





CIA e FBI Non Vogliono Hillary Clinton Come Presidente: magari qualche buon motivo lo hanno pure loro - Rischio Calcolato | Rischio Calcolato
CIA e FBI Non Vogliono Hillary Clinton Come Presidente: magari qualche buon motivo lo hanno pure loro
Di Nuke The Whales , il 4 novembre 2016 6 Comment
Hillary Clinton (HC), quando era segretario di stato, postò e condivise i nomi di funzionari dell’intelligence Usa sotto copertura in servizio all’estero, dal suo sistema di posta elettronica. Record federali rivelano che HC scambiò questi nomi dal suo account di posta elettronica: quest’ultimo era vulnerabile agli attacchi ed fu violato più volte da hacker.
In questo modo si va a configurare che HC violò la legge sullo spionaggio utilizzando in modo errato informazioni importanti per la difesa nazionale.
I numerosi nomi citati nelle e-mail per il Dipartimento di Stato sono codificati con “B3 PERS CIA / ORG”: questa classificazione significa che le informazioni, se rese pubbliche, violerebbe la legge Central Intelligence del 1949. La CIA classifica con B3 dati e fonti da proteggere, come informazione di intelligence, l’organizzazione, le funzioni, i nomi, i titoli ufficiali, in accordo con il National Security Act del 1947 e la legge della CIA del 1949. Se avete voglia di conoscere la lunga lista di cazzate commesse da HC le potete leggere comodamente qua: EXCLUSIVE: Hillary Clinton Posted Names of Hidden Intelligence Officials On Her Email - Breitbart
Ulteriore fonti affermano che furono diversi i funzionari (Ufficiali dei servizi segreti della CIA) a rimanere senza copertura, a causa dello scambio di mail: molti di loro rimasero vittime di attentati in Medio Oriente dopo tale fatto. Comunque all’epoca dei fatti, HC insistette sul fatto che lei aveva firmato un accordo “di non divulgazione” sulle informazioni sensibili, indipendentemente dal fatto che queste ultime fossero “marcate o non marcate”.
Sempre dalle mail di HC emerge che bisognerebbe esercitare pressioni sui governi di Qatar e Arabia Saudita al fine di equilibrare a livello politico il loro desiderio di dominare il mondo sunnita e le conseguenti gravi pressioni sugli Stati Uniti. Ovvero: “io sono consapevole che le monarchie del Golfo hanno giocato un ruolo importante nel sostenere e finanziare lo Stato islamico, al-Nusra e la costellazione dei gruppi jihadisti in Medio Oriente”.
Ormai anche “cani gatti & porci” sanno che l’amministrazione statunitense di fatto ha lavorato a stretto contatto con le monarchie del Golfo per diffondere il wahabismo sunnita in tutto il mondo musulmano. I Fratelli Musulmani, e i loro alleati islamici, non sarebbero mai stati in grado di creare Al Qaeda se non fossero stati trattati come alleati degli Stati Uniti, ricevendo il supporto palese Washington.
Se volete sapere qualcosa in più sulla creazione del “Safari Club” creato dalla CIA e la successiva balcanizzazione del mondo musulmano leggeteviMissing from Hillary Clinton?s Email: Saudis Worked with CIA to Create Terror
Dalle e-mail di HC appare chiaro che la monarchia saudita è il primo responsabile per il supporto logistico e finanziario dello Stato islamico. L’allegra confederazione jihadista riceve sostegno finanziario e militare direttamente da Arabia Saudita, Qatar, Stati Uniti, e HC stessa lo afferma nelle sue mail. In una e-mail del 30 novembre 2015 scrive: “Il modo migliore per aiutare Israele ad affrontare la crescente capacità nucleare dell’Iran, è quello di aiutare il popolo della Siria a rovesciare il regime di Bashar Assad,” “Bringing down Assad would not only be a massive boon to Israel’s security, it would also ease Israel’s understandable fear of losing its nuclear monopoly”.
Ma quelli della CIA, quando la signora in oggetto diventerà il nuovo Presidente degli Usa, hanno convenienza a tenerla in vita? Io propongo il sistema JFK: si incolpa uno psicopatico e poi si uccide pure lui!
Da https://www.theguardian.com/us-news/...y-donald-trump emerge che le fughe di notizie sull’inchiesta dell’Fbi nascono dalla profonda antipatia che molti funzionari del Bureau provano per HC. Gran parte del personale dell’FBI pensa che la candidata sia corrotta e dannosa.
ALESSIA Liberticida : Il blog
Fonti:
Clinton Emails Held Indirect References to Undercover CIA Officers - NBC News
Hillary Clinton's emails have references to undercover CIA officers | Daily Mail Online
Hillary Clinton emails - what's it all about? - BBC News
https://consortiumnews.com/2016/06/0...se-cia-agents/
Hillary Clinton's Emails Revealed Names of Undercover CIA Agents
WikiLeaks Exposes Hillary's Stunning Connection to ISIS
https://wikileaks.org/clinton-emails/emailid/22266
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


L'Isis in uno strano silenzio elettorale in attesa delle presidenziali Usa
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L'Isis sembra aver perso il suo attivismo bombarolo. Non c'entra nulla la battaglia di Mosul. Bisogna guardare all'America. Alla corsa per la Casa Bianca...
PICCOLE NOTE
Da qualche tempo l’Isis sta in silenzio. Dopo mesi tambureggianti di attentati e proclami di guerra all’Occidente nei quali ogni giorno dava notizia di sé.
Dell’Agenzia del Terrore si sente parlare solo nel ristretto ambito della battaglia di Mosul, che la vede incalzata dalle truppe della coalizione internazionale impegnate a liberare la città.
Strano silenzio, che non è spiegabile solo con le ambasce indotte dall’offensiva sulla città irachena. Anche perché l’Agenzia del terrore più volte ha reagito ai momenti di difficoltà moltiplicando proclami e attentati, come hanno ripetuto all’esaurimento analisti e terrorologi di fama internazionale.
Né le difficoltà causate dai primi rovesci di Mosul di per sé impediscono l’azione dei cosiddetti lupi solitari, che agiscono supportati da reti locali in collegamento episodico e/o indiretto con il Califfato siro-iracheno, il quale è solo un motore immobile di una rete terroristica che vive di vita più o meno propria.
Certo, in quest’ultimo mese non sono mancate azioni anti-terrorismo che hanno impedito attentati programmati, e si sono registrati alcuni episodici ferimenti da parte di invasati del Terrore. Ma nulla di eclatante, nulla di minimamente equiparabile alla feroce macelleria precedente.
Un attivismo, quello passato che, giova ripeterlo, aveva nel riverbero mediatico, ricercato in tutti i modi e con tecniche sofisticatissime, un pendant necessario. Un riverbero che nelle sporadiche azioni di questi ultimi tempi è stato rifuggito.
Insomma, quel che si registra è una sorta di inabissamento del mostro, scomparso dai radar dell’informazione internazionale.
Come detto, sarebbe alquanto illusorio immaginare tale situazione come dettata dai rovesci di Mosul. Quel che si osserva sembra piuttosto una precisa scelta da parte dei burattinai del Terrore, i quali in questi anni hanno dato prova di capacità strategiche e analitiche sopraffine.
Una scelta che appare dettata dall’attuale contesto internazionale. In questi giorni, infatti, si sta giocando la partita della Casa Bianca. Vicenda che interessa moltissimo l’Agenzia del Terrore, perché il suo esito avrà ripercussioni sulla sua attività postuma.
Se vince Hillary Clinton, concordano tutti gli analisti internazionali, aumenterà di molto l’assertività americana in Medio Oriente e nel mondo arabo, sia in funzione anti-russa sia nel quadro della riorganizzazione caotica dell’area propria dei dettami neocon ai quali ella si è consegnata.
Se vince Donald Trump, almeno stando alle sue reiterate dichiarazioni pubbliche, gli Stati Uniti cercheranno un accordo con la Russia in funzione anti-Isis, coordinamento oggi assente (cosa che offre all’Agenzia agevoli spazi di manovra).
È evidente quindi che la seconda opzione è vista dall’Isis come una minaccia, mentre l’elezione dell’ex Segretario di Stato, il cui attivismo necessariamente accrescerà l’area di destabilizzazione in Medio oriente e nel mondo arabo, consegna al Terrore nuove opportunità.
Da considerare anche che l’attivismo dell’Agenzia del terrore è stato usato dalla propaganda di Trump in chiave anti-Clinton. Il tycoon ha più volte accusato la rivale, e con lei il presidente Obama, di aver creato l’Isis e di averne favorito l’assertività.
Fondate o meno che siano, le accuse di Trump hanno colpito nel segno. Tanto che gli ultimi attentati made Isis in terra americana, come riconosciuto dagli analisti, gli hanno guadagnato consensi.
Non è impensabile, anzi è più che probabile data la capacità di analisi degli strateghi del terrore, che i burattinai dell’Isis abbiano compreso questa elementare dinamica. Da qui la consegna del silenzio, o quantomeno di una minore esposizione.
Un silenzio elettorale che se certo non favorisce attivamente la campagna presidenziale della candidata democratica, di certo non gli nuoce come avvenuto all’inizio del duello per la Casa Bianca.
Certo, è possibile che a ridosso del voto l’Agenzia possa compiere qualche azione spettacolare. Nel tempo breve, con un Trump impossibilitato a usare l’azione contro la rivale, un attentato potrebbe avere effetto contrario ai precedenti.
Una strage a ridosso delle urne potrebbe infatti avere un duplice effetto. Anzitutto potrebbe silenziare eventuali scandali dell’ultima ora contro la Clinton, promessi da wikileaks o di provenienza Fbi, il cui direttore pare impegnato in un duello all’ultimo sangue con l’ex segretario di Stato.
In secondo luogo potrebbe favorire l’affluenza al voto di elettori indecisi, in nome della stabilità di sistema. Quella stabilità che la Clinton incarna e rivendica in forza della sua lunga esperienza politica.
Ma è possibile, invece, che il silenzio elettorale dell’Isis permanga fino alla chiusura delle urne, stante che l’opzione attentato comporta incognite.
Fu il caso della vittoria di Zapatero nel 2004, favorita dalla strage di Madrid, che pure all’inizio sembrava dovesse giovare al suo rivale (a dimostrazione, peraltro, che il terrorismo internazionale interagisce non poco con le dinamiche elettorali).
Al di là delle eventuali sorprese dell’ultimo minuto, resta che è altamente probabile un ritorno di fiamma dell’Isis dopo la votazione americana, quale che sia il suo esito.
Il mostro si è solo inabissato. Né può permanere a lungo sottotraccia. Ne morirebbe, dal momento che si nutre e vive della lotta continua e della sovraesposizione mediatica.
Presto, quindi, tornerà a far riecheggiare il suo funesto ruggito. Il voto americano dirà se sarà ancor più minaccioso di quello risuonato finora.
L'Isis in uno strano silenzio elettorale in attesa delle presidenziali Usa - Piccole Note - L'Antidiplomatico
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Pomo dovrà accontentarsi di questo.
Anche perchè l'altro, in caso di vittoria della pazza, serve ancora, e molto.
Ucciso leader al Qaida in Afghanistan
Mondo.E' Faruq al Qatani, a capo del gruppo jihadista nel nordest
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Certo che vincerà la femminista pazza e guerrafondaia, e chi tra noi ha dei dubbi?
Al momento opportuno ci sarà un colpo di scena, oppure nei saggi che verranno taroccati.
Stessa cosa accadrà qui da noi. Alla fine vincerà il sì. Già padoan si è schierato a favore del si Referendum, Padoan: «Con il Sì ci sarebbero benefici sui mercati» - Corriere.it
E' il solito schifo irriformabile di cui non se ne uscirà mai.


Mah!
Qualcosa sta giungendo alla sua fine...
Viviamo tempi interessanti.
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Assange: «Hillary Clinton figura chiave nella distruzione della Libia»Il fondatore di Wikileaks intervistato da John Pilger denuncia inoltre che l'Occidente ha prigionieri politici
In un’intervista esclusiva concessa al giornalista australiano John Pilger e trasmessa da RT, Julian Assange, ha rivelato che Hillary Clinton «fu la figura chiave nella distruzione della Libia». Secondo il fondatore di Wikileaks, che si trova letteralmente imprigionato all’interno...
E si lamenta!
Lui almeno può parlare.
I loro cadaveri politici no.
E sono tanti.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


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