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Discussione: Accade in Amerika.

  1. #1151
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    La città di Prodi. E non dico altro...

  2. #1152
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    L’ultimo falco se n’è andato

    Categoria: Geopolitica
    Pubblicato: 11 Settembre 2019
    Visite: 5329

    Finalmente una buona notizia. Donald Trump si è definitivamente liberato di John Bolton, il superfalco neocons che svolgeva il ruolo di responsabile per la sicurezza nazionale. In altre parole, John Bolton era il “ministro della guerra” dell’attuale amministrazione, e lui di guerre ne aveva invocata più di una.
    Bolton spingeva continuamente - e apertamente - per bombardare l’Iran e la Corea del Nord, e ha fatto spesso da intralcio proprio per cercare di rallentare le trattative diplomatiche fra gli Stati Uniti e Kim-Jong-Un, come l’ha fatto per ostacolare le recenti trattative con i talebani in Afghanistan.
    Bolton è stato uno dei principali architetti della guerra in Iraq, ed è anche l’uomo che da sempre ha sostenuto la necessità di un “cambiamento di regime in Siria” (leggi: rovesciamento violento di Assad), come di un intervento militare in Venezuela.
    A Washington si dice che qualunque conversazione con John Bolton finisca sempre per vertere sulle possibili guerre che gli Stati Uniti potrebbero intraprendere nel mondo.
    Ieri Trump ha finalmente dato il benservito a Bolton, dicendo che “si trovava costantemente in disaccordo con le strategie internazionali da lui proposte”. Lo ha fatto apparire come una scelta personale, ma in realtà si presume che questa sia la vittoria dell’ala più moderata della amministrazione capeggiata dal ministro degli esteri Mike Pompeo e dal capo di gabinetto Mulvaney, che Bolton proprio non riescono a digerirlo.
    Sia chiaro, non è che da domani gli Stati Uniti porteranno rose e fiori in giro per il mondo, ma almeno Trump non avrà più sul collo il fiato caldo dell’arcifalco Bolton, che chiede di fare la guerra a chiunque si metta sulla sua strada.
    Magari, con la partenza di Bolton, da domani tornerà l’energia elettrica in tutto il Venezuela. E’ questa sarebbe già una buona notizia.

    Massimo Mazzucco

    https://luogocomune.net/16-geopoliti...#8217;è-andato
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #1153
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    https://stream24.ilsole24ore.com/vid...p?refresh_ce=1


    Usa, Bernie Sanders esce dall'ospedale col pugno alzato


    UOMO DEL CAMBIAMENTO....

  4. #1154
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da psico Visualizza Messaggio
    https://stream24.ilsole24ore.com/vid...p?refresh_ce=1


    Usa, Bernie Sanders esce dall'ospedale col pugno alzato


    UOMO DEL CAMBIAMENTO....
    Komunisti ce ne saranno sempre , come i satanisti ...
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  5. #1155
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Edward Snowden svela cos’è il ‘deep state’ negli USA
    Mondo
    08:22 24.10.2019(aggiornato 186 24.10.2019)

    Edward Snowden, ex dipendente della National Security Agency (NSA), ha preso di mira l’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, durante una intervista di due ore con il comico e commentatore Joe Rogan.

    Snowden ha detto che sebbene Obama abbia fatto “una campagna attiva contro le ingiustificate intercettazioni dell’amministrazione Bush”, anch’egli le ha abbracciate non appena diventato presidente, anzi ha addirittura ampliato i programmi di sorveglianza segreta.

    Secondo Snowden, i servizi segreti hanno temuto tutti i nuovi presidenti degli USA da John F. Kennedy in poi.

    “Questi ragazzi (gli agenti segreti) in sostanza affermano: ‘Se non fai ciò che devi fare, ti metti in pericolo’, e ogni presidente sa anche se non lo dice che questi ragazzi possono farti fuori”, ha spiegato Snowden, facendo notare che i servizi “possono far uscir fuori storie imbarazzanti” per un presidente.

    Snowden si è fatto una risata a proposito del ‘deep state’ e si è preso gioco delle numerose teorie cospirative, spiegando che c’è dietro una verità molto più semplice.“Il ‘deep state’ è semplicemente chi fa carriera nei dipartimenti governativi. Sono quelle persone che sopravvivono presidenza dopo presidenza e che ritroviamo quindi sempre negli stessi uffici. Queste persone hanno visto i repubblicani al governo, hanno visto i democratici al governo, non gliene importa nulla, fanno bene il loro mestiere e vanno avanti”, anzi, aggiunge Snowden, sono quelli che sanno davvero rispondere alle richieste dei vari presidenti.

    Snowden ha poi raccontato alcuni dettagli sulla sua vita in Russia, sottolineando che non è stato un paese che ha scelto, ma è lì perché il suo passaporto è stato annullato. L’ex agente del NSA afferma che la sua vita in Russia, è relativamente normale, perché può passeggiare, usare la metropolitana, andare al ristorante, tutto senza essere riconosciuto. Ha ammesso che spesso non vuole rilasciare interviste ai media russi perché non vuole che il suo volto sia presente nelle notizie, così da poter passare inosservato tra le persone, che raramente lo riconoscono.

    Snowden riflette poi sull’atteggiamento dell’Occidente nei confronti della Russia, affermando che esso è cambiato e che i media statunitensi tendono a dare una connotazione negativa a qualsiasi legame e associazione con Mosca, rilevando, tuttavia, che lui ha criticato le autorità russe e ha ricevuto critiche dai media russi.

    Snowden vorrebbe tornare a casa, ma lo farebbe solo se Washington gli garantirà un processo equo. In esilio in Russia dal 2013, vive qui dopo aver rivelato al mondo una enorme quantità di informazioni classificate custodite negli archivi segreti del NSA americano.

    https://it.sputniknews.com/mondo/201...ate-negli-usa/
    Ultima modifica di Eridano; 25-10-19 alle 11:07

  6. #1156
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Osama e Al Bagdadi.
    Troppe analogie per crederle vere piuttosto che una mancanza di fantasia.

  7. #1157
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  8. #1158
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    https://www.google.it/url?sa=t&sourc...=1573429252823
    Per informazioni su Ciaramella chiedere a Renzi.

  9. #1159
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  10. #1160
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    3000 miliardi $ nel pozzo afghano senza fondo
    di Manlio Dinucci

    I documenti sulla guerra in l’Afghanistan che Washington Post è riuscito a far desecretare non dimostrano che gli Stati Uniti hanno fallito nella pacificazione del Paese. Dimostrano invece che il Pentagono segue fedelmente la strategia della «guerra senza fine», elaborata da Donald Rumsfeld e dall’ammiraglio Arthur Crebrowski. L’operazione militare, che doveva durare qualche settimana, prosegue intenzionalmente da 18 anni.

    RETE VOLTAIRE | ROMA (ITALIA) | 17 DICEMBRE 2019
    FRANÇAIS PORTUGUÊS ESPAÑOL ROMÂNĂ
    +
    JPEG - 25.9 Kb
    La strategia Rumsfeld/Cebrowski prevede l’adattamento della missione del Pentagono alla globalizzazione del capitalismo. Di conseguenza, le strutture statali in diverse regioni del mondo devono essere distrutte – a cominciare dal Medio Oriente Allargato – a favore del «caos costruttivo». È la «guerra senza fine» annunciata da George Bush, continuata da Barack Obama e osteggiata da Donald Trump.
    Nella Dichiarazione di Londra [1] i 29 paesi della Nato hanno riaffermato «l’impegno per la sicurezza e stabilità a lungo termine dell’Afghanistan». Una settimana dopo, in base alla «Legge sulla libertà di informazione» (usata per svuotare dopo anni alcuni armadi dagli scheletri a seconda della convenienza politica), il Washington Post ha desecretato 2.000 pagine di documenti i quali «rivelano che funzionari Usa hanno ingannato il pubblico sulla guerra in Afghanistan» [2]. In sostanza hanno nascosto i disastrosi effetti, anche economici, di una guerra in corso da 18 anni.

    I dati più interessanti che emergono sono quelli dei costi economici. Per le operazioni belliche sono stati spesi 1.500 miliardi di dollari, cifra che «rimane opaca», in altre parole sottostimata: nessuno sa quanto abbiano speso nella guerra i servizi segreti o quanto costino in realtà i contractors, i mercenari reclutati per la guerra (attualmente circa 6 mila). Poiché «la guerra è stata finanziata con denaro preso a prestito», sono maturati interessi per 500 miliardi che portano la spesa a 2.000 miliardi di dollari. Si aggiungono ad essa altre voci: 87 miliardi per addestrare le forze afghane, 54 miliardi per la «ricostruzione», gran parte dei quali sono andati «perduti per corruzione e progetti falliti». Per lo meno altri 10 miliardi sono stati spesi per la «lotta al narcotraffico», col bel risultato che la produzione di oppio è fortemente aumentata: oggi l’Afghanistan fornisce l’80% dell’eroina al narcotraffico mondiale.

    Con gli interessi che continuano ad accumularsi (nel 2023 saliranno a 600 miliardi) e il costo delle operazioni in corso, la spesa supera ampiamente i 2.000 miliardi. Vi è inoltre da considerare il costo dell’assistenza medica ai veterani usciti dalla guerra con gravi ferite o invalidità. Finora, per quelli che hanno combattuto in Afghanistan e Iraq, sono stati spesi 350 miliardi, che nei prossimi 40 anni saliranno a 1.400 miliardi di dollari. Poiché oltre la metà viene spesa per i veterani dell’Afghanistan, il costo della guerra sale per gli Usa a circa 3.000 miliardi di dollari. Dopo 18 anni di guerra e un numero inquantificabile di vittime tra i civili, il risultato sul piano militare è che «i taleban controllano gran parte del paese e l’Afghanistan rimane una delle maggiori aree di provenienza di rifugiati e migranti».

    Il Washington Post conclude quindi che dai documenti desecretati emerge «la cruda realtà di passi falsi e fallimenti nello sforzo americano di pacificare e ricostruire l’Afghanistan». In tal modo il prestigioso giornale, che dimostra come funzionari Usa abbiano «ingannato il pubblico», inganna a sua volta il pubblico presentando la guerra quale «sforzo americano di pacificare e ricostruire l’Afghanistan».

    Il vero scopo della guerra condotta dagli Stati uniti in Afghanistan, alla quale partecipa dal 2003 la Nato in quanto tale, è il controllo di quest’area di primaria importanza strategica al crocevia tra Medio Oriente, Asia centrale, meridionale e orientale, soprattutto nei confronti di Russia e Cina. A questa guerra partecipa sotto comando Usa l’Italia da quando il Parlamento ha autorizzato nell’ottobre 2002 l’invio di un primo contingente militare a partire dal marzo 2003. La spesa italiana, sottratta alle casse pubbliche come quella statunitense, viene stimata in circa 8 miliardi di euro, cui si aggiungono diversi costi indiretti. Per convincere i cittadini, colpiti dai tagli alle spese sociali, che occorrono altri fondi per l’Afghanistan, si racconta che essi servono a portare migliori condizioni di vita al popolo afghano.

    E i Frati del Sacro Convento di Assisi hanno donato al presidente Mattarella la «Lampada della pace di San Francesco», riconoscendo in tal modo che «l’Italia, con le missioni dei suoi militari, collabora attivamente per promuovere la pace in ogni parte del mondo».

    https://www.voltairenet.org/article208594.html
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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