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Discussione: Accade in Amerika.

  1. #1871
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    martedì 29 aprile 2025
    La presidenza di Obama è stata un COLPO DI STATO ILLEGALE

    ULTIMA ORA: La presidenza di Obama è stata un COLPO DI STATO ILLEGALE – Un'operazione globalista per DISTRUGGERE l'America dall'interno! Il suo FALSO certificato di nascita è stato SVELATO – LA PROVA che è stato INSERITO dal Deep State per SABOTARE gli Stati Uniti!

    LA PROVA FINALE – LA PRESIDENZA DI OBAMA È STATA UN COLPO DI STATO ILLEGALE

    Il 6 marzo 2025 è emersa una prova inconfutabile: Barack Hussein Obama non è MAI stato un cittadino statunitense di nascita. La sua presidenza è stata un colpo di stato globalista, orchestrato dal WEF, dalla CIA e dall'élite corrotta di Washington per smantellare l'America dall'interno.

    La prova schiacciante in mano ai militari conferma che l'intera ascesa al potere di Obama è stata un'operazione dello stato profondo, un'operazione psicologica progettata per ingannare il popolo americano a un livello senza precedenti.



    IL CERTIFICATO DI NASCITA FRAUDOLENTO – LA BUGIA CROLLA

    Per anni, i patrioti hanno lanciato l'allarme sul falso certificato di nascita di Obama. Sono stati derisi, messi a tacere e persino presi di mira. Ma ora, la copertura sta crollando.

    Le verifiche forensi confermano che il certificato di nascita è stato falsificato digitalmente, utilizzando più livelli di documento.

    I metadati riconducono il documento falso ai server di intelligence collegati alla Fondazione Obama.

    Il numero di previdenza sociale di Obama appartiene a un uomo deceduto del Connecticut.



    Sono emersi certificati di nascita kenioti che dimostrano che Obama è nato a Mombasa, come ha affermato per anni il suo fratellastro, Malik Obama.

    Questo non è uno scandalo di poco conto. È una presidenza fraudolenta che invalida tutto ciò che Obama ha fatto durante il suo mandato.

    OBAMA È STATO SELEZIONATO, NON ELETTO

    Obama non ha vinto le elezioni. È stato insediato dalle stesse élite globaliste che ora sostengono Biden, Klaus Schwab e i loro padroni aziendali non eletti.

    I suoi documenti universitari? SIGILLATI, perché dimostrano che ha frequentato l'università come studente straniero.



    La sua ascesa al potere? INNATURALE: un senatore senza scrupoli catapultato alla presidenza da un giorno all'altro, sostenuto dai media finanziati dalla CIA.

    Il suo programma politico? DISTRUZIONE: ogni politica era progettata per indebolire l'America militarmente, economicamente e moralmente.

    LA MISSIONE DI OBAMA: FAR COLLASSO L'AMERICA DALL'INTERNO

    Non si trattava solo di far salire Obama alla Casa Bianca. Si trattava di consegnare la sovranità americana all'ordine globalista.

    ️ Inondare l'America di immigrati clandestini per privare gli Stati Uniti dell'identità e consentire frodi elettorali di massa.

    ️ Indebolire l'esercito statunitense epurando i patrioti e installando sostenitori dello stato profondo.

    ️ Rafforzare la Cina consegnando segreti militari al PCC.

    ️ Finanziamento dell'ISIS: l'amministrazione Obama ha armato e addestrato il gruppo terroristico per giustificare una guerra senza fine.

    ️ Consentire l'esplosione del traffico di esseri umani, coprendo le reti che si avvalevano di agenzie governative per trafficare bambini.

    L'ESERCITO WHITE HAT SI PREPARA ALLA GIUSTIZIA

    A marzo 2025, l'esercito aveva tutto ciò di cui aveva bisogno. La squadra di Trump, lavorando dietro le quinte, ha raccolto prove sufficienti per smantellare la presa di potere dello Stato profondo.

    Si stanno preparando i tribunali militari.

    La Corte Suprema è sotto pressione perché agisca.

    Fonti interne alla US Space Force confermano che la frode di Obama era nota da tempo, ma era stata insabbiata dai sostenitori dello Stato profondo.

    COSA SUCCEDE DOPO? IL CROLLO DELL'EREDITÀ DI OBAMA

    Se la presidenza di Obama fosse illegale, le conseguenze sarebbero catastrofiche:

    Ogni legge da lui firmata = NULLA E NON VALIDA.

    Ogni giudice da lui nominato = RIMOSSO.

    Ogni azione esecutiva = CANCELLATA.

    Lo Stato profondo è nel panico più assoluto. Non si aspettavano che la notizia diventasse pubblica. Credevano che il loro controllo sui media e sulle reti di intelligence sarebbe stato sufficiente.

    Si sbagliavano.

    LE MOSSE FINALI DELLO STATO PROFONDO – ASPETTATEVI UNA RITORSIONE

    Questa è la loro fine. Aspettatevi:

    ️ False flag: creano caos per distrarre dalla verità.

    ️ Censura di massa: le grandi aziende tecnologiche sopprimeranno tutto ciò che è correlato allo scandalo Obama.

    ️ Blackout dei media: i media tradizionali seppelliranno la storia.

    Lo stato profondo non può fermare ciò che sta arrivando. La verità è venuta a galla.

    La frode di Obama è l'ultima crepa nelle fondamenta dello Stato profondo. La resa dei conti è arrivata. E NULLA può fermare ciò che sta arrivando.

    Restate vigili. Restate connessi. Restate pericolosi.

    https://t.me/AlexJonesShow

    https://sadefenza.blogspot.com/2025/...colpo.html?m=1
    Da riportare.
    Ultima modifica di Eridano; 29-04-25 alle 14:40

  2. #1872
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Trump si prepara a scaricare Musk.
    Scarichi nettagnau.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  3. #1873
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    La Florida ha messo fuorilegge la geoingegneria

    Categoria: Scie Chimiche
    01 Maggio 2025
    Visite: 57939

    Un mese fa il senato della Florida aveva approvato la legge SB56 , che proibisce e criminalizza qualunque attività di aerosol nello stato americano. E ieri la stessa legge è stata approvata alla camera , con un voto 82-28, rendendola effettiva dal 1° luglio di quest’anno.

    Come spiega questo articolo, la legge “proibisce l’iniezione, il rilasco o la dispersione di qualsiasi mezzo chimico, composto chimico, sostanza o apparato nell'atmosfera allo scopo di influenzare il clima."

    "Qualsiasi persona o società - dice la legge - che svolga tali attività di geoingegneria o di modificazione meteorologica sarà soggetta ad un'accusa di reato di terzo grado, con multe fino a 100.000 dollari. Se un operatore o un controllore di aeromobili commette un reato di terzo grado, potrebbe essere soggetto a una multa fino a 5.000 dollari e fino a cinque anni di carcere.”

    Il ministro della Salute, Robert Kennedy Jr., ha pubblicato un post di supporto alla legge, dicendo: “Sono ormai 24 gli stati che si stanno muovendo per proibire la geoingegnerizzazione del clima, che irrora i nostri cittadini, le vie fluviali e le nostre campagne con le sue tossine. Questo è un movimento che chiunque nel MAHA [il programma Make America Healthy Again] deve supportare. Anche il ministero della salute farà la sua parte. “

    Chissà se adesso, con il rischio della galera, i piloti cominceranno a “stare un pochino più attenti” prima di rilasciare porcherie di ogni tipo nell’atmosfera?

    Massimo Mazzucco

    https://luogocomune.net/scie-chimich...-geoingegneria
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  4. #1874
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Gli imperialisti americani rallentano la rivoluzione trumpista
    di Thierry Meyssan

    Molti giornalisti fingono di non capire cosa sta accadendo a Washington. Secondo loro, Elon Musk e Donald Trump stanno accaparrandosi ciò che possono dello Stato federale senza mettere mano alle sue strutture. La realtà è ben diversa: il presidente Trump sta cercando di smantellare l’imperialismo degli Stati Uniti. Vuole demolire le agenzie, clandestine e pubbliche, che con vari pretesti finanziano legalmente chi ricorre a rivoluzioni colorate e colpi di Stato.

    Rete Voltaire | Parigi (Francia) | 20 maggio 2025

    Il presidente Donald Trump aveva fatto dello smantellamento dell’“impero americano” l’obiettivo del suo primo mandato. Aveva nominato il generale Michael Flynn consigliere per la sicurezza nazionale [1] e aveva immediatamente abolito i seggi permanenti del direttore della Cia e del presidente del comitato congiunto dei capi di stato-maggiore nel Consiglio di sicurezza nazionale [2]. Non gli andò bene: gli imperialisti americani si allearono con i Democratici, lo costrinsero a licenziare il generale Flynn nel giro di due settimane e poi lanciarono operazioni denigratorie di ogni tipo, comprese due procedure di destituzione (impeachment), per accusarlo di essere al soldo della Russia.

    Trump ha quindi intrapreso il secondo mandato forte della precedente esperienza e con il medesimo obiettivo: smantellare l’“impero americano”. Questa volta ha affrontato la sostanza del suo programma solo nel discorso di Riyad del 13 maggio. Dopo aver ricordato l’allocuzione di otto anni fa, pronunciata nella stessa sala, in cui ingiunse agli Stati mussulmani di smettere di sostenere le organizzazioni terroriste [3], ha esortato a sostituire il commercio alla guerra. Ha denunciato gli «edificatori di nazioni», i «neoconservatori», le «Ong liberali» e «altri interventisti che hanno la pretesa di riformare società complesse che non capiscono» ma elogiato la vitalità dei popoli del Medio Oriente Allargato. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato: «Come ho dimostrato più volte, sono pronto a porre fine ai conflitti del passato e a stringere nuove partnership per un mondo migliore e più stabile, lasciando da parte le nostre divergenze, per quanto profonde siano.» «In questi anni troppi presidenti degli Stati Uniti sono stati assillati dall’idea che è nostro dovere indagare le coscienze di leader stranieri e usare la politica degli Stati Uniti per fare giustizia dei loro peccati.» «Se le nazioni protagoniste in questa regione sapranno cogliere questa opportunità, sapranno accantonare le differenze e concentrarsi sui comuni interessi, allora presto l’umanità intera si stupirà di quel che accade qui, in questo centro geografico del mondo, cuore spirituale delle più grandi religioni.»

    Ma è lontano dalle telecamere, cioè nei tribunali, che il presidente Trump deve combattere per smantellare gli organi dell’imperialismo. Questo succede al Dipartimento per l’efficienza del governo (DOGE) che ha rapidamente licenziato i funzionari dell’Agenzia degli Stati Uniti per lo sviluppo internazionale (USAID), ma soprattutto quelli dell’US Institute for Peace (USIP) e del National Endowment for Democracy (NED), ma non riesce a ripulire il molto poco trasparente Internal Revenue Service (IRS, agenzia governativa deputata alla riscossione dei tributi).

    Elon Musk ha ricevuto l’incarico di svelare al pubblico come l’USAID non sia l’agenzia di aiuti umanitari che afferma di essere, ma un’«organizzazione criminale» (sic). Musk ha rivelato l’esistenza di 200 milioni di spese all’estero discutibili, tra cui 1,5 milioni di dollari elargiti ai media dell’opposizione cubana, 2 milioni di dollari a un fumetto transgender in Perù, 2,1 milioni di dollari alla BBC in Libia, 8 milioni di dollari per l’acquisto di abbonamenti a Politico Pro, 10 milioni di dollari per rifornimenti alimentari a gruppi terroristici finanziati da Al Qaeda, 15,4 milioni di dollari ad associazioni LGBTQI+, 20 milioni di dollari per produrre una versione irachena di Sesame Street, 75 milioni di dollari per programmi a tutela della diversità, equità e inclusione; nonché la destinazione di 150 milioni di dollari per costruire «un mondo equo con zero emissioni nette di gas serra» entro il 2030.

    La senatrice Repubblicana Joni Enrst (Iowa) ha a sua volta rivelato al Congresso i versamenti in Ucraina della cosiddetta agenzia umanitaria USAID: 1 milione di dollari a un’azienda di tappeti, 300.000 dollari all’Ukraine Pet Alliance, che commercializza collari per cani, 148.000 dollari a un’azienda produttrice di cetriolini sottaceto, 319.000 dollari a un’azienda di confezionamento di carni, infine 89.000 dollari a un viticoltore.

    Sono esempi scioccanti, ma non sono casi di corruzione, bensì, fatto ancor più sconvolgente, coperture di operazioni segrete.

    A seguito di una denuncia di Democracy Forward e del Public Citizen Litigation Group, presentata per conto dei sindacati American Foreign Service Association e American Federation of Government Employees, il giudice federale di Columbia, Carl Nichols, ha sospeso l’imminente congedo forzato di 2.200 dipendenti dell’USAID. Ha inoltre ordinato il reintegro temporaneo di 500 dipendenti dell’agenzia già allontanati.

    Le reazioni statunitensi e internazionali al tentativo dell’amministrazione Trump di tagliare i bilanci dell’USAID sono state coordinate da Nina Jankowicz, ex responsabile della censura nell’amministrazione Biden, attualmente residente a Londra. Secondo Musk, il lavoro di Jankowicz è stato finanziato dall’USAID; l’interessata nega.

    I sostenitori di Trump hanno sottolineato che l’Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP), che ha fornito le false informazioni utilizzate per avviare la procedura di destituzione del presidente Trump durante il suo primo mandato (Ucrainagate), è un’emanazione dell’USAID. Mediapart (Francia), Drop Site News e Reasonator (Stati Uniti), Il Fatto Quotidiano (Italia), Reporters United (Grecia) non erano che media di paglia, utilizzati, forse a loro insaputa, dall’USAID per diffondere le “informazioni” che la Cia voleva rendere pubbliche.

    USIP e NED non possono invece essere sciolte. Sono due agenzie concepite dal presidente Ronald Reagan come facciata di copertura delle azioni della Cia. Quindi non fanno capo alla Casa Bianca, ma sono entità giuridiche autonome, sebbene i loro bilanci siano votati dal Congresso all’interno dei capitoli dei dipartimenti della Difesa e di Stato. Sono costituite da fondi di capitale di rischio pretestuosamente dedicati al consolidamento della democrazia. Così come la Nato fu ufficialmente creata per combattere il comunismo – anche se il suo primo segretario generale, lord Ismay, ammise di avere un obiettivo completamente diverso – USIP e NED furono ufficialmente create per distribuire risorse a chi difendeva la democrazia contro il comunismo. Ma Nato, USIP e NED non furono sciolte con la fine dell’Urss. Oggi l’alleanza militare e i due fondi di capitale di rischio non sono altro che organi dell’imperialismo anglosassone. Per questa ragione la Nato ha un governo bicefalo (Stati Uniti e Regno Unito), mentre USIP e NED sono state incorporate nell’alleanza dei servizi segreti anglosassoni, i Cinque Occhi (Australia, Canada, Stati Uniti, Nuova Zelanda e Regno Unito).

    Dopo il licenziamento, la stragrande maggioranza dei loro dipendenti ha ottenuto il reintegro attraverso i tribunali. La riforma avviata dal DOGE è stata ritenuta illegale e annullata dai tribunali. L’ambizione del presidente Trump era quella di sbarazzarne il mondo, ma né la Casa Bianca né i dipartimenti della Difesa e di Stato hanno l’autorità di sciogliere questi organismi, a prescindere dalla natura delle loro azioni.

    Tuttavia è ormai accertato che USIP e NED hanno usato i fondi federali stanziati dal Congresso per interferire non solo nella vita politica di Stati stranieri, ma anche in quella degli Stati Uniti. Per esempio, questi fondi di capitale di rischio hanno contribuito alla creazione del Digital Forensic Research Laboratory (DFRLab), che ha censurato gli statunitensi che denunciavano i brogli delle elezioni presidenziali del 2020. Hanno anche finanziato un’associazione britannica, il Global Disinformation Index, che ha lanciato una campagna mondiale per tagliare le entrate pubblicitarie dei media che combattono l’imperialismo americano, in particolare i media trumpisti statunitensi.

    Il DOGE ha anche tentato d’insinuarsi nel già citato Internal Revenue Service (IRS), un’amministrazione sottoposta, dal punto di vista strutturale, all’autorità del dipartimento del Tesoro. Gli incaricati della Casa Bianca avrebbero quindi potuto entrare e sequestrare i file dei pagamenti a politici stranieri: l’“impero americano” ricorre a capi di Stato, ministri, deputati e altri leader politici in tutto il mondo perché difendano gli interessi imperialistici prima di quelli dei rispettivi Paesi. In questa lista ci sono almeno 20 funzionari francesi. I loro compensi ammontano ad almeno 7.500 euro. Sorpresa: in un primo momento un magistrato ha negato al DOGE l’accesso, con la motivazione che il file conteneva anche informazioni riservate su cittadini statunitensi. Il DOGE ha in seguito ottenuto il permesso di consultare il file per uno solo dei suoi membri, che non ha potuto copiarlo, ma solo prendere appunti a matita. Dovremo aspettare ancora un po’ per scoprire chi sono i traditori dei Paesi alleati.

    Esistono anche altre strutture opache dell’Impero americano, per esempio l’U.S. African Development Foundation, che ha sede a poche decine di metri dalla Casa Bianca. È un’organizzazione indipendente, ma vive esclusivamente di fondi federali. Quando il DOGE ha cercato di entrare, un servizio di sicurezza privato ve lo ha dissuaso, armi in pugno.

    L’opposizione imperialista alla rivoluzione di Trump ha altre carte da giocare: sta trascinando le decisioni presidenziali fino alle prossime elezioni di medio termine, nella speranza che i trumpisti le perdano. Nel frattempo sta creando nuove strutture che subentreranno quando l’attuale Congresso non voterà più il finanziamento alle attuali.

    Thierry Meyssan
    Traduzione
    Rachele Marmetti

    [1] “La riforma dell’intelligence secondo il generale Flynn”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Contralínea (Messico) , Rete Voltaire, 29 novembre 2016.

    [2] “Donald Trump smantella l’organizzazione dell’imperialismo statunitense”, di Thierry Meyssan, Traduzione Rachele Marmetti, Rete Voltaire, 31 gennaio 2017.

    [3] “Donald Trump’s Speech to the Arab Islamic American Summit”, by Donald Trump, Voltaire Network, 21 May 2017.

    https://www.voltairenet.org/article222298.html
    Da riportare assolutamente!
    Ultima modifica di Eridano; 21-05-25 alle 08:51

  5. #1875
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Ansa.it
    L'addio di Trump a Musk: 'Elon è fantastico'. Sul miliardario l'ombra delle droghe. Per il Nyt anche nei mesi alla Casa Bianca
    L'uscita dal Doge e la fine della luna di miele
    WASHINGTON, 30 maggio 2025, 23:16

    di Benedetta Guerrera


    La luna di miele tra Donald Trump ed Elon Musk finisce con l'uscita del miliardario dal Doge, che il presidente aveva creato ad hoc per il suo first buddy, ma non poteva mancare l'ultima apparizione di una delle coppie più strane della politica nello Studio Ovale.

    "Elon è fantastico! Sarà sempre con noi e ci aiuterà ogni giorno", ha dichiarato The Donald salutando l'uomo più ricco del mondo che dopo 135 giorni lascia l'incarico speciale nel suo governo.

    "Elon è uno dei più grandi imprenditori al mondo", ha sottolineato elogiando il miliardario per il suo lavoro al dipartimento per l'efficienza governativa. "Ci vorranno anni per ricostruire il sistema ma abbiamo iniziato ed Elon ha impresso un cambiamento colossale", ha aggiunto il presidente assicurando che "i tagli federali diventeranno permanenti". "Elon farà avanti e indietro, il Doge è la sua creatura", ha detto ancora il tycoon consegnando al miliardario "la chiave della Casa Bianca" che nel 2020 donò anche a Benyamin Netanyahu. Nella sua divisa d'ordinanza, con il cappellino nero questa volta senza la scritta 'Make America Great Again' ma con quella 'The Doge father' (da 'The Godfather', 'Il padrino') sulla maglietta sempre nera, il magnate del tech ha assicurato che la sua uscita non è "la fine" del dipartimento e che lui resterà "consigliere ed amico" di Trump. L'unico momento di tensione è stato quando un reporter gli ha chiesto di commentare l'articolo del New York Times sul suo uso di droghe. Visibilmente irritato, non solo non ha risposto ma ha anche accusato il prestigioso quotidiano di "scrivere bufale, come quella del Russiagate".


    Al di là dello scambio di complimenti nello Studio Ovale è evidente che tra Trump e Musk i rapporti si sono logorati nelle ultime settimane. Un mese fa l'attacco sui dazi, poi il maxi-accordo ad Abu Dhabi con l'OpenAI di Sam Altman, l'ex socio divenuto arcinemico, annunciato durante il viaggio di Trump, infine le critiche alle legge di bilancio, quel "one, big, beautiful bill" al quale il presidente americano tiene moltissimo. Sullo sfondo, la frustrazione e l'insofferenza del magnate del tech, visionario e ribelle, alla burocrazia di Washington e ai rituali impaludati della politica.

    Per non parlare della tensione con gli altri membri della squadra di Trump. Secondo quanto riferito al Daily Mail da Steve Bannon, l'ex stratega capo nella prima amministrazione Trump, Elon avrebbe preso a spintoni un mese fa il segretario al Tesoro Scott Bessent dopo esser stato messo alle strette per le sue promesse esagerate sul risparmio di "un trilione di dollari" per le casse dello Stato. Dell'"acceso litigio" di aprile erano filtrate notizie sui media ma non si sapeva finora che i due fossero venuti alle mani. "Bessent lo ha affrontato e gli ha detto: 'Ci avevi promesso un trilione di dollari di tagli e ora sei fermo a 100 miliardi. Che cosa stai facendo?", ha riportato Bannon: "A quel punto Musk è venuto alle mani. Non è stato una discussione, ma un confronto fisico". L'alterco, secondo il Daily Mail, sarebbe avvenuto fuori dall'ufficio della capo di gabinetto Susan Wiles e poi fuori da quello dell'allora Consigliere per la Sicurezza Nazionale Mike Waltz. Ironia della sorte, nella sua ultima apparizione accanto a Trump, Musk aveva un grosso livido sull'occhio che, ha spiegato, è stato causato da suo figlio X. "Anche un bimbo di cinque anni può fare questo", ha scherzato.

    Sulla scelta del proprietario di X, che ha sborsato oltre 270 milioni di dollari per la campagna di Trump, di lasciare la politica hanno pesato anche la crisi dei ricavi di Tesla, i test falliti di Starship che allontanano il sogno del miliardario di arrivare su Marte.

    Irritazione per Elon Musk nello Studio Ovale quando un giornalista gli ha chiesto di commentare l'articolo del New York Times sul suo massiccio uso di droghe, anche vicino a Donald Trump. "Non è lo stesso giornale che ha scritto la bufala del Russiagate?", ha risposto il miliardario. "Andiamo avanti".

  6. #1876
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
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    L'addio di Trump a Musk: 'Elon è fantastico'. Sul miliardario l'ombra delle droghe. Per il Nyt anche nei mesi alla Casa Bianca
    L'uscita dal Doge e la fine della luna di miele
    WASHINGTON, 30 maggio 2025, 23:16

    di Benedetta Guerrera


    La luna di miele tra Donald Trump ed Elon Musk finisce con l'uscita del miliardario dal Doge, che il presidente aveva creato ad hoc per il suo first buddy, ma non poteva mancare l'ultima apparizione di una delle coppie più strane della politica nello Studio Ovale.

    "Elon è fantastico! Sarà sempre con noi e ci aiuterà ogni giorno", ha dichiarato The Donald salutando l'uomo più ricco del mondo che dopo 135 giorni lascia l'incarico speciale nel suo governo.

    "Elon è uno dei più grandi imprenditori al mondo", ha sottolineato elogiando il miliardario per il suo lavoro al dipartimento per l'efficienza governativa. "Ci vorranno anni per ricostruire il sistema ma abbiamo iniziato ed Elon ha impresso un cambiamento colossale", ha aggiunto il presidente assicurando che "i tagli federali diventeranno permanenti". "Elon farà avanti e indietro, il Doge è la sua creatura", ha detto ancora il tycoon consegnando al miliardario "la chiave della Casa Bianca" che nel 2020 donò anche a Benyamin Netanyahu. Nella sua divisa d'ordinanza, con il cappellino nero questa volta senza la scritta 'Make America Great Again' ma con quella 'The Doge father' (da 'The Godfather', 'Il padrino') sulla maglietta sempre nera, il magnate del tech ha assicurato che la sua uscita non è "la fine" del dipartimento e che lui resterà "consigliere ed amico" di Trump. L'unico momento di tensione è stato quando un reporter gli ha chiesto di commentare l'articolo del New York Times sul suo uso di droghe. Visibilmente irritato, non solo non ha risposto ma ha anche accusato il prestigioso quotidiano di "scrivere bufale, come quella del Russiagate".


    Al di là dello scambio di complimenti nello Studio Ovale è evidente che tra Trump e Musk i rapporti si sono logorati nelle ultime settimane. Un mese fa l'attacco sui dazi, poi il maxi-accordo ad Abu Dhabi con l'OpenAI di Sam Altman, l'ex socio divenuto arcinemico, annunciato durante il viaggio di Trump, infine le critiche alle legge di bilancio, quel "one, big, beautiful bill" al quale il presidente americano tiene moltissimo. Sullo sfondo, la frustrazione e l'insofferenza del magnate del tech, visionario e ribelle, alla burocrazia di Washington e ai rituali impaludati della politica.

    Per non parlare della tensione con gli altri membri della squadra di Trump. Secondo quanto riferito al Daily Mail da Steve Bannon, l'ex stratega capo nella prima amministrazione Trump, Elon avrebbe preso a spintoni un mese fa il segretario al Tesoro Scott Bessent dopo esser stato messo alle strette per le sue promesse esagerate sul risparmio di "un trilione di dollari" per le casse dello Stato. Dell'"acceso litigio" di aprile erano filtrate notizie sui media ma non si sapeva finora che i due fossero venuti alle mani. "Bessent lo ha affrontato e gli ha detto: 'Ci avevi promesso un trilione di dollari di tagli e ora sei fermo a 100 miliardi. Che cosa stai facendo?", ha riportato Bannon: "A quel punto Musk è venuto alle mani. Non è stato una discussione, ma un confronto fisico". L'alterco, secondo il Daily Mail, sarebbe avvenuto fuori dall'ufficio della capo di gabinetto Susan Wiles e poi fuori da quello dell'allora Consigliere per la Sicurezza Nazionale Mike Waltz. Ironia della sorte, nella sua ultima apparizione accanto a Trump, Musk aveva un grosso livido sull'occhio che, ha spiegato, è stato causato da suo figlio X. "Anche un bimbo di cinque anni può fare questo", ha scherzato.

    Sulla scelta del proprietario di X, che ha sborsato oltre 270 milioni di dollari per la campagna di Trump, di lasciare la politica hanno pesato anche la crisi dei ricavi di Tesla, i test falliti di Starship che allontanano il sogno del miliardario di arrivare su Marte.

    Irritazione per Elon Musk nello Studio Ovale quando un giornalista gli ha chiesto di commentare l'articolo del New York Times sul suo massiccio uso di droghe, anche vicino a Donald Trump. "Non è lo stesso giornale che ha scritto la bufala del Russiagate?", ha risposto il miliardario. "Andiamo avanti".
    il link.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  7. #1877
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    mercoledì 4 giugno 2025
    Lo scandalo dell'autopsia di Biden si allarga mentre il Dipartimento di Giustizia indaga sulle condoni

    Di Tyler Durden
    Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) sta indagando sulla grazia concessa all'ex presidente Joe Biden, in particolare per verificare se fosse mentalmente in grado di prendere decisioni e se fosse a conoscenza dell'uso massiccio di Autopen da parte della sua amministrazione.

    Secondo un'e-mail dell'avvocato del Dipartimento di Giustizia per la grazia, Ed Martin, visionata da Reuters, l'indagine mira a stabilire se Biden "fosse competente e se altri si stessero approfittando di lui tramite l'uso di AutoPen o altri mezzi".



    Nell'email di Martin si afferma che l'indagine si concentra sulle concessioni ai membri della famiglia Biden, nonché sulla clemenza che ha risparmiato la pena di morte a 37 detenuti federali, convertendo le loro condanne in ergastolo.

    Poco prima di lasciare l'incarico, "Biden" ha graziato cinque membri della sua famiglia, sostenendo di volerli proteggere da indagini di matrice politica. I fratelli James Biden, Frank Biden e Valerie Biden Owens, i loro coniugi e, naturalmente, Hunter Biden hanno ricevuto la grazia. Hunter si era dichiarato colpevole di violazioni fiscali ed era stato condannato per reati legati alle armi da fuoco. Alcuni suggeriscono che quella di Hunter sia l'unica che Biden potrebbe aver effettivamente firmato...

    "Inizieremo a indagare su tutta questa faccenda, su chi ha firmato questa legge. Chi ha firmato la legge che apre i nostri confini? Non credo che lo sapesse", ha detto il presidente Donald Trump ai giornalisti a Capitol Hill il mese scorso, durante una riunione a porte chiuse dei repubblicani della Camera.

    "Chi gestiva l'autopsia?" chiese Trump, aggiungendo: "Sapete chi l'ha firmata? Quei lunatici di sinistra radicale che governavano il nostro Paese. E l'autopsia l'ha firmata".

    Trump ora si riferisce all'ultima amministrazione come "AUTOPEN"

    Secondo un rapporto pubblicato alla fine del mese scorso , la maggior parte dei 162 ordini esecutivi emanati da Biden nel corso della sua presidenza sono stati firmati tramite AutoPen, un dispositivo utilizzato per apporre automaticamente una firma su un documento.

    Secondo l' Oversight Project , dedicato alla responsabilità del governo, praticamente ogni ordine firmato da Biden è stato firmato tramite autopen , ad eccezione del suo annuncio di ritiro dalle elezioni presidenziali del 2024. L'Oversight Project ha citato il Presidente della Camera Mike Johnson (R-La.), che ha interrogato Biden su un ordine esecutivo riguardante il gas naturale liquefatto (GNL) e ha riferito che il presidente non ricordava di averlo firmato. " Mi ha guardato, sbalordito, e ha detto: 'Non l'ho fatto' ", ha raccontato Johnson. Ha continuato: "E io gli ho detto: 'Signor Presidente, sì, l'ha fatto, era un ordine esecutivo, tipo, sa, tre settimane fa'. E lui ha risposto: 'No, non l'ho fatto'. ... Mi è venuto in mente... che non mi stava mentendo. Davvero non sapeva cosa avesse firmato". - Washington Stand

    Trump e i suoi sostenitori sostengono che l'uso del dispositivo da parte di Biden abbia invalidato le sue azioni, cosa di cui l'ex presidente – il cui cervello è stato per anni una zuppa di piselli – potrebbe non essere stato pienamente consapevole. Non è noto se Biden abbia utilizzato l'autopen per le condoni, tuttavia un'indagine di marzo condotta dall'Oversight Project della Heritage Foundation suggerisce che la maggior parte o tutte le condoni lo siano state.

    In un post di marzo su Truth Social, il Presidente Trump ha scritto: "Le 'grazie' che Sleepy Joe Biden ha concesso al Comitato non selezionato dei criminali politici, e a molti altri, sono dichiarate NULLE, VACANTI E SENZA ULTERIORE VALIDITÀ O EFFETTO, in quanto sono state concesse da Autopen. In altre parole, Joe Biden non le ha firmate ma, cosa ancora più importante, non ne sapeva nulla!"

    A marzo Trump ha ammesso di aver utilizzato l'autopen, affermando: "Potremmo utilizzarla, ad esempio, per inviare una lettera a un giovane, perché è carina".

    https://sadefenza.blogspot.com/2025/...en-si.html?m=1
    Ultima modifica di Eridano; 04-06-25 alle 13:59

  9. #1879
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    Predefinito Re: Accade in Amerika.

    https://www.ansa.it/sito/notizie/mon...de69c330c.html
    Scontro aperto tra Trump e Musk, 'Elon è impazzito'. 'Il presidente è nei file di Epstein'. Tesla crolla in Borsa
    Volano gli stracci tra il presidente americano e il miliardario che lancia su X un sondaggio ai follower: 'E' ora di fondare un nuovo partito?'

    E propone l'impichement.
    Se non è una sceneggiata, ma non credo, penso si possano dire chiuse le speranze che questa rielezione di Trump potesse fare cambiare qualcosa.

  10. #1880
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