Esce giovedì 18 giugno - ma è già stata ampiamente anticipata dalla stampa - Laudato si, l'attesa enciclica sull'ambiente di papa Francesco. È di sicuro una pietra miliare nella storia della conservazione ambientale: il leader spirituale di un miliardo e 200 milioni di cattolici vi afferma ufficialmente che ridurre il riscaldamento globale è un imperativo morale per l'uomo.
Non c'è da stupirsi se il papa ha deciso di usare tutta la sua autorevolezza per abbracciare la causa dell'ambiente. Dall'appello al rispetto della natura lanciato da Giovanni Paolo II già un quarto di secolo fa, ai rapporti sempre più sofisticati intrattenuti dal Vaticano con il mondo scientifico, sono ormai decenni che la Chiesa cattolica mostra di prendere sempre più sul serio le questioni ambientali. E Francesco, che ha studiato da chimico, sembra determinato a dimostrare che il cambiamento climatico - il tema "verde" per eccellenza - non riguarda solo la sorte degli orsi polari.
"Il cambiamento climatico solleva questioni esistenziali", dice Anthony Leiserowitz, direttore dello Yale Project on Climate Change Communication, un centro studi dedicato proprio alla comunicazione sul tema. "Qual è il giusto modo di rapportarsi agli altri esseri umani, alle generazioni future, al mondo della natura? Non si tratta solo di amare il creato, ma di scongiurare un male che colpirebbe milioni di persone: il "prossimo" che ogni cristiano dovrebbe aiutare".
"Le affermazioni di Francesco sono in linea con quelle dei suoi predecessori", sostiene Bill Patenaude, uno dei fondatori del Global Catholic Climate Movement. "Ma lui ha una personalità unica, che attrae la gente. Ecco perché questa è probabilmente l'enciclica più attesa nella storia della Chiesa".
"Proprietari e dominatori"
Stando alla bozza anticipata da L'Espresso, nell'enciclica il papa afferma con forza che sono le emissioni di gas serra provenienti dal ricco emisfero Nord del mondo la principale causa del riscaldamento globale, le cui conseguenze più gravi - caldo insopportabile, penuria d'acqua, raccolti scarsi - minacciano però i meno fortunati abitanti del Sud.
La Terra "protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei", si legge nel documento. "Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi".
Il papa chiede con forza al mondo di cambiare direzione, riducendo i consumi e collaborando per risolvere i problema. "L’umanità è chiamata a prendere coscienza della necessità di cambiamenti di stili di vita, di produzione e di consumo, per combattere questo riscaldamento o, almeno, le cause umane che lo producono o lo accentuano".
Verde Vaticano - National Geographic





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