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Discussione: Accade in Amerika.

  1. #1451
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  2. #1452
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da TIGERSUITE Visualizza Messaggio
    Non era ... E' Presidente in carica ... ci sono 13 giorni di tempo per ....... e il ministero della difesa su suo ordine di (Donaldo) non è ancora partito (legge marziale)




    https://welovetrump.com/2021/01/07/g...th-alex-jones/

    Il generale Flynn afferma: "Trump sarà presidente nei prossimi 4 anni" nell'intervista ad Alex Jones
    Il mio "era" è stato causato dal senso del discorso che ho fatto e che si riferiva al passato, quindi in itagliano occorreva il tempo passato.
    Se poi, come dico, ha bombe atomiche, le spari.
    Ma consentimi di dire che temo non sia così.
    E me ne dispiacerebbe molto.
    Io ho sperato molto nell'unica strada che consentirebbe un cambiamento vero.
    Ma certo che il personaggio lascia molti dubbi.

  3. #1453
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    https://rumble.com/embed/v9wqie/?pub=aiz4w

    Maria Zack di Nation in Action parla della dichiarazione giurata dell'Avvocato Arturo d'Elia e del

    coinvolgimento di Giuseppe Conte, un Ambasciatore USA,

    il Generale Claudio Graziano e la Leonardo SPA nella frode elettorale contro Trump.
    "Non sei uno schiavo perchè qualcuno ti domina,ma qualcuno ti domina perchè sei uno schiavo."



  4. #1454
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    https://www.google.it/url?sa=t&sourc...ZGoBsCySgBn-df
    Quella teoria complottista sulle elezioni americane che chiama in causa l'Italia
    21:21 07.01.2021
    Di Alessandra Benignetti
    Seguici su
    L'ultima teoria del complotto sui presunti brogli nelle elezioni americane ha come protagonista l'Italia. Non ci sono prove sul racconto di un sedicente ex agente della Cia che chiama in causa Leonardo e Matteo Renzi. Ma su Twitter già impazza l'hashtag #Italydidit.

    Mentre a Washington andava in scena la presa del Congresso da parte di alcuni dei manifestanti pro-Trump, sugli account Twitter trumpiani impazzavano gli hashtag #Italygate e #Italydidit.

    Il motivo? Al centro dell’ultimo complotto dei sovranisti pro-Trump sulle elezioni americane dello scorso 3 novembre c’è proprio il nostro Paese. Una tesi discutibile, rilanciata però ieri, in concomitanza con la manifestazione di Washington e con l'arrivo della notizia della conquista del Senato da parte dei democratici.

    Sotto accusa dei supporter trumpiani c’è il Dominion Voting System, la compagnia americana fondata nel 2003 che fornisce il software delle macchine per il voto usate in 28 Stati. Cosa c’entra l’Italia? Secondo il teorema basato sulle ricostruzioni di un sedicente ex agente della Cia e commentatore per il network trumpiano Oann, Bradley Johnson, l’ambasciata americana a Roma sarebbe stata il quartier generale di un hackeraggio che ha ribaltato il risultato delle elezioni.

    Ad architettare il tutto, secondo il sito americano BlueSkyReport, il primo a diffondere la ricostruzione sui social, sarebbe stato il duo Barack Obama-Matteo Renzi.
    Secondo quanto si legge sui tweet dei sostenitori di Trump e su alcuni blog, durante le elezioni sarebbe andato in scena un hackeraggio dei server di Dominion per spostare i voti da Trump a Biden attraverso presunti server della società a Francoforte, in Germania. Secondo la stessa ricostruzione i server con all’interno la “prova inconfutabile” dei brogli sarebbero stati recuperati da “un gruppo d’assalto delle forze speciali dell’esercito USA” per incastrare gli autori dell'hackeraggio.

    Peccato però, che la circostanza del raid sia stata già smentita, sia da un portavoce dell’esercito americano sia da Scytl Secure Electronic Voting, un altro fornitore di sistemi di voto elettronico che ha negato di avere server o uffici a Francoforte. Anche Dominion ha chiarito di non possedere server in Germania e che tutti i voti sono stati scrutinati negli Usa dai funzionari elettorali locali.
    Eppure chi crede a quello che è già stato ribattezzato come “Italia gate” sostiene che, come si legge nel blog del giornalista italiano Cesare Sacchetti, La cruna dell’Ago, “i dati hackerati da Francoforte sarebbero stati trasmessi a Roma, precisamente all’ambasciata americana di via Veneto”. Secondo il racconto del sedicente ex agente della Cia, Johnson, ci sarebbe stato un nuovo attacco hacker partito proprio da via Veneto per spostare voti sul candidato Dem visto che Trump “stava prendendo un numero di voti record”.


    ​L’operazione, secondo l’ultima teoria del complotto, sarebbe stata messa in atto la notte del 3 novembre da un misterioso uomo “al servizio del dipartimento di Stato americano”, con l’avallo dell’ambasciatore americano in Italia, Lewis Eisenberg, descritto come “vicino alle lobby neocon sioniste che probabilmente sono tra le più feroci nemiche del presidente per il suo piano di disimpegno militare dal Medio Oriente”, e la partecipazione del colosso dell’industria della Difesa italiana.

    L'opinionista di Oann, infatti, afferma che “una volta che sono stati creati i nuovi algoritmi per spostare ancora più voti da Trump a Biden, gli hacker avrebbero mandato i nuovi numeri ad un satellite militare gestito da Leonardo”.

    “Successivamente – si legge ancora nel blog che ha ripreso la storia raccontata da Johnson - il satellite avrebbe trasmesso i nuovi dati manipolati dall’Italia agli Stati Uniti”.

    Secondo i seguaci della teoria cospirazionista che sta impazzando tra gli esponenti dell’ultradestra americana, infine, sarebbe proprio l’ex premier Matteo Renzi, da questo lato dell’Oceano, a sostenere il “golpe mondialista per rovesciare Trump” già dal momento della sua elezione.

    “Barack Obama e Renzi hanno orchestrato tutto questo con l’aiuto di agenti della Cia. Questo è tradimento”, twitta Ann Vandersteel, attivista pro-Trump, affiliata alla campagna di Trump 2020 in Florida.


    ​La replica dell’ex premier italiano è arrivata stamattina in una “Enews” straordinaria: “Ieri, prima dell’assalto al Campidoglio, alcuni profili trumpiani hanno accusato Obama e il sottoscritto di “orchestrare” campagne contro Trump. Siamo alla follia totale”.

    “I responsabili di queste menzogne hanno ricevuto il pardon - una sorta di grazia - da Trump qualche settimana fa”, ha scritto ancora Renzi riferendosi all’ex consigliere alla Sicurezza di Trump, Michael Flynn, il quale in una trasmissione seguita da un pubblico conservatore, InfoWars, ha accusato “Cina, Serbia, Italia, Spagna e Germania” di aver “interferito” nelle ultime elezioni americane.

    ​“Sto cercando – ha proseguito Renzi nella Enews - con i miei avvocati di chiedere comunque di portare questi signori davanti alla giustizia italiana”. “Quello che dicono di me – ha concluso - è folle: ci mancava giusto che mi accusassero di complotti internazionali. Ma ancora più grave è che questi signori la facciano franca”.

    Mettiamo insieme qualche elemento.
    Il caso Ocvhionero.
    La cena tra il negro, la trans, Renzi e la maestrina col nasone alla Casa Bianca.
    La soddisfazione che sprizza da tutti i pori, dagli occhi, dall'espressione e dalle parole dell'ambasciatore americano nelle interviste di ieri e di oggi tv. Entusiasta per Biden, messo li da Trump, ancora in carica.
    La battaglia che Renzi sta portando avanti contro Conte, che si sta svolgendo su un unico piatto: il controllo dei servizi. Perché qui si rischia la galera a vita.
    Perché anche se siamo in itaglia, siamo sempre schiavi degli USA.
    E con Trump ci si caga sempre sotto in questi casi.

  5. #1455
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    IL CROLLO IN DIRETTA DELLA DEMOCRAZIA AMERICANA
    7 Gennaio 2021
    di Luciano Lago

    Tutto il mondo ha assistito costernato ed attonito, ieri 6 Gennaio 2021, agli avvenimenti di Washington con l’assalto al Campidoglio di una turba variopinta di sostenitori del presidente Donald Trump i quali, una volta riusciti ad entrare, si sono abbandonati a violenze e devastazioni, un fatto inaudito nella storia del paese.

    La sequela dell’assalto che è stata trasmessa in diretta sui circuiti delle TV, avrebbe potuto essere a prima vista il prodotto di una campagna premeditata scaturita da un manuale della CIA per una operazione di “regime change” all’estero, in uno dei tanti paesi presi di mira da Washington, dal Venezuela alla Bolivia, ma qualcosa di simile mai si era verificato sul suolo statunitense.
    Nelle nostre precedenti analisi, già da tempo avevamo scritto che la società statunitense si trovava in una situazione di forte contrapposizione fra le sue componenti sociali e politiche e si poteva quindi paventare una potenziale guerra civile interna. Tuttavia i fatti hanno sopravanzato le nostre previsioni e hanno colto impreparati anche una quantità di analisti politici.
    Il fronte di sostegno a Donald Trump, da parte di quei ceti popolari che rappresentano l'”America profonda”, la componente sociale più danneggiata dalle politiche di globalizzazione e dalla finanziarizzazione dell’economia, si sapeva che era in forte contrapposizione con quella che viene definita la componente liberal e progressista americana, sostenitrice delle politiche dei democratici e stabilmente stanziata nelle città della costa, da Boston, New York, Los Angeles e le zone più ricche del paese. Si doveva arrivare (e probabilmente si arriverà) ad uno scontro diretto fra queste due interpretazioni della società americana ma difficilmente si poteva immaginare una sceneggiata come quella dell’altra sera che ha interrotto la cerimonia di legittimazione del nuovo presidente Joe Biden ed ha causato quattro morti, vari feriti e oltre cinquanta arrestati, non male per un confronto dialettico “democratico”.


    In realtà l’impressione è quella che il presidente Trump sia caduto ingenuamente in una grossa trappola, visto che è stato lui a convocare il raduno a Washington dei suoi sostenitori ed è stato sempre lui a sobillare l’insurrezione contro le autorità del Campidoglio. Questo perchè sembra inspiegabile che, di fronte ad un così importante edificio isitituzionale, non ci sia stato un adeguato schieramento di forze di sicurezza con tanto di autoblindo, lacrimogeni e camion idranti per dissuadere i più facinorosi dal rompere lo sbarramento. Tale precauzione era necessaria considerando che la manifestazione era preannunciata da tempo e si sapeva come potenzialmente fosse pericolosa.
    Personalmente ritengo che l’entrata dei facinorosi sostenitori di Trump nel Campidoglio sia stata facilitata e probabilmente favorita per arrivare a realizzare il clamoroso episodio della violazione della sede istituzionale del Congresso, di cui Trump viene concordemente indicato come il responsabile. Ne dovrà rispondere.



    Una trappola tesa a Trump dallo Stato Profondo (Deep State) quello che non ha mai gradito le misure di Trump, probabilmente quelle prese a scapito degli interessi delle grandi corporations e di Wall Street che domina da sempre con le sue lobby le decisioni politiche del Congresso e dei presidenti di ogni Amministrazione. Il “palazzinaro” di New York, un miliardario considerato un esterno alle dinastie della grande finanza di Wall Street, era troppo inviso ai circoli che contano, quelli del clan dei Clinton, dei Bush, dei Rothschild, dei Soros, dei Morgan, ecc… Prima o poi dovevano neutralizzarlo.

    Nonostante Trump si sia appoggiato alla possente lobby ebraica /sionista dell’AIPAC ed abbia favorito in ogni modo il suo amico Netanyahu, il premier di Israele, questi nel momento decisivo, hanno fiutato l’aria e gli hanno girato le spalle dando il loro sostegno al clan di Biden e dei suoi sodali come quello più promettente per i loro interessi.

    Trump oggi è stato bruciato politicamente ed attorno a lui si sta facendo il vuoto, incluso il suo vice, Mike Pence, gli ha voltato le spalle e così, come sembra, lo stato maggiore dei repubblicani che non ritengono più affidabile il personaggio. Altrettanto ha fatto il miliardario sionista dei Casinò di Las Vegas, Sheldon Adelson, che lo aveva finanziato nella sua precedente campagna elettorale.

    L’episodio del Campidoglio ha mostrato la fragilità e il declino della “grande democrazia ” americana che si proponeva come modello al mondo e che oggi appare nella sua reale e sostanziale realtà di un sistema oligarchico travestito da democrazia dominato dagli interessi delle grandi lobby. Un fatto messo in rilievo dalle critiche e dalle osservazioni di quei governi che sono stati oggetto di campagne di diffamazione e destabilizzazione da parte di Washington, a inizare dalla Cina, come dall’Iran, dal Venezuela e da Cuba.

    Era facile per il governo di Washington esaltare l’ingresso dei dimostranti filo occidentali nel Parlamento di Hong Kong o appoggiare il caos e il golpe di Maidan a Kiev in Ucraina nel 2014, sobillato dalla CIA, adesso il contrappasso della Storia segna avvenimenti simili anche a Washington. Il declino della democrazia americana è sotto gli occhi di tutti indipendentemente da Trump o dagli altri personaggi nella contesa politica degli States. Sarà sempre più difficile per gli USA far adottare il loro sistema come “modello di democrazia”, ormai la credibilità dell’America è pari allo zero, ci credono solo i lacchè filo USA della politica italiana, ancora ossequiosi con tutto quello che proviene da oltre Atlantico.

    Trump ha giocato male le sue carte e la denuncia dei brogli non è bastata per rovesciare il risultato e non può giustificare l’irruzione violenta dei suoi fans al Campidoglio, una azione di cui la responsabilità è addossata all’incauto presidente che ora si troverà ad affrontare un probabile procedimento di Impeachment per attentato alla costituzione e incitamento alla insurrezione. Rischia 25 anni di carcere e la giustizia negli USA è piuttosto rigorosa. Un grosso successo per il “Deep State” che si è liberato di un concorrente pericoloso quanto improvvido.

  6. #1456
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    IL CROLLO IN DIRETTA DELLA DEMOCRAZIA AMERICANA
    7 Gennaio 2021
    di Luciano Lago

    Tutto il mondo ha assistito costernato ed attonito, ieri 6 Gennaio 2021, agli avvenimenti di Washington con l’assalto al Campidoglio di una turba variopinta di sostenitori del presidente Donald Trump i quali, una volta riusciti ad entrare, si sono abbandonati a violenze e devastazioni, un fatto inaudito nella storia del paese.

    La sequela dell’assalto che è stata trasmessa in diretta sui circuiti delle TV, avrebbe potuto essere a prima vista il prodotto di una campagna premeditata scaturita da un manuale della CIA per una operazione di “regime change” all’estero, in uno dei tanti paesi presi di mira da Washington, dal Venezuela alla Bolivia, ma qualcosa di simile mai si era verificato sul suolo statunitense.
    Nelle nostre precedenti analisi, già da tempo avevamo scritto che la società statunitense si trovava in una situazione di forte contrapposizione fra le sue componenti sociali e politiche e si poteva quindi paventare una potenziale guerra civile interna. Tuttavia i fatti hanno sopravanzato le nostre previsioni e hanno colto impreparati anche una quantità di analisti politici.
    Il fronte di sostegno a Donald Trump, da parte di quei ceti popolari che rappresentano l'”America profonda”, la componente sociale più danneggiata dalle politiche di globalizzazione e dalla finanziarizzazione dell’economia, si sapeva che era in forte contrapposizione con quella che viene definita la componente liberal e progressista americana, sostenitrice delle politiche dei democratici e stabilmente stanziata nelle città della costa, da Boston, New York, Los Angeles e le zone più ricche del paese. Si doveva arrivare (e probabilmente si arriverà) ad uno scontro diretto fra queste due interpretazioni della società americana ma difficilmente si poteva immaginare una sceneggiata come quella dell’altra sera che ha interrotto la cerimonia di legittimazione del nuovo presidente Joe Biden ed ha causato quattro morti, vari feriti e oltre cinquanta arrestati, non male per un confronto dialettico “democratico”.


    In realtà l’impressione è quella che il presidente Trump sia caduto ingenuamente in una grossa trappola, visto che è stato lui a convocare il raduno a Washington dei suoi sostenitori ed è stato sempre lui a sobillare l’insurrezione contro le autorità del Campidoglio. Questo perchè sembra inspiegabile che, di fronte ad un così importante edificio isitituzionale, non ci sia stato un adeguato schieramento di forze di sicurezza con tanto di autoblindo, lacrimogeni e camion idranti per dissuadere i più facinorosi dal rompere lo sbarramento. Tale precauzione era necessaria considerando che la manifestazione era preannunciata da tempo e si sapeva come potenzialmente fosse pericolosa.
    Personalmente ritengo che l’entrata dei facinorosi sostenitori di Trump nel Campidoglio sia stata facilitata e probabilmente favorita per arrivare a realizzare il clamoroso episodio della violazione della sede istituzionale del Congresso, di cui Trump viene concordemente indicato come il responsabile. Ne dovrà rispondere.



    Una trappola tesa a Trump dallo Stato Profondo (Deep State) quello che non ha mai gradito le misure di Trump, probabilmente quelle prese a scapito degli interessi delle grandi corporations e di Wall Street che domina da sempre con le sue lobby le decisioni politiche del Congresso e dei presidenti di ogni Amministrazione. Il “palazzinaro” di New York, un miliardario considerato un esterno alle dinastie della grande finanza di Wall Street, era troppo inviso ai circoli che contano, quelli del clan dei Clinton, dei Bush, dei Rothschild, dei Soros, dei Morgan, ecc… Prima o poi dovevano neutralizzarlo.

    Nonostante Trump si sia appoggiato alla possente lobby ebraica /sionista dell’AIPAC ed abbia favorito in ogni modo il suo amico Netanyahu, il premier di Israele, questi nel momento decisivo, hanno fiutato l’aria e gli hanno girato le spalle dando il loro sostegno al clan di Biden e dei suoi sodali come quello più promettente per i loro interessi.

    Trump oggi è stato bruciato politicamente ed attorno a lui si sta facendo il vuoto, incluso il suo vice, Mike Pence, gli ha voltato le spalle e così, come sembra, lo stato maggiore dei repubblicani che non ritengono più affidabile il personaggio. Altrettanto ha fatto il miliardario sionista dei Casinò di Las Vegas, Sheldon Adelson, che lo aveva finanziato nella sua precedente campagna elettorale.

    L’episodio del Campidoglio ha mostrato la fragilità e il declino della “grande democrazia ” americana che si proponeva come modello al mondo e che oggi appare nella sua reale e sostanziale realtà di un sistema oligarchico travestito da democrazia dominato dagli interessi delle grandi lobby. Un fatto messo in rilievo dalle critiche e dalle osservazioni di quei governi che sono stati oggetto di campagne di diffamazione e destabilizzazione da parte di Washington, a inizare dalla Cina, come dall’Iran, dal Venezuela e da Cuba.

    Era facile per il governo di Washington esaltare l’ingresso dei dimostranti filo occidentali nel Parlamento di Hong Kong o appoggiare il caos e il golpe di Maidan a Kiev in Ucraina nel 2014, sobillato dalla CIA, adesso il contrappasso della Storia segna avvenimenti simili anche a Washington. Il declino della democrazia americana è sotto gli occhi di tutti indipendentemente da Trump o dagli altri personaggi nella contesa politica degli States. Sarà sempre più difficile per gli USA far adottare il loro sistema come “modello di democrazia”, ormai la credibilità dell’America è pari allo zero, ci credono solo i lacchè filo USA della politica italiana, ancora ossequiosi con tutto quello che proviene da oltre Atlantico.

    Trump ha giocato male le sue carte e la denuncia dei brogli non è bastata per rovesciare il risultato e non può giustificare l’irruzione violenta dei suoi fans al Campidoglio, una azione di cui la responsabilità è addossata all’incauto presidente che ora si troverà ad affrontare un probabile procedimento di Impeachment per attentato alla costituzione e incitamento alla insurrezione. Rischia 25 anni di carcere e la giustizia negli USA è piuttosto rigorosa. Un grosso successo per il “Deep State” che si è liberato di un concorrente pericoloso quanto improvvido.
    Chi ha scritto sta roba non ha capito una mazza.
    "Non sei uno schiavo perchè qualcuno ti domina,ma qualcuno ti domina perchè sei uno schiavo."



  7. #1457
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    "Non sei uno schiavo perchè qualcuno ti domina,ma qualcuno ti domina perchè sei uno schiavo."



  8. #1458
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Una sintesi?

  9. #1459
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Il vergognoso doppio standard
    La farsa di Washington


    Mercoledì, mentre guardavo in diretta le immagini della presa di Capitol Hill da parte di un manipolo di sedicenti sostenitori di Trump, mi son fatto venire un braccio rosso a furia di pizzicotti. Volevo capire: ero sveglio o stavo sognando? La sensazione di irrealtà è stata fortissima.

    A Washington, capitale della potenza militare planetaria, a difesa del Campidoglio e dei membri del Congresso c’erano agenti che sembravano usciti direttamente da Scuola di polizia, il film umoristico sui poliziotti imbranati. Senza neanche tentare di fare qualche timida resistenza, questi difensori delle istituzioni democratiche hanno spostato le transenne lasciando entrare i manifestanti nell’area del Campidoglio. Mancava solo che dicessero: “Prego, accomodatevi”.Sui giornali italiani ho letto che i manifestanti hanno “fatto irruzione” e “preso d’assalto” il Campidoglio. Meglio sarebbe dire che sono stati fatti accomodare. Anche quando gli assalitori si sono arrampicati sui muri esterni dell’edificio (e non ce n’era alcun bisogno, visto che le porte erano aperte) e poi sono penetrati all’interno, i prodi difensori hanno brillato per la loro arrendevolezza.

    Direte: ma un agente ha sparato e ha ucciso una donna. Certo, ma è sembrato più un incidente di percorso all’interno di una strategia che era di ben diverso tipo. Oppure una terribile pennellata per rendere un poco più realistico il quadro.

    Direte: ma gli agenti si sono comportati così per evitare un bagno di sangue. Al che replico: ma ci rendiamo conto di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando della capitale degli Usa. Stiamo parlando del Campidoglio, del Congresso. Eppure, nel cielo di Washington non c’era nemmeno un elicottero. Sì, il Pentagono a un certo punto ha mobilitato la Guardia nazionale, ma i soldati sono rimasti per lo più passivi. E, lo ripeto, tutto questo nel cuore istituzionale e politico degli Stati Uniti, non in qualche sperduta contea di periferia.

    Sappiamo benissimo che gli Usa, quando vogliono, sono in grado di impiegare apparati di sicurezza e repressione da far invidia ai film di fantascienza, eppure il 6 gennaio hanno affrontato i sedicenti trumpiani invasori con una delicatezza da educande. E alcuni agenti all’interno del Campidoglio si sono lasciati fare i selfie con gli invasori!

    Ben Domenech, che ha lavorato al Campidoglio, su The Federalist scrive che lì le guardie non sono abituate a fare la faccia dura, perché il palazzo è generalmente aperto al pubblico. Inoltre, la sindaca di Washington, Muriel Bowser, non ha voluto in città forze dell’ordine extra, sostenendo che non ce n’era bisogno e che avrebbero solo fatto confusione.

    Va bene. Ma si è complottisti se si afferma che la signora Bowser, del Partito Democratico, attiva sostenitrice del movimento Black Lives Matter (tanto da far ribattezzare un tratto della 16th Street NW, proprio di fronte alla Casa Bianca, Black Lives Matter Plaza e ordinare di dipingere un murale che ricopre l’intera via) probabilmente non è troppo dispiaciuta del fatto che sedicenti trumpiani abbiano dato una così pessima prova assaltando il Campidoglio?

    E che dire delle immagini privilegiate dalla stampa? Tra tutti i manifestanti che sono entrati in Campidoglio, i media mainstream hanno naturalmente puntato sull’uomo mezzo nudo con le corna da vichingo e sul barbuto estremista di destra arrivato da Philadelphia. Due personaggi folcloristici certamente non rappresentativi delle centinaia di migliaia di manifestanti.

    Cercando su internet si vede che questa persona con le corna, Jake Angeli, è un attore già comparso in manifestazioni Antifa e che si è fatto fotografare assieme a Michiel Vos, marito della figlia di Nancy Pelosi. Un figurante, come molti altri segnalati dagli stessi sostenitori di Trump sin dall’inizio della manifestazione.

    Ci sono anche video in cui si vedono gli occupanti farsi dei selfie con il servizio di sicurezza del Campidoglio Insomma, ci siano capiti. L’impressione è che la giornata abbia avuto qualche regista occulto, impegnato a mettere in scena un copione sul quale c’era scritto: lasciare agire o anche favorire i più scalmanati e i meno presentabili, in modo che davanti agli occhi del mondo si screditino con le loro stesse mani e poi i democratici abbiano buon gioco nel recitare la parte dei difensori della democrazia.D’altra parte, se dopo tutto ciò che è successo ci si spone la classica domanda, cui prodest?, è evidente che a trarne vantaggio non è stato certamente Trump né i suoi sostenitori.

    Molti commentatori in queste ore stanno parlando di immagini drammatiche. A me francamente è sembrata più una pochade, una commedia farsesca. In cui, a differenza delle manifestazioni tutt’altro che pacifiche dei Black Lives Matter, si può uccidere impunemente una donna disarmata, una veterana dell’Esercito. E per lei certamente nessuno si inginocchierà.

    A.M.V.

    https://www.aldomariavalli.it/2021/0...di-washington/

    Chi gli ha messo le corna? - Il Controcanto - Rassegna stampa dell'8 Gennaio 2021



    Giornaloni scatenati contro Donald Trump. Il Corriere schiera un "plotone" guidato da Severgnini per dire che Trump è "pazzo, visionario, narcisista, isolato e senza speranza". Attacca anche Repubblica scavando nella vita dello "sciamano cornuto" protagonista dell'irruzione al congresso. Anche Il Fatto, in teoria giornale diverso dagli altri, racconta esattamente la nostra storia. Tutta colpa dei complottisti!
    Vox Italia Tv
    https://www.youtube.com/watch?v=pPnwlSpmcc0

  10. #1460
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Una sintesi?
    Per me è stato fatto un trappolone a Trump che c'è cascato in pieno.

 

 
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