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Discussione: Accade in Amerika.

  1. #1541
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    LO SPETTACOLO DECADENTE DEL PASSAGGIO DEL COMANDO NEGLI STATI UNITI
    https://www.controinformazione.info/...i-stati-uniti/

  2. #1542
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Trump grazia Steve Bannon
    20 GENNAIO 202120 GENNAIO 2021 CRONACA LETTURA 1 MIN

    Il presidente Donald Trump ha concesso la grazia al suo ex capo stratega Steve Bannon, in una decisione dell’ultimo minuto presa appena poche ore prima di lasciare per l’ultima volta la Casa Bianca. Bannon è accusato di aver ingannato migliaia di investitori che credevano che i loro soldi sarebbero stati usati per mantenere la promessa elettorale di Trump di costruire un muro lungo il confine con il Messico.

    Tuttavia, avrebbe deviato più di un milione di dollari, pagando lo stipendio di un funzionario elettorale e le proprie spese personali. Dell'”ondata di clemenza” del Tycoon hanno beneficiato quasi 150 persone, comprese star del rap e ex membri del Congresso. Le grazie e le commutazioni di pena per 143 persone, compreso Bannon, sono state annunciate dopo la mezzanotte di ieri, nelle ultime ore del mandato di Trump alla presidenza. In tutto, Trump ha concesso la grazia a 73 persone e ha commutato le condanne penali di altre 70, in quelli che probabilmente saranno i suoi ultimi atti esecutivi.

    Oltre a Bannon, tra gli “unti da Trump” figura anche il principale collettore di fondi repubblicano Eliott Broidy, che si è dichiarato colpevole lo scorso autunno di agire come agente straniero non registrato, e l’ex sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick, che avrebbe dovuto scontare una pena detentiva di 28 anni per frode. Anche il rapper e produttore musicale Lil Wayne e il rapper Kodak Black sono stati graziati.

    https://www.lanuovapadania.it/cronac...-steve-bannon/
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #1543
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Tutto esatto circa la valigetta.
    credo che Trump voglia fondare il partito dei patrioti. Ha un patrimonio di voti incredibile.

  4. #1544
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    TRUMP, IL CORNUTO E L’INCENDIO DEL REICHSTAG



    Posso riavere indietro i soldi viso per andare al cinema a vedere film dove gli eroici poliziotti /soldati americani difendevano il Campidoglio e/o la Casa Bianca e/o il Pentagono da terroristi comunisti oppure islamici oppure psicotici oppure extraterrestri oppure scolopendre giganti ingrossate dopo esposizione a scorie nucleari. Sulla città di Washington dove erano presenti più di un milione di manifestanti nemmeno uno sparuto elicottero ha fatto vedere la sua presenza. “L’assalto al Campidoglio” di Washington ricorda sempre di più l’ incendio del Reichstag, un incendio appiccato dai nazisti per due brillanti scopi: si liberarono del Reichstag che era il simbolo di civiltà e legalità, e questo non lo rendeva uno dei loro edifici preferiti, ma soprattutto accusare del crimine i loro avversari.
    Il pensiero unico a reti unificate sta spiegando che il sei gennaio 2021 “la democrazia americana è stata attaccata e ha prevalso”. Mentre il congresso si preparava a proclamare la spettacolare vittoria del mondo vivente Biden su istigazione Trump migliaia di terroristi domestici, per usare l’espressione con cui sono stati indicati, ha preso d’assalto il Campidoglio. Per salire su un aereo controllano fino alle tue mutande se per caso tu non abbia con te un paio di forbicine un quadro di bottigliette di acqua. In un posto dove c’era il presidente degli Stati Uniti, il governo e tutto il senato una persona con una bomba avrebbe potuto decapitare gli Stati Uniti e pure non c’era un accidente di nessuno che li ha fermati. I video mostrano che i poliziotti hanno tolto loro stessi le transenne. E anche poco chiaro come sarebbe stato fatto quello che è stato descritto come un tentativo di colpo di Stato: i terroristi hanno invaso il Campidoglio per farsi un selfie con un tizio vestito da toro che ricorda i Village People, e mettere in piedi sul tavolo di Nancy Pelosi.
    Wow. Sui libri su cui avevo studiato la storia io i colpi di Stato si facevano in maniera diversa. Mi pare di ricordare che Pinochet si sia presentato con un carroarmato, non come con la parodia di Aldo vestito da sciamano. Non è vero che c’è stato un assalto, tutti i video, tutti “, mostrano la polizia che apre barriere per far entrare i “rivoltosi”, che una volta dentro rispettano le corde di velluto e si tengono in una fila ordinata scattandosi selfie con i poliziotti. Chi ha assistito, chi ha partecipato, ha parlato di una manifestazione estremamente pacifica fatta al 95% da famiglie. Non c’è stato nessun incitamento: sui social che ora lo hanno bannato il presidente Trump ha invitato le persone a manifestare il loro volere con la loro presenza, essendo la manifestazione una delle anime della democrazia. Quando sono scoppiati i tafferugli, Trump ha chiesto a un milione di persone di lasciare Washington, per evitare ulteriori guai, e loro hanno ubbidito. Lui aveva una forza di attacco di milione di persone e giustamente, saggiamente, l’ha rimandata a casa. Twitter e Facebook hanno chiuso gli account del presidente degli Stati Uniti così che non si potesse più vedere quanto i suoi messaggi incitassero alla pace. La violenza non c’è stata, non un solo manifestante ha ferito nessuno, e mettere in piedi sul tavolo di Nancy Pelosi onestamente non è una delle cose più terribili che si siano mai viste sotto il cielo del mondo. Tutto questo in una nazione è stata messa a ferro e fuoco dalle terrificanti manifestazioni dei BLM. La rivolta ha posto fine alla presidenza di Trump interrompendo una sessione che doveva essere fondamentale per ribaltare il voto del collegio elettorale, molti dei repubblicani di entrambe le Camere che stavano progettando di opporsi all’elezione di Biden si sono ritirati
    Alcuni chiedono che i legislatori che appoggiano Trump siano espulsi dall’incarico . Il Washington Post ha affermato che “i repubblicani sediziosi devono essere ritenuti responsabili” .
    Anche la campagna anti-social media è ricominciata sul serio, con Parler e GAB già accusati di consentire il “linguaggio violento” sulle loro piattaforme.
    E, ancora più importante, tutte le indagini sulle interferenze straniere, in particolare della Cina sulle elezioni sono state bloccate per sempre.
    Roberto Mazzoni, giornalista italiano che vive il florida, che pubblica video sulla piattaforma Rumble, parla delle Interferenze straniere nelle elezioni americane
    Il rapporto d’intelligence che doveva stabilire se c’erano state influenze straniere nelle ultime elezioni americane è arrivato alla Commissione un giorno dopo la riunione del Parlamento per non influenzarne le decisioni. Si tratta di un rapporto confidenziale quindi non può essere reso pubblico. Il coordinatore John Ratcliffe, incaricato di stilare il rapporto conclusivo, ha dichiarato di voler analizzare la questione in modo neutrale ascoltando sia gli analisti che affermano che le influenze straniere ci sono state sia quelli che lo negano. Secondo alcuni la Cina ha agito in tal senso, mentre secondo altri le azioni della Cina non avevano lo scopo di condizionare i risultati elettorali. Entrambi i gruppi quindi sono d’accordo nel sostenere che la Cina ha agito, ma non sono d’accordo sul fatto che questo abbia condizionato il voto. Barry Zulaf è stato chiamato a stabilire se ci fossero stati errori di procedura nella valutazione degli analisti. Dal resoconto inviato al Senato emerge che i dati sulla Russia vengono analizzati in modo diverso allo scopo di dimostrare che la Russia ha influenzato le elezioni e la Cina no, nonostante già a marzo, Richard Grenell, in un documento non confidenziale, indicasse che la Russia non stava sostenendo alcun candidato. Alcuni analisti sono influenzati dalla loro appartenenza politica, per cui i dati a sostegno di un intervento della Cina vengono occultati o minimizzati per non avantaggiare Trump o per non alimentare lo scontro in Parlamento. Il rapporto d’intelligence è inutile perché non c’è accordo sulle conclusioni. In anticipo sul rapporto, un altro esperto di sicurezza, William Evanina, avverte che il problema dell’interferenza nelle elezioni americane, è rappresentato principalmente dai social media che manipolano la politica e l’opinione pubblica creando ed amplificando scontri, cita come esempio George Floyd, la cui uccisione da parte di un poliziotto, a Minneapolis, ha scatenato la reazione violenta di Antifa e Back Live Matter con atti vandalici che per mesi hanno causato danni a proprietà private, negozi, mezzi di trasporto. Ogni volta che ci sono disordini, aumentano le persone su Facebook e il loro tempo di permanenza, quindi aumenta il guadagno. La manifestazione pacifica a Washington di circa cinquecentomila, forse un milione, di sostenitori di Trump viene definita terroristica anche se scontri sono avvenuti solo all’interno del Campidoglio e numerosissimi video testimoniano che la cosa è stata preparata e che i sostenitori di Trump hanno cercato di fermare gli agitatori. Le devastazioni BLM andate avanti per mesi, che hanno provocato morti, sono state giustificate. I Parlamentari e i Senatori che hanno votato per contestare i voti degli Stati in cui gli stessi Parlamenti li hanno dichiarati inattendibili vengono considerati traditori e sovversivi anche se i Democratici hanno fatto la stessa cosa tre volte negli ultimi venti anni in nome della difesa della Costituzione. Trump ha interesse a lasciare quanto prima la Casa Bianca perché rischia l’empeachment da parte del suo stesso partito, mentre non ci sono i tempi tecnici per un empeachment da parte dei Democratici. I Repubblicani che gli hanno negato l’appoggio in Senato sono i più determinati a eliminarlo dalla scena politica. Pence non vuole sostenere Trump, ma neanche fare l’empeachment perché gli si ritorcerebbe contro però alla fine potrebbe cedere alle pressioni e questo comprometterebbe il futuro di Trump nella politica. Dal 20 gennaio Trump potrà agire e parlare liberamente. Non potrà usare Facebook. Il leader Democratico del Senato, Chuck Schumaker, ha accusato i 75 milioni di americani che hanno votato Trump, di essere terroristi. Trump ha riunito a Washington i suoi elettori per farli sentire parte di un gruppo legittimo, visto che il Governo ha segnalato di non essere interessato a loro. Hanno bisogno di un leader e Trump ha promesso di esserlo. Donald Trump ha fatto tutte le azioni che era possibile fare legalmente perché l’elezione fosse regolare. Questa fase si è conclusa. Non può fare altro come Presidente perché verrebbe isolato. Ora si possono fare altre cose partendo dalle radici spirituali profonde dell’America. La ricostruzione degli Stati Uniti inizierà dalla Florida e dal Texas.

    https://www.silvanademaricommunity.i...del-reichstag/

  5. #1545
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    LA DOTTRINA SOCIALE CHE NON PIACE ALLA CHIESA
    Trump lascia su santità della vita, libertà religiosa ed educativa ma anche sui poveri

    Gli ultimi tre atti di Trump ricordano agli americani “che non ci sarà prosperità finché l’aborto non avrà fine e ciascuno sarà considerato un figlio di Dio”, che le famiglie povere devono ricevere aiuti per l’educazione dei figli, che senza libertà religiosa non c’è democrazia. Ed elenca i provvedimenti presi in questo senso. A dire che il suo operato si muoveva su una convinzione profonda, ma la prima a non capirlo è stata la Chiesa nonostante gli ultimi che lui ha difeso.
    - VIA DALL'AFGHANISTAN di Gianandrea Gaiani

    - LA GUERRA LAMPO DI BIDEN di Stefano Magni




    Promozione della santità della vita, della libertà religiosa e di quella educativa. Sono questi gli ultimi tre atti che il presidente uscente Donald Trump ha scelto per salutare il popolo americano. Con tre proclamazioni che dimostrano quanto il magnate protestante abbia corrisposto politicamente a quanto sostiene la Dottrina sociale della Chiesa. Lui, il "The People President", come amava essere definito, non solo ha difeso i princìpi non negoziabili ritenendoli il primo fattore di pace sociale, ma anche le classi a reddito minore (è il presidente repubblicano che ha ottenuto più voti dalla popolazione afroamericana e ispanica).

    E’ così che, a dire che la sua scelta non era dettata da un interesse meramente elettorale, il 15 gennaio ha scelto il giorno successivo come giornata per celebrare la libertà religiosa, ricordando di averla difesa sia nel mondo (con fondi alle chiese che si occupano di proteggere le minoranze religiose ) sia negli Stati Uniti, dopo l’era obamiana che aveva visto diversi istituti, scuole, ospedali di matrice religiosa e aziende di proprietari cristiani costretti a dover seguire norme contrarie alla propria coscienza su aborto e famiglia. Perciò, ha chiarito il presidente, “abbiamo anche tutelato il diritto degli operatori sanitari a non essere costretti a eseguire procedure che violano le loro convinzioni più profonde”, garantendo anche “che i luoghi di culto e altre organizzazioni di matrice religiosa potessero ricevere prestiti...con gli stessi parametri di qualsiasi altra entità”. Trump ha poi parlato dello sforzo della sua amministrazione affinché i governatori statali proteggessero la libertà di culto come diritto primario anche durante l'epidemia di coronavirus, lasciando aperti gli edifici in cui esercitarlo, ritenendoli essenziali al pari degli esercizi commerciali.

    Il presidente ha aggiunto che “abbiamo posto fine alle politiche sbagliate di negare l'accesso ai finanziamenti per l'istruzione a college e università storicamente frequentate dalla popolazione nera a causa del loro carattere religioso e di negare i prestiti a coloro che svolgono servizi pubblici presso organizzazioni religiose”. Una mossa che ha permesso anche ai poveri di ricevere borse di studio per frequentare università religiose di alto livello. A questo si lega la Proclamazione di Trump del 17 gennaio della Settimana nazionale della libertà di scelta educativo (24-30 gennaio 2021) a favore dei finanziamenti per tutte le persone povere che si vedono costrette a scegliere una istruzione mediocre a causa del loro reddito.

    Infine, il 17 gennaio ha proclamato anche la Giornata nazionale della santità della vita umana (22 gennaio) per sostenere quanto spiegò madre Teresa di Calcutta, che finché non cesserà l’aborto la pace non esisterà mai fra gli uomini. Trump l’ha detto affermando che solo “quando ogni persona sarà trattata come un figlio amato di Dio, le persone potranno raggiungere il loro pieno potenziale, le comunità potranno fiorire e l'America essere un luogo di speranza e libertà”. Inoltre, come assicurò suor Dede Byrne durante la Convention Repubblicana 2020, “la sua fede (di Trump) nella santità della vita trascende la politica”. Infatti nella sua dichiarazione di domenica il presidente ha ribadito: “Ogni vita umana è un dono per il mondo. Che sia nato o non ancora nato, giovane o vecchio, sano o malato, ogni persona è creata a immagine santa di Dio”. Trump però non si è accontentato come tanti suoi predecessori di parlare di sostegno alla vita giudicando le leggi abortiste come intoccabili, tanto che, si legge, “siamo quasi a 50 anni dalla sentenza Roe v. Wade della Corte Suprema”, una sentenza “costituzionalmente viziata” che “ha rovesciato le leggi statali che vietavano l'aborto causando la perdita di oltre 50 milioni di vite innocenti”.

    Trump, nonostante un potere che ha provato a schiacciarlo in ogni modo con scorrettezze e pressioni pesantissime durate oltre quattro anni, ha espresso speranza perché “madri forti, studenti coraggiosi, membri meravigliosi della comunità e persone di fede stanno guidando un potente movimento per risvegliare la coscienza dell'America e ripristinare la convinzione che ogni vita sia degna di rispetto...l'invito a ogni persona a riconoscere la santità della vita risuona più forte che mai in America”, tanto che “nell'ultimo decennio, il tasso di aborti è costantemente diminuito e oggi più di tre americani su quattro sono a favore delle restrizioni all'aborto”.

    Il presidente ha elencato le sue azioni contro l’aborto (qui una in fila all’altra). Quando poi sono cominciati gli attacchi alle agenzie adottive di matrice religiosa che si rifiutano di dare bambini a persone dello stesso sesso, “la mia amministrazione ha protetto il ruolo vitale dell'adozione basata sulla fede”. Vengono poi elencati gli atti internazionali contro l’aborto come un diritto (come all’Onu qui e qui) i finanziamenti per la ricerca sulla sindrome di Down e il recente ordine esecutivo che impone il soccorso di bambini scampati all’aborto e nati vivi. Che dire poi degli "oltre 200 giudici federali” che non interpretano la Costituzione ma la leggono quale è, ossia una carta che segue la legge naturale e che difende la vita? E questo, nonostante “alcuni a Washington stiano combattendo per mantenere gli Stati Uniti fra una piccola manciata di nazioni - tra cui la Corea del Nord e la Cina - che consentono gli aborti selettivi dopo la ventesima settimana”.

    Infine ha chiesto agli americani di “parlare in nome di coloro che non hanno voce...e sostenere ogni madre eroica che sceglie la vita...a difendere la vita di ogni bambino innocente e non ancora nato, ognuno dei quali può portare amore, gioia, bellezza e grazia incredibili alla nostra Nazione e al mondo intero...chiedo a ogni cittadino di questa grande Nazione di ascoltare il suono del silenzio causato da una generazione persa e poi di alzare la voce per tutti coloro che sono stati colpiti dall'aborto”.

    A fargli eco è stato poi il discorso della First Lady Melania Trump a riguardo del proprio operato a favore degli innocenti vittime della tratta umana e del traffico internet.

    E’ così che Trump lascia la Casa Bianca, amato dal popolo e contrastato dalle élite. Persino quelle la cui fede dovrebbe farle essere al suo fianco. Perché appunto oltre a vita, famiglia, libertà di educazione, della Chiesa e della fede, Trump non ha dimenticato gli ultimi. Proteggere la sua nazione, come ha fatto, dalla delinquenza e il terrorismo che l’immigrazione massiccia porta con sé, non gli ha impedito di fare quanto ammesso persino dalla rivista di sinistra Limes, la cui analisi è stata ripresa qui da Antonio Socci.

    Si parla di “schizzinose élite liberal incapaci di ascoltare i deplorables (termine con cui la Clinton aveva definito gli elettori di Trump, ndr)” mentre Trump, “il perdente più votato della storia americana” ha preso oltre 75 milioni di voti (conteggiati, ricordiamo che ci sono prove video delle frodi elettorali) anche perché “sotto di lui la paga base della fascia salariale più bassa è cresciuta del 4,5%, il redito mediano per famiglia è salito dai 62.898 dollari del 2016 ai 68.703 del 2019...Trump finanziava università storicamente nere (Hbcu). Ed estricava di prigione circa 4mila neri incarcerati sull’impulso ultrarepressivo del Crime Bill elaborato nel 1994 da tal Joe Biden", mentre "nel settembre scorso il 56% degli elettori affermava di stare meglio di quattro anni prima”. A dirlo sono anche gli exit poll che hanno confermato che Trump ha ricevuto il 26% dei voti non bianchi con l'11% degli afroamericani, il 31% degli ispanici e il 30% degli asiatici americani, in aumento di 3 punti percentuali rispetto al 2016 tra tutti e tre i gruppi.

    Ma forse non è questo che interessa a chi parla continuamente dei poveri dimenticando che senza la difesa degli ultimi, i bambini uccisi e senza voce, anche la lotta per gli indigenti appare strumentale. Mentre è difficile che chi si gioca la faccia per coloro che non hanno diritti non rispetti davvero la dignità di tutti gli altri esseri umani. Tanto che i dem sono ormai considerati il partito delle élite.

    Benedetta Frigerio
    https://lanuovabq.it/it/trump-lascia...che-sui-poveri

    Agenda del “primo giorno” di Biden: bagni transgender, finanziamento della genitorialità pianificata, aborto, accordi sul clima di Parigi , viaggi e immigrazione

    Il presidente eletto Joe Biden ha intenzione di portare avanti 10 priorità che tramuterà in ordini esecutivi nei suoi primi 100 giorni di mandato.

    In proposito, PBS riferisce che il capo gabinetto di Biden, in riferimento ai primi ordini esecutivi, ha detto: “Queste azioni esecutive forniranno sollievo ai milioni di americani che stanno lottando di fronte a queste crisi”, ha detto Klain nel promemoria. “Il presidente eletto Biden agirà – non solo per invertire i danni più gravi dell’amministrazione Trump – ma anche per iniziare a far avanzare il nostro paese”.

    Tra queste priorità, c’è la cancellazione di molti ordini esecutivi di Trump.
    Ecco, secondo il sito ‘Focus on the Family’ alcune delle “azioni più importanti che il presidente dovrebbe intraprendere” già da oggi:

    Ripristino della regola del bagno transgender del presidente Obama per le scuole

    Il presidente eletto Biden ripristinerà il governo del presidente Obama ( Dear Colleague Letter on Transgender Students ) secondo cui il titolo IX degli emendamenti sull’istruzione del 1972 protegge il diritto degli studenti delle scuole pubbliche di utilizzare il bagno di loro scelta in base alla loro identità di genere.

    Il titolo IX “comprende la discriminazione basata sull’identità di genere di uno studente, inclusa la discriminazione basata sullo status di transgender di uno studente”, afferma la lettera .

    Gli studenti transgender potranno utilizzare il bagno o gli spogliatoi di loro scelta, il che significa che i maschi possono utilizzare il bagno delle donne e viceversa.

    La lettera ha respinto le preoccupazioni che i genitori o le ragazze adolescenti potrebbero aver avuto con ragazzi che credono di essere ragazze che decidono di usare il bagno o lo spogliatoio della ragazza. Ha affermato che la deferenza deve essere pagata allo studente transgender ” anche in circostanze in cui altri studenti, genitori o membri della comunità sollevano obiezioni o preoccupazioni … il desiderio di accogliere il disagio degli altri non può giustificare una politica che individua e svantaggi una particolare classe di studenti . ”

    Il presidente Trump ha annullato l’ordine all’inizio del 2017, citando il diritto che ogni stato federale di prendere la decisione da solo. “Il presidente ha chiarito durante tutta la campagna che crede fermamente nei diritti degli Stati e che alcune questioni come questa, non è possibile affrontarle al meglio a livello federale“, ha detto la Casa Bianca all’epoca.

    Quando la lettera originale è stata scritta nel maggio 2016, l’amministrazione Obama ha avvertito che “le scuole che hanno sfidato la raccomandazione potrebbero essere a rischio di perdere i fondi federali”.

    Ripristino dei fondi federali a favore delle organizzazione abortiste

    Per quando riguarda il finanziamento all’estero di Planned Parenthood (la nota organizzazione abortista), è plausibile che Biden abroghi la legge che proibisce i finanziamenti delle organizzazioni che sostengono gli aborti all’estero, e che rispristini il loro supporto con fondi federali.

    Sempre sullo stesso tema, in un articolo della televisione NBC del 18 gennaio, un membro dello staff presidenziale, dice:

    “Abbiamo un sacco di lavoro da fare per riparare i danni fatti negli ultimi quattro anni, ma sapere di avere campioni lì che capiscono cosa deve accadere nei primi 100 giorni è tremendamente eccitante”, ha detto Alexis McGill Johnson, presidente e CEO di Genitorialità pianificata.

    Gli oppositori del diritto all’aborto sono preoccupati per la nuova amministrazione e avvertono che continueranno a respingere.

    “È certamente scoraggiante, ma non ci arrenderemo e faremo tutto il possibile per impedire che l’aborto venga promosso”, ha detto Carol Tobias, presidente del Comitato nazionale per il diritto alla vita, che ha detto di aspettarsi un’ondata di restrizioni all’aborto a livello statale quest’anno.

    Eliminazione di alcune restrizioni all’immigrazione ed ai viaggi da paesi musulmani

    Di positivo – almeno con riferimento alle decisioni già preannunciate – c’è il ripristino dei viaggi da e per i paesi musulmani che Trump aveva vietato. Quindi saranno eliminate le restrizioni all’immigrazione negli Stati Uniti dai 9 paesi a maggioranza musulmana che Trump aveva proibito. Come forse ricorderete i paesi da cui è vietato l’arrivo di cittadini di sette paesi musulmani sono Iraq, Iran, Yemen, Libia, Siria, Somalia e Siria. Ovviamente, queste restrizioni non c’entravano con il terrorismo, giacché Trump però aveva escluso Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Libano, da cui arrivarono i terroristi dell’11 settembre 2001.

    Per gli immigrati il nuovo presidente cercherà di facilitare la loro regolarizzazione, ovvero “gli immigrati verranno messi su un percorso di otto anni. Ci sarebbe un percorso più veloce per coloro che partecipano al programma Deferred Action for Childhood Arrivals, che protegge le persone dalla deportazione che sono arrivate negli Stati Uniti da bambini e per coloro che provengono da paesi in conflitto con uno status temporaneo”.

    Rientro nell’accordo di Parigi per il clima (ma da rivedere)

    Sempre secondo PBS, un altro provvedimento riguarderà il rientro degli Stati Uniti nell’accordo sul clima di Parigi ma non senza condizioni, con un occhio alla Cina: “Il rispetto dei termini dell’Accordo di Parigi e delle onerose restrizioni energetiche che ha imposto agli Stati Uniti potrebbe costare all’America fino a 2,7 milioni di posti di lavoro persi entro il 2025… Ciò include 440.000 posti di lavoro in meno nella produzione.

    In buona coscienza non posso sostenere un accordo che punisca gli Stati Uniti … senza imporre obblighi significativi ai principali inquinatori del mondo … La Cina sarà in grado di aumentare queste emissioni di un numero impressionante di anni – (13 anni). Possono fare quello che vogliono per 13 anni… La linea di fondo è che l’Accordo di Parigi è molto ingiusto, ai massimi livelli, nei confronti degli Stati Uniti ”, ha detto il presidente .

    Mascherine a gogo…

    Infine, l’ultimo ordine esecutivo in cantiere di cui ci occupiamo, è abbastanza propagandistico e farà esultare coloro che con la pandemia hanno fatto una religione: POTUS legifererà per l’obbligo di indossare la mascherina su proprietà federali e durante i viaggi interstatali.

    patrizioricci by @vietatoparlare

    https://www.vietatoparlare.it/agenda...-immigrazione/

  6. #1546
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da Eridano Visualizza Messaggio
    Trump grazia Steve Bannon
    E non ha graziato Assange. E sappiamo tutti cosa vuol dire per le future prospettive di vita di Julian...

    ps: si vocifera che non abbia graziato l'australiano perché pensa che quel gesto avrebbe reso più probabile un voto pro-impeachment da parte di alcuni repubblicani al Senato

  7. #1547
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Agenda del “primo giorno” di Biden: bagni transgender, finanziamento della genitorialità pianificata, aborto, accordi sul clima di Parigi , viaggi e immigrazione

    Il presidente eletto Joe Biden ha intenzione di portare avanti 10 priorità che tramuterà in ordini esecutivi nei suoi primi 100 giorni di mandato.
    .

  8. #1548
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da pomo-pèro Visualizza Messaggio
    E non ha graziato Assange. E sappiamo tutti cosa vuol dire per le future prospettive di vita di Julian...

    ps: si vocifera che non abbia graziato l'australiano perché pensa che quel gesto avrebbe reso più probabile un voto pro-impeachment da parte di alcuni repubblicani al Senato
    E' importante Bannon ed Assange è più al sicuro dove è adesso...

  9. #1549
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Se Genghis Khan avesse conquistato l’America

    Dmitry Orlov
    cluborlov.blogspot.com

    Dal momento che, attualmente, la situazione politica negli Stati Uniti è piuttosto confusa, sarebbe sciocco aggiungere all’enorme e ridicolo mucchio di commenti politici un altro mattone di sciocchezze politiche. Per di più, avrei qualche difficoltà a posare un simile mattone, perché, sinceramente e dal profondo del cuore, una cosa del genere non mi interessa più. Già dieci anni fa avevo previsto con successo la traiettoria che gli Stati Uniti avrebbero seguito durante il loro crollo ed ora posso starmene seduto, tranquillo come un Buddha, a ripetere il mio mantra politico preferito: “Gli Stati Uniti non sono una democrazia e non importa chi è il presidente.” I recenti sviluppi hanno costretto la maggior parte delle forme di vita senzienti a concordare con me che gli Stati Uniti non sono una democrazia ed è solo una questione di tempo prima che anche loro ammettano che non importa chi è il presidente.

    Per gli Stati Uniti la strada da percorrere è assolutamente chiara: non c’è una strada da percorrere. Cioè, per gli Stati Uniti non c’è un cammino in avanti così come era stato concepito e fatto progredire fino al presente. Certo, una cosa o l’altra dovrà per forza accadere, non importa quanto disgustosa e lugubre possa essere. Per esempio, uno sviluppo possibile, anche se abbastanza orribile, sarebbe quello di ripristinare la pratica della schiavitù sotto forma di lavoro carcerario. Il sistema è già in atto, ha solo bisogno di essere ampliato. Un modo tradizionale per farlo, perfezionato durante la Grande Depressione, sarebbe quello di espropriare milioni di persone per poi arrestarle e imprigionarle per vagabondaggio.

    Più tardi avrò altro da dire a riguardo, ma oggi intendo fare un passo indietro nel tempo e analizzare un’interessante situazione ipotetica: cosa avrebbe fatto Gengis Khan? Cosa ne sarebbe degli Stati Uniti se facessero parte dell’Impero del Cielo Azzurro di Gengis Khan?

    L’Impero Mongolo, o Impero del Cielo Azzurro, un tempo comprendeva la maggior parte dell’Eurasia e della Federazione Russa che, essendo per molti aspetti il suo erede, ne ingloba ancora una parte importante. Quando l’Orda d’Oro (la parte più occidentale dell’Impero Mongolo) si era disintegrata era stata assorbita dall’Impero Russo, all’epoca fiorente, che, successivamente, nell’ampliarsi ad est verso il Pacifico e la Cina, aveva continuato ad integrare popoli già abituati al dominio mongolo, rappresentando un’alternativa decisamente migliore del combattersi a vicenda all’infinito. C’era voluto un po’ di tempo perché il termine mongolo “yasak” (tributo) venisse sostituito da russo “nalog” (tassa). Erano stati il grande genio di Gengis Khan e l’ethos che ne era derivato ad aver dato vita al più grande impero terrestre di tutto il mondo che, con nomi diversi, ha continuato ad esistere per sette secoli e che né Napoleone né Hitler sono riusciti a conquistare.

    L’espansione dell’Impero del Cielo Azzurro sul continente americano era stata impedita dalla barriera geografica rappresentata dallo Stretto di Bering (i Mongoli non erano marinai, per questo avevano conquistato e governato la Corea ma non il Giappone). Lo Stretto di Bering era ancora un ponte terrestre non più di 13000 anni fa, ma questo è solo un cavillo temporale di scarsa importanza. Per amore di discussione, supporremo che i discendenti di Gengis siano stati in grado [di passare lo stretto e] di guidare le loro mandrie e i loro carri carichi di yurte verso le Americhe e che, dopo alcune battaglie decisive e forse qualche massacro dei non cooperanti e degli irragionevoli, si fosse raggiunta la pace. Immaginiamo poi che l’Impero, negli ultimi decenni, abbia avuto la sfortuna di incappare in una serie di calamità, ad esempio una lunga siccità nella prateria, ma che, dopo alcuni anni di abbondanti piogge, le sue mandrie si siano riprese e siano tornate floride. Al momento di ritornare a Washington per riprendere il controllo della situazione… cosa avrebbe trovato il Gran Khan al suo arrivo? E cosa avrebbe fatto al riguardo?

    In primo luogo, il Gran Khan avrebbe trovato chiare prove di usurpazione. Vedete, all’interno dell’Impero del Cielo Azzurro i principi possono governare solo con il beneplacito del Gran Khan, espresso da un documento solenne chiamato “yarlyk,” senza il quale nessuna pretesa di potere è valida. Il fatto che nelle recenti elezioni presidenziali il vincitore sia stato annunciato dalle reti televisive è chiaramente un’usurpazione del potere supremo e, come tale, punibile con la morte. Pertanto, tutti i dirigenti e il personale di tutte le reti televisive statunitensi sarebbero stati fatti inginocchiare in un luogo pubblico e decapitati.

    In secondo luogo, il Gran Khan avrebbe trovato chiare prove di tradimento. L’interpretazione mongola del concetto di tradimento è piuttosto ampia; per esempio, arrendersi in battaglia invece di combattere fino alla morte è considerato tradimento. Rompere un giuramento fatto davanti al popolo è l’istanza di tradimento per eccellenza e, per questo motivo, molti giudici, compresi quelli della Corte Suprema, così come altri funzionari statali e federali che non erano riusciti a difendere lo stato di diritto, rifiutandosi di agire pur di fronte a copiose prove di frodi elettorali, sarebbero considerati traditori. Nella pratica legale mongola (basata sul codice di leggi del Grande Yasa di Gengis Khan) alcuni atti, come, ad esempio, la mancata assistenza ad un confratello-mongolo, sono punibili con la morte. Ma il tradimento è anche considerato un difetto genetico trasmissibile da una generazione all’altra e deve quindi essere sradicato, non semplicemente punito con la morte. Pertanto, dev’essere sterminata tutta la famiglia del traditore. Poiché un’esecuzione pubblica che coinvolga donne e bambini rischierebbe di diventare troppo drammatica e caotica, i traditori e le loro famiglie verrebbero messi a morte con il fuoco direttamente nelle proprie case.

    Successivamente, il Gran Khan, dopo aver giustiziato la maggior parte dei rappresentanti della classe politica degli Stati Uniti, sarebbe costretto a considerare chi mettere al loro posto. Davanti a lui si presenterebbero molte persone in rappresentanza di vari raggruppamenti sociali, come BLM, Antifa, SJW e LGBTQ+. Spiegherebbero al Gran Khan che la realtà non è reale (a causa del postmodernismo) e che solo la loro esperienza soggettiva di oppressione e discriminazione è oggettiva. I neri gli parlerebbero della Teoria Critica della Razza, secondo cui il Gran Khan è intrinsecamente razzista. Le femministe gli racconterebbero di essere oppresse dal patriarcato (di cui il Gran Khan è un esempio paradigmatico, il suo diritto di governare deriva dall’essere un discendente maschio diretto di Gengis). E tutte si lamenterebbero di essere oppresse dal maschio bianco eterosessuale. Il Gran Khan rimarrebbe per un attimo sbalordito di fronte a tutta questa follia e considererebbe che…

    Per un Mongolo, l’etnia è molto importante. È un composto frattale di vari alberi genealogici che si intrecciano e modificano le identità etniche. La discendenza patrilineare aiuta i Mongoli a dare un senso ad alcune di queste complessità. Ma, ovunque, per evitare conflitti etnici, deve esserci un superethnos chiaramente definito, la cui lingua, costumi e tutto l’insieme degli stereotipi etnici siano considerati supremi e universalmente validi. Nell’Impero del Cielo Azzurro, nel suo complesso, i Mongoli sono, ovviamente, sul gradino più alto, mentre nelle diverse province possono esserci superethnos locali con propri costumi e proprio linguaggio. In Nord America il superethnos locale è, ovviamente, l’anglo: ci si aspetta che tutti parlino inglese ed emulino gli stereotipi etnici anglosassoni. Altri gruppi etnici (gli Ebrei, soprattutto) non fanno parte del superethnos, ma, a causa della loro intelligenza e ricchezza hanno una posizione di privilegio al suo interno, posizione che mantengono inalterata grazie ad un’eccellente solidarietà etnica.

    All’estremo opposto ci sono i gruppi etnici che pretendono di essere vittime del sistema. La parola vittima viene qui usata in modo improprio; in realtà definisce un animale sacrificato su un altare pagano. Al Gran Khan tutte queste “vittime” sembrano un branco di sfigati. Peggio ancora, sembra che non vogliano riconoscere il loro ruolo di sfigati e che stiano solo cercando di alzare un gran polverone. Ci sono anche gruppi di vittime che si lamentano di un qualcosa che chiamano “genere,” con il quale intendono qualcosa di diverso da ciò che, secondo la vecchia terminologia latina, sono il maschile, il femminile e il neutro. Questa per il Gran Khan è una novità assoluta, per lui gli uomini sono uomini, le donne sono donne e gli stalloni che cercano di accoppiarsi con altri stalloni sono cibo per cani.

    Chiaramente, nessuno di questi è candidabile a governare in nome del Gran Khan. Ma allora che dire degli Anglo (e dei loro migliori amici, gli Ebrei)? Ed è qui che il Gran Khan scopre un’orribile verità: alcuni di questi Anglo si sono inginocchiati in pubblico davanti a quegli sfigati! Una tale vergognosa perdita di dignità impedisce agli Anglo di governare nuovamente in nome del Gran Khan. L’etnia anglo dev’essere epurata. Il Gran Khan fa un respiro profondo, chiude gli occhi per un attimo e poi ordina: “Chiamate i Cinesi, dite loro che possono prendersi l’America. Qui non c’è più nessuno che possa governare.”

    Dmitry Orlov

    Fonte: cluborlov.blogspot.com
    Link: ClubOrlov: Genghis Khan does America
    14.01.2021
    Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

  10. #1550
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da IlWehrwolf Visualizza Messaggio
    E' importante Bannon ed Assange è più al sicuro dove è adesso...
    Una fredda cella non mi pare il posto migliore per uno in condizioni di salute non ottimali...

 

 
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