

Preferisco di no.


Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.
Aurevoir...


Buon Venerdì Santo Miles
Ultima modifica di jack9; 03-04-15 alle 11:12


1] Popule meus, quid feci tibi? Aut in quo contristavi te? Responde mihi! — Quia eduxi te de terra Aegypti: parasti Crucem Salvatori tuo. Popolo mio, che ti ho fatto? In cosa ti ho contrariato? Rispondimi. — Ti ho liberato dall'Egitto e tu prepari la croce per il tuo salvatore? [2] Quia eduxi te per desertum quadraginta annis, et manna cibavi te, et introduxi in terram satis optimam: parasti Crucem Salvatori tuo. Ti ho condotto quarant'anni attraverso il deserto, ti ho cibato con la manna, ti ho portato in una terra rigogliosa e tu prepari la croce per il tuo salvatore? [3] Quid ultra debui facere tibi, et non feci? Ego quidem plantavi te vineam meam speciosissimam: et tu facta es mihi nimis amara: aceto namque sitim meam potasti: et lancea perforasti latus Salvatori tuo. Cos'altro dovrei fare che non ho fatto?Ho piantato per te la mia florida vigna e tu ti sei comportato in modo così amaro: hai dato aceto per dissetar la mia sete e hai aperto il fianco con una lancia al tuo salvatore.
Preferisco di no.


[1] Ego propter te flagellavi Aegyptum cum primogenitis suis: et tu me flagellatum tradidisti. Io per te ho colpito l'Egitto attraverso i suoi primogeniti e tu mi ripaghi con il dolore. [2] Ego te eduxi de Aegypto, demerso Pharaone in Mare Rubrum: et tu me tradidisti principibus sacerdotum. Io ti ho liberato dall'Egitto, ho sommerso il faraone nel mar Rosso e tu mi ripaghi con le sentenze dei sacerdoti. [3] Ego ante te aperui mare: et tu aperuisti lancea latus meum. Io davanti a te ho aperto il mare e tu hai aperto con la lancia il mio fianco. [4] Ego ante te præivi in columna nubis: et tu me duxisti ad prætorium Pilati. Io ti ho condotto in paradiso e tu mi porti davanti alla corte di Pilato. [5] Ego te pavi manna per desertum: et tu me cecidisti alapis et flagellis. Io ti ho offerto la manna nel deserto e tu mi ferisci con spine e flagelli. [6] Ego te potavi aqua salutis de petra: et tu me potasti felle et aceto. Io ti ho dissetato con l'acqua santa della pietra e tu mi disseti con fiele e aceto. [7] Ego propter te Chananaeorum reges percussi: et tu percussisti arundine caput meum. Io per te ho colpito i re di Canan e tu percuoti la mia testi con un bastone. [8] Ego dedi tibi sceptrum regale: et tu dedisti capiti meo spineam coronam. Io ti ho dato lo scettro regale e tu mi circondi il capo con una corona di spine [9] Ego te exaltavi magna virtute: et tu me suspendisti in patibulo Crucis. Io ti ho elevato con la virtù e tu mi appendi al patibolo della croce.
Preferisco di no.


«La misericordia di Cristo non è una grazia a buon mercato, non suppone la banalizzazione del male. Cristo porta nel suo corpo e sulla sua anima tutto il peso del male, tutta la sua forza distruttiva.
Egli brucia e trasforma il male nella sofferenza, nel fuoco del suo amore sofferente.
Il giorno della vendetta e l’anno della misericordia coincidono nel mistero pasquale, nel Cristo morto e risorto. Questa è la vendetta di Dio: egli stesso, nella persona del Figlio, soffre per noi.
Quanto più siamo toccati dalla misericordia del Signore, tanto più entriamo in solidarietà con la sua sofferenza – diveniamo disponibili a completare nella nostra carne “quello che manca ai patimenti di Cristo” (Col 1, 24).» ( Ratzinger, omelia 18.4.2005)
Preferisco di no.