
Originariamente Scritto da
Giò
Posto un estratto significativo del discorso di Pio XII del 24 dicembre 1945, che tratta, seppur brevemente, del tema a cui accenno nel titolo della discussione:
"La Chiesa è un tutto indivisibile, perché Cristo, con la sua Chiesa, è indiviso e indivisibile. Cristo, come Capo della Chiesa, è, per adoperare un profondo pensiero di S. Agostino, totus Christus, il Cristo intero. Questa interezza di Cristo, secondo il S. Dottore, significa la indivisibile unità del Capo e del corpo « in plenitudine Ecclesiae », in quella pienezza di vita della Chiesa, che congiunge tutte le zone e tutti i tempi della umanità redenta, senza eccezione
Saldamente stabilita con sì profonda radice, la Chiesa, posta com’è nel mezzo di tutta la storia del genere umano, nel campo agitato e sconvolto di energie divergenti e di contrastanti tendenze, quantunque esposta a tutti gli assalti diretti contro la sua indivisibile interezza, è così lontana dall’esserne scossa, che dalla sua propria vita di interezza e di unità irradia e diffonde sempre nuove forze sanatrici e unificatrici nella umanità lacerata e divisa, forze di unificante grazia divina, forze dello Spirito unificante, di cui tutti sono affamati, verità che sempre e dappertutto valgono, ideali che sempre e dappertutto ardono.
Da ciò apparisce che era ed è un sacrilego attentato contro il totus Christus, il Cristo nella sua integrità, e in pari tempo un colpo nefasto contro la unità del genere umano, ogniqualvolta si è tentato e si tenta di far la Chiesa quasi prigioniera e schiava di questo o di quel popolo particolare, di confinarla negli angusti limiti di una nazione, od anche di metterla al bando. Tale smembramento della interezza della Chiesa ha sminuito e sminuisce — tanto più, quanto più a lungo — nei popoli, che ne sono le vittime, il bene della loro reale e piena vita.
Ma l’individualismo nazionale e statale degli ultimi secoli non ha soltanto cercato di vulnerare l’interezza della Chiesa, d’indebolire e di ostacolare le sue forze unitrici e unificatrici, quelle forze che pure ebbero un tempo una parte essenziale nella formazione dell’unità dell’Occidente europeo. Un vieto liberalismo volle, senza e contro la Chiesa, creare la unità mediante la cultura laica e un umanesimo secolarizzato. Qua e là, come frutto della sua azione dissolvente e al tempo stesso come nemico, gli succedette il totalitarismo. In una parola, quale fu dopo poco più di un secolo il risultato di tutti quegli sforzi senza e spesso contro la Chiesa? La tomba della sana libertà umana; le organizzazioni forzate; un mondo, che per brutalità e barbarie, per distruzioni e rovine, soprattutto però per funesta disunione e per mancanza di sicurezza, non aveva conosciuto l’eguale.
In un tempo turbato, qual è ancora il nostro, la Chiesa, per il bene proprio e per quello della umanità, deve fare del tutto per mettere in valore la sua indivisibile e indivisa interezza. Essa ha da essere oggi più che mai soprannazionale. Questo spirito deve penetrare e pervadere il suo Capo visibile, il Sacro Collegio, tutta l’azione della Santa Sede, su cui specialmente ora gravano importanti doveri riguardanti non solo il presente, ma anche più il futuro".
Allocuzione "Negli ultimi sei anni"