Una zoccola, come detto più volte.
Ce ne sono a migliaia.
Che non può che squalificare la figura di un Presidente.
E che non so per quanto durerebbe, se Trump fosse una cosa seria.


Una zoccola, come detto più volte.
Ce ne sono a migliaia.
Che non può che squalificare la figura di un Presidente.
E che non so per quanto durerebbe, se Trump fosse una cosa seria.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Ritoniamo a parlare di cose serie: il rischio della forca da evitare. Soprattutto se si è negher...
OBAMA, PULIZIE DI FINE STAGIONE. UCCIDE I CAPI DI AL NUSRA, MOLLA KIEV... - Blondet & Friends
OBAMA, PULIZIE DI FINE STAGIONE. UCCIDE I CAPI DI AL NUSRA, MOLLA KIEV…
Maurizio Blondet 13 novembre 2016 6
Le esecuzioni sono già in corso. “Chi assassina gli ufficiali di Al Qaeda dopo il 9 novembre?” domanda il benissimo informato Meyssan. “Per il momento non è chiaro se siano regolamenti di contri tra bande rivali o l’amministrazione Obama stia cancellando le tracce dei suoi delitti”.
Non occorre disporre di profonde fonti d’intelligence per sapere che la risposta esatta è la seconda. L’ha scritto il Wahington Post il 10 novembre: “Alti funzionari del Dipartimento di Stato” hanno informato il giornale che Obama non poteva più permettersi di “trattare col diavolo” per esercitare una pressione militare sul presidente Bachar al-Assad”. Obama avrebbe ordinato di localizzare ed uccidere tutti i dirigenti di Al Qaeda attivi in Siria, anche con droni.
https://www.washingtonpost.com/world...2d1_story.html
E anche i WP non aveva bisogno di chissà quali fonti anonime: bastava che andasse sul sito del Dipartimento Usa del Tesoro per vedere che il detto Ministero comunicava: “Abbiamo smesso di pagare i qaedisti”.Beninteso, il linguaggio non è così esplicito, ma lo è abbastanza: “L’ufficio per il Controllo degli Attivi Esteri” (il Tesoro ha appunto un ufficio con questo nome) ha agito oggi per interrompere le operazioni militari, di reclutamento e finanziamento del Fronte Al Nusra. Specificamente il detto ufficio ha indicato quattro leader di Al Nusra – AbdallahMuhammad Bin-Sulayman al-Muhaysini, Jamal Husayn Zayniyah, Abdul Jashari, and Ashraf Ahmad Fari al-Allak – in coordinamento col Dipartimeno di Stato, come individui responsabili di fornire al Al Nusra sostanziale sostegno finanziario e logistico, dal reclutamento di combattenti alla raccolta di fondi”. Si può leggere qui:
https://www.treasury.gov/press-cente...es/jl0605.aspx
Quei quattro fanno quasi pena, poveracci. Più che capi militari, erano probabilmente i capi-contabili e ragionieri del Jihad, e il Tesoro li conosce benissimo, visto che quasi certamente faceva a loro i bonifici, riempiendoli di quattrini. Sempre il Washington Post ci ha spiegato, il 12 giugno 2015, che la CIA, col suo direttore John Brennan, aveva speso un miliardo di dollari l’anno in armi, addestramento e quattrini per questi ribelli “moderati”, “una delle più grandi operazioni coperte della CIA”.
https://www.washingtonpost.com/world...032_story.html
Il primo dei nominati, Al-Muhaysini, un imam saudita, in carriera per diventare il futuro Bin Laden, era sicuramente un buon amico. Tanto che il giovanotto accanto a lui nella foto (Al-Muhaysini), è il “giornalista “ e propagandista di Al Qaeda in Siria Hadi Abdullah, era stato premiato da Reporters Sans Frontières con il Press Freedom Price.
Muhaysini e il giornalista premiatohttps://rsf.org/en/news/2016-rsf-tv5...alists-website
E che Reporters san Frontières sia pesantemente infiltrato dalla Cia, e riceva contributi annuali dal National Endowment for Democracy , che è un braccio del Congresso Usa, l’ha rivelato dal 2008 non un blog complottista, ma il franecse Le Figaro.
les révélations du Figaro sur le financement de reporters sans frontières
Adesso, a secco. Anzi, fatti secchi. Ciò perché, spiega il “grande giornale” Washington Post, “il presidente Obama non vuole che questo gruppo [Al Nusra] erediti la Siria: non è un’opposizione sostenibile, perché è l’organizzazione di Al Qaeda”. E lui, il Nobel per la Pace, si allarma che si formi “ una nuova base operativa di Al Qaeda alla porta dell’Europa Meridionale”. Lo fa per il nostro bene, insomma. Commuove vedere che Obama abbia preso coscienza che Al Nusra e Al Qaeda sono la stessa cosa: ancora ad ottobre assicurava che era l’opposizione moderata, da far partecipare alla transizione democratica del dopo-Assad; e i cui gruppi democratici erano così mescolati ai militanti veramente terroristi che – nonostante le insistenze di Mosca – Washington non riusciva a separare e distinguere. Giungendo a minacciare la guerra a Mosca perché Putin, invece di bombardare l’ISIS, bombardava “i nostri terroristi”. Quelli che già il ministro degli esteri francese Laurent Fabius 28 gennaio 2013 aveva riconosciuto: sul terreno, in Siria , stanno facendo un buon lavoro” (bon boulot) . Quella Al Nusra a cui l’Occidente non ha esitato di fornire, ancora due mesi fa, armamento a tonnellate includi mezzi corazzati.
Adesso basta: Obama chiude il teatrino e fa le pulizie di fine mandato. Un cambiamento che il giornale libanese Al-Akhbar trova “spettacolare”, tanto da non vedervi “un ripiegamento da parte di Obama, ma come un’alternativa per conservare Al Qaeda come mezzo di pressione attivo per condurre il presidente Assad ad una dimissione volontaria.. Privati dei loro capi, gli elementi di Al Nusra dovranno forzatamente fondersi con gli altri gruppi terroristi non catalogati Al Qaeda…In altre parole, invece di rispondere all’esigenza russa di separar i terroristi di Al Nusra dai pretesi oppositori armati moderati, Obama cerca di fondere i primo coi secondi”. Interpretazione di cui lasciamo la responsabilità al giornale libanese.
?????????? ?????? ??? ????????: ??? ???? «??????» ??????? ??? ???????? | ???????
Fatto sta che adesso Obama non lascia testimoni di quell’amicizia. Sembra proprio (ma possiamo sbagliare) che la sconfitta della Clinton lo abbia costretto ad abbandonare quel progetto, consistente nel fare della Siria un territorio di transito di un oleodotto che portasse il greggio e gas dal Katar all’Europa, allo scopo di staccare gli europei dalla dipendenza da Mosca come fornitore energetico. Un progetto caldeggiato da Hillary quando era segretaria di Stato, convintissima dalle ricche donazioni dei sauditi e dell’emiro del Katar.
Secondo la Reuters, questi ed altri donatori hanno contribuito alla campagna presidenziale Hillary 900 milioni di dollari. “La sconfitta di Hillary significa la perdita del loro investimento per grandi donatori come George Soros, l’industria della difesa e l’Arabia Saudita, sunteggia il Deutsche Wirtschaft Nachrichten.
les révélations du Figaro sur le financement de reporters sans frontières
Hanno investito sul cavallo sbagliato. E così il progetto è sconfitto. Oltre 400 mila morti (non sono state scoperte tutte le fosse comuni disseminate dai jihadisti in Irak e Siria), 3 o quattro milioni di profughi e sfollati, le infrastrutture sistematicamente distrutte dall’aviazione americana, un paese civile in ogni caso smembrato; destabilizzazione sanguinosa e ferite che non si rimarginano (milizie curde stanno combattento con truppe turche) infinite menzogne dei media sul mostro Assad che “gasa il suo stesso popolo”, sui russi che “bombardano i bambini ad Aleppo”…ed ora finisce come se niente fosse? Perché Trump ha detto venerdì che per lui bisogna combattere l’ISIS, non Assad.
Rapida anche la sparizione dell’appoggio americano al regime golpista di Kiev. Michael McFaul, l’ex ambasciatore Usa in Russia fino al 2014, dichiarato persona non grata perché stava organizzando una “primavera colorata” (è la sua specialità), ha twittato il 9 novembre: “Il più gran perdente stanotte: l’Ucraina. La vostra sola speranza (dice rivolto ai golpisti che l’America ha messo al potere) è fare seriamente le riforme e tenervi amici gli europei”. Insomma ce li accolla. Frattanto, Saakashvili, il georgiano messo a fare il governatore di Odessa per i suoi meriti anti-russi, ha attaccato il presidente Poroshenko e tutto il governo golpista; si agita, secondo gli analisti, per farsi notare da Donald Trump sperando di essere scelto a sostituire Porochenko, in una imminente normalizzazione. Anche qui : un paese distrutto economicamente, centinaia dimorti ammazzati fra Kiev ed Odessa, 5 miliardi spesi dalla Nuland per staccare l’Ucraina dalla Russia – e adesso si chiude, come si chiude un ombrello se smette di piovere. E Trump non è nemmeno ancora insediato.
Ucraini, fate le riformeLa velocità e la disinvoltura con cui l’amministrazione uscente liquida e chiude queste tragedie che ha provocato e sostenuto per 5 anni, con miliardi di dollari, ha qualcosa di ancor più mostruoso dell’averle scatenate. Accusa l’artificialità, la pretestuosità criminale della guerra in Siria come del golpe in Ucraina; un costo in pura perdita che, cessata la volontà politica, si disinveste in poche ore, allegramente, come una finzione ormai insostenibile. Si dà ordine di uccidere i capi di Al Nusra, si abbandonano i golpisti di Kiev al loro collasso economico – sostenuti fino a ieri con esborsi miliardari del Fondo Monetario – e gli si dice: tenetevi amici gli europei, fatevi mantenere da loro. Se vi riesce.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
Tacito, Agricola, 30/32.


No, io dico solo che divorzio più, divorzio meno...
Se ha cambiato pubblicamente quattro donne uno come Hollande...
La differenza tra il Principe di Monaco e Sarkò?
Lui è il primo a Monte-Carlò, l'altro è ... l'ultimo a montè Carlà.
Cappitto mi hai?
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Un nero musulmano per il dopo-Hillary
Sanders e Warren spingono Keith Ellison alla presidenza dei Dem
Amerikani alla frutta.
O li salva il tedescone o hanno chiuso.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


LA CASA BIANCA: DAI NEOCON AL PALAZZINARO KOSHER
Maurizio Blondet 14 novembre 2016 1
Trump “ha tutte le intenzioni di riconoscere Gerusalemme come capitale indivisa dello Stato ebraico, spostando lì l’ambasciata Usa, ora Tel Aviv”. Intende anche “stracciare il trattato con l’Iran” che (colpa di Obama) ha sollevato Teheran dalle sanzioni, e punire questo paese “che è il più grande sponsor del terrorismo al mondo”. Questo, cinque giorni fa. Un giorno dopo Walid Phares, un notevole analista e studioso politico (cristiano maronita libanese) che viene indicato come “importante consigliere in politica estera di Trump”, assicura alla BBC che Trump riconoscerà Gerusalemme capitale ma lo farà “per consenso”; e non “straccerà” il trattato con l’Iran, ma “lo rinegozierà”. Qualche ora dopo, tale David Friedman, indicato come “uno dei consiglieri di Trump per Israele e Medio Oriente, confermava che Donald “avrebbe adempiuto la sua promessa” di spostare l’ambasciata a Gerusalemme.
Temo che dovremo abituarci a questo tipo di procedimenti decisionali. Quel che Trump ha detto all’AIPAC a marzo per strappare i voti ebraici, è stato tale da far sembrare Netanyahu un moderato, Paul Wolfowitz un timido nell’amore a Sion. Egli dice quel che il pubblico del momento vuol sentirsi dire? O né già in mano ai neocon, come temono per esempio Ron Paul (“Occhio al governo-ombra”, lo ha esortato) e Paul Craigs Robert?
Ron Paul on Trump's Election: Beware of Shadow Government | The Daily Sheeple
Propongo umilmente una terza ipotesi. Le idee di Trump su Israele e gli ebrei gli vengono dalla figlia Ivanka, indicata (anch’essa) come “ascoltatissima consigliera di papà”; e Ivanka prende le idee dal marito, l’aitante ebreo Jared Kushner, a cui ha dato tre figli.
Quindi è istruttivo sviscerare la personalità di Jared. Da dove viene? Come nasce? Egli è proprietario della ditta di famiglia, la Kushner Properties, si occupa di “real estate owning and development”, insomma prende gli affitti delle migliaia di appartamenti che la famiglia possiede a New York, e con quel che lucra, compra grattacieli per uffici a Manhattan: è questo il suo lavoro. Diciamo, un palazzinaro, anche se nelle misure titaniche dei palazzinari a New York; un collega di Donald, in qualche modo. Possiede anche il New York Observer, un settimanale che ha comprato con 10 milioni spiccioli.
Figli di papà da generazioniIl bel Jared ( Getty Images)Non è il classico imprenditore che si è fatto da solo, il bel Jared. E’ subentrato nell’impero immobiliare al papà, Charles Kushner. Notevole figura di “filantropo” (ossia donatore ad organizzazioni ebraiche), 61 anni, nemmeno papà Charles si è fatto da solo. E’ entrato in affari nel 1984 subentrando a suo padre Joseph, indicato come “un sopravvissuto all’Olocausto di origine polacca” (torna sempre utile) nella gestione dei 4 mila appartamenti che il Sopravvissuto aveva messo insieme nel New Jersey. Jared dunque è figlio-di-papà di un figlio di papà; figli di papà da generazioni. Dati gli affitti alle stelle a New York, si intuisce che quando si gestiscono migliaia di appartamenti, i soldi arrivano tanti e sicuri: non occorre nemmeno sviluppare uno spiccato senso degli affari.
Né ci si aspetta da un mega-palazzinaro che nutra profonde riflessioni in politica estera e filosofia politica, o che si doti di una cultura superiore. Vero è che Jared ha frequentato Harvard: vi è stato ammesso dopo che suo padre ha fatto alla prestigiosa università una donazione di 2,8 milioni di dollari. E dopo, il bel Jared ha preferito spostarsi alla New York University dove ha preso un dottorato (MBA), previa donazione paterna di altri 3 milioni di dollari.
Jared Kushner Facts - Ivanka Trump's Husband Jared Kushner
Insomma, c’è motivo di ritenere che Jared non tenga sul comodino “La democrazia in America” di Alexis de Tocqueville, né abbia mai desiderato scambiare riflessioni geopolitiche con Henry Kissinger o Zbig Brzezinsky (il che può essere un bene), né abbia conoscenza alcuna del guru dei neocon, Leo Strauss. Si è fatto ebreo nella setta degli ortodossi riformati; Ivanka nata Trump si è “convertita” a quella setta, prendendo dei corsi di ebraismo da un rabbino riformato; forse è utile sapere che i rabbini di Israele negherebbero la cittadinanza ebraica ai figli nati dal matrimonio, considerandoli non giudei. Ciò non impedisce a Jared e Ivanka di esibire un comportamento scrupolosamente ebraico: il venerdì sera spengono gli smartphone (il Sabato non si devono accendere fuochi né per estensione apparecchi elettrici) e “si godono i figli”, secondo le descrizioni rapite dei rotocalchi rosa. Mangiano i cibi freddi e kosher che Ivanka “ha imparato a cucinare il venerdì”, ha raccontato Jared ai suddetti rotocalchi, “lei che mai aveva cucinato in vita sua”. Le idee di Jared su Israele sono semplici: Sion ha sempre ragione.
L’influenza del genero giovinotto su Trump è forte. Lo dimostra la cancellazione di un personaggio importante che ha ottenuto dal team di transizione del suocero, Chris Christie, vecchio compare di Donald. Ma per questo, dobbiamo fare – come nei romanzi d’appendice – un passo indietro. E tornare al papà Charles Kushner, il consuocero, il filantropo.
Il papà è finito in galeraPapà e consuocero Charles KushnerNel 2005 (Jared aveva 24 anni) papà Charles ha avuto una condanna penale. Una cosetta da nulla: evasione fiscale, donazioni politiche illegali, corruzione di testimoni. L’indagine aveva preso inizio dai soldi in nero che Charles Kushner aveva passato sottobanco al governatore del New Jersey, Jim McGreevy, allora in campagna elettorale (i Kushner sono sempre stati grandi finanziatori dei “democratici”); nel corso del processo si è scoperto che papà Kushner aveva organizzato un tentativo di ricatto contro un suo cognato, che (secondo lui) stava collaborando coi federali per sputtanarlo. Un piccolo piano che scolpisce a tutto tondo la statua morale del Filantropo di figlio di Sopravvissuti: aveva assoldato una escort di lusso perché seducesse il cognato, per poi riprendere in video gli atti sessuali dei due, onde ricattarlo. Alla fin fine, papà fu multato di 500 mila dollari dalla Commissione Federale Elettorale, e gli furono comminati due anni di galera – uno dei quali ha effettivamente passato in una prigione di Alabama, e il secondo ai domiciliari.
E chi era a quel tempo attorney general in New Jersey, e dunque pubblico accusatore di papà? Nient’altri che Chris Christie, vecchio amico di Trump, divenuto poi governatore del New Jersey. Egli aveva ottenuto la condanna di Charles Kushner con una ficcante indagine che l’aveva reso celebre e popolare.
Con Chris Christie, trombato dal generoQuando Jared – che è entrato nel transition team, senza avere alcuna specifica esperienza – ha visto che Christie era sul punto di entrare nello transitino team, ha piantato un litigio in piena regola col suocero: no, quello no! Non lo voglio! A conferma che l’ebreo non perdona mai.
Donald Trump ha accontentato il genero.
Alcune fonti descrivono The Donald già “sopraffatto” dalle difficoltà di mettere insieme il transition team, e non parliamo dei ministri del suo governo (dove miriadi di neocon si candidano, o dicono di essere stati scelti). Oltretutto, Donald, prima di entrare alla Casa Bianca, dovrà entrare in un’aula di giustizia dove dovrà rispondere di “frode e associazione a delinquere” per una faccenda riguardante la sua “università”, Trump University: 5 mila studenti di detta università gli hanno fatto causa sostenendo che sono stati truffati per 35mila dollari ciascuno. Anche se non rischia per questo l’impeachment (col Congresso massicciamente repubblicano), certo il prestigio di The Donald non ne sarà accresciuto. E questa è solo una delle 72 cause che lo attendono: un dettaglio che lo avvicina sempre più al ritratto di Berlusconi, già di per sé impressionante per somiglianza (la sola vera differenza: Silvio non fu mandato all’accademia militare a 13 anni, purtroppo).
Ma la domanda che preme al vostro modesto cronista è un’altra: passando dalla soggezione ai neocon allievi di Leo Strauss alla soggezione al palazzinaro kosher Jared § Family, la Casa Bianca migliorerà la sua attitudine politica verso lo stato ebraico? Aspettiamo i fatti. Per intanto, Israel Shamir ci informa che non solo una quantità di ebrei americani hanno votato Donald, ma della sua elezione è contentissimo Netanyahu – che odiava Obama – e anche gli israeliani, bisognosi di una personalità ristrutturante sul piano internazionale, dopo 15 anni di destabilizzazioni. Magari accetterano da Donald cose che hanno rifiutato a decine di presidenti? Chissà.
666 Fifth AvenuePer i nostri lettori più apocalittici, forniamo un indizio dei tempi che ci attendono. Nel 2007, padre e figlio Kushner hanno acquistato il prestigioso grattacielo da uffici situato davanti al Rockefeller Center, all’indirizzo 666 Fifth Avenue, New York City; l’hanno voluto fortemente, al punto da sborsare la cifra più alta spesa fino ad allora per un palazzo da uffici in affitto, 1,8 miliardi di dollari. Apparentemente il sinistro numero 666, invece di respingere i miliardari concorrenti, li attraeva; se lo contendevano. Chissà se vuol dire qualcosa.
LA CASA BIANCA: DAI NEOCON AL PALAZZINARO KOSHER - Blondet & Friends
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.




"Obama sta portando avanti una rivoluzione colorata negli Usa?"
in[COLOR=#FFFFFF !important]Condividi[/COLOR]
di Martin Berger - Neo.org
La vittoria recente del neo Presidente eletto Donald Trump ha preso molti americani di sorpresa. Ma sarebbe più saggio dire che l'elite corporativa al potere, che ha fatto campagna per Hillary, è stata letteralmente scioccata dalla sua sconfitta. Senza di lei alla guida dello Stato, costoro temono di non poter continuare a diffondere la corruzione, considerata il fondamento del clan Clinton, o spingere in guerre altri stati, oppure armare terroristi responsabili dell'uccisione di civili in giro per il mondo.
E anche se le elite corporative hanno formalmente riconosciuto la vittoria di Trump, stanno facendo pressioni all'attuale governo per combattere il prossimo presidente Usa in tutti i modi, fino a quando cioè tutte le risorse non vengono esaurite. Negl'ultimi otto anni, l'amministrazione Obama ha acquisito una lunga lista di trucchi che sono stati usati contro governi "non desiderati" in varie parti del mondo, tra i quali i più efficaci restano sicuramente le cosiddette "rivoluzioni colorate", vale a dire colpi di stato attraverso la manipolazione mediatica e grandi manifestazioni.
I servizi d'intelligence statunitensi si stanno ora preparando per sguinzagliare una tale rivoluzione sul fronte interno, dato che sono onestamente preocccupati del loro futuro sotto Trump, come riporta il Washington Post.
Il fatto che Obama ancora crede possibile che Trump possa non rimpiazzarlo alla Casa Bianca è stato fatto capire dal responsabile stampa della Casa Bianca Josh Earnest. Commentando le proteste anti-Trump negli Usa ha fatto riferimento al diritto di espressione che deve essere esercitato senza violenza, chiaramente alludendo all'aresenale di "pacifici" strumenti dell'attuale amministrazione per liberarsi di Trump.
Questo è il motivo per cui stiamo assistendo ad una serie di proteste sguinzagliate sotto il controllo dell'Amministrazione Obama. Le corporazioni mediatiche e i network sociali sono apertamente contro il 45° Presidente Usa. Del resto, sono le tecniche utilizzate dalle agenzie di intelligence Usa in Brasile, Nicaragua, Hong Kong, Tailandia e in tutto il Medio Oriente e Europa dell'Est per le cosiddette "rivoluzioni colorate". In alcuni paesi, tali azioni hanno portato governi stranieri sotto il controllo diretto della Casa Bianca, come è accaduto in Ucraina, Brasile e tanti altri paesi.
Come risultato, le notizie riportano di decine di migliaia di manifestanti in tante città contro la vittoria elettorale di Trump. Queste rivendicazioni seguono una petizione pubblicata su Change.org che chiede alle autorità statunitensi di rivedere l'esito elettorale, chiedendo al collegio elettorale di capovolgere i risultati il 19 Dicembre. Viene riportato che questa petizione ha già raggiunto un totale di due milioni di firme.
Va da sé che un tentativo di lanciare una "rivoluzione colorata" negli Stati Uniti è sostenuta da una serie di paesi europei, in particolare Francia e Germania, dal momento che l'ordine politico che ha garantito la loro impunità sta volgendo al termine, con Trump che non dichiara apertamente di sostenerli.
L'Independent, giornale inglese, vuole che Trump subisca immediatamente l'impeachment, citando il professore di diritto Christopher Peterson, secondo il quale ci sarebbero le premesse per aprire un procedimento legale in grado di impedire a Donald Trump di divenire Presidente. Il processo d'impeachment per definizione si inizia quando un presidente di uno stato ha commesso qualche grave reato in carica, ma Trump non ha semplicemente avuto il tempo di farlo perché non si è ancora inseditato.
Ancora l'Independent ritiene che ci deve essere qualche spazio legale per il suo impeachment.
E' chiaro che il treno della "rivoluzione colorata" è una locomotiva in corsa negli Usa di oggi. Quello che scaturirà da questo tentativo di ignorare la costituzione Usa, rimane ancora incerto.
"Obama sta portando avanti una rivoluzione colorata negli Usa?" - World Affairs - L'Antidiplomatico
Beh! Bianca non potrebbe essere di certo.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


Per qualcuno è tempo di sassolini dalle scarpe...
Michelle insultata: 'scimmia con i tacchi', è bufera
Polemica dopo i post su Fb di una direttrice di una ong e di un sindaco
![]()
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.


La Clinton torna e 'confessa': 'Non volevo più uscire di casa'
USA 2016.La ex first lady a una serata di gala: "Il Paese è diviso ma credete nel nostro Paese e battetevi per i nostri valori". Intanto CAOS E VELENI NEL TEAM TRUMP
FotoHillary Clinton
A parte questa, si sono viste certe sue immagini veramente orribili.
Mi sa che gli amerikani hanno scelto bene.
Ma che non fosse in grado lo sapeva anche qualcun'altro...
Che contava proprio su queste sue debolezze.
piena dii psicofarmaci sarebbe stata un semplice burattino.
Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.