Considerati gli appoggi di cui gode dovrebbe vincere la vecchia strega, anche se forse con il risultato peggiore degli ultimi decenni, anche perché i candidati dei partiti minori potrebbero ottenere dei discreti risultati. Dopotutto il programma di Trump non è malvagio, ma ci si può fidare di un tizio che fino a poco prima di candidarsi era intrallazzato con l'oligarchia che adesso - giustamente - contesta?
Cmq ad una settimana dalle elezioni il risultato non è ancora scontato (per quel che valgono i sondaggi).
https://en.wikipedia.org/wiki/Statew...on_v_Trump.svg
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Hillary Clinton e il suo capo di gabinetto Huma Abedin.Il rilancio dell’inchiesta dell’FBI sulle e-mail private di Hillary Clinton non verte tanto su questioni di sicurezza, quanto su intrighi che potrebbero andare fino all’alto tradimento.Tecnicamente, anziché utilizzare un server sicuro del governo federale, il Segretario di Stato aveva installato nel suo domicilio un server privato, in modo da poter utilizzare Internet senza lasciare tracce su una macchina dello Stato federale. Il tecnico privato della signora Clinton aveva ripulito il suo server prima dell’arrivo del FBI, così che non era possibile sapere il motivo per cui lei avesse messo in opera questo dispositivo.Inizialmente, l’FBI ha osservato che il server privato non aveva subito la procedura di sicurezza del server del Dipartimento di Stato. La Clinton aveva quindi commesso solo un errore di sicurezza. In un secondo tempo, l’FBI ha sequestrato il computer dell’ex parlamentare Anthony Weiner. Costui è l’ex marito di Huma Abedin, capo dello staff di Hillary. Lì sono stati trovati messaggi di posta elettronica provenienti dalla Segretaria di Stato.Anthony Weiner è un politico ebreo, molto vicino ai Clinton, che aspirava a diventare sindaco di New York. Fu costretto a dimettersi dopo uno scandalo assai puritano: aveva inviato SMS erotici a una giovane donna diversa da sua moglie. Huma Abedin si separò ufficialmente da lui nel corso di questa bufera, ma in realtà non lo lasciò.Huma Abedin è una statunitense allevata in Arabia Saudita. Suo padre gestisce una rivista accademica – di cui è stata per anni la segretaria editoriale - che riproduce regolarmente il parere dei Fratelli Musulmani. Sua madre presiede l’associazione saudita delle donne che fanno parte della Fratellanza e ha lavorato con la moglie dell’ex presidente egiziano Mohamed Morsi. Suo fratello Hassan lavora per conto dello sceicco Yusuf al-Qaradawi, predicatore dei Fratelli Musulmani e consigliere spirituale di Al-Jazeera.
In occasione di una visita ufficiale in Arabia Saudita, la segretaria di Stato visita il collegio Dar al-Hekma accompagnata da Saleha Abedin (madre del suo capo di gabinetto), presidente dell’Associazione delle Sorelle che fanno parte della Fratellanza.Huma Abedin è oggi una figura centrale nella campagna elettorale clintoniana, accanto al responsabile della campagna, John Podesta, ex segretario generale della Casa Bianca sotto la presidenza di Bill Clinton. Podesta è inoltre il lobbista ufficiale del Regno dell’Arabia Saudita al Congresso, per la modica cifra di 200 mila dollari mensili. Il 12 giugno 2016, Petra, l’agenzia di stampa ufficiale della Giordania, ha pubblicato un’intervista con il principe ereditario saudita, Mohamed bin Salman, nella quale affermava la modernità della sua famiglia che aveva illegalmente finanziato circa il 20% della campagna presidenziale di Hillary Clinton, anche se si tratta di una donna. Il giorno dopo questa pubblicazione, l’agenzia ha annullato questo servizio e ha assicurato che il suo sito web era stato violato.
Secondo l’agenzia di stampa giordana Petra (12 giugno 2016), la famiglia reale saudita ha illegalmente finanziato il 20% della campagna presidenziale di Hillary Clinton.La signora Abedin non è l’unica componente dell’amministrazione Obama ad aver legami con la Fratellanza. Il fratellastro del presidente, Abon’go Malik Obama, è il tesoriere dell’Opera missionaria dei Fratelli in Sudan e presidente della Fondazione Barack H. Obama. Lavora direttamente sotto il comando del presidente sudanese Omar al-Bashir. Un Fratello musulmano è membro del Consiglio di Sicurezza Nazionale, la più elevata istanza esecutiva negli Stati Uniti. Dal 2009 al 2012, è stato il caso di Mehdi K. Alhassani. Non si sa chi gli sia succeduto, ma la Casa Bianca aveva negato che un Fratello fosse membro del Consiglio fino a quando non emerse una prova. È inoltre un Fratello l’ambasciatore degli Stati Uniti alla Conferenza islamica, Rashad Hussain. Gli altri Fratelli identificati occupano funzioni meno importanti. Occorre tuttavia ricordare Louay M. Safi, attuale membro della Coalizione Nazionale siriana ed ex consigliere del Pentagono.
Il presidente Obama e il suo fratellastro Malik Obama Abon’go nello Studio Ovale. Abon’go Malik è il tesoriere del lavoro missionario dei Fratelli Musulmani in Sudan.Nell’aprile 2009, due mesi prima del suo discorso al Cairo, il presidente Obama aveva segretamente ricevuto una delegazione della Confraternita allo Studio Ovale. Aveva già invitato, in occasione del suo insediamento, Ingrid Mattson, la presidente dell’Associazione dei Fratelli e delle Sorelle Musulmani negli Stati Uniti.Da parte sua, la Fondazione Clinton ha impiegato come responsabile del suo progetto "Clima" Gehad el-Haddad, uno dei dirigenti mondiali della Fratellanza che era stato fino ad allora responsabile di una trasmissione televisiva coranica. Suo padre era stato uno dei co-fondatori della Fratellanza nel 1951 in occasione della sua rifondazione da parte della CIA e dell’MI6. Gehad ha lasciato la fondazione nel 2012, quando al Cairo divenne il portavoce del candidato Mohamed Morsi, e in seguito quello ufficiale della Fratellanza Musulmana su scala mondiale.Sapendo che la totalità dei leader jihadisti nel mondo sono emersi sia dalla Fratellanza sia dall’Ordine sufi Naqshbandi - le due componenti della Lega islamica mondiale, l’organizzazione saudita anti-nazionalista araba - vorremmo saperne di più sulle relazioni della signora Clinton con l’Arabia Saudita e i Fratelli.Si scopre che nella squadra del suo sfidante Donald Trump, ci trova il generale Michael T. Flynn, che ha cercato di opporsi alla creazione del Califfato da parte della Casa Bianca e si è dimesso dalla direzione della Defense Intelligence Agency (Agenzia d’intelligence militare) per rimarcare la sua disapprovazione. Gli si affianca Frank Gaffney, un "reduce della guerra fredda", ormai qualificato come "cospirazionista" per aver denunciato la presenza dei Fratelli nello Stato federale.Va da sé che, dal punto di vista dell’FBI, tutto il sostegno alle organizzazioni jihadiste sia un reato, indipendentemente dalla politica della CIA. Nel 1991, la polizia – nonché il senatore John Kerry - avevano causato il fallimento della banca pakistana (benché registrata nelle Isole Cayman) BCCI, che la CIA utilizzava in ogni sorta di operazioni segrete con i Fratelli Musulmani e anche con i cartelli latini della droga.
3 02.11.2016(aggiornato 14:43 02.11.2016) URL abbreviato11676300 Una fonte nella stanza dei bottoni a Washington è responsabile di aver fornito la corrispondenza elettronica di John Podesta, il direttore della campagna elettorale di Hillary Clinton del Partito Democratico, la Russia non c'entra nulla. Lo ha detto in un'intervista con Sputnik Craig Murray, ex ambasciatore britannico in Uzbekistan e rappresentante del Partito Nazionale di Scozia e amico molto vicino del fondatore di WikiLeaks Julian Assange. "La fonte che ha rivelato queste mail non ha alcun legame con la Russia. Sono venuto a conoscenza dell'identità di questa persona quando ero a Washington un paio di mesi fa ed avevo presieduto la giuria per il premio intitolato Sam Adams assegnato agli informatori", — ha dichiarato Murray. "La gola profonda che ha rivelato queste mail frequenta i circoli di potere a Washington. Se volete sapere di chi si tratta, andate a cercarla lì, ma non in Russia", — ha aggiunto. Ai primi di ottobre durante una videoconferenza con Berlino Assange aveva promesso entro la fine dell'anno di pubblicare "informazioni sensibili" sui governi di 3 Paesi e sulle elezioni americane. Martedì ha pubblicato la 25esima parte della corrispondenza riservata di Podesta. Questa estate si è saputo della violazione degli hacker del sistema informatico del Partito Democratico degli Stati Uniti. La presidente della direzione dei Democratici Debbie Wasserman Schultz si è dimessa dopo le rivelazioni di WikiLeaks sui dettagli scandalosi della corrispondenza dell'apparato del partito; era stato sostenuto che i dati erano stati trasferiti dall'hacker con il nickname Guccifer 2.0. I pirati informatici erano riusciti a penetrare nei sistemi delle organizzazioni del Partito Democratico responsabili per le elezioni e le primarie. E' stato inoltre riferito che gli hacker sarebbero entrati in possesso dei dati del passaporto della first lady Michelle Obama. I rappresentanti del Partito Democratico e della Clinton hanno denunciato il coinvolgimento in questi attacchi della Russia, che aveva l'obiettivo di influenzare i risultati delle elezioni presidenziali. Tuttavia le accuse non sono state supportate da nessuna prova oggettiva. Il presidente russo Vladimir Putin, parlando delle accuse contro Mosca sugli attacchi hacker, ha affermato che i dati pubblicati non giovano gli interessi della Russia e l'isteria attorno a questa vicenda serve a distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dal loro contenuto.

