Ha vinto Trump.
Cambiare si può, se c'è una bandiera.
E se si pensa all potenza dell'establishment in Amerika...


Ha vinto Trump.
Cambiare si può, se c'è una bandiera.
E se si pensa all potenza dell'establishment in Amerika...
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




Bandiera da seguire e soldi...servono entrambi.






Servono i secondi.
La prima c'è.
Lo dico da tempo.
Chi vuole l'indipendenza deve aguzzare l'ingegno e cercare.
I soldi ci sono, l'aria nuova pure.
Mi sembra già un compito più semplice che fare la guerra.
Certo non bisogna chiederli per sè.
Per quello c'è già la LN.
Occorre solo chiedere che vengano destinati alla causa, senza neppure vederli.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


POVERO GENTILONI …E GRANDE POPOLO AMERICANO
Maurizio Blondet 9 novembre 2016 2
Confesso la mia prima reazione: “Non sarà un trucco?” – Dall’11 Settembre, tutte le novità che vengono dagli Usa mi odorano di false flag. Ma lascio a domani i miei dubbi, e per oggi saluto il popolo americano. Il grande popolo dei “bianchi senza laurea”, dei rednecks (i colli rossi,quelli che lavorano all’aperto, muratori, coltivatori) spregiati da tutti i radicalchic con la puzza al naso. Un popolo che nella sua rozzezza e semplicità, ha mostrato una libertà di spirito straordinaria: non l’hanno intimidito le opinioni degli opinionisti “di prestigio”, ha saputo guardare attraverso le menzogne dei “rispettabili”, non s’è lasciato mettere in soggezione dai divieti del politicamente corretto da cui è stato inondato per dieci mesi (ancora nell’ultima ora, Huffington Post ha bollato Trump di “bugiardo seriale, misogino, razzista, xenofobo…”). Se n’è infischiato dei sondaggi falsi che davano Klinton vincitrice fin dal primo giorno, non s’è fatto sedurre né influenzare da femministe, lgbt, giornalisti (a cui si dovrà fare un processo), globalisti, né spaventare dal “crollo dei mercati” , né distrarre dal fumo e dagli specchi messi in atto dai poteri forti, né dalle “armi di distrazione di massa” televisive. I “bianchi senza laurea” hanno mostrato di non avere padroni nelle loro menti, di non aver portato i loro semplici cervelli all’ammasso del conformismo autorizzato. Hanno mostrato una limpida chiarezza di visione politica eccezionale: han capito l’essenziale e il fondamentale – ciò che tutti i “colti e semicolti” occidentali non hanno capito o non hanno voluto capire.
Grande popolo coraggioso, un coraggio politico sovrano che i nostri popoli europei non sanno più cosa sia. Noi ci siamo assoggettati a tutti gli enti sovrannazionali immaginati dalle oligarchie, abbiamo ceduto la sovranità popolare a chiunque, a gente come Barroso e Juncker e Merkel, a Draghi, noi italiani a tre governi che ci sono stati dati da fuori. Abbiamo rotto i rapporti economici con la Russia, con cui non avevamo alcun contenzioso, senza nemmeno pretendere un compenso da chi l’ha voluto, sia Obama o siano i baltici; abbiamo disapprovato e siamo rimasti sgomenti per il Brexit, i nostri autorevoli commentatori hanno profetizzato la rovina economica per la Gran Bretagna che s’era liberata dalla Commissione: profezia sbagliata, e argomento di una viltà quasi incredibile , del tipo: “Non possiamo essere liberi perché ci costa troppo”. E anche adesso le radio piangono: “Crollano le borse in tutto il mondo”. E chi se ne frega. Ci stanno di nuovo dicendo: “Non potete tornare liberi perché non conviene economicamente”.
I rednecks hanno detto “basta”, anche in qualche modo per noi. Dovremmo abituarci ad essere liberi, nostro malgrado, se – come spero – l’ombrello NATO non ci “proteggerà” più, tanto per dirne una.
Non so se Trump sarà all’altezza – è questo uno dei dubbi – del compito rivoluzionario che gli ha dato il popolo americano; ma comunque vada, il popolo americano merita il nostro rispetto, e il nostro grazie. Giù il cappello.
Il mio secondo o terzo pensiero è stato: povero Gentiloni. Wikileaks aveva spifferato le sue servili suppliche a Huma Abedin per avere un incontro, anche di cinque minuti, con Hillary, presentandosi così: sono “ membro del Partito democratico italiano, e per questo noi siamo legatissimi ai democratici americani…”. A settembre il nostro ministro degli esteri era andato pure a New York a tifare, a gridare “Forza Hillary”. Complimenti per l’alta intuizione politica, la statura del personaggio. E non parliamo di Matteo Renzi che è andato a baciare la pantofola di un Obama spettrale, falsificatore, guerrafondaio per conto dei sauditi, cripto-Fratello Musulmano – ed ora si trova al governo Donald. A cui naturalmente baceranno la pantofola, perché sono abituati a farlo, chiunque sia il padrone.
Poi, dovremo cominciare fare un processo al sistema mediatico, che s’è coperto di vergogna, e alla casta dei giornalisti che non hanno esitato a mentire spudoratamente, a tacere tutte le verità che giorno dopo giorno venivano fuori su Hillary.
Faccio un rapido, sommario conto di quelli che – salvo sorprese – sono i perdenti geopolitici. Il regno saudita, che ha pagato miliardi per storcere la politica estera americana secondo i suoi interessi e associarla ai suoi delitti. I neocon? Sarei meno sicuro. Ma perdente è Stoltenberg, sono i baltici, la giunta di Kiev, la Commissione, le entità sovrannazionali – e i mercati che crollano perché non hanno previsto, e non sanno più cosa sarà il futuro, e la speculazione che teme di non poter più assoggettare la politica – la politica sovrana . Ci perdono, spero, Soros, i guerrafondai e i loro servi per soggezione o paura in Europa.
Forse non ci sarà la guerra. Dico forse, perché – attenzione – non sappiamo ancora del tutto di quali poteri forti hanno appoggiato Donald. Voglio solo ricordare che molti americani, forse molti degli stessi che hanno votato Trump, votarono Obama, perché speravano che avrebbe messo fine alle guerre ultra-decennali neocon dell’era Bush jr.: non è riuscito nemmeno a chiudere Guantanamo, e le guerre contro Siria, Libia Somalia, Irak, Yemen, le ha invelenite pagando e addestrando un Califfato made in Cia,e insistendo a voler detronizzare Assad per consegnare la Siria a Al Qaeda.
Vedremo. Per il momento rallegriamoci, e salutiamo Vladimir Putin, che ha sfidato l’unipolarismo e il globalismo. Speriamo di rivederlo nostro amico.
Post Scriptum: i “bianchi senza laurea” che hanno votato Trump non significa i neri e latinos gli siano stati contrari. Per esempio Trump ha avuto di neri più voti (+5%) e dai latinos (+2) di quanti abbia avuto Romney, per esempio. E’ la classe lavoratrice che ha votato, non tanto per Trump, quanto contro Hillary – e contro le guerre che ha promesso, visto che è la classe lavoratrice che poi le deve fare.
“Let the people run
LET THE PEOPLE RUN!
POVERO GENTILONI ...E GRANDE POPOLO AMERICANO - Blondet & Friends
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


https://it.notizie.yahoo.com/putin-f...092111989.html
Mosca, 9 nov. (askanews) - Nel telegramma di auguri, Putin ha espresso la speranza di lavorare assieme alla nuova amministrazione americana "per risollevare le relazioni Russia-Usa dallo stato di crisi in cui si trovano" e per affrontare "le questioni urgenti dell'agenda internazionale e la ricerca di risposte efficaci alle sfide di sicurezza globali".
Trump durante la campagna elettorale ha più volte affermato di voler riallacciare il dialogo con il Cremlino e di contare sulla Russia anche in chiave anti-Isis. Il miliardario che oggi ha vinto le presidenziali ha anche detto di considerare Putin un leader migliore rispetto ad Obama. Parole graditissime ovviamente all'uomo forte russo, che durante la campagna elettorale ha smentito con forza qualsiasi ingerenza, a cominciare dagli attacchi hacker. "Si comporta in maniera stravagante, e allora? Lui semplicemente rappresenta gli interessi della gente semplice" e di chi è stanco delle vecchie élite, aveva detto di recente Putin, commentando la candidatura di Trump.