Ebbene si! Lo confesso!
Lo invidio proprio. :/ ..
Anzi , Troll, spieghi a Sentenza il seminario III di Lacan con la riduzione eidetica scaturita da una analisi del testo decennale e a tratti giocosa.


Ebbene si! Lo confesso!
Lo invidio proprio. :/ ..
Anzi , Troll, spieghi a Sentenza il seminario III di Lacan con la riduzione eidetica scaturita da una analisi del testo decennale e a tratti giocosa.




' gnorsi'Originariamente Scritto da Sentenza37


ah la "crisi" sarebbe una "contraddizione" del capitalismo?
il marxismo è una massa informe di cazzate, non riesce a dare un insight né teorico né empirico su nessun fenomeno economico nuovo o antico.
"Stupratori della lingua e dell'immaginario collettivo" (Felipe su Calvino, Brecht e Moravia)
"Scribacchini di regime." (su Nazim Hikmet e Pablo Neruda)
"Raccapricciante. Comunismo sanguinario allo stato puro." (su "Valore" di Erri De Luca)


Qui c'è da fare un bel po' di pulizia.
Il forum è una cloaca perché psicopatici come il rinnegato comunista Felkis-Felipe K vengono qua a scrivere le loro stronzate.
Patriota Rosso o Ultima Legione: facciamo che si segano a vista le provocazioni e si chiede ad ogni nuovo utente di presentarsi nell'apposita thread?


la domanda che poni è stata uno degli arrovellamenti classici del marxismo che divise i marxisti in volontaristi (tra cui il nostro gramsci) e deterministi.
quando scoppiò la rivoluzione sovietica ci fu un dibattito sul fatto che la rivoluzione fosse scoppiata in un Pasese semifeudale mentre secondo la teoria marxista sarebbe dovuta scoppiare in un Paese a capitalismo avanzato.
secondo me, è una questione di lettura di Marx e dell'agire comunista.
Marx ha visto un problema che è quello delle condizioni operaie nel suo secolo.
ha cercato la soluzione nella teoria politica più di avanguardia allora (il socialismo) e ha applicato un metodo "scientifico" (molti hanno già citato l'influenza positivista) facendo dei calcoli matematici.
ha inoltre reinterpretato la dialettica hegeliana (anch'essa considerata punta di diamante del pensiero) rendendo non conciliabile il conflitto cioè se in hegel tesi e antitesi si conciliavano in una sintesi, in marx tale sintesi è più una distruzione di una delle due fasi. ha poi sostituito le nazione con le classi sociali nel concepire l'evolversi della storia.
al di là di quel che dice felipe, è stato un lavoro titanica.
se la sua influenza è durata oltre un secolo, qualcosa di notevole nel suo pensiero ci deve essere stata o no?
ovviamente marx era uno "scienziato" sociale e un riformatore quindi agiva partendo dal presente e con il preciso intento di essere partigiano di una delle fazioni.
questo dà il quadro della sua opera che va vista come un po' scientifica e un po' partigiana.
essendo poi un grosso lavoro teorico, affiancato anche da un attività politica, è abbastanza normale che presenti lacune.
il problema infatti non è il marxismo ma i marxisti.
ovvero quelli che interpretano Marx come il Padreterno piuttosto che come un influente pensatore sociale.
Ultima modifica di MaIn; 08-06-15 alle 11:42




ma di falle ce ne sono anche altre come il passaggio da una società socialista a quella comunista
e persino, a mio parere, la gestione della società socialista (ovvero la dittatura del proletariato) senza scadere nel capitalismo di Stato dove i boiardi sostituirscono l'oppressione del capitalismo privato.
se vuoi la mia opinione maliziosa..... un pensatore, specie se di tono profetico e impegnato in politica, difficilmente ammette che il lavoro monumentale della sua vita abbia lacune.


Si però queste altre falle sono già più tecniche, bisogna essere addentro per notarle, bisogna aver studiato il comunismo abbastanza approfonditamente. Quella di cui parlo io invece è una falla proprio nel pensiero di base, l'ho notata io che ho studiato Marx solo al liceo.
Spaghetti e pistole


In gran parte d'accordo con l'analisi di MaIn (Main o Maln?)
Ma ci terrei a specificare due cose
1) E' vero che esistono marxisti che leggono le opere di Carletto come fossero testi sacri (ma arrivando a conclusioni diversissime: si vedano, su tutti, LC e PMLI). Noi , però, non rientriamo in quella categoria, dal momento che riconosciamo quelli che sono tutt'oggi i limiti di un pensatore dell'800. Quando parlo di "Noi", intendo sia chi è strettamente legato a CeC, sia chi si è avvicinato al forum perché in esso ha trovato alcune affinità
2) Il capitalismo di stato. C'è stata un'involuzione burocratica e veriticistica in URSS, innegabile, ma non si può paragonare quel minimo di benessere che il socialismo garantiva, pur con le sue mille contraddizioni, al VERO CAPITALISMO. Capitalismo che, per inciso, affama, precarizza e crea disoccupazione.
Ultima modifica di LupoSciolto°; 08-06-15 alle 12:07