminuisce non avrebbe sortito un effetto altrettanto scenografico ai babbei che si abbeverano a radio hamas e alle tv naziarabe. Secondo me non si arriverà mai alla spartizione definitiva dei due stati-due popoli, perché ad hamas non gliene frega niente dei palestinesi ma pensa solo a ributtare a mare Israele. Di contro Israele non rinuncerà mai alla sovranità su gerusalemme, dove si è formata la sua identità, ha costruito la sua storia, ha concepito il monoteismo e donato al mondo il Libro dei Libri. L'islam non c'entra un cacchio con gerusalemme, c'hanno già la mecca e medina, gerusalemme non è mai citata nel corano e non sapevano all'epoca della rivelazione coranica dove cacchio stava.

  7. #27
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina

    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    La cartina è falsa. Nel 1946 non esisteva nessuna palestina .
    Prima del 1946 non esisteva neanche Israele (lo stato), quindi?

    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    Né era definita cosi dalla spartizione dell'onu che la chiamò semplicemente parte araba.
    E da parte araba è diventata parte israeliana, hai visto?

    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    Inoltre che gerusalemme fosse all'interno di questa fantomatica palestina è una cosa che fa un poco ridere se si considera che per lungo tempo è stata sotto giurisdizione giordana.
    Se si vuole, la si può restituire alla Giordania

    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    Comunque a onor del vero ci sarebbe da assegnare il sinai ad Israele conquistato nel 1967 e restituito all'egitto una dozzina di anni dopo. Ma segnalare una quinta cartina con un Israele che cresce e che poi diminuisce non avrebbe sortito un effetto altrettanto scenografico ai babbei che si abbeverano a radio hamas e alle tv naziarabe.
    Un accordo di pace intelligente, invece. Reciproco riconoscimento e smilitarizzazione della penisola del Sinai a tutela di Israele.

    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    Secondo me non si arriverà mai alla spartizione definitiva dei due stati-due popoli, perché ad hamas non gliene frega niente dei palestinesi ma pensa solo a ributtare a mare Israele. Di contro Israele non rinuncerà mai alla sovranità su gerusalemme, dove si è formata la sua identità, ha costruito la sua storia, ha concepito il monoteismo e donato al mondo il Libro dei Libri.
    Pure secondo me non si arriverà mai alla spartizione definitiva dei due stati popoli, questo perchè quelli ad essere buttati a mare saranno i palestinesi

    Citazione Originariamente Scritto da contericci Visualizza Messaggio
    L'islam non c'entra un cacchio con gerusalemme, c'hanno già la mecca e medina, gerusalemme non è mai citata nel corano e non sapevano all'epoca della rivelazione coranica dove cacchio stava.
    In realtà originariamente la salat la facevano rivolti verso Gerusalemme. Solo che poi a Medina, Maometto litigò con le tre tribù ebree lì presenti, a cui si era rivolto per un prestito, a causa degl'interessi. L'epilogo fu che due tribù furono scacciate, la terza trucidata, la salat verso la Mecca e il divieto di prestare i soldi ad interesse per i musulmani.

    E' sempre un problema di denari.
    Ultima modifica di Jango Fett; 14-01-15 alle 01:11

  8. #28
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina

    Noam Chomsky

    Lo scopo di tutti gli orrori a cui stiamo assistendo durante l’ultima offensiva israeliana contro Gaza è semplice: tornare alla normalità.

    Per la Cisgiordania, la normalità è che Israele continui a costruire insediamenti e infrastrutture illegali per inglobare nel suo territorio tutto quello che ha un minimo di valore, lasciando ai palestinesi i luoghi meno vivibili e sottoponendoli a repressioni e violenze. Per Gaza, la normalità è tornare a una vita insopportabile sotto un assedio crudele e devastante che non consente nulla di più della mera sopravvivenza.
    La scintilla che ha provocato l’ultimo attacco israeliano è stato il brutale assassinio di tre ragazzi di un insediamento della Cisgiordania occupata. Un mese prima, a Ramallah erano stati uccisi due ragazzi palestinesi, ma la loro morte aveva fatto poco scalpore. Cosa comprensibile, visto che è la norma. “Il disinteresse istituzionalizzato di tutto l’occidente non solo ci aiuta a capire perché i palestinesi ricorrono alla violenza”, dice l’esperto di questioni mediorientali Mouin Rabbani, “ma spiega anche l’ultimo attacco di Israele contro la Striscia di Gaza”.
    L’attivista per i diritti umani Raji Sourani, che vive a Gaza da anni nonostante l’atmosfera di terrore e i continui episodi di violenza, ha dichiarato in un’intervista: “Quando si comincia a parlare di cessate il fuoco, la frase che sento dire più spesso è: ‘Per noi è meglio morire che tornare alla situazione in cui eravamo prima di questa guerra. Non vogliamo che sia di nuovo così. Non abbiamo più né dignità né orgoglio, siamo bersagli facili, la nostra vita non vale nulla. O la situazione migliora sul serio o preferiamo morire’. E sto parlando di intellettuali, accademici, persone comuni. Tutti dicono la stessa cosa”.
    Nel gennaio del 2006, quando si sono svolte elezioni libere e attentamente monitorate, i palestinesi hanno commesso un terribile crimine: hanno votato nel modo sbagliato, dando il controllo del parlamento a Hamas.
    I mezzi d’informazione continuano a ripetere che Hamas vuole la distruzione di Israele. In realtà i suoi leader hanno chiarito più di una volta che accetterebbero la soluzione dei due stati che è stata proposta dalla comunità internazionale e che Stati Uniti e Israele bloccano da quarant’anni. Israele, invece, a parte gli occasionali discorsi vuoti, vuole la distruzione della Palestina e sta mettendo in atto il suo piano.
    I palestinesi sono stati immediatamente puniti per il crimine commesso nel 2006. Stati Uniti e Israele, con il vergognoso consenso dell’Europa, hanno imposto durissime sanzioni alla popolazione colpevole e Israele ha alzato il livello della violenza. Con l’appoggio degli Stati Uniti ha subito progettato un colpo di stato militare per rovesciare il governo eletto. Quando Hamas ha avuto la sfrontatezza di sventare quel piano, gli attacchi si sono intensificati.
    Non dovrebbe essere necessario ricordare tutto quello che è successo da allora. L’assedio e i violenti attacchi sono stati intervallati da momenti in cui “si falciava il prato”, per usare la simpatica espressione con cui Israele definisce gli omicidi indiscriminati nell’ambito di quella che chiama la sua “guerra di difesa”. Una volta che il prato è stato falciato e la popolazione indifesa cerca di ricostruire qualcosa dalle rovine, di solito si arriva a un accordo per il cessate il fuoco. L’ultimo è stato deciso dopo l’attacco israeliano dell’ottobre 2012, chiamato Operazione pilastro di difesa.
    Anche se ha continuato il suo assedio, Israele ha ammesso che Hamas ha rispettato quel cessate il fuoco. La situazione è cambiata nell’aprile del 2014, quando Hamas e Al Fatah hanno stretto un patto di unità nazionale che prevedeva la formazione di un governo di tecnocrati non associati a nessuno dei due partiti. Naturalmente Israele si è infuriato, e la sua rabbia è cresciuta quando gli Stati Uniti e il resto dell’occidente hanno approvato il patto, che non solo indebolisce l’affermazione di Israele secondo cui è impossibile trattare con una Palestina divisa, ma anche il suo obiettivo a lungo termine di dividere la Striscia di Gaza dalla Cisgiordania.
    Bisognava fare qualcosa, e l’occasione si è presentata il 12 giugno, quando in Cisgiordania sono stati uccisi i tre ragazzi israeliani. Il governo di Benjamin Netanyahu sapeva dall’inizio che erano morti, ma ha finto di ignorarlo fino a quando non sono stati ritrovati i corpi, così da avere l’opportunità di attaccare la Cisgiordania. Il primo ministro Netanyahu ha affermato di sapere con certezza che Hamas era responsabile di quelle morti. Ma anche quella era una bugia.
    Uno dei maggiori esperti israeliani di Hamas, Shlomi Eldar, ha dichiarato quasi immediatamente che gli assassini dei ragazzi probabilmente appartenevano a un gruppo dissidente di Hebron che da tempo è una spina nel fianco per Hamas. E ha aggiunto: “Sono sicuro che non sono stati autorizzati dai leader di Hamas, hanno solo pensato che fosse il momento giusto per agire”.
    Ma i 18 giorni di offensiva seguiti al rapimento sono riusciti a mettere in crisi il tanto temuto governo di unità e hanno consentito a Israele di intensificare la repressione, sferrando decine di attacchi anche contro Gaza. In quello del 7 luglio sono morti cinque membri di Hamas, che poi ha reagito lanciando razzi (i primi da 19 mesi) e fornendo così il pretesto per lanciare l’Operazione margine di protezione dell’8 luglio.
    Alla fine di luglio i morti palestinesi erano già 1.400, quasi tutti civili, tra cui centinaia di donne e bambini, mentre solo tre civili israeliani erano morti. Vaste zone di Gaza sono ridotte in macerie e quattro ospedali sono stati bombardati, il che costituisce un crimine di guerra.
    Le autorità israeliane si vantano dell’umanità di quello che definiscono “l’esercito più virtuoso del mondo”, perché prima di bombardare una casa avverte le persone che ci abitano. In realtà si tratta solo di “sadismo ipocritamente travestito da clemenza”, per usare le parole della giornalista israeliana Amira Hass, “un messaggio registrato che chiede a centinaia di migliaia di persone di lasciare le loro abitazioni già prese di mira, per andare in un altro posto altrettanto pericoloso a dieci chilometri di distanza”. Non esiste nessun posto nella prigione di Gaza in cui si può essere al sicuro dal sadismo israeliano, che potrebbe anche superare i terribili crimini dell’Operazione piombo fuso del 2008-2009.
    Tanto orrore ha suscitato la solita reazione dal parte del presidente più virtuoso del mondo, Barack Obama, che ha espresso grande simpatia per gli israeliani, ha condannato duramente Hamas e invitato alla moderazione entrambe le parti.
    Quando questa ondata di attacchi avrà fine, Israele spera di essere libero di riprendere la sua politica criminale nei territori occupati senza alcuna interferenza e con il sostegno che gli Stati Uniti gli hanno sempre garantito. Gli abitanti della Striscia di Gaza saranno invece liberi di tornare alla normalità della loro prigione, mentre i palestinesi che vivono in Cisgiordania potranno stare tranquillamente a guardare Israele che smantella quel che resta dei loro possedimenti.
    Questo è quanto probabilmente succederà se gli Stati Uniti continueranno a fornire il loro appoggio decisivo e praticamente unilaterale a Israele e a respingere una soluzione diplomatica a lungo sostenuta dalla comunità internazionale. Ma se gli Stati Uniti ritirassero quell’appoggio, il futuro sarebbe molto diverso.
    In quel caso si potrebbe andare verso quella “soluzione duratura” per la Striscia di Gaza che il segretario di stato John Kerry ha auspicato suscitando reazioni isteriche da parte di Israele, perché quell’espressione poteva essere interpretata come un invito a mettere fine al loro assedio e, orrore degli orrori, addirittura come un invito ad applicare il diritto internazionale nel resto dei territori occupati.
    Quarant’anni fa Israele prese la fatale decisione di preferire l’espansione alla sicurezza, respingendo il trattato di pace offerto dall’Egitto in cambio dell’evacuazione dal Sinai, che Israele aveva occupato e dove stava dando il via ai suoi insediamenti. Da allora non ha mai abbandonato questa politica.
    Se gli Stati Uniti decidessero di schierarsi con il resto del mondo, le cose cambierebbero molto. Più di una volta Israele ha rinunciato ai suoi piani quando Washington glielo ha chiesto. Questi sono i rapporti di potere tra i due paesi.
    Dopo aver adottato politiche che l’hanno trasformato da paese ammirato da tutti a stato temuto e disprezzato, politiche che ancora oggi persegue con cieca determinazione nella sua marcia verso la decadenza morale e forse la distruzione finale, ormai Israele non ha molte alternative.
    È possibile che la politica statunitense cambi? Forse. In questi ultimi anni l’opinione pubblica, soprattutto tra i giovani, si è notevolmente spostata e non può essere ignorata del tutto. Già da alcuni anni i cittadini chiedono a Washington di rispettare le sue stesse leggi, che proibiscono di “fornire alcuna assistenza a paesi il cui governo viola costantemente i diritti umani internazionalmente riconosciuti”, e impongono quindi di ridurre gli aiuti militari a Israele.
    Israele è di sicuro colpevole di queste costanti violazioni, e lo è da molti anni. Il senatore del Vermont Patrick Leahy, che ha proposto questa legge, ha sollevato l’ipotesi che possa essere applicata a Israele in alcuni casi specifici. Con una campagna educativa ben organizzata si potrebbe lanciare un’iniziativa in questo senso, che già in sé avrebbe un notevole impatto e potrebbe costituire un trampolino di lancio per ulteriori azioni volte a costringere Washington a schierarsi con “la comunità internazionale” e a rispettare le sue leggi.
    Non c’è niente di più importante per i palestinesi, vittime di anni di violenza e repressione.


    Ultima modifica di Indra88; 14-01-15 alle 01:53

  9. #29
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina

    Ma poi fossero sinceri : "Noi vogliamo le risorse , siamo più forti e ce le prendiamo , dell'Onu e dei diritti non ce ne frega un cazzo" invece no eh , non possono dirlo apertamente perché qualcuno potrebbe contestargli qualcosa del tipo "eh ma allora se ti si fanno esplodere addosso mica hanno tutti i torti" o qualcuno rinfacciargli di essere uguali a quelli che li infornavano , per questo sguinzagliano i loro servetti filokippati ( probabilmente prezzolati ) che cianciano di legittima difesa , "terroristi islamici" e il solito gne gne gne bavoso così da poter sbandierare oltre alla vittoria militare pure quella morale ( ma poi a cosa gli serve hanno già D-o dalla loro parte ) .
    Ultima modifica di King Z.; 14-01-15 alle 02:16
    Regressista amante della pucchiacca.

  10. #30
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    Predefinito Re: Due Stati in Palestina

    Citazione Originariamente Scritto da Jango Fett Visualizza Messaggio
    Se fossi palestinese, casomai non ti sarebbe così semplice vivere con questi cervelloni. Saresti un goj, un inferiore.
    Se la finissero di tirare bombe e si mettessero a lavorare con i cervelloni. la Palestina sarebbe una terra meravigliosa.

    goj è come chiamano tutti gli infedeli (non ebrei) ?

    servirebbe un riepilogo dei nomi.

    grazie OCCIDENTE, grazie anglo-americani, grazie Israele, grazie ucraini.



    la libertà avanza ...........

 

 
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