





“In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”




Ultima modifica di lowenz; 08-07-15 alle 11:04






E che cosa c'entra? Purtroppo, nella Chiesa di oggi, dilaniata da una crisi che s'è aperta con il Concilio Vaticano II, ci sono fazioni, correnti e persino istituzioni che esprimono diverse visioni ecclesiali, talvolta in antitesi tra loro. Ad esempio, la posizione sull'immigrazione di un prelato come il cardinale Biffi o come l'arcivescovo Babini non è la medesima di un cardinal Scola o di un Enzo Bianchi.
Ciò che fa fede, al di là dei discutibili comportamenti dei singoli, è la dottrina cattolica in materia:
"Non stupisce, però, che le mutate circostanze abbiano portato restrizioni circa l’immigrazione, poiché in questo campo si ha da tenere presente non solo l’interesse dell’immigrato, ma anche il benessere della nazione".
Pio XII, discorso al sig. Ugo Carusi, del dipartimento della giustizia degli Stati Uniti, commissario per l'immigrazione, e al sig. Howard R. Travers, del dipartimento di Stato degli USA, 13 marzo 1946.
"Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l'ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono. Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l'esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L'immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri".
Catechismo della Chiesa Cattolica, 1997.
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).



