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Discussione: Accade in Amerika.

  1. #1511
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Lo Scacco Matto di Trump all'Élite Pedo-Satanista!

    Sebirblu, 13 gennaio 2021
    Il rapporto che segue è la trascrizione di un video tratto da un sito cattolico condotto da Laurent Glauzy, autore di numerosi libri.

    Egli relaziona in uno stentato italiano ciò che è accaduto giorni fa al Capitol Hill, esponendone i lati più oscuri affinché la gente si renda conto, almeno in parte, della grande macchinazione intentata dall'Oligarchia al potere contro l'America e il mondo intero.

    I giorni che viviamo sono davvero neri. Sta succedendo di tutto con una velocità impressionante. La morsa sull'umanità sta serrandosi sempre più con una sequenza mai vista prima d'ora. Addirittura l'Italia, a quanto risulta, insieme al Vaticano, si sarebbe macchiata di tradimento verso gli USA alterandone i voti. Obama avrebbe "finanziato" l'operazione, tramite Renzi, con 400 milioni di dollari; ved. QUI.

    Ne parla Mons. Carlo M. Viganò in una lettera inviata al sito del vaticanista Marco Tosatti, con l'indicazione di un video sottotitolato in italiano.

    Altri approfondimenti QUI, dove consiglio di guardare, leggere ed ascoltare i filmati esposti, l'uno riguardante la dichiarazione giurata dell'avv. Alfio D'Urso e l'altro, in solo audio, concernente la dettagliatissima relazione di Maria Zack sull'incredibile intrigo. Cfr. anche l'ottimo articolo di Cesare Sacchetti QUI.

    Si susseguono ad un ritmo vertiginoso le sparizioni improvvise dai maggiori social network di scritti opinioni e video, anche di carattere religioso ("parler" è stato del tutto eliminato) che ha indotto Trump, bannato per sempre da Facebook e Twitter, compresi i suoi fidati collaboratori, ad inaugurare una nuova piattaforma, eccola QUI.

    Poi, in tutto questo "pan-demonio", nel vero senso della parola, ci si mette pure l'argentino Bergoglio, che invece di immedesimarsi nel ruolo di un "vero papa", salvando almeno la faccia, va ad inneggiare ai vaccini durante l'Angelus del giorno di Natale, chiamandoli "luci di speranza"...

    Ecco l'interessante video di Vox Italia con la brillante conduzione dell'avv. Francesco Toscano e il parere di tre prestigiosi ospiti sullo scabroso tema. Cliccare QUI per gli smartphone.



    (continua)
    Ultima modifica di Eridano; 17-01-21 alle 09:06

  2. #1512
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Infine, ciliegina sulla torta, veniamo a sapere di incredibili annunci, soprattutto da oltre-oceano, per mezzo di filmati, interviste e quant'altro, dei "non meglio definiti arresti" nientemeno che di Jorge Mario Bergoglio e del presidente Sergio Mattarella, per lo scandalo dei voti di Trump trasferiti a Biden mediante via telematica.

    Di seguito uno dei video girato a Roma che ritrae un lungo corteggio di auto oscurate (ved. QUI per gli smartphone), scortate da quelle della polizia, per gli spostamenti di personaggi importanti in piena segretezza. Cfr. anche QUI, un'intervista riportata, stranamente, da "La Stampa".



    Ma ecco la trascrizione corretta del video in questione:
    «Mentre scrivo questo articolo (del 9 Gennaio; ndr) sto apprendendo le notizie sull'operazione "Alba rossa". La red storm è cominciata questa mattina alle ore 6 con gli arresti di massa in tutti gli Stati Uniti. Il traffico aereo di velivoli militari è stato cinque volte più intenso del solito.



    Lavoro per la "Cover Information" in corso negli USA per focalizzare lo scenario sul piano di Trump e dei militari, al fine di scriverne un testo compiutamente strutturato.

    Stiamo assistendo ad una svolta grandiosa nella storia dell'umanità che spero segnerà la fine della Massoneria e del pedo-satanismo che ne è il cuore.

    Ecco cosa sta succedendo in America in questa guerra d'informazione in cui Trump e i suoi collaboratori come il generale Flynn e l'avvocato Lin Wood non possono più accedere a Facebook, Twitter, Instagram ecc.

    I membri del governo più potente del mondo sono "attaccati" dai media corporativi sovvenzionati dal Deep State. Dobbiamo capire che il giorno 6 gennaio, verso le 18 (ora italiana), in un discorso ad almeno un milione di persone, Trump ha denunciato la frode elettorale.

    Nessuno vedrà queste immagini. È stato un discorso da campagna elettorale e non di un uomo rassegnato. Nel medesimo tempo al Capitol Hill (il Parlamento USA) stava compiendosi la convalida dei certificati elettorali di ogni stato in ordine alfabetico.

    Quando è arrivato il turno dell'Arizona, i legislatori repubblicani ne hanno contestato i risultati, e proprio in quel momento i manifestanti sono entrati in massa nella sala del Congresso.

    Nel frattempo Donald Trump, dopo aver terminato di parlare, ha invitato i suoi sostenitori a recarsi davanti al Campidoglio per supportarlo con la loro presenza mentre là tutto degenerava: Nancy Pelosi e Mike Pence, i presidenti della Camera e Senato, hanno assistito all'infiltrazione nelle aule parlamentari dei gruppi estranei. La riunione è stata sospesa.

    (continua)
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #1513
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Durante la notte Trump ha chiesto la calma e consigliato tutti di tornare a casa, come da video. QUI il link per gli smartphone.



    Il Congresso ha potuto proseguire sulla certificazione dei dati, ma quelli dell'Arizona e della Pennsylvania non sono stati convalidati.
    I senatori democratici e i traditori repubblicani hanno votato contro l'invalidità dei voti e hanno così confermato l'elezione di Joe Biden.

    La Pelosi pretende ora la destituzione immediata di Trump affinché il nuovo eletto possa essere ufficialmente il capo dell'esercito e, quindi, impedire al mondo di venire a conoscenza di certi crimini contro i bambini. (È paradossale che ad una settimana dall'insediamento di Joe Biden venga chiesto l'impeachment del Presidente uscente! Ndr).

    Atti di pedofilia, concernenti Biden e suo figlio, sono stati trovati sul computer acceso della Pelosi che, avendo lasciato l'aula in gran fretta, è stato sequestrato insieme ad altri undici PC (dagli inviati del presidente che si sono mescolati alla folla e, notizia dell'ultimo minuto, uno di loro, Christopher Stanton Georgia, è stato trovato morto "suicida" per colpi di fucile; ved. QUI; ndr).

    Deve essere chiaro che Trump combatte il pedo-satanismo infantile e tutte le pratiche di questo tipo messe in atto dall'Oligarchia. È la loro "religione". Bisogna rendersi conto di questa realtà per capire tutto. La gente "dorme" da parecchio tempo ed ha votato di continuo per dei demòni.

    Gli "Antifa" si sono infiltrati fra i numerosi sostenitori di Trump (e il software di riconoscimento facciale lo ha provato) sono stati consapevolmente lasciati passare dagli agenti di polizia, complici dei democratici.

    (Dalle ultime indiscrezioni, sembra sia stata proprio la Pelosi ad organizzare questa messinscena per delegittimare il Presidente e chiederne la destituzione, cfr. QUI: si tratta forse di un caso? L'articolo merita di essere letto. Ndr).


    Il genero di Nancy Pelosi, Michiel Vos e "QAnon Shaman" alias Jake Angeli.

    La falsa stampa riporta questa ignominiosa propaganda per nascondere la frode, tuttavia la realtà è emersa, perché Trump aveva previsto tutto: l'infiltrazione degli Antifa e le bugie dei maggiori media corporativi. (Cfr. QUI; ndr).
    I suoi appelli sono stati bloccati su tutti i social network ma, nonostante questo, dice che non si ritirerà anche se la stampa di regime, nel pomeriggio del 7 gennaio, ha annunciato che lui avrebbe ammesso la propria sconfitta. Questa è un'ulteriore menzogna. Il Presidente non si aspettava nulla dal Congresso, perché la maggioranza è democratica.

    La sua strategia è di aprire i file riguardanti i politici, come aveva programmato di fare pianificando tutto, e può agire così perché il tradimento si è compiuto sino in fondo.

    Poche ore prima dell'assemblea congressuale, il capo degli Antifa aveva chiesto ai suoi membri di mettere il cappello al contrario per riconoscersi a vicenda. Se si osservano i video, coloro che insultano la polizia hanno le lettere invertite sul berretto, ma c'erano anche i sostenitori di Trump che non hanno perso tempo nel requisire i 12 computer come sopra detto.

    Joe Biden, il fratello James e il figlio Hunter si sono recati nell'isola del famoso pedo-satanista Epstein (morto in carcere), 17 volte in 5 anni, il di cui "tempio" era provvisto nei sotterranei anche di una sala parto. (Documentarsi QUI nell'ampio articolo sui Biden; tutti i link di riferimento finali sono stati bannati! Ndr).

    Ora il Presidente Trump è in Texas presso il Centro di Comando della Difesa: da un lato per salvaguardarsi dal Deep State e dall'altro per organizzare il lancio della importante operazione chiamata "alba rossa", iniziata appunto alle 6 del mattino del 9 gennaio 2021.
    Egli sa di non poter vincere ufficialmente il suo secondo mandato perché il potere satanico-massonico è ovunque. Ripeto, anche il Senato è in modo schiacciante anti-Trump. Massoni e sionisti hanno costruito il loro impero su menzogne ed azioni fittizie molto prima dell'assassinio di John F. Kennedy.

    Quest'ultimo è stato ucciso dieci giorni dopo aver denunciato lo strapotere delle Logge massoniche a Dallas. La più antica di queste, ubicata proprio sul 33° parallelo nord, si trovava su una piazza dove, per essere raggiunta, si doveva percorrere la strada che allora si chiamava: "my blood's street" – la strada del mio sangue... un simbolo perfetto.

    I militari che non stanno lasciando andare il potere legittimo (perché hanno giurato sul rispetto della Costituzione; ndr) stanno preparando un'offensiva.

    Si noti che pure il racconto di Lin Wood, uno degli avvocati di Trump che ha svelato un mese fa la presenza della sala parto nel Tempio di Epstein, è stato bannato perché i democratici pedo-satanisti hanno paura.

    Potremmo pensare che la strategia di Trump sia quella di attendere le certificazioni dei voti fraudolenti prima di iniziare gli arresti, perché la frode adesso si è compiuta. Nella notte tra il 7 e l'8 egli ha detto:

    "Una nuova amministrazione verrà instaurata il 20 gennaio; il nostro incredibile viaggio è solo all'inizio..." Trump dichiarerà quindi la legge marziale. Egli rimane sotto protezione in Texas, Canada e Parigi.

    Ed ha continuato dicendo: "Hanno imposto il coprifuoco circa 5 giorni fa. I nostri politici massoni e pedo-satanisti hanno veramente paura".
    Presto Donald Trump colpirà duramente. Inizierà a svelare tutti i misfatti sul pedo-satanismo. Coloro che lo praticano sanno che egli ha un piano; non avrebbero supposto mai che i server canadesi "Dominion" sarebbero stati scoperti e confiscati come strumenti di frode, per non parlare del fatto che il partito comunista cinese sarebbe stato coinvolto in questo inganno elettorale.

    Questo è il motivo per cui dei capi di stato degenerati e satanisti, in Europa e nel mondo, pensavano che l'inganno non sarebbe mai stato ravvisato e che il Congresso avrebbe dato a Biden la maggioranza.

    Trump dichiarerà presto la legge marziale, non intende lasciare a sé stesso il popolo americano, che non accetterà mai il vizioso Biden.

    Gli statunitensi è bene ricordarlo, hanno una coscienza nazionalista e cristiana e una profonda maturità politica. Trump è circondato da alti generali e ufficiali che pensano ai migliori interessi della Nazione prima dei propri, e non permetteranno che la gioventù americana cada nelle mani dell'Élite corrotta.

    Vivo in Germania e vedo che la popolazione tedesca è ignorante come in Francia; forse solo il 5% di essa è in grado di capire cosa sta succedendo. È annegata nei piaceri secondari: il senso del sacro e l'amore per la patria sono stati dimenticati.

    Questa insensatezza è la cosa più triste che esista. Nessuno si scandalizza o rimane scioccato che i politici siano in gran parte massoni, pedofili e adoratori di Satana! Allora, bisogna capire che gli Stati Uniti sono l'ultimo baluardo contro la dittatura dell'umanità, basata sul transumanesimo e sul comunismo.

    Un tale scenario non è un caso: la leggerezza della popolazione, la sua incoscienza, la sottomissione di tanti esseri senza cultura, senza aneliti, senza volitività, hanno contribuito all'egemonia di questi dittatori, capi di stato che finora sono scampati all'inferno.

    La vera domanda sui governanti (e sul clero; ndr), non è di sapere chi è un vero pedo-satanista, ma chi non lo è! Il male ha assunto dimensioni enormi come ha dichiarato Mons. Henry Delassus nel suo libro "La Conjuration Antichrétienne". (Del quale ho parlato anch'io QUI, QUI e QUI; ndr).

    Il generale Flynn ha detto al giornalista Alex Jones di "Infowar" (anch'esso censurato; ndr) di essere certo della vittoria di Trump.

    Dobbiamo combattere con tutte le nostre forze contro la Massoneria luciferina, fonte di tutti i mali, di tutte le dittature e di tutte le disgrazie.

    Grazie, e a presto.»

    Post Scriptum

    Come chiosa finale avrei voluto postare un video or ora segnalatomi che avrebbe avallato pienamente il contenuto di questo articolo, ma è stato subito eliminato giustificandone la rimozione così:

    "Questo video è stato rimosso per aver violato le norme di YouTube su molestie e bullismo" (le nuove regole sono QUI). Siamo ormai soggetti ad una "democratica" pressione coatta, convinti però di essere liberi...

    Spero che la stessa fine non la faccia il mio blog! Chiedo a Dio e alle vostre preghiere la protezione affinché questo non accada.

    Per quanto riguarda questo mio lavoro, mancano davvero pochi giorni per verificarne l'autenticità.

    Sebirblu.blogspot.it

    Fonte della trascrizione: profidecatholica.com


    Pubblicato da Sebirblu a 19:11

    https://sebirblu.blogspot.com/2021/0...lite-pedo.html

    (fine)
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  4. #1514
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Se il 20 avvenisse un attentato, non mi stupirei
    Maurizio Blondet 17 Gennaio 2021

    Convogli di autoblindo e carri armati su vagoni. Aerei convertibili Osprey che sorvolano lentamente ed ossessivamente Washington. Fatti confluire 21mila soldati della Guardia Nazionale. Automobilisti che per uscire (non entrare!) dalla capitale devono mostrare i documenti a posti di blocco di soldati.

    convogli

    [ Video ]
    �� – Massive military transport movement in North Carolina tonight

    Un amico mi twitta: “Sarà… ma tutto questo movimento per un’inaugurazione virtuale a me pare decisamente eccessivo”.

    Certamente spropositato lo è. Insensato. Ma la risposta può trovarsi in questa intervista al generale Stanley McChrystal, che è stato un esperto di insurgency and counterinsurgency in Afghanistan, nel senso che probabilmente ha creato l’una e l’altra. Ora costui, come dice il titolo:

    “INSURREZIONE INTERNA’: il generale McChrystal paragona i rivoltosi del MAGA ad Al-Qaeda – dicendo che hanno anche seguito un ‘potente leader’

    Sommario:

    McChrystal ha detto che ci sono paralleli terrificanti tra la nascita di Al-Qaeda e il violento assedio al Campidoglio degli Stati Uniti la scorsa settimana.
    Trump ha dato ai suoi sostenitori la “legittimità per diventare ancora più radicalizzaati”,
    La sua retorica Stop the Steal è ora un grido di battaglia estremista simile alla causa adottata dai sudisti nella guerra civile americana
    McChrystal ha avvertito che ora “ la trama di qualcosa di molto pericoloso è stata tessuta ”, le conseguenze continueranno a lungo dopo che Trump avrà lasciato l’incarico
    McChrystal ha guidato la lotta dell’esercito contro i talebani e Al-Qaeda
    Altri esperti di antiterrorismo temono che ci siano tutti i segni di crescenti movimenti estremisti violenti sul suolo americano
    La security è accresciuta in vista dell’insediamento del presidente eletto Biden tra i timori di ulteriori violenze da parte degli estremisti
    Ora che i manifestanti pro-Trump (MAGA, Make America Great Again) siano simili “in modo terrificante ad Al Qaeda” è un’asserzione spropositata, almeno quanto l’immane schieramento di truppe, blindati ed aerei militari fatti confluire per l’inaugurazione di Biden.


    Ma se il 20 gennaio succedesse un qualche tipo di attentato, una strage spaventosa come l’11 Settembre attribuito ad Al Qaeda (che McChrystal conosce molto bene…) , ed adesso attribuibile alla gente pro-Trump, a qualcuno dei 77 milioni che l’hanno votato, allora la spropositata, oggi insensata affermazione di McChristal diverrebbe una conferma: ecco, sapeva, aveva previsto.

    E giustificherebbe una repressione mai vista, militare, schiacciante, contro il popolo americano che ritiene Biden un presidente illegittimo.

    E’ quel che ha sostenuto Pepe Escobar in un recente articolo:

    “L’11 Settembre ha aperto le porte alla guerra globale al terrorismo. Il 6 gennaio [elezione di Biden] apre le porte alla Guerra al terrorismo interno”, la guerra contro i propri 77 milioni di concittadini che hanno votato Trump. Lo ha detto lo stesso presidente-eletto, riferendosi ai manifestanti entrati nel Campidoglio con minacciose parole : “Non osate chiamarli manifestanti. Erano una folla ribelle. Insurrezionalisti. Terroristi domestici “.

    Il presidente della Camera Nancy Pelosi chiamato il presidente Tuump e i suoi sostenitori al Congresso ” nemici interni ” e “nemici dello stato”.

    “Questa è la narrativa egemone – dice Escobar – scolpita nella pietra, ora applicata con un pugno di ferro da Big Tech. Prima vengono a braccare POTUS. Poi vengono a prendere per te. John Breenan, l’ex capo della CIA creatore del Russiagate , ha twittato sulla necessità di organizzare campi di rieducazione. I media hanno chiesto “la pulizia del movimento” . Ogni singola protesta sarà bollata come terrorismo interno.

    I vertici della Cupola, lo 0,0001% , “hanno il pieno controllo. I resti di “Democrazia” sono congelati nella Mediacrazia. Davanti ai 77 milioni “non c’è nient’altro che una spietata epurazione, un giro di vite prolungato, censura, sorveglianza globale, distruzione delle libertà civili, una singola narrazione, cancellazione (in) cultura globale. Benvenuti a Full Spectrum Domestic Dominance. Germania 1933 con steroidi. Redux 1984: non c’è da stupirsi che l’hashtag # 1984 sia stato bandito da Twitter”.

    Il Center for Security Policy, in un articolo dello scorso settembre, (L’esercito privato di Biden e la militarizzazione della politica americana) rendeva noto che

    “Già dalla scorsa primavera, un PAC ( comitato di azione politica) pro-Biden ha adattato una tecnologia di controinsurrezione – progettata a suo tempo per condurre una guerra psicologica contro l’ISIS – e l’ha schierata contro i cittadini sostenitori del presidente Trump.

    “Il nuovo PAC allineato ai democratici, consigliato dal generale dell’esercito in pensione Stanley McChrystal, l’ex capo delle forze statunitensi in Afghanistan, sta progettando di schierare la tecnologia originariamente sviluppata per contrastare la propaganda dello Stato Islamico al servizio di un obiettivo politico interno”, il Washington Post riportato il 1 maggio.

    “Il gruppo, Defeat Disinfo, utilizzerà l’intelligenza artificiale e l’analisi della rete per mappare la discussione sulle affermazioni del presidente (Trump) sui social media e interverrà facendo prevalere le contro-narrazioni e promuovendole attraverso una rete di oltre 3,4 milioni di influencer in tutto il paese, pagando utenti con un ampio seguito per schierarsi contro il presidente “, ha affermato il Post .

    E’ importante capire che questa meccanismo di intox è già attivo. Di “ Defeat Disinfo – consultate il sito e avrete una sensazione di dejà vu:

    La disinformazione su COVID-19 minaccia tutta la nostra sicurezza.

    Queste bugie erodono la nostra fede nella scienza. In medicina. Nella sanità pubblica.

    A meno che non respingiamo queste menzogne, metà degli americani non prenderà un vaccino approvato.

    Defeat Disinfo è stato creato per cambiare la narrativa, per cambiare il risultato su COVID-19.

    Unisciti alla prima linea digitale per ripristinare la fiducia nei fatti scientifici e medici.

    Oltre a lottare per far vaccinare gli americani cambiando la narrativa , Defeat Info ha incolpato il presidente Trump della pandemia proveniente dalla Cina e lo ha accusato di spingere politiche sul Covid che uccidono i cittadini americani. “La gente sta morendo a causa della sua agenda politica”. Similmente Repubblica. Il punto è che l’inventore di Defeat Disinfo, Curtis Hougland è un consulente DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency ) e ha adottato “la tecnologia di guerra psicologica sviluppata da DARPA da utilizzare contro i terroristi islamici”

    Lo scopo auto-dichiarato di Defeat Disinfo è quello di combattere quella che chiama la “disinformazione” di Trump sulla pandemia di coronavirus e di promuovere la teoria del complotto della collusione russa. “Le bugie di Trump su Joe Biden e Covid-19 minacciano la nostra società“, dice sulla sua homepage. “Repubblicani e russi usano queste bugie per dividere la nazione”.

    “In qualità di specialista in operazioni psicologiche (PSYOP) – scrive l’autore dell’articolo, J. Michael Waller – conosco personalmente le versioni di questa tecnologia utilizzate dal comando delle operazioni speciali degli Stati Uniti. È stato progettato non solo per la messaggistica PSYOP, ma per localizzare fisicamente le persone in tempo reale. Svolge entrambe le funzioni monitorando i telefoni delle persone e altri dispositivi mobili tramite messaggi vocali e di testo, GPS e tramite app come Facebook e Waze e qualsiasi altro spyware sul proprio telefono. […] la tecnologia disponibile in commercio può essere utilizzata per il monitoraggio in tempo reale delle persone mirate a essere arrestate o uccise.

    “L’uso e l’abuso di questa tecnologia di guerra psicologica contro il pubblico americano non è un’operazione di un singolo. Per mesi Biden ha affermato che Trump ruberà le elezioni e potrebbe dover essere rimosso dallo Studio Ovale con la forza militare. La strategia della campagna democratica del 2020 è di guerra totale. L’avversario politico è ora un nemico militare”.

    Non basta: “ Due ex tenenti colonnelli, in una lettera aperta dell’11 agosto al generale Mark Milley , presidente dei capi di stato maggiore congiunti, hanno consigliato i metodi militari di controinsurrezione sviluppati in Iraq per rovesciare Trump. Gli ex ufficiali dell’esercito, John Nagl e Paul Yingling, hanno detto al generale Milley: “Se Donald Trump si rifiuta di lasciare l’incarico alla scadenza del suo mandato costituzionale, l’esercito degli Stati Uniti deve rimuoverlo con la forza e tu devi dare quell’ordine”.

    Una dittatura di Trump, scrivevano ad agosto questi due noti specialisti di contro insurrezione, è inevitabile perché “Trump deve affrontare una sconfitta elettorale quasi certa” e “sta minando vigorosamente la fiducia del pubblico nelle nostre elezioni“. Trump, sostengono, non accetterà la sconfitta perché è certo che “dovrà affrontare un procedimento penale”. Sta “mettendo insieme un esercito privato in grado di contrastare non solo la volontà dell’elettorato, ma anche le capacità delle forze dell’ordine ordinarie“, hanno detto; “Quando queste forze si scontreranno il 20 gennaio 2021, le forze armate statunitensi saranno l’unica istituzione in grado di sostenere il nostro ordine costituzionale”.

    Hanno accusato Trump di seguire l’esempio di Giulio Cesare utilizzando “agenti militarizzati della Sicurezza Nazionale contro manifestazioni politiche interne” – Antifa e dei suoi alleati – e che l’uso di quegli agenti “costituisce la creazione di una forza paramilitare non responsabile per il pubblico”.

    “Questa è la tesi Antifa”, rileva Waller: “ Nagl, con la sua esperienza di considerare alcuni estremisti violenti in Iraq come alleati tattici per combattere gli estremisti violenti rivali, avesse portato a casa la guerra e applicato la sua visione del mondo di controinsurrezione per militarizzare la politica americana. Lo sfruttamento degli estremisti violenti come alleati tattici per intimidire e terrorizzare l’opinione pubblica nei mesi e nelle settimane che hanno preceduto le elezioni è una evidente manovra dei democratici. La Pelosi ha accusato il Dipartimento per la sicurezza interna (Homeland Security) di essere l ‘”esercito privato” di Trump di ” stormtrooper ” per combattere “manifestanti pacifici”. Come i Black Lives Matter egli Antifa.

    Leggetevi voi il resto qui. A noi basta concludere: se accadesse un attentato, un enorme attentato come quello di “Al Qaeda” contro le Twin Towers di 20 anni fa, non mi stupirei.


    Richard Citizen journalist
    @DPotcner
    Ospreys flying low over DC Potomac River across Arlington cemetery.

    https://twitter.com/i/status/1350158190835544066

    https://twitter.com/cris_cersei/stat...69152109547523

    https://www.maurizioblondet.it/se-il...n-mi-stupirei/
    Ultima modifica di Eridano; 18-01-21 alle 21:25

  5. #1515
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    L’America e il mondo al bivio: o Trump sventa il colpo di Stato o sarà l’ascesa definitiva del Nuovo Ordine Mondiale




    L’amministratore delegato della società My Pillow, Mike Lindell, è stato avvistato lo scorso venerdì nei pressi della Casa Bianca.

    Lindell portava con sé una serie di fogli di appunti che sostanzialmente indicano a Trump la strada migliore per attivare il cosiddetto Insurrection Act , la legge contro le insurrezioni firmato nel 1807, e la conseguente gestione dei poteri emergenziali che sarebbero assegnati al presidente in uno scenario del genere.



    Si tratta di una legge che di fatto stabilirebbe il ricorso ai tribunali militari per processare tutti coloro che hanno preso parte a delle rivolte tali da attentare all’integrità e alla stabilità dello Stato.

    A quanto pare, l’imprenditore americano avrebbe avuto un breve colloquio con Trump dove avrebbe presentato a Trump la strada migliore per ricorrere a questi poteri emergenziali, ma non è noto se il presidente abbia preso in considerazione la proposta dell’amministratore di My Pillow.

    Dopo l’incontro, Lindell ha riferito di essere stato solo un tramite per trasmettere al presidente un messaggio da parte di un avvocato americano di cui non ha voluto fare il nome.

    Sugli appunti compariva anche il nome dell’avvocato Sidney Powell, impegnata in prima linea da mesi nei ricorso contro la frode elettorale.

    E’ probabile che Lindell abbia proposto a Trump di assegnare un ruolo alla Powell soprattutto nell’ambito delle inchieste sulle irregolarità avvenute nelle elezioni.

    Queste sono certamente ore decisive per il destino dell’America e del mondo intero.

    Sono stati in molti a chiedersi perché Trump non abbia agito prima per sventare il colpo di Stato in atto, e sono ancora in molti a chiedersi se a questo punto il presidente sia disposto a prendere la decisione risolutiva per arrestare coloro che hanno cercato di sovvertirlo con la frode elettorale.

    Prima di prendere in considerazione quali potrebbero essere gli scenari a disposizione di Trump per poter fermare l’instaurazione alla Casa Bianca di un fantoccio da anni sul libro paga della Cina comunista, occorre ricostruire le fasi del colpo di Stato.

    Storia di un colpo di Stato contro l’America

    Tutto è infatti iniziato la notte del 3 novembre. E’ stato lì che l’operazione è partita, quando il sistema si è reso conto che Trump stava andando incontro ad una facile riconferma del suo mandato.

    L’ordine è stato mandato negli stati chiave e tutti quanti allo stesso tempo hanno smesso di contare.

    In quel momento, sono stati scaricati nelle urne migliaia di voti postali illegali giunti ben oltre la scadenza della mezzanotte e tutti stranamente sono stati assegnati a Joe Biden.

    I seggi sono stati sbarrati ed è stato impedito l’accesso ai rappresentanti di lista del partito repubblicano.

    Solamente questa circostanza sarebbe bastata a rendere invalide le intere elezioni perché sono state violate in maniera flagrante le leggi elettorali dei vari stati, come ha spiegato lo stesso presidente della commissione elettorale federale, Trey Trainor.

    Il broglio però non si è limitato solamente all’uso di schede falsificate o di voti postali illegali.

    C’è stato un livello esterno dell’operazione che si è svolto al di fuori dei confini americani e che ha visto il ruolo decisivo di un team di hacker informatici che ha avuto il compito preciso di spostare i voti da Trump a Biden.

    L’attacco informatico, secondo quando rivelato dall’ex agente della CIA Bradley Johnson, era già in corso a Francoforte presso la stazione CIA locale nella quale sono custoditi i server di Dominion, la società legata a Soros e ai Clinton che è stata decisiva per eseguire il broglio elettronico.

    A quel punto, un altro Paese sarebbe entrato in scena e si tratterebbe proprio dell’Italia, come già si è spiegato nei contributi precedenti.

    Una volta che il gruppo informatico di Francoforte si sarebbe reso conto che Trump stava vincendo lo stesso nonostante il broglio in corso, si è deciso di coinvolgere il governo italiano nell’operazione.

    All’ambasciata USA a Via Veneto, secondo la versione di Maria Zack e dello stesso Johnson, il generale Graziano avrebbe coordinato l’hackeraggio realizzato attraverso la tecnologia militare messa a disposizione da Leonardo, la società leader nel settore della Difesa partecipata a maggioranza dal governo italiano.

    A questo proposito, è interessante notare che i media ordinari si sono interessati a questo blog, tra i quali La Stampa, La Repubblica e Il Giornale, e si sono subito affrettati a dire che tutto questo non sarebbe vero, ma gli stessi media in questione non hanno minimamente fatto notare che nessuno dei protagonisti chiamati in causa, tranne il generale Graziano e Renzi ma in maniera insolitamente timida, ha smentito la versione di Zack e Johnson.

    Ha taciuto l’ambasciata americana a Roma e l’uscente governo Conte, così come non ha proferito parola Leonardo, che invece ha visto arrestati dieci dei suoi dirigenti nei giorni scorsi per riciclaggio e corruzione, a pochi giorni di distanza dallo scandalo dell’Italiagate che appunto coinvolgerebbe la società leader nelle tecnologie aerospaziali.

    Una strana “coincidenza” davvero.

    L’Italia quindi e il suo apparato istituzionale nelle mani del globalismo potrebbero avere davvero avuto un ruolo fondamentale nel broglio informatico, nell’ambito comunque di una operazione che ha visto coinvolti diversi esecutivi di tutto il mondo impegnati in un attacco senza precedenti agli Stati Uniti.

    I Paesi che hanno partecipato in maniera principale direttamente e indirettamente sono stati in primo luogo la Svizzera, in quanto detentrice del software collegato a Dominion, ovvero Scytl, già noto al governo elvetico per sua elevata inaffidabilità nel conteggio dei voti; la Cina in quanto finanziatrice attiva di una società sussidiaria della Dominion stessa; il Canada, in quanto sede di Dominion stessa; la Germania come Paese che ha eseguito parte dell’hackeraggio, e infine l’Italia stessa per il ruolo che si è già spiegato sopra.

    E’ stato, in altre parole, un colpo di Stato internazionale ai danni della sovranità degli Stati Uniti e di Donald Trump eseguito da dei governi che sono tutti saldamente nelle mani del grande potere mondialista finanziario internazionale.

    Quello che ci si è chiesto in diverse occasioni è perché Trump abbia permesso ai governi che gli sono nemici tutto questo senza cercare di prendere le dovute contromisure.

    Il presidente era di sicuro perfettamente informato che avrebbero cercato di spodestarlo illegalmente, e aveva a questo proposito preparato nel 2018 un ordine esecutivo molto preciso contro le ingerenze straniere nelle elezioni americane.

    L’ordine non è mai stato attivato perché con ogni probabilità la comunità dell’intelligence che ha redatto il rapporto su queste ingerenze ha consegnato al presidente un rapporto contraddittorio e non univoco sulle palesi interferenze straniere nelle elezioni americane.

    Il sistema ha sabotato il presidente togliendogli quindi fino ad ora la possibilità di ricorrere a questa arma.

    L’ordine esecutivo potrebbe essere ancora attivato all’ultimo istante se Trump fosse già in possesso di un elemento decisivo e incontrovertibile proprio riguardo all’eventuale ingerenza dell’Italia nella frode elettronica.

    Nel frattempo, i tribunali che sono stati aditi per i ricorsi si sono praticamente tutti rifiutati di prendere in considerazione tutte le altre prove mostrate dai legali di Trump.

    Le prove c’erano e ci sono, ma non si è trovata una corte che fosse stata disponibile a prenderle effettivamente in considerazione.

    L’assalto al Congresso: l’atto eversivo finale contro Trump

    Il colpo di Stato dunque è continuato fino ad arrivare il 6 gennaio, il giorno nel quale il Congresso ha difatti certificato delle elezioni illegali macchiandosi dunque a sua volta di complicità nei brogli elettorali.

    Prima di questa atto eversivo e incostituzionale ci sono stati i famigerati moti del Campidoglio che hanno visto orde di sostenitori definiti “pro – Trump” dalla stampa italiana (compresi i cosiddetti trumpiani di facciata) e internazionale, invadere il Congresso.

    Nell’ultima settimana è emerso chiaramente come quegli attivisti non erano in alcun modo riconducibili al campo di Trump.

    Al contrario, sono stati già arrestati diversi partecipanti dell’assalto al Campidoglio che si sono rivelati essere null’altro che operativi del gruppo terroristico Antifà, finanziato largamente dallo speculatore americano di origini ebraiche, George Soros.

    Si è trattato dunque di un cosiddetto “false flag”, espressione che nel gergo dei servizi significa “falsa bandiera”, e con la quale si identifica la preparazione di un evento preparato da gruppi di intelligence la cui colpa o responsabilità viene poi addossata ai nemici di questi gruppi nel tentativo di screditare questi agli occhi dell’opinione pubblica.

    L’insurrezione dunque c’è stata, ma non è opera in alcun modo di Trump, piuttosto dei suoi nemici che l’hanno falsamente accusato di aver preparato l’assedio.

    Questa operazione è stata fondamentale per giustificare la seconda messa in stato di accusa da parte della Camera dei Rappresentanti presieduta da Nancy Pelosi contro il presidente.

    E’ la prima volta nella storia che un presidente viene sottoposto a “impeachment” due volte nel corso del suo mandato.

    Nella prima occasione, le false accuse erano fondate sulla bufala del Russiagate, il tentativo di accostare Trump al Cremlino.

    Tra l’altro, i documenti recentemente declassificati da Trump su questo confermano come l’intera indagine nei suoi confronti non sia stata null’altro che una strumentalizzazione politica dell’FBI diretta da Comey che sotto l’egida dell’ex presidente Obama ha dato vita a questa operazione di spionaggio illegale.

    In entrambi i casi, la regista dell’operazione è stata Nancy Pelosi che ormai è ampiamente al di fuori del perimetro costituzionale e già colpevole di eversione.

    Trump a questo punto avrebbe tutti gli elementi per accusare il Congresso di aver certificato una elezione illegale e la Pelosi di alto tradimento vista la sua reiterazione nel voler ricorrere alla messa in stato di accusa come mezzo politico per rimuovere il presidente.

    Un altro aspetto che lascia molto perplessi in questa storia è la fretta forsennata del sistema di voler procedere alla messa in stato di accusa di un presidente sulla carta uscente.

    L’argomento che viene proposto di impedire a Trump di ricandidarsi nel 2024 non ha senso, perché Trump non avrebbe comunque più alcuna possibilità reale di vittoria.

    Il deep state, il potere dello stato profondo delle lobby militari e finanziarie, non gli consentirà più comunque di vincere legalmente le elezioni in alcun modo, come ha già dimostrato nel 2020.

    Le ragioni sembrano essere diverse apparentemente. Il sistema sembra in qualche modo rivelare un timore che il presidente possa fare qualcosa, altrimenti non si spiegherebbe tutta questa fretta.

    Non appena è partita l’atto eversivo della Pelosi contro Trump, i social, tutti allo stesso tempo, hanno tagliato le comunicazioni del presidente in carica.

    Per la prima volta da quando esistono queste piattaforme, un capo dello Stato è stato espulso da ognuna di esse.

    La sensazione è che il sistema abbia voluto tagliare tutte le comunicazioni del presidente allo stesso tempo.

    La ragione potrebbe essere in uno degli ultimi tweet di Trump nel quale scrive a lettere maiuscole che gli americani avranno una “VOCE GIGANTE ” nel futuro.

    President Trump Asserts The 75 Million People Who Voted ...

    Questo termine è utilizzato nel gergo militare per identificare le trasmissioni di emergenza che vengono fatte dalle forze armate qualora dovessero verificarsi degli eventi di straordinaria gravità tali da richiedere di attivare questo sistema di comunicazioni per avvisare la popolazione civile.

    Il presidente dunque ha voluto mandare un messaggio in codice ai suoi sostenitori riguardo ad una possibile attivazione della legge marziale o dell’atto contro le insurrezioni?

    Un altro aspetto che non torna in tutto questo è il massiccio dispiegamento di forze a Washington DC che ad oggi è la città più presidiata militarmente al mondo.

    Ci sono ben 25mila effettivi della guardia nazionale in città ed è stata eretta una rete non scalabile alta più di due metri intorno al Congresso, che questa volta le forze di sicurezza vogliono proteggere efficacemente a differenza di quanto accaduto il 6 gennaio.

    Per le strade ci sono anche diversi posti di blocco militari. Tutto questo per una inaugurazione che non ci sarà, ma sarà tenuta solo in forma virtuale.

    Nella giornata di oggi era anche prevista una prova tecnica dell’inaugurazione di Biden che è stata misteriosamente rimandata per preoccupazioni relative alla sicurezza.

    Quali possono essere queste preoccupazioni in una città dove praticamente ogni angolo è presidiato dai militari, non è stato reso noto.

    In tutto questo, Kamala Harris non ha ancora lasciato il suo seggio al Senato e mancano solo tre giorni al suo insediamento da vice-presidente.

    E’ la prima volta nella storia degli USA che un deputato o senatore attende l’ultimo istante per dimettersi, e questo fa pensare che la stessa Harris voglia aspettare fino all’ultimo prima di lasciare il suo seggio, nel timore forse che qualcosa di imprevisto possa accadere.

    Ora però si deve tornare al punto di partenza di questa analisi ed è quello relativo al perché il presidente non abbia fermato il meccanismo che si è messo in moto prima.

    L’idea è che Trump abbia cercato fino all’ultimo una risoluzione pacifica del broglio ma semplicemente ha dovuto riscontrare che ogni singola parte del sistema è infetta.

    Sono infette le corti, sono infetti i ministeri, sono infetti i partiti ed è persino infetta la sua stessa vice-presidenza che non ha esercitato le prerogative che la Costituzione gli assegna in materia di controllo della regolarità del voto.

    Ora ogni via pacifica sembra essere fallita e sarà in queste ore che si scoprirà se Trump vuole andare fino in fondo oppure no.

    Qualcuno sostiene che tutto questo era stato previsto e che il presidente sapeva che si sarebbe giunti comunque a questo punto nel quale Trump avrebbe già preso la decisione di usare i militari per fare pulizia in un sistema profondamente marcio e corrotto.

    Se si guarda alla decisione presa da Trump lo scorso novembre quando il presidente ha deciso di rinnovare i vertici della Difesa e allontanare dal consiglio di difesa falchi militaristi del gruppo globalista Bilderberg come Henry Kissinger e Madeleine Albright, tutto questo sembra avere un senso.

    Queste mosse non assomigliano a quelle di un presidente in uscita. Il rinnovo del Pentagono dà l’aria di una scelta fatta per avere il controllo di un ganglo vitale della macchina militare senza il quale non c’è alcuna possibilità di eseguire eventualmente un provvedimento contro la repressione del golpe in atto che prevedrebbe appunto l’inevitabile coinvolgimento delle forze armate.

    Questa elezione ha comunque dimostrato una evidenza incontrovertibile. E’ impossibile cambiare lo status quo con sistemi democratici, perché la democrazia non è stata fatta per consegnare il potere al popolo, ma piuttosto per assicurare il dominio assoluto della élite finanziaria del globalismo.

    In democrazia domina chi ha il capitale che è il mezzo per avere il controllo dei media e dei partiti.

    Trump è riuscito a rompere il falso duopolio democratico/repubblicano con il quale le lobby di Washington controllano il Paese da decenni, solamente perché lui stesso aveva il potere di finanziarsi e partecipare alla contesa.

    E’ stato un bug del sistema che il sistema stesso ha provato ad eliminare disperatamente e forsennatamente sin dall’inizio della sua campagna.

    Fare di nuovo grande l’America è del tutto incompatibile con l’agenda del mondialismo che invece vuole fare grande la dittatura globale auspicata ormai da lungo tempo.

    Non si può vincere con vie pacifiche burocratiche un gioco truccato. Vince sempre inevitabilmente il banco.

    Se si vuole battere il banco, occorre spostare la partita su un altro piano e arrestare coloro che hanno violato le regole e si sono macchiati di gravissimi reati.

    Nella democrazia liberale voluta dal mondialismo, non c’è alcun’altra possibilità di farcela.

    Trump ha un’occasione storica per poterlo fare e se non lo farà ora, consegnerà l’America nelle mani di quel potere che la renderà una provincia della Cina comunista, e spianerà così definitivamente la strada al Nuovo Ordine Mondiale.

    Il Grande Reset non avrà più alcun ostacolo e andrà incontro ad un’accelerazione fortissima come ha detto John Kerry, ex segretario di Stato USA e membro della società segreta occulta Teschi e Ossa.

    Il tempo quindi sta per scadere. Sulle spalle di Trump grava una responsabilità enorme. Non solo ciò che farà lui cambierà il destino dell’America, ma segnerà anche quello del mondo intero.

    Se gli USA torneranno sotto l’ala del mondialismo, il Nuovo Ordine Mondiale non avrà virtualmente più ostacoli.

    A quel punto, resterà solo la Russia di Putin circondata dalla Cina comunista e dal ricomposto blocco euro-atlantico.

    Trump non solo se non farà nulla aprirà la strada alla dittatura mondiale che renderà schiava l’America e il mondo, ma distruggerà anche se stesso.

    Non esiste un futuro da imprenditore per Trump e la sua famiglia. La mafia finanziaria globalista gli sta facendo terra bruciata intorno, e il procuratore di Washington DC minaccia di arrestare lui e suo figlio.

    Se non si ferma il meccanismo ora, il Grande Reset si attiverà e travolgerà tutto e tutti.

    Sono ore tremende e decisive. Forse Trump può trovare la risposta a cosa fare nelle lettere che monsignor Viganò gli ha inviato in più di un’occasione.

    Lì dentro il presidente può cogliere di nuovo l’importanza di cosa c’è in ballo.

    Lì dentro il presidente può trovare l’ispirazione per schiacciare la testa del serpente una volta per tutte.







    https://lacrunadellago.net/2021/01/1...dine-mondiale/

  6. #1516
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Ansa.it
    Melania lascia
    la Casa Bianca con
    il record negativo
    di consensi

    La causa della caduta.
    Scritto 4 anni fa, quando la massa guardava solo la figa.

  7. #1517
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    Se il 20 avvenisse un attentato, non mi stupirei
    Maurizio Blondet 17 Gennaio 2021

    Convogli di autoblindo e carri armati su vagoni. Aerei convertibili Osprey che sorvolano lentamente ed ossessivamente Washington. Fatti confluire 21mila soldati della Guardia Nazionale. Automobilisti che per uscire (non entrare!) dalla capitale devono mostrare i documenti a posti di blocco di soldati.

    convogli

    [ Video ]
    �� – Massive military transport movement in North Carolina tonight

    Un amico mi twitta: “Sarà… ma tutto questo movimento per un’inaugurazione virtuale a me pare decisamente eccessivo”.

    Certamente spropositato lo è. Insensato. Ma la risposta può trovarsi in questa intervista al generale Stanley McChrystal, che è stato un esperto di insurgency and counterinsurgency in Afghanistan, nel senso che probabilmente ha creato l’una e l’altra. Ora costui, come dice il titolo:

    “INSURREZIONE INTERNA’: il generale McChrystal paragona i rivoltosi del MAGA ad Al-Qaeda – dicendo che hanno anche seguito un ‘potente leader’

    Sommario:

    McChrystal ha detto che ci sono paralleli terrificanti tra la nascita di Al-Qaeda e il violento assedio al Campidoglio degli Stati Uniti la scorsa settimana.
    Trump ha dato ai suoi sostenitori la “legittimità per diventare ancora più radicalizzaati”,
    La sua retorica Stop the Steal è ora un grido di battaglia estremista simile alla causa adottata dai sudisti nella guerra civile americana
    McChrystal ha avvertito che ora “ la trama di qualcosa di molto pericoloso è stata tessuta ”, le conseguenze continueranno a lungo dopo che Trump avrà lasciato l’incarico
    McChrystal ha guidato la lotta dell’esercito contro i talebani e Al-Qaeda
    Altri esperti di antiterrorismo temono che ci siano tutti i segni di crescenti movimenti estremisti violenti sul suolo americano
    La security è accresciuta in vista dell’insediamento del presidente eletto Biden tra i timori di ulteriori violenze da parte degli estremisti
    Ora che i manifestanti pro-Trump (MAGA, Make America Great Again) siano simili “in modo terrificante ad Al Qaeda” è un’asserzione spropositata, almeno quanto l’immane schieramento di truppe, blindati ed aerei militari fatti confluire per l’inaugurazione di Biden.


    Ma se il 20 gennaio succedesse un qualche tipo di attentato, una strage spaventosa come l’11 Settembre attribuito ad Al Qaeda (che McChrystal conosce molto bene…) , ed adesso attribuibile alla gente pro-Trump, a qualcuno dei 77 milioni che l’hanno votato, allora la spropositata, oggi insensata affermazione di McChristal diverrebbe una conferma: ecco, sapeva, aveva previsto.

    E giustificherebbe una repressione mai vista, militare, schiacciante, contro il popolo americano che ritiene Biden un presidente illegittimo.

    E’ quel che ha sostenuto Pepe Escobar in un recente articolo:

    “L’11 Settembre ha aperto le porte alla guerra globale al terrorismo. Il 6 gennaio [elezione di Biden] apre le porte alla Guerra al terrorismo interno”, la guerra contro i propri 77 milioni di concittadini che hanno votato Trump. Lo ha detto lo stesso presidente-eletto, riferendosi ai manifestanti entrati nel Campidoglio con minacciose parole : “Non osate chiamarli manifestanti. Erano una folla ribelle. Insurrezionalisti. Terroristi domestici “.

    Il presidente della Camera Nancy Pelosi chiamato il presidente Tuump e i suoi sostenitori al Congresso ” nemici interni ” e “nemici dello stato”.

    “Questa è la narrativa egemone – dice Escobar – scolpita nella pietra, ora applicata con un pugno di ferro da Big Tech. Prima vengono a braccare POTUS. Poi vengono a prendere per te. John Breenan, l’ex capo della CIA creatore del Russiagate , ha twittato sulla necessità di organizzare campi di rieducazione. I media hanno chiesto “la pulizia del movimento” . Ogni singola protesta sarà bollata come terrorismo interno.

    I vertici della Cupola, lo 0,0001% , “hanno il pieno controllo. I resti di “Democrazia” sono congelati nella Mediacrazia. Davanti ai 77 milioni “non c’è nient’altro che una spietata epurazione, un giro di vite prolungato, censura, sorveglianza globale, distruzione delle libertà civili, una singola narrazione, cancellazione (in) cultura globale. Benvenuti a Full Spectrum Domestic Dominance. Germania 1933 con steroidi. Redux 1984: non c’è da stupirsi che l’hashtag # 1984 sia stato bandito da Twitter”.

    Il Center for Security Policy, in un articolo dello scorso settembre, (L’esercito privato di Biden e la militarizzazione della politica americana) rendeva noto che

    “Già dalla scorsa primavera, un PAC ( comitato di azione politica) pro-Biden ha adattato una tecnologia di controinsurrezione – progettata a suo tempo per condurre una guerra psicologica contro l’ISIS – e l’ha schierata contro i cittadini sostenitori del presidente Trump.

    “Il nuovo PAC allineato ai democratici, consigliato dal generale dell’esercito in pensione Stanley McChrystal, l’ex capo delle forze statunitensi in Afghanistan, sta progettando di schierare la tecnologia originariamente sviluppata per contrastare la propaganda dello Stato Islamico al servizio di un obiettivo politico interno”, il Washington Post riportato il 1 maggio.

    “Il gruppo, Defeat Disinfo, utilizzerà l’intelligenza artificiale e l’analisi della rete per mappare la discussione sulle affermazioni del presidente (Trump) sui social media e interverrà facendo prevalere le contro-narrazioni e promuovendole attraverso una rete di oltre 3,4 milioni di influencer in tutto il paese, pagando utenti con un ampio seguito per schierarsi contro il presidente “, ha affermato il Post .

    E’ importante capire che questa meccanismo di intox è già attivo. Di “ Defeat Disinfo – consultate il sito e avrete una sensazione di dejà vu:

    La disinformazione su COVID-19 minaccia tutta la nostra sicurezza.

    Queste bugie erodono la nostra fede nella scienza. In medicina. Nella sanità pubblica.

    A meno che non respingiamo queste menzogne, metà degli americani non prenderà un vaccino approvato.

    Defeat Disinfo è stato creato per cambiare la narrativa, per cambiare il risultato su COVID-19.

    Unisciti alla prima linea digitale per ripristinare la fiducia nei fatti scientifici e medici.

    Oltre a lottare per far vaccinare gli americani cambiando la narrativa , Defeat Info ha incolpato il presidente Trump della pandemia proveniente dalla Cina e lo ha accusato di spingere politiche sul Covid che uccidono i cittadini americani. “La gente sta morendo a causa della sua agenda politica”. Similmente Repubblica. Il punto è che l’inventore di Defeat Disinfo, Curtis Hougland è un consulente DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency ) e ha adottato “la tecnologia di guerra psicologica sviluppata da DARPA da utilizzare contro i terroristi islamici”

    Lo scopo auto-dichiarato di Defeat Disinfo è quello di combattere quella che chiama la “disinformazione” di Trump sulla pandemia di coronavirus e di promuovere la teoria del complotto della collusione russa. “Le bugie di Trump su Joe Biden e Covid-19 minacciano la nostra società“, dice sulla sua homepage. “Repubblicani e russi usano queste bugie per dividere la nazione”.

    “In qualità di specialista in operazioni psicologiche (PSYOP) – scrive l’autore dell’articolo, J. Michael Waller – conosco personalmente le versioni di questa tecnologia utilizzate dal comando delle operazioni speciali degli Stati Uniti. È stato progettato non solo per la messaggistica PSYOP, ma per localizzare fisicamente le persone in tempo reale. Svolge entrambe le funzioni monitorando i telefoni delle persone e altri dispositivi mobili tramite messaggi vocali e di testo, GPS e tramite app come Facebook e Waze e qualsiasi altro spyware sul proprio telefono. […] la tecnologia disponibile in commercio può essere utilizzata per il monitoraggio in tempo reale delle persone mirate a essere arrestate o uccise.

    “L’uso e l’abuso di questa tecnologia di guerra psicologica contro il pubblico americano non è un’operazione di un singolo. Per mesi Biden ha affermato che Trump ruberà le elezioni e potrebbe dover essere rimosso dallo Studio Ovale con la forza militare. La strategia della campagna democratica del 2020 è di guerra totale. L’avversario politico è ora un nemico militare”.

    Non basta: “ Due ex tenenti colonnelli, in una lettera aperta dell’11 agosto al generale Mark Milley , presidente dei capi di stato maggiore congiunti, hanno consigliato i metodi militari di controinsurrezione sviluppati in Iraq per rovesciare Trump. Gli ex ufficiali dell’esercito, John Nagl e Paul Yingling, hanno detto al generale Milley: “Se Donald Trump si rifiuta di lasciare l’incarico alla scadenza del suo mandato costituzionale, l’esercito degli Stati Uniti deve rimuoverlo con la forza e tu devi dare quell’ordine”.

    Una dittatura di Trump, scrivevano ad agosto questi due noti specialisti di contro insurrezione, è inevitabile perché “Trump deve affrontare una sconfitta elettorale quasi certa” e “sta minando vigorosamente la fiducia del pubblico nelle nostre elezioni“. Trump, sostengono, non accetterà la sconfitta perché è certo che “dovrà affrontare un procedimento penale”. Sta “mettendo insieme un esercito privato in grado di contrastare non solo la volontà dell’elettorato, ma anche le capacità delle forze dell’ordine ordinarie“, hanno detto; “Quando queste forze si scontreranno il 20 gennaio 2021, le forze armate statunitensi saranno l’unica istituzione in grado di sostenere il nostro ordine costituzionale”.

    Hanno accusato Trump di seguire l’esempio di Giulio Cesare utilizzando “agenti militarizzati della Sicurezza Nazionale contro manifestazioni politiche interne” – Antifa e dei suoi alleati – e che l’uso di quegli agenti “costituisce la creazione di una forza paramilitare non responsabile per il pubblico”.

    “Questa è la tesi Antifa”, rileva Waller: “ Nagl, con la sua esperienza di considerare alcuni estremisti violenti in Iraq come alleati tattici per combattere gli estremisti violenti rivali, avesse portato a casa la guerra e applicato la sua visione del mondo di controinsurrezione per militarizzare la politica americana. Lo sfruttamento degli estremisti violenti come alleati tattici per intimidire e terrorizzare l’opinione pubblica nei mesi e nelle settimane che hanno preceduto le elezioni è una evidente manovra dei democratici. La Pelosi ha accusato il Dipartimento per la sicurezza interna (Homeland Security) di essere l ‘”esercito privato” di Trump di ” stormtrooper ” per combattere “manifestanti pacifici”. Come i Black Lives Matter egli Antifa.

    Leggetevi voi il resto qui. A noi basta concludere: se accadesse un attentato, un enorme attentato come quello di “Al Qaeda” contro le Twin Towers di 20 anni fa, non mi stupirei.


    Richard Citizen journalist
    @DPotcner
    Ospreys flying low over DC Potomac River across Arlington cemetery.

    https://twitter.com/i/status/1350158190835544066

    https://twitter.com/cris_cersei/stat...69152109547523

    https://www.maurizioblondet.it/se-il...n-mi-stupirei/
    Terroristi domestici
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  8. #1518
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    L’America e il mondo al bivio: o Trump sventa il colpo di Stato o sarà l’ascesa definitiva del Nuovo Ordine Mondiale




    L’amministratore delegato della società My Pillow, Mike Lindell, è stato avvistato lo scorso venerdì nei pressi della Casa Bianca.

    Lindell portava con sé una serie di fogli di appunti che sostanzialmente indicano a Trump la strada migliore per attivare il cosiddetto Insurrection Act , la legge contro le insurrezioni firmato nel 1807, e la conseguente gestione dei poteri emergenziali che sarebbero assegnati al presidente in uno scenario del genere.



    Si tratta di una legge che di fatto stabilirebbe il ricorso ai tribunali militari per processare tutti coloro che hanno preso parte a delle rivolte tali da attentare all’integrità e alla stabilità dello Stato.

    A quanto pare, l’imprenditore americano avrebbe avuto un breve colloquio con Trump dove avrebbe presentato a Trump la strada migliore per ricorrere a questi poteri emergenziali, ma non è noto se il presidente abbia preso in considerazione la proposta dell’amministratore di My Pillow.

    Dopo l’incontro, Lindell ha riferito di essere stato solo un tramite per trasmettere al presidente un messaggio da parte di un avvocato americano di cui non ha voluto fare il nome.

    Sugli appunti compariva anche il nome dell’avvocato Sidney Powell, impegnata in prima linea da mesi nei ricorso contro la frode elettorale.

    E’ probabile che Lindell abbia proposto a Trump di assegnare un ruolo alla Powell soprattutto nell’ambito delle inchieste sulle irregolarità avvenute nelle elezioni.

    Queste sono certamente ore decisive per il destino dell’America e del mondo intero.

    Sono stati in molti a chiedersi perché Trump non abbia agito prima per sventare il colpo di Stato in atto, e sono ancora in molti a chiedersi se a questo punto il presidente sia disposto a prendere la decisione risolutiva per arrestare coloro che hanno cercato di sovvertirlo con la frode elettorale.

    Prima di prendere in considerazione quali potrebbero essere gli scenari a disposizione di Trump per poter fermare l’instaurazione alla Casa Bianca di un fantoccio da anni sul libro paga della Cina comunista, occorre ricostruire le fasi del colpo di Stato.

    Storia di un colpo di Stato contro l’America

    Tutto è infatti iniziato la notte del 3 novembre. E’ stato lì che l’operazione è partita, quando il sistema si è reso conto che Trump stava andando incontro ad una facile riconferma del suo mandato.

    L’ordine è stato mandato negli stati chiave e tutti quanti allo stesso tempo hanno smesso di contare.

    In quel momento, sono stati scaricati nelle urne migliaia di voti postali illegali giunti ben oltre la scadenza della mezzanotte e tutti stranamente sono stati assegnati a Joe Biden.

    I seggi sono stati sbarrati ed è stato impedito l’accesso ai rappresentanti di lista del partito repubblicano.

    Solamente questa circostanza sarebbe bastata a rendere invalide le intere elezioni perché sono state violate in maniera flagrante le leggi elettorali dei vari stati, come ha spiegato lo stesso presidente della commissione elettorale federale, Trey Trainor.

    Il broglio però non si è limitato solamente all’uso di schede falsificate o di voti postali illegali.

    C’è stato un livello esterno dell’operazione che si è svolto al di fuori dei confini americani e che ha visto il ruolo decisivo di un team di hacker informatici che ha avuto il compito preciso di spostare i voti da Trump a Biden.

    L’attacco informatico, secondo quando rivelato dall’ex agente della CIA Bradley Johnson, era già in corso a Francoforte presso la stazione CIA locale nella quale sono custoditi i server di Dominion, la società legata a Soros e ai Clinton che è stata decisiva per eseguire il broglio elettronico.

    A quel punto, un altro Paese sarebbe entrato in scena e si tratterebbe proprio dell’Italia, come già si è spiegato nei contributi precedenti.

    Una volta che il gruppo informatico di Francoforte si sarebbe reso conto che Trump stava vincendo lo stesso nonostante il broglio in corso, si è deciso di coinvolgere il governo italiano nell’operazione.

    All’ambasciata USA a Via Veneto, secondo la versione di Maria Zack e dello stesso Johnson, il generale Graziano avrebbe coordinato l’hackeraggio realizzato attraverso la tecnologia militare messa a disposizione da Leonardo, la società leader nel settore della Difesa partecipata a maggioranza dal governo italiano.

    A questo proposito, è interessante notare che i media ordinari si sono interessati a questo blog, tra i quali La Stampa, La Repubblica e Il Giornale, e si sono subito affrettati a dire che tutto questo non sarebbe vero, ma gli stessi media in questione non hanno minimamente fatto notare che nessuno dei protagonisti chiamati in causa, tranne il generale Graziano e Renzi ma in maniera insolitamente timida, ha smentito la versione di Zack e Johnson.

    Ha taciuto l’ambasciata americana a Roma e l’uscente governo Conte, così come non ha proferito parola Leonardo, che invece ha visto arrestati dieci dei suoi dirigenti nei giorni scorsi per riciclaggio e corruzione, a pochi giorni di distanza dallo scandalo dell’Italiagate che appunto coinvolgerebbe la società leader nelle tecnologie aerospaziali.

    Una strana “coincidenza” davvero.

    L’Italia quindi e il suo apparato istituzionale nelle mani del globalismo potrebbero avere davvero avuto un ruolo fondamentale nel broglio informatico, nell’ambito comunque di una operazione che ha visto coinvolti diversi esecutivi di tutto il mondo impegnati in un attacco senza precedenti agli Stati Uniti.

    I Paesi che hanno partecipato in maniera principale direttamente e indirettamente sono stati in primo luogo la Svizzera, in quanto detentrice del software collegato a Dominion, ovvero Scytl, già noto al governo elvetico per sua elevata inaffidabilità nel conteggio dei voti; la Cina in quanto finanziatrice attiva di una società sussidiaria della Dominion stessa; il Canada, in quanto sede di Dominion stessa; la Germania come Paese che ha eseguito parte dell’hackeraggio, e infine l’Italia stessa per il ruolo che si è già spiegato sopra.

    E’ stato, in altre parole, un colpo di Stato internazionale ai danni della sovranità degli Stati Uniti e di Donald Trump eseguito da dei governi che sono tutti saldamente nelle mani del grande potere mondialista finanziario internazionale.

    Quello che ci si è chiesto in diverse occasioni è perché Trump abbia permesso ai governi che gli sono nemici tutto questo senza cercare di prendere le dovute contromisure.

    Il presidente era di sicuro perfettamente informato che avrebbero cercato di spodestarlo illegalmente, e aveva a questo proposito preparato nel 2018 un ordine esecutivo molto preciso contro le ingerenze straniere nelle elezioni americane.

    L’ordine non è mai stato attivato perché con ogni probabilità la comunità dell’intelligence che ha redatto il rapporto su queste ingerenze ha consegnato al presidente un rapporto contraddittorio e non univoco sulle palesi interferenze straniere nelle elezioni americane.

    Il sistema ha sabotato il presidente togliendogli quindi fino ad ora la possibilità di ricorrere a questa arma.

    L’ordine esecutivo potrebbe essere ancora attivato all’ultimo istante se Trump fosse già in possesso di un elemento decisivo e incontrovertibile proprio riguardo all’eventuale ingerenza dell’Italia nella frode elettronica.

    Nel frattempo, i tribunali che sono stati aditi per i ricorsi si sono praticamente tutti rifiutati di prendere in considerazione tutte le altre prove mostrate dai legali di Trump.

    Le prove c’erano e ci sono, ma non si è trovata una corte che fosse stata disponibile a prenderle effettivamente in considerazione.

    L’assalto al Congresso: l’atto eversivo finale contro Trump

    Il colpo di Stato dunque è continuato fino ad arrivare il 6 gennaio, il giorno nel quale il Congresso ha difatti certificato delle elezioni illegali macchiandosi dunque a sua volta di complicità nei brogli elettorali.

    Prima di questa atto eversivo e incostituzionale ci sono stati i famigerati moti del Campidoglio che hanno visto orde di sostenitori definiti “pro – Trump” dalla stampa italiana (compresi i cosiddetti trumpiani di facciata) e internazionale, invadere il Congresso.

    Nell’ultima settimana è emerso chiaramente come quegli attivisti non erano in alcun modo riconducibili al campo di Trump.

    Al contrario, sono stati già arrestati diversi partecipanti dell’assalto al Campidoglio che si sono rivelati essere null’altro che operativi del gruppo terroristico Antifà, finanziato largamente dallo speculatore americano di origini ebraiche, George Soros.

    Si è trattato dunque di un cosiddetto “false flag”, espressione che nel gergo dei servizi significa “falsa bandiera”, e con la quale si identifica la preparazione di un evento preparato da gruppi di intelligence la cui colpa o responsabilità viene poi addossata ai nemici di questi gruppi nel tentativo di screditare questi agli occhi dell’opinione pubblica.

    L’insurrezione dunque c’è stata, ma non è opera in alcun modo di Trump, piuttosto dei suoi nemici che l’hanno falsamente accusato di aver preparato l’assedio.

    Questa operazione è stata fondamentale per giustificare la seconda messa in stato di accusa da parte della Camera dei Rappresentanti presieduta da Nancy Pelosi contro il presidente.

    E’ la prima volta nella storia che un presidente viene sottoposto a “impeachment” due volte nel corso del suo mandato.

    Nella prima occasione, le false accuse erano fondate sulla bufala del Russiagate, il tentativo di accostare Trump al Cremlino.

    Tra l’altro, i documenti recentemente declassificati da Trump su questo confermano come l’intera indagine nei suoi confronti non sia stata null’altro che una strumentalizzazione politica dell’FBI diretta da Comey che sotto l’egida dell’ex presidente Obama ha dato vita a questa operazione di spionaggio illegale.

    In entrambi i casi, la regista dell’operazione è stata Nancy Pelosi che ormai è ampiamente al di fuori del perimetro costituzionale e già colpevole di eversione.

    Trump a questo punto avrebbe tutti gli elementi per accusare il Congresso di aver certificato una elezione illegale e la Pelosi di alto tradimento vista la sua reiterazione nel voler ricorrere alla messa in stato di accusa come mezzo politico per rimuovere il presidente.

    Un altro aspetto che lascia molto perplessi in questa storia è la fretta forsennata del sistema di voler procedere alla messa in stato di accusa di un presidente sulla carta uscente.

    L’argomento che viene proposto di impedire a Trump di ricandidarsi nel 2024 non ha senso, perché Trump non avrebbe comunque più alcuna possibilità reale di vittoria.

    Il deep state, il potere dello stato profondo delle lobby militari e finanziarie, non gli consentirà più comunque di vincere legalmente le elezioni in alcun modo, come ha già dimostrato nel 2020.

    Le ragioni sembrano essere diverse apparentemente. Il sistema sembra in qualche modo rivelare un timore che il presidente possa fare qualcosa, altrimenti non si spiegherebbe tutta questa fretta.

    Non appena è partita l’atto eversivo della Pelosi contro Trump, i social, tutti allo stesso tempo, hanno tagliato le comunicazioni del presidente in carica.

    Per la prima volta da quando esistono queste piattaforme, un capo dello Stato è stato espulso da ognuna di esse.

    La sensazione è che il sistema abbia voluto tagliare tutte le comunicazioni del presidente allo stesso tempo.

    La ragione potrebbe essere in uno degli ultimi tweet di Trump nel quale scrive a lettere maiuscole che gli americani avranno una “VOCE GIGANTE ” nel futuro.

    President Trump Asserts The 75 Million People Who Voted ...

    Questo termine è utilizzato nel gergo militare per identificare le trasmissioni di emergenza che vengono fatte dalle forze armate qualora dovessero verificarsi degli eventi di straordinaria gravità tali da richiedere di attivare questo sistema di comunicazioni per avvisare la popolazione civile.

    Il presidente dunque ha voluto mandare un messaggio in codice ai suoi sostenitori riguardo ad una possibile attivazione della legge marziale o dell’atto contro le insurrezioni?

    Un altro aspetto che non torna in tutto questo è il massiccio dispiegamento di forze a Washington DC che ad oggi è la città più presidiata militarmente al mondo.

    Ci sono ben 25mila effettivi della guardia nazionale in città ed è stata eretta una rete non scalabile alta più di due metri intorno al Congresso, che questa volta le forze di sicurezza vogliono proteggere efficacemente a differenza di quanto accaduto il 6 gennaio.

    Per le strade ci sono anche diversi posti di blocco militari. Tutto questo per una inaugurazione che non ci sarà, ma sarà tenuta solo in forma virtuale.

    Nella giornata di oggi era anche prevista una prova tecnica dell’inaugurazione di Biden che è stata misteriosamente rimandata per preoccupazioni relative alla sicurezza.

    Quali possono essere queste preoccupazioni in una città dove praticamente ogni angolo è presidiato dai militari, non è stato reso noto.

    In tutto questo, Kamala Harris non ha ancora lasciato il suo seggio al Senato e mancano solo tre giorni al suo insediamento da vice-presidente.

    E’ la prima volta nella storia degli USA che un deputato o senatore attende l’ultimo istante per dimettersi, e questo fa pensare che la stessa Harris voglia aspettare fino all’ultimo prima di lasciare il suo seggio, nel timore forse che qualcosa di imprevisto possa accadere.

    Ora però si deve tornare al punto di partenza di questa analisi ed è quello relativo al perché il presidente non abbia fermato il meccanismo che si è messo in moto prima.

    L’idea è che Trump abbia cercato fino all’ultimo una risoluzione pacifica del broglio ma semplicemente ha dovuto riscontrare che ogni singola parte del sistema è infetta.

    Sono infette le corti, sono infetti i ministeri, sono infetti i partiti ed è persino infetta la sua stessa vice-presidenza che non ha esercitato le prerogative che la Costituzione gli assegna in materia di controllo della regolarità del voto.

    Ora ogni via pacifica sembra essere fallita e sarà in queste ore che si scoprirà se Trump vuole andare fino in fondo oppure no.

    Qualcuno sostiene che tutto questo era stato previsto e che il presidente sapeva che si sarebbe giunti comunque a questo punto nel quale Trump avrebbe già preso la decisione di usare i militari per fare pulizia in un sistema profondamente marcio e corrotto.

    Se si guarda alla decisione presa da Trump lo scorso novembre quando il presidente ha deciso di rinnovare i vertici della Difesa e allontanare dal consiglio di difesa falchi militaristi del gruppo globalista Bilderberg come Henry Kissinger e Madeleine Albright, tutto questo sembra avere un senso.

    Queste mosse non assomigliano a quelle di un presidente in uscita. Il rinnovo del Pentagono dà l’aria di una scelta fatta per avere il controllo di un ganglo vitale della macchina militare senza il quale non c’è alcuna possibilità di eseguire eventualmente un provvedimento contro la repressione del golpe in atto che prevedrebbe appunto l’inevitabile coinvolgimento delle forze armate.

    Questa elezione ha comunque dimostrato una evidenza incontrovertibile. E’ impossibile cambiare lo status quo con sistemi democratici, perché la democrazia non è stata fatta per consegnare il potere al popolo, ma piuttosto per assicurare il dominio assoluto della élite finanziaria del globalismo.

    In democrazia domina chi ha il capitale che è il mezzo per avere il controllo dei media e dei partiti.

    Trump è riuscito a rompere il falso duopolio democratico/repubblicano con il quale le lobby di Washington controllano il Paese da decenni, solamente perché lui stesso aveva il potere di finanziarsi e partecipare alla contesa.

    E’ stato un bug del sistema che il sistema stesso ha provato ad eliminare disperatamente e forsennatamente sin dall’inizio della sua campagna.

    Fare di nuovo grande l’America è del tutto incompatibile con l’agenda del mondialismo che invece vuole fare grande la dittatura globale auspicata ormai da lungo tempo.

    Non si può vincere con vie pacifiche burocratiche un gioco truccato. Vince sempre inevitabilmente il banco.

    Se si vuole battere il banco, occorre spostare la partita su un altro piano e arrestare coloro che hanno violato le regole e si sono macchiati di gravissimi reati.

    Nella democrazia liberale voluta dal mondialismo, non c’è alcun’altra possibilità di farcela.

    Trump ha un’occasione storica per poterlo fare e se non lo farà ora, consegnerà l’America nelle mani di quel potere che la renderà una provincia della Cina comunista, e spianerà così definitivamente la strada al Nuovo Ordine Mondiale.

    Il Grande Reset non avrà più alcun ostacolo e andrà incontro ad un’accelerazione fortissima come ha detto John Kerry, ex segretario di Stato USA e membro della società segreta occulta Teschi e Ossa.

    Il tempo quindi sta per scadere. Sulle spalle di Trump grava una responsabilità enorme. Non solo ciò che farà lui cambierà il destino dell’America, ma segnerà anche quello del mondo intero.

    Se gli USA torneranno sotto l’ala del mondialismo, il Nuovo Ordine Mondiale non avrà virtualmente più ostacoli.

    A quel punto, resterà solo la Russia di Putin circondata dalla Cina comunista e dal ricomposto blocco euro-atlantico.

    Trump non solo se non farà nulla aprirà la strada alla dittatura mondiale che renderà schiava l’America e il mondo, ma distruggerà anche se stesso.

    Non esiste un futuro da imprenditore per Trump e la sua famiglia. La mafia finanziaria globalista gli sta facendo terra bruciata intorno, e il procuratore di Washington DC minaccia di arrestare lui e suo figlio.

    Se non si ferma il meccanismo ora, il Grande Reset si attiverà e travolgerà tutto e tutti.

    Sono ore tremende e decisive. Forse Trump può trovare la risposta a cosa fare nelle lettere che monsignor Viganò gli ha inviato in più di un’occasione.

    Lì dentro il presidente può cogliere di nuovo l’importanza di cosa c’è in ballo.

    Lì dentro il presidente può trovare l’ispirazione per schiacciare la testa del serpente una volta per tutte.







    https://lacrunadellago.net/2021/01/1...dine-mondiale/
    Questa elezione ha comunque dimostrato una evidenza incontrovertibile. E’ impossibile cambiare lo status quo con sistemi democratici, perché la democrazia non è stata fatta per consegnare il potere al popolo, ma piuttosto per assicurare il dominio assoluto della élite finanziaria del globalismo.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  9. #1519
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Cose che sappiamo bene da tempo.
    Purtroppo.

  10. #1520
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    https://www.voltairenet.org/article211986.html

    Dopo il crollo dell’URSS, quello degli USA
    di Thierry Meyssan

    Tutto ha una fine, anche gl’imperi: gli Stati Uniti come l’Unione Sovietica. Washington ha oltraggiosamente favorito una ristretta camarilla di ultramiliardari. Ora deve affrontare i vecchi demoni: prepararsi alle secessioni e alla guerra civile.

    RETE VOLTAIRE | PARIGI (FRANCIA) | 19 GENNAIO 2021
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    JPEG - 25 Kb

    La ristretta cricca che si è impossessata degli Stati Uniti ha censurato il presidente in carica, Donald Trump. Nella foto l’uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos, proprietario di Amazon, Blue Origin e dello Washington Post.
    Gli schieramenti che si stanno affrontando negli Stati Uniti, i Jacksoniani e i Neo-puritani, vogliono sopraffarsi l’un l’altro. I primi parlano d’insurrezione, i secondi auspicano la repressione, ma entrambi si preparano allo scontro. A tal punto che due terzi dei cittadini si preparano a loro volta alla guerra civile.

    L’ottica jacksoniana
    I Jacksoniani prendono il nome dal presidente Andrew Jackson, che prima della guerra di Secessione si oppose all’istituzione della Federal Reserve (banca centrale indipendente). Per un secolo sono spariti dalla scena politica per riemergere con l’elezione alla Casa Bianca di uno di loro: Donald Trump. Si oppongono ai legami incestuosi fra le banche private e la banca centrale USA, istituto che emette il dollaro.

    In molti Stati federati gli addetti allo spoglio dei voti delle elezioni del 3 novembre 2020 hanno avuto disposizione di espellere gli osservatori e tappare le finestre degli uffici elettorali. Indipendentemente dal risultato, le elezioni sono state pertanto private di legittimità democratica.

    Il problema non è sapere chi sia stato eletto, ma cosa fare ora che il patto nazionale è stato infranto.

    Il Secondo emendamento della Costituzione USA attribuisce ai cittadini il dovere di armarsi e organizzarsi in milizie per difendere, se minacciata, la libertà dello Stato.

    Quest’emendamento fa parte della Dichiarazione dei Diritti (Bill of Rights), la cui adozione fu presupposto irrinunciabile perché i cittadini, che avevano combattuto per l’indipendenza, accettassero la Costituzione redatta dalla Convenzione di Filadelfia. Il Secondo emendamento, che prevede che ogni cittadino possa detenere armi da guerra di ogni tipo, ha reso possibili i massacri che hanno ripetutamente funestato la società statunitense. Nonostante il costo in vite umane, l’emendamento è tuttora vigente perché essenziale all’equilibrio del sistema politico statunitense.

    Per l’appunto, secondo il 39% degli statunitensi ricorrere alle armi contro autorità corrotte non è un’opzione, bensì un dovere; il 17% ritiene sia giunto il momento di agire [1].

    In ogni Stato federato gruppi armati si stanno preparando a manifestare il 20 gennaio, giorno dell’intronizzazione di Joe Biden a Washington. L’FBI teme gravi sommosse in 17 Stati.

    Si possono esaminare questi fatti da qualsiasi lato e accusare gl’insorti – molto diversi fra loro – di essere “cospirazionisti” o “neo-nazisti”, o entrambe le cose. Sta di fatto che la loro rivolta è l’unico atteggiamento legittimo rispetto alla storia e al Diritto degli Stati Uniti.

    Si può sminuire la rivolta limitandola alla bizzarra ed effimera presa del Campidoglio del 6 gennaio, ma rimane il fatto che trattasi di avvenimenti non collegati: il fine non è affatto rovesciare il potere legislativo, ma neutralizzare l’insieme della classe politica e procedere a nuove elezioni, questa volta trasparenti.

    I cittadini che protestano contro «il furto del sistema elettorale» sono soprattutto elettori di Donald Trump, ma non solo. Non recriminano per la sconfitta di Trump, ma per un problema di fondo: la tutela della trasparenza come requisito irrinunciabile della democrazia.

    L’opacità dello spoglio dei voti ha scatenato le passioni, già in subbuglio dopo la crisi finanziaria 2007-2010. All’epoca la maggioranza della popolazione non accettò il piano di salvataggio delle banche per 787 miliardi di dollari del presidente Barack Obama (che andarono ad aggiungersi ai 422 miliardi di dollari per le acquisizioni di prestiti inesigibili volute dal presidente George W. Bush). Milioni di cittadini che si ritenevano «già sufficientemente tassati» (Taxed Enough Already) fondarono i TEA Party, in riferimento al Boston Tea Party, che diede il via alla guerra d’indipendenza. Questo movimento contro le pesanti tassazioni, imposte per salvare ultramiliardari, si affermò sia a destra sia a sinistra, come dimostrano le campagne della governatrice Sarah Palin (Repubblicana) e del senatore Bernie Sanders (Democratico).

    L’imponente declassamento della piccola borghesia, dovuto alle conseguenze della delocalizzazione, induce ormai il 79% degli statunitensi ad affermare che l’«America sta affondando»; una percentuale di disillusi senza equivalenti in Europa, a eccezione dei Gilet Gialli francesi.

    È indubbiamente poco probabile che le eventuali rivolte del 20 gennaio si trasformeranno in rivoluzione. Ma è un movimento che da una decina d’anni si sta facendo strada nella popolazione. Conta già un numero di adepti in tutto lo spettro politico sufficiente per ingaggiare la battaglia e per durare.

    Il punto di vista neo-puritano
    I gruppi che al contrario dei Jacksoniani si scatenano contro il presidente tutt’ora in carica, Donald Trump, sono altrettanto certi di essere dalla parte della ragione. Come il lord protettore Oliver Cromwell, si richiamano a una morale superiore alla Legge; a differenza dei repubblicani inglesi però non s’appropriano di riferimenti religiosi: sono calvinisti, ma senza Dio.

    Vogliono creare una Nazione per tutti, non insieme agli avversari, ma escludendone chi non la pensa come loro. E si rallegrano per la decisione di Twitter, Facebook, Instagram, Snapchat e Twitch di censurare i contestatori della regolarità delle elezioni. Non importa che queste multinazionali si arroghino un potere politico che contravviene al Primo emendamento della Costituzione, dal momento che condividono il medesimo concetto di Purezza: la libertà di parola non vale né per gli eretici né per i trumpisti.

    Trasportati dal proprio zelo, procedono alla riscrittura della storia di questa Nazione, la «luce sulla collina» venuta per illuminare il mondo. Cancellano ogni coscienza di classe e magnificano ogni minoranza, non per quanto fa, ma per il fatto di essere minoritaria. Epurano le università, praticano la scrittura inclusiva, sacralizzano la natura selvaggia, distinguono l’informazione dalle fake news, abbattono statue di grandi uomini. Oggi tentano di destituire Trump, non perché avrebbe organizzato la presa del Campidoglio, ma perché è difensore di chi lo ha occupato. Nessuno di questi eretici può avere un posto al sole.

    Nel XVII secolo i Puritani praticavano confessioni pubbliche per poter accedere alla vita eterna. Nel XX secolo i loro successori, i Neo-puritani, per assicurarsi l’immortalità non smettono di battere il mea culpa per il “privilegio bianco” di cui pensano aver goduto. Ultramiliardari come Jeff Bezos, Bill Gates, Arthur Levinson, Sundar Pichai, Sheryl Sandberg, Eric Schmidt, John W. Thompson e Mark Zuckerberg sono promotori di una nuova ideologia che propugna la superiorità dell’uomo digitale sul resto dell’umanità. Sperano di sconfiggere le malattie e la morte.

    Da molto tempo queste razionalissime persone hanno rinunciato alla ragione, al punto che secondo i due terzi degli statunitensi è ormai impossibile intendersi con loro su questioni elementari. Parlo dei neo-puritani, non dei trumpisti.

    Il fanatismo dei puritani ha già causato la Guerra civile inglese, la guerra d’Indipendenza statunitense e infine la guerra di Secessione. Il timore primario del presidente Richard Nixon era che questo fanatismo aprisse una quarta guerra che dilanierebbe gli USA. Ed è proprio questo il punto in cui ci troviamo.

    Una parte del Potere è già passata dalle istituzioni democratiche alle mani di pochi ultramiliardari. Gli Stati Uniti che abbiamo conosciuto non esistono più. È iniziata la loro agonia.
    Ultima modifica di Eridano; 19-01-21 alle 14:13

 

 
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