



Ha ragione mitteleuropa, la flat tax a parità di spesa pubblica creerebbe una voragine nel bilancio statale. Anche recuperando tutti gli sprechi e facendo emergere l'evasione il deficit sarebbe parimenti spaventoso e non credo nemmeno che un taglio tanto drastico potrebbe portare ad un aumento del gettito grazie a una possibile crescita economica perché il differenziale sarebbe troppo alto, la curva di Laffer dei tempi di Reagan non ha mai funzionato perché la spesa pubblica americana non è stata compressa e gli USA si ritrovarono in deficit. Quindi se è pur vero che la crescita può far aumentare le tasse la spesa va comunque controllata.
Ora, la flat tax è una revisione drastica, molto più dei tagli delle tasse di Reagan. Questo significa che la spesa va praticamente azzerata: nel breve comporterebbe effetti recessivi drammatici, nel lungo sarebbe comunque improponibile politicamente perché significherebbe di fatto privatizzare completamente il sistema sanitario e quello pensionistico.
Alzi la mano chi se la sente di rischiare di morire per mancanza di soldi o di rischiare la bancarotta personale per un'operazione come in USA prima della riforma di Obama.
EDIT: non a caso gli unici paesi ad avere la flat tax sono paradisi fiscali e la Russia. La Russia però non si finanzia con le tasse, si finanzia coi proventi del petrolio. Quindi direi che sì, tra una pressione fiscale al 70% e una flat al 15% è meglio una via di mezzo.
Ultima modifica di Qassim; 10-03-15 alle 14:41
"la Le Pen col 40% avrà incassato una grande vittoria" (Candido)
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eddai che di flat tax ha sempre discusso pure la sinistra! perchè nei fatti, la via di mezzo che auspichi, è già presente, quel che succede è che il nostro bel sistema progressivo(visto che il problema, ci dicono, è quello) si traduce in un' aliquota unica tra il 35 e il 40, per tutti, ricchi e poveri
ora non so se con aliquota al 15 puoi garantire l' attuale livello di spesa, ma a qualcosa bisogna pensare, perchè così non si lavora più
Ultima modifica di Indra88; 10-03-15 alle 20:08


guarda che la Scozia fa parte del Regno Unito da oltre 300 anni .... il doppio della tua itaglietta del c.... il gaelico è parlato solamente da qualche migliaia di persone mentre il Lombardo (e ancor di più il Veneto) sono ancora lingue vive e vegete nonostante l'imposizione fascio-comunista dell'itagliano
p.s. la mia lingua è parlatissima anche all'estero consideri estero (Canton Ticino)
https://www.youtube.com/watch?v=Qhvcmet2ktY
https://www.youtube.com/watch?v=6uxTJUo3M58




Questa è una tua ideologia, NEI FATTI, che ti piaccia o no, questa identità che sbandieri non è sentita dai tuoi conterranei come invece è sentita dagli scozzesi l'identità scozzese. Mi spiego? Qui non si sta discutendo sulla giustezza di questa o quella pretesa identitaria ma del perché gli scozzesi sentano la loro identità e i fantomatici padani invece no. E il motivo principe imho è quello scritto da me: che la padania l'ha inventata Bossi, prima non sapeva nemmeno come chiamarla e s'era inventato la dicitura repubblica del nord che era francamente orribile. Come nome-marketing invece padania era molto più cool ma sempre una costruzione artificiale restava. E tornando alla lingua: se tu parli in lombardo a venezia non ti capisce nessuno. Capisci adesso o no? L'Italia o la tieni unita o riesumi le identità iperlocaliste dei comuni e delle signorie provinciali. L'unica macroregione con un'identità possibile è il sud perché è stata un regno unitario all'interno sostanzialmente degli stessi confini da Roberto il Guiscardo a Franceschiello.
Ultima modifica di Qassim; 10-03-15 alle 22:01
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si ma qassim, sono solo chiacchiere, NEI FATTI gli scozzesi hanno chiesto di votare, e la cosa gli è stata accordata in quanto loro diritto, e per impedire la scissione si sono rinegoziati i rapporti con londra, questo avviene in democrazia, storia o non storia...
in altri posti questo non è assolutamente possibile
Ultima modifica di Indra88; 10-03-15 alle 22:16


Concordo, infatti nemmeno in Catalogna gli hanno dato il referendum. Referendum cui io personalmente sarei favorevole visto che una nazione si deve basare sull'accettazione dei suoi cittadini. Però se l'Italia accettasse un referendum (proposto da chi?) secondo me non ci sarebbe nemmeno bisogno di rinegoziare niente, verrebbe bocciato e basta per la mancanza di identità diverse e forti come possono essere la scozzese o catalana. Basti pensare alla facilità con cui la lega è diventata nazionalista, vi parrebbe possibile in Scozia?
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eh.. mica a caso io son qui che mi lamento della svolta lepenista.. in ogni caso un eventuale referendum non passa per la lega, decidono i veneti, o i lombardi, o chichessia
il referendum chi lo boccia? in catalogna hanno votato, ma la spagna non lo riconoscerà mai, per costituzione la spagna è indivisibile
pure l' italia è una e indivisibile per costituzione...
il problema non è l' identità catalana, veneta o lombarda, il problema è che queste sono costituzioni profondamente illiberali..
Ultima modifica di Indra88; 10-03-15 alle 22:41


Ma ancora continui con queste tiritere? Roba da pazzi. Lo vuoi capire una volta per tutte che le ciance su cos'è lingua e su cos'è dialetto non hanno senso, visto che solo il sentimento popolare collettivo decide qual'è la propria lingua e qual'è il proprio popolo, e in ogni caso la lingua non è sufficiente a caratterizzare un popolo. Come dimostra appunto la Scozia, che si tiene ben stretto l'inglese e al tempo stesso si sente altro rispetto all'Inghilterra, nonostante i 300 anni ecc. ecc. E che soprattutto riesce a esprimere una classe dirigente indipendentista seria, onesta e determinata, a differenza di altre "nazioni" a caso che non nomino. Poi citando "Frontaliers" dimostri esattamente il contrario di quello che vuoi dimostrare: in questa serie si vede benissimo che il lombardo ticinese viene usato a fini comici, folkloristici e cabarettistici, come succede da che mondo è mondo a tutti gli idiomi una volta che la lingua nazionale/statale li abbia relegati al rango di dialetto. E come NON succede nella Svizzera tedesca, dove la popolazione sente come lingua propria lo svizzero tedesco e lo usa a tutti i livelli eccetto nella lingua scritta e negli ambiti formali. E guarda caso né i ticinesi né gli svizzero-tedeschi hanno bisogno di sottolineare la propria nazionalità, dato che è pacifico che gli uni non si sentono italiani così come gli altri non si sentono tedeschi. Poi tu sei padronissimo di continuare a sentire il "lombardo" come la tua lingua, se è per quello ciascuno è padrone di uscire per strada con uno scolapasta in testa. Si chiama libertà di opinione, giustamente tutelata in occidente.